{"id":13841,"date":"2019-06-19T16:35:29","date_gmt":"2019-06-19T14:35:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13841"},"modified":"2019-06-19T16:35:29","modified_gmt":"2019-06-19T14:35:29","slug":"anti-social-social-group","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/anti-social-social-group\/","title":{"rendered":"ANTI SOCIAL SOCIAL GROUP"},"content":{"rendered":"<p>Vivere in tempi interessanti, si dice, \u00e8 un malaugurio. I nostri lo sono per sostanza e cronaca.<br \/>\nSostanza \u00e8 l\u2019erba che cresce per un nuovo raccolto. \u00abLo sviluppo del costituzionalismo globale ha un chiaro fondamento nelle insufficienze dei costituzionalismi nazionali. Le costituzioni nazionali non sono bastate per evitare crimini orrendi. Gli Stati stessi, invece di proteggere le libert\u00e0 dei cittadini, le hanno in vario modo limitate. Sono, allora, apparsi necessari principi superiori, capaci di limitare gli Stati e le relative costituzioni. Ma come possono essere posti tali principi, senza una Costituzione globale, che a sua volta richiederebbe una assemblea costituente cosmopolita?\u00bb. \u00abLentamente e con fatica si stanno affermando alcuni principi comuni nel mondo, dal rispetto della vita umana alla pace, all\u2019accettazione del movimento della finanza, delle persone e delle merci\u00bb. [Sabino Cassese, \u00abIl costituzionalismo globale avanza\u00bb, <em>Il Sole 24 Ore<\/em>, 26\/05\/2019, p. 27, recensione a <em>Global Constitutionalism From European And East Asia Perspectives<\/em>, a cura di Takao Suami, Anne Peters, Dimitri Vanoverbeke e Mattias Kumm, Cambridge UP 2019]. Un buon augurio.<br \/>\nIl seme fu l\u2019accordo del 1928 a Parigi che dichiar\u00f2 illegale la guerra. \u00abPrima del 1928, ogni Stato faceva propria la posizione opposta. La guerra non era un allontanamento dalla politica civile; <em>era<\/em> politica civile. Per gli Stati risultava infatti inconcepibile farne a meno. I firmatari del patto cercarono di porre fine alla guerra fra gli Stati rinunciando a essa come strumento di politica nazionale. Questa rinuncia segn\u00f2 l\u2019inizio di una trasformazione, non la fine. Analogamente a quanto era stato per la dichiarazione d\u2019indipendenza degli Stati Uniti, il patto rappresentava una categorica rottura con il passato. Prometteva inoltre un nuovo ordine legale e politico, per quanto ancora indefinito. Proprio come c\u2019erano volute la guerra d\u2019indipendenza, il venir meno della prima costituzione degli Stati Uniti (nota come gli Articoli della Confederazione) e la ratifica della seconda costituzione nel 1789, perch\u00e9 si compissero le promesse della dichiarazione d\u2019indipendenza, ci sarebbero voluti due decenni di lotta, compresa una guerra mondiale, il fallimento della Societ\u00e0 delle Nazioni e l\u2019istituzione delle Nazioni Unite, perch\u00e9 le promesse del patto divenissero realt\u00e0\u00bb [Oona A. Hataway e Scott J. Shapiro, <em>Gli internazionalisti. Come il progetto di bandire la guerra ha cambiato il mondo<\/em>, tr.it. Neri Pozza 2018, p. 14]. \u00abAl posto della guerra, il diritto internazionale conta sull\u2019emarginazione\u00bb. \u00abLo scopo non \u00e8 la vendetta, quanto rimettere in riga chi si \u00e8 comportato male\u00bb [ivi, p. 440].