{"id":13837,"date":"2019-06-19T12:07:42","date_gmt":"2019-06-19T10:07:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13837"},"modified":"2019-06-19T12:07:42","modified_gmt":"2019-06-19T10:07:42","slug":"lamazzonia-non-e-una-selva-oscura-l-instrumentum-laboris-su-ministero-e-liturgia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/lamazzonia-non-e-una-selva-oscura-l-instrumentum-laboris-su-ministero-e-liturgia\/","title":{"rendered":"L\u2019Amazzonia non \u00e8 una selva oscura. L\u2019 Instrumentum Laboris su ministero e liturgia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/logoamazon.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-13839\" alt=\"logoamazon\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/logoamazon.png\" width=\"171\" height=\"294\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>L\u2019Amazzonia non \u00e8 una selva oscura<\/strong><br \/>\n<strong> L\u2019 Instrumentum Laboris su ministero e liturgia<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u201cAl presente bisogna invece che in questi nostri tempi<\/em><br \/>\n<em> l\u2019intero insegnamento cristiano sia sottoposto da tutti<\/em><br \/>\n<em> a nuovo esame, con animo sereno e pacato\u201d<\/em><br \/>\n<em> Giovanni XXIII, Gaudet Mater Ecclesia, 1962<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La pubblicazione dell\u2019Instrumentum Laboris in vista del Sinodo speciale dedicato alle Chiese della Amazzonia, offre alla Chiesa cattolica una occasione particolare: riflettere sulla tradizione a partire da una contingenza sorprendentemente \u201cdifferente\u201d. Questo mette alla prova le categorie di universalit\u00e0 e di continuit\u00e0, che dovranno essere verificate \u201cin loco\u201d, in relazione ad uno sguardo \u201cromano\u201d.<br \/>\nAd una prima lettura il testo appare molto promettente: elabora una serie di questioni in modo aperto, chiaro, senza troppe esitazioni o circonlocuzioni. Molti sono i temi di cui sarebbe giusto occuparsi e altri potranno farlo in modo adeguato. Mi limito qui ad esaminare soltanto quei passi che appaiono legati a due questioni fondamentali, circa l\u2019esercizio del ministero e circa la celebrazione liturgica.<\/p>\n<p><strong>Una premessa di \u201crispetto\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Un errore che rischia di compromettere la lettura del testo, e poi dell\u2019evento, \u00e8 quello di non tener conto che si tratta di una \u201cSinodo speciale\u201d: che coinvolge una \u201cporzione di Chiesa\u201d, identificata geograficamente e storicamente come Amazzonia. Regione vasta, articolata, non univoca. Ci\u00f2 che si elabora nel Sinodo riguarda quella tradizione complessa, da essa trae spunto e ad essa cerca di provvedere. Ogni elaborazione \u201cuniversale\u201d non pu\u00f2 essere immediata. Rispettare questa logica \u201clocale\u201d \u00e8 uno dei requisiti perch\u00e9 il percorso complessivo risulti positivo, tanto per le Chiese che sono in Amazzonia, quanto per tutte le altre Chiesa e per la Chiesa universale tutta.<\/p>\n<p><strong>Una serie di affermazioni-chiave, con commento<\/strong><\/p>\n<p>Vorrei ora presentare e commentare una serie di affermazioni, che attraversano la prima parte del documento, e che costituiscono il supporto necessario per intendere quelle successive:<\/p>\n<p>&#8211; &#8220;Il processo di conversione a cui \u00e8 chiamata la Chiesa implica disimparare, imparare e rimparare&#8221; (102). La Chiesa deve disimparare. Per poter imparare qualcosa di diverso e reimparare l\u2019unica tradizione comune, ma con altre parole, con altri gesti, con altri canti, con altre autorit\u00e0, con altre forme. Potremmo trovare il precedente illustre di di questo testo in SC 23, che mette in relazione \u201csana tradizione\u201d e \u201clegittimo progresso\u201d: non tutta la tradizione \u00e8 sana. Alla tradizione malata si reagisce con la riforma. Questo non vale solo per la liturgia. Il cammino sinodale della Amazzonia deve \u201cdisimparare\u201d la tradizione malata.