<br \/>\nLa cronaca. \u00abL\u2019azienda di analisi dati che ha lavorato col team elettorale di Trump e nella vittoriosa campagna di Brexit prelev\u00f2 milioni di profili Facebook di elettori USA, la maggiore infrazione mai vista dei giganti tecnologici, e li trasform\u00f2 in un potente programma software per predire e influenzare le urne. Un informatore ha rivelato all\u2019Observer che Cambridge Analytica \u2013 allora diretta da Steve Bannon, consulente chiave di Trump, e di propriet\u00e0 di Robert Mercel, miliardario fondatore di un fondo avvoltoio \u2013 us\u00f2 dati personali presi senza autorizzazione a inizio 2014 per costruire un sistema di profilazione individuale degli elettori USA, bersaglio di spot elettorali personalizzati. Christopher Wylie, che lavor\u00f2 con un accademico dell\u2019Universit\u00e0 di Cambridge, ha detto all\u2019<em>Observer<\/em>: \u201cUsammo Facebook per prelevare milioni di profili personali. E costruire modelli per sfruttare ci\u00f2 che sapevamo di loro e colpire i loro demoni interiori. Era la base su cui era costruita la societ\u00e0\u00bb [Roger McNamee, <em>Zucked. Waking Up to the Facebook Catastrophe<\/em>, HarperCollins 2019, pp. 180-1]. \u00abSecondo un calcolo di Google, per i nati tra il 1980 e il 2000 l\u2019attenzione del cervello allo schermo del computer dura nove secondi. Dopo si distrae, e ci vuole un nuovo stimolo per attivare la concentrazione\u00bb [Alain Beuve-M\u00e9ry, \u00abUne g\u00e9n\u00e9ration en d\u00e9ficit d\u2019attention\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 12\/06\/2019, p. 29].<br \/>\n\u00abAll\u2019arrivo nella Sala Ovale Trump promise di ristabilire la potenza USA. Il suo metodo si \u00e8 rivelato trasformare in armi una massa di attrezzi economici. Il mondo pu\u00f2 vedere cos\u00ec la forza impressionante proiettata da una superpotenza svincolata da regole o alleati\u00bb. \u00abC\u2019\u00e8 aria di ammutinamento\u00bb. \u00abTrump ha ragione, il network d\u00e0 agli USA un vasto potere. Ci vorranno decenni e una fortuna per sostituirlo. Ma se ne abusi, finirai col perderlo\u00bb [\u00abWeapons of mass disruption\u00bb, <em>The Economist<\/em>, 8-14\/06\/2019, p. 13]. \u00abLo storico Walter Russell Mead, 66 anni, il primo ad aver inquadrato The Donald in un filone di pensiero tradizionale \u2013 quello che affonda le sue radici nel presidente populista Andrew Jackson \u2013 avverte: \u201cIl suo approccio alla politica estera \u00e8 quello di un immobiliarista. Il modo in cui concepisce le sue mosse, questo caotico negoziare mirato a creare incertezza nell\u2019avversario: \u00e8 tutto scritto nel suo The Art of Deal, il suo libro sull\u2019arte di fare affari\u00bb [Anna Lombardi, \u00abWalter Russell Mead: \u201cDonald in politica estera ha l\u2019arte dell\u2019immobiliarista\u201d\u00bb, <em>la Repubblica<\/em>, 16\/06\/2018, pp. 17-18].<br \/>\nQuesta disgregazione di massa nasce dall\u2019indebolimento dei grandi partiti, e da un mercato politico di demoni elettronici da nove secondi, perch\u00e9 \u00abla rete educativa, infrastrutturale e di sicurezza sociale a sostegno d\u2019una prospera classe media esige sostanziali entrate fiscali. Per mantenere il sistema ci vuole un terzo pilastro: grandi imprese radicate nel territorio\u00bb. \u00abDemocrazie solide possono superare bene questo periodo di turbolenza. Ma sarebbe sbagliato darlo per scontato\u00bb [\u00abVotes of confidence\u00bb, <em>The Economist<\/em>, 15-21\/06\/2019, p. 66]. Forse l\u2019UE, ma \u00abTrump, nella visione di Bannon, \u00e8 una fase, persino una deviazione, nella rivoluzione che da lui prende il nome e da sempre ha a che fare con la debolezza dei due partiti maggiori. La presidenza Trump \u2013 non importa quanto duri \u2013 ha creato la finestra di opportunit\u00e0 per gli outsider veri. Trump \u00e8 solo l\u2019inizio. In piedi sui gradini di Breitbart News, quella mattina di ottobre [2017], Bannon sorrise dicendo: \u201cSar\u00e0 una cosa selvaggia, di brutto\u201d\u00bb [Michael Wolff, <em>Fire And Fury<\/em>, Little-Brown 2018, p. 310]. Malauguratamente, Brexit.<br \/>\n\u00abLa costituzione britannica \u00e8 un guazzabuglio di contraddizioni disseminate in innumerevoli leggi, convenzioni e regole\u00bb. \u00abUn tempo i legislatori britannici erano per lo pi\u00f9 consci che agire d\u2019impulso con le regole pu\u00f2 compromettere la democrazia. Forse per questo usavano moderazione. Ma negli ultimi decenni, quando la democrazia liberale pareva inattaccabile, hanno scordato la cautela\u00bb. \u00abIl fatto stesso di uscire dall\u2019UE porr\u00e0 nuovi dubbi sulla costituzione. La Carta dei Diritti Fondamentali, che consacra nella legge i diritti dei cittadini europei, non regoler\u00e0 pi\u00f9 i tribunali inglesi\u00bb. \u00abDa qui una preoccupazione finale. La sgangherata e facilmente emendabile costituzione \u00e8 vulnerabile alla radicalizzazione politica di tre anni ai remi di Brexit\u00bb. \u00abMolti britanni sembrano spensieratamente inconsapevoli della prossima prova\u00bb. \u00abBrexit \u00e8 stata a lungo una crisi politica. Ora sembra destinata a divenire anche crisi costituzionale. \u00c8 una crisi a cui i britanni sono vergognosamente impreparati\u00bb [\u00abThe next to blow\u00bb, <em>The Economist<\/em>, 01-07\/06\/2019, p. 7]. Noi pure. \u00abIl problema dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, di come sia avvenuta e di quali fratture abbia lasciato il sedimento, si pone ogni volta che, cambiando le sfide del presente, si \u00e8 spinti a voltarsi indietro e a riflettere sulle parole di Antonio Gramsci: \u201cRealmente l\u2019unit\u00e0 nazionale \u00e8 sentita come aleatoria, perch\u00e9 forze \u2018selvagge\u2019, non conosciute con precisione, elementarmente distruttive, si agitano continuamente alla sua base\u201d. Oggi quelle forze selvagge si manifestano di nuovo. Vediamo affiorare spaccature profonde lungo crinali antichi\u00bb [Adriano Prosperi, <em>Un volgo disperso. Contadini d\u2019Italia nell\u2019Ottocento<\/em>, Einaudi 2019, p. X].<br \/>\nSull\u2019onda della crisi dei grandi partiti storici \u00e8 tornata la strana coppia UK-Italia, che Soros, allora solo profit, cacci\u00f2 dal Sistema Monetario Europeo nel 1992. La preda ora \u00e8 il mondo intero, in libera e selvaggia caccia. Ma \u00abla scelta tra diritto e potere \u00e8 falsa. Non esiste vero potere \u2013 un potere utile a conseguire importanti e duraturi obiettivi politici \u2013 in assenza di diritto. Il diritto crea il potere concreto. Come scoprirono i giapponesi nel 1931, non bastava occupare la Manciuria se nessuno trattava la Manciuria da Manciuku\u00f2. La Russia sta oggi imparando nuovamente questa lezione con la Crimea\u00bb. \u00abLa stessa lezione la sta scoprendo la Cina nel Mar Cinese meridionale. Pu\u00f2 occupare tutte le isole che vuole, ma a poco valgono fintanto che il resto del mondo si rifiuta di riconoscerle. C\u2019\u00e8 del fatalismo nel dipingere un mondo che riposa sul potere statale, e non lascia molto spazio all\u2019agire umano. La vicenda della trasformazione del vecchio ordine mondiale nel nuovo sta