<\/p>\n<p>&#8211; Tale processo di conversione &#8220;esige dalla Chiesa in Amazzonia proposte \u00abcoraggiose\u00bb, il che presuppone audacia e passione, come ci chiede Papa Francesco&#8221; (106). Trovo curioso che il testo riferisca \u201caudacia e passione\u201d ad una richiesta del papa. In realt\u00e0 \u00e8 la \u201cvita della Chiesa\u201d a chiedere audacia e passione. Il papa la interpreta anche dal centro, non solo dalla periferia. Ed \u00e8 qui un primo punto delicato. Chi vive e crede in Amazzonia sa che cosa chieda audacia e passione. E\u2019 possibile che Roma lo capisca? Questo \u00e8 il punto. Ci sono i vescovi della Amazzonia, c\u2019\u00e8 il papa: e in mezzo? Il Sinodo dovrebbe restituire alla Chiesa una \u201cmediazione autorevole\u201d della audacia e della passione che conserva la tradizione viva.<\/p>\n<p>&#8211; \u201cUna Chiesa dal volto amazzonico nelle sue molteplici sfumature cerca di essere una Chiesa &#8220;in uscita&#8221; (cf. EG 20-23), che si lascia alle spalle una tradizione coloniale monoculturale, clericale e impositiva e sa discernere e assumere senza timori le diverse espressioni culturali dei popoli.&#8221; (110)<\/p>\n<p>Il \u201crostro amazonico\u201d della Chiesa \u00e8 implicato in un complesso superamento di una \u201ctradizione malata\u201d che viene identificata con 4 aggettivi: coloniale, monoculturale, clericale e impositiva. Assumere le espressioni culturali dei popoli della Amazzonia, con discernimento e senza timore. Questo \u00e8 il compito, che riguarda un lavoro di inculturazione e di interculturazione.<\/p>\n<p><strong>Liturgia e ministeri, altrimenti<\/strong><\/p>\n<p>Vengo ora alle principali affermazione che riguardano liturgia e ministero<\/p>\n<p>&#8211; &#8220;Certamente la diversit\u00e0 culturale non minaccia l&#8217;unit\u00e0 della Chiesa, ma esprime la sua autentica cattolicit\u00e0 mostrando \u201cla bellezza di questo volto pluriforme\u201d (EG 116). Per questo \u201cbisogna avere il coraggio di trovare i nuovi segni, i nuovi simboli, una nuova carne per la trasmissione della Parola, le diverse forme di bellezza che si manifestano in vari ambiti culturali\u2026\u201d (EG 167). Senza questa inculturazione la liturgia pu\u00f2 ridursi in un \u201cpezzo da museo\u201d o in \u201cun possesso di pochi\u201d (EG 95).&#8221; (124)<\/p>\n<p>La diversit\u00e0 cultura non minaccia l\u2019unit\u00e0. Questa \u00e8 una affermazione-chiave. Un volto pluriforme della tradizione non viene pensato pi\u00f9 come sconfitta della uniformazione, ma come ricchezza di differenziazione. Questo vale anzitutto per la liturgia, che non pu\u00f2 essere compresa nella categoria del \u201cpezzo da museo\u201d. Questo passaggio sar\u00e0 molto delicato. Perch\u00e9 si scontra con una mentalit\u00e0 e una sensibilit\u00e0 che negli ultimi 20 anni ha cercato di avvalorare proprio questa idea \u201cstatica\u201d e \u201cmalata\u201d di liturgia. La Amazzonia non pu\u00f2 sopportare quello che un europeo pu\u00f2 addirittura desiderare. La specificit\u00e0 di un luogo e di una tradizione ci consente di rivedere le categorie distorte con cui pretendiamo di fare i conti con la nostra storia. E di leggerle in modo nuovo.<\/p>\n<p>&#8211; &#8220;I sacramenti devono essere fonte di vita e rimedio accessibile a tutti (cf. EG 47), specialmente ai poveri (cf. EG 200). Occorre superare la rigidit\u00e0 di una disciplina che esclude e aliena, attraverso una sensibilit\u00e0 pastorale che accompagna e integra (cf. AL 297, 312).&#8221; (126b)<\/p>\n<p>La ri-elaborazione universale delle categorie di evangelizzazione (EG) e di integrazione (AL) permettono al testo di rileggere diversamente la stessa tradizione sacramentale, contrapponendo con decisione una lettura \u201cdisciplinare\u201d che esclude ed aliena, rispetto ad una sensibilit\u00e0 pastorale che diventi capace di accompagnare e di integrare.<\/p>\n<p>&#8211; &#8220;Le comunit\u00e0 hanno difficolt\u00e0 a celebrare frequentemente l&#8217;Eucaristia per la mancanza di sacerdoti. \u201cLa Chiesa vive dell&#8217;Eucaristia\u201d e l&#8217;Eucaristia edifica la Chiesa.[60] Per questo, invece di lasciare le comunit\u00e0 senza l&#8217;Eucaristia, si cambino i criteri di selezione e preparazione dei ministri autorizzati a celebrarla&#8221; (126c)<\/p>\n<p>Qui troviamo una delle affermazione pi\u00f9 forti e decisive del documento. La centralit\u00e0 della celebrazione eucaristica deve indurre ad una conversione pastorale di estremo rilievo, che ha come esito il cambiamento dei criteri di selezione e di preparazione dei ministri autorizzati a celebrare la eucaristia: qui \u00e8 evidente che il tema \u201cliturgico\u201d e il tema \u201cministeriale\u201d si intrecciano in profondit\u00e0. Da un lato la liturgia non \u00e8 rigida, ma aperta alla integrazione delle culture; ma dall\u2019altro \u00e8 talmente centrale che ad essa devono piegarsi anche i criteri di \u201cselezione e preparazione\u201d: ossia le forme ministeriali possono e debbono trovare una nuova elasticit\u00e0, che, come vedremo subito sotto, esige una rilettura dei \u201csoggetti autorevoli\u201d all\u2019interno della comunit\u00e0.<\/p>\n<p>&#8211; &#8220;La Chiesa deve incarnarsi nelle culture amazzoniche che possiedono un alto senso di comunit\u00e0, uguaglianza e solidariet\u00e0, per cui il clericalismo non \u00e8 accettato nelle sue varie forme di manifestarsi.&#8221; (127) e poi: \u201cLe distanze geografiche manifestano anche distanze culturali e pastorali che, quindi, richiedono il passaggio da una \u201cpastorale della visita\u201d a una \u201cpastorale della presenza\u201d, per riconfigurare la Chiesa locale in tutte le sue espressioni: ministeri, liturgia, sacramenti, teologia e servizi sociali.&#8221; (128)<\/p>\n<p>Una riconfigurazione della Chiesa esige un passaggio delicatissimo che, superando il clericalismo, sappia trasformare la \u201cpastorale della visita\u201d in \u201cpastorale della presenza\u201d. Ci\u00f2 ha un impatto fortissimo a tutti i livelli di esperienza e di espressione. Lo vediamo subito nelle richieste che vengono dalla Amazzonia.<\/p>\n<p><strong>Le richieste fondamentali<\/strong><\/p>\n<p>Infine vengono indicate, in modo estremamente chiaro, le principali richieste. Qui leggiamo orizzonti di ripensamento locale, i cui effetti sulla tradizione comune potranno essere valorizzati nel tempo, a partire da questo possibile precedente. Il lungo testo \u00e8 giustificato dalla sua importanza.<\/p>\n<p>&#8211; \u201cI seguenti suggerimenti delle comunit\u00e0 recuperano aspetti della Chiesa primitiva quando rispondeva alle sue necessit\u00e0 creando ministeri appropriati (cf. Atti 6,1-7; 1 Tim 3,1-13):<br \/>\na) Nuovi ministeri per rispondere in maniera efficace ai bisogni dei popoli amazzonici:<br \/>\n1. Promuovere vocazioni autoctone di uomini e donne in risposta ai bisogni di un\u2019attenzione pastorale sacramentale; il loro contributo decisivo sta nell&#8217;impulso ad un&#8217;autentica evangelizzazione dal punto di vista indigeno, secondo i loro usi e costumi. Si tratta di indigeni che predicano agli indigeni con una profonda conoscenza della loro cultura e della loro lingua, capaci di comunicare il messaggio del Vangelo con la forza e l&#8217;efficacia di chi ha il loro bagaglio culturale. \u00c8 necessario passare da una \u201cChiesa che visita\u201d ad una \u201cChiesa che rimane\u201d, accompagna ed \u00e8 presente attraverso ministri che emergono dai suoi stessi abitanti.<br \/>\n2. Affermando che il celibato \u00e8 un dono per la Chiesa, si chiede che, per le zone pi\u00f9 remote della regione, si studi la possibilit\u00e0 di ordinazione sacerdotale di anziani, preferibilmente indigeni, rispettati e accettati dalla loro comunit\u00e0, sebbene possano avere gi\u00e0 una famiglia costituita e stabile, al fine di assicurare i Sacramenti che accompagnano e sostengono la vita cristiana.<br \/>\n3. Identificare il tipo di ministero ufficiale che pu\u00f2 essere conferito alle donne, tenendo conto del ruolo centrale che esse svolgono oggi nella Chiesa amazzonica.