per\u00f2 a dimostrare che, se il diritto determina il potere, le idee \u2013 e coloro che le elaborano e le diffondono \u2013 determinano il diritto. La forza bruta, come acqua impetuosa, va controllata e incanalata\u00bb. \u00abSe il diritto \u00e8 ci\u00f2 che d\u00e0 forma al potere reale, e le idee danno forma al diritto, allora abbiamo il controllo sul nostro destino. Possiamo scegliere di riconoscere certe azioni e non altre. Possiamo collaborare con chi segue le regole ed emarginare chi non lo fa. E quando le regole non funzionano pi\u00f9, possiamo cambiarle\u00bb [Hataway e Shapiro, cit., pp. 491-2]. Si chiama libert\u00e0, nel diritto e nella democrazia.<br \/>\nInvece i \u00abmovimenti creati per proteggere gli interessi e esaltare le identit\u00e0 nazionali, a conti fatti si rivelano strani compagni di letto. I governi Jaroslaw Kaczynski in Polonia e Viktor Orban in Ungheria hanno a lungo fatto orecchie da mercante alle richieste italiane di redistribuire in UE i richiedenti asilo africani. Problema ora aggirato: nuovo mantra della destra populista \u00e8 la risposta di sigillare le frontiere europee. Ma accordarsi sulla politica economica sar\u00e0 pi\u00f9 difficile. L\u2019AFD e gli altri gruppi nord-europei di estrema destra vogliono proprio l\u2019austerit\u00e0 fiscale che Salvini denuncia come freno all\u2019economia italiana\u00bb [\u00abA posse of patriots\u00bb, <em>The Economist<\/em>, 13-19\/04\/2019, p. 23]. \u00c8 il ciascun per s\u00e9 spacciato per sovranit\u00e0 nella nostra economia poco innovativa nei prodotti e avvezza a espedienti di svalutazioni competitive e condoni fiscali, che aggravano solo i nostri ritardi. L\u2019euro impedisce le svalutazioni competitive e nella parit\u00e0 stabilita \u00e8 una forte leva del nostro commercio estero, tuttora attivo per 50 miliardi. \u00abMa questo spiega perch\u00e9 una crisi di governo dopo le elezioni europee pu\u00f2 spingere indietro l\u2019Italia nella spirale viziosa delle paure di mercato sulla sua solvibilit\u00e0, portando a costi del debito pi\u00f9 alti e a deficit ancor maggiori. Un governo populista di destra Salvini pu\u00f2 essere pi\u00f9 omogeneo e armonico. Ma perfino pi\u00f9 temerario fiscalmente\u00bb [\u00abOut of the frying pan, but into what?\u00bb, <em>The Economist<\/em>, 11-17\/05\/2019, p. 20]. Quel che si dice spararsi nei piedi.<br \/>\nIn effetti, Bannon opera da tempo anche da noi. \u00abIl piano di Steve Bannon, gi\u00e0 direttore strategico di Trump, per lanciare un\u2019accademia della destra alternativa in un monastero italiano, rischia di essere interrotto d\u2019autorit\u00e0. Il business plan per averlo in affitto \u00e8 falsificato. Bannon paga 100.000 \u20ac l\u2019anno per la Certosa di Trisulti, antico monastero certosino sulle montagne a est di Roma. Dello stato, nel febbraio 2018 il ministro per i beni artistici e culturali lo ha concesso in affitto per 19 anni a una organizzazione non-profit di base a Roma, l\u2019Istituto Dignitatis Humanae, di cui \u00e8 amministratore fiduciario Bannon. Due organismi ufficiali stanno indagando sulla concessione\u00bb. \u00abBannon ha definito l\u2019Accademia per l\u2019Occidente Giudaico-Cristiano, che l\u2019Istituto intende aprire nel monastero in autunno, una \u201cscuola di gladiatori culturali\u201d. Il direttore dell\u2019Istituto, Benjamin Harnwell, dice che essa offrir\u00e0 un master con corsi di filosofia, teologia, storia e economia. Bannon curer\u00e0 