&#8221; (128a)<\/p>\n<p>I tre livelli, nell\u2019orizzonte dischiuso dalla Chiesa primitiva, vengono identificati e corrispondono a tre dimensioni diverse della domanda: una ministerialit\u00e0 autoctona di predicazione, la ordinazione di \u201canziani sposati\u201d alla presidenza eucaristica, una configurazione ministeriale ufficiale da conferire alle donne. Il testo respira a pieni polmoni dentro la tradizione amazzonica. Sarebbe un grave errore pensarlo semplicemente a partire dalle nostre categorie tridentine, quasi come un \u201cgiochetto\u201d per dare \u201criconoscimento burocratico\u201d ad un organigramma di chiesa locale. Qui si tratta, invece, di assumere pienamente la originalit\u00e0 amazzonica \u2013 di cultura, di esercizio di autorit\u00e0 maschile e femminile \u2013 come caso serio per produrre un legittimo progresso e superare una tradizione malata in nome della sana tradizione.<\/p>\n<p>&#8211; Una ulteriore specificazione viene, allo stesso numero 128, dal punto c, che merita di essere citato integralmente:<\/p>\n<p>\u201cc) Ruolo della donna:<br \/>\n1. In campo ecclesiale, la presenza delle donne nelle comunit\u00e0 non \u00e8 sempre valorizzata. Viene chiesto il riconoscimento delle donne a partire dai loro carismi e talenti. Esse chiedono di recuperare lo spazio dato da Ges\u00f9 alle donne, \u201cdove tutti\/tutte possiamo ritrovarci\u201d.[61]<br \/>\n2. Si propone inoltre di garantire alle donne la loro leadership, nonch\u00e9 spazi sempre pi\u00f9 ampi e rilevanti nel campo della formazione: teologia, catechesi, liturgia\u00a0e scuole di fede e di politica.<br \/>\n3. Si chiede anche che la voce delle donne sia ascoltata, che siano consultate e partecipino ai processi decisionali, e che possano cos\u00ec contribuire con la loro sensibilit\u00e0 alla sinodalit\u00e0 ecclesiale.<br \/>\n4. Che la Chiesa accolga sempre pi\u00f9 lo stile femminile di agire e di comprendere gli avvenimenti.&#8221; (128c)<\/p>\n<p>La integrazione della donna, oltre che sul piano ufficiale e ministeriale, esige forme culturali ed istituzionali di integrazione ecclesiale. La partecipazione ai processi decisionali costituisce una esigenza che non deve essere pensata a partire dal nostro concetto europeo di \u201cparit\u00e0 di diritti\u201d, ma a partire da tradizioni di cultura \u201cmatrilineare\u201d, in cui di fatto \u00e8 la donna a gestire la autorit\u00e0 familiare e del gruppo. La provocazione antropologica e cultura diventa stimolo ad una Chiesa che voglia essere, davvero, propter homines.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, bisogna ricordare che rimane importante<\/p>\n<p>&#8211; &#8220;Promuovere la dignit\u00e0 e l&#8217;uguaglianza della donna nella sfera pubblica, privata ed ecclesiale, assicurando canali di partecipazione, combattendo la violenza fisica, domestica e psicologica, il femminicidio, l&#8217;aborto, lo sfruttamento sessuale e la tratta, impegnandosi a lottare per garantire i suoi diritti e per superare ogni tipo di stereotipo&#8221; (146e)<\/p>\n<p>Il superamento di ogni tipo di stereotipo \u00e8 un passaggio assai delicato, non solo per la societ\u00e0, ma per la Chiesa. Reagire alle richieste che vengono dalle terre attraversate dal Rio delle Amazzoni mette alla prova la Chiesa, nel saper riconoscere la comunione e il Vangelo vissuto senza lasciarsi dominare dagli stereotipi che non permettono di \u201cvedere le vite\u201d.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019ultima annotazione importante<\/strong><\/p>\n<p>Amazzonia non \u00e8 solo foresta o fiume o relazione primaria, \u00e8 anche citt\u00e0 e societ\u00e0 complessa. Il testo dice qualcosa di importante anche su questa differenza:<\/p>\n<p>&#8211; &#8220;L\u2019indigeno in citt\u00e0 \u00e8 un migrante, un essere umano senza terra e un sopravvissuto a una storica battaglia per la delimitazione della sua terra, con la sua identit\u00e0 culturale in crisi. Nei centri urbani, le agenzie governative spesso si sottraggono alla responsabilit\u00e0 di garantire i loro diritti, negando la loro identit\u00e0 e condannandoli all&#8217;invisibilit\u00e0.&#8221; (132)<\/p>\n<p>Il problema delle forme di vita pu\u00f2 rende una metropoli come Manaus molto simile a Roma. La