di persona il corso complementare sulla pratica di leadership politica\u00bb. \u00abLa controversia sul business plan \u00e8 solo l\u2019ultima di varie batoste subite dall\u2019Istituto negli ultimi mesi. Da dicembre Luca Volont\u00e9, ex democristiano suo presidente, \u00e8 sotto processo a Milano, accusato di corruzione per 2,4 milioni di \u20ac ricevuti da fonti dell\u2019Azerbaigian private e pubbliche. Presunto pagamento per l\u2019aiuto a bloccare, quale parlamentare del Consiglio d\u2019Europa, la denuncia di violazione dei diritti umani in Azerbaigian. Volont\u00e9 nega. Harnwell ha fondato l\u2019Istituto Dignitatis Humanae nel 2008 aiutato da vari eminenti cattolici. Tra di loro Austin Ruse, presidente del Centre for Family and Human Rights in America, e liberali come Lord Alton, pari inglese gi\u00e0 politico liberal-democratico. Ma come Harnwell ammette, con il visibile e crescente ruolo di Bannon molti membri e funzionari liberali, incluso Lord Alton, hanno lasciato. Ultimo un prelato vaticano di alto rango, il Cardinale Peter Turkson\u00bb [\u00abAcademic controversies\u00bb, <em>The Economist<\/em>, 25-31\/05\/2019, p. 30]. \u00abAstra inclinant non necessitant\u00bb.<br \/>\n<strong>ANTI SOCIAL SOCIAL GROUP<\/strong>. Stampata su una t-shirt, la frase va interpretata, ma si tratta sempre di social. Anche il denaro \u00e8 sempre denaro, ma ci fa lavorare insieme solo se circola in modi eticamente e tecnicamente corretti, come il traffico, altrimenti sono guai grossi per tutti. \u00c8 materia di educazione pubblica, non di sovranit\u00e0. Le regole che danno valore al denaro prescindono dal consenso elettorale. Chi lo dice imbroglia o \u00e8 imbrogliato e azzera il valore di denaro e voto. Specie per chi ha poco potere e denaro, democrazia \u00e8 intelligenza. I mini-bot ci riportano ai mini-assegni degli anni 1970, sostitutivi delle monete, sparite perch\u00e9  di valore nominale inferiore a quello del loro metallo, quando inflazione e interessi sui BOT erano al 20%, ma eravamo, si dice, sovrani. Fatturati i demoni politici, Mark Zuckerberg ha annunciato la \u201clibra\u201d, la moneta elettronica di Facebook che \u00abmira in particolare ai paesi in sviluppo dove il sistema finanziario e la moneta non sono sempre stabili: India, Brasile, Venezuela, Argentina \u2026\u00bb [V\u00e9ronique Chocr\u00f2n e Alexandre Piquard, \u00abFacebook veut bousculer les monnaies\u00bb, <em>Le Monde \u00c9co&amp;Entreprise<\/em>, 18\/06\/2019, p. 12]. Sulla china di un sistema finanziario e monetario italiani sempre pi\u00f9 instabili, lira o libra?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vivere in tempi interessanti, si dice, \u00e8 un malaugurio. I nostri lo sono per sostanza e cronaca. Sostanza \u00e8 l\u2019erba che cresce per un nuovo raccolto. \u00abLo sviluppo del costituzionalismo globale ha un chiaro fondamento&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[51],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13841"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13841"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13841\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13846,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13841\/revisions\/13846"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13841"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13841"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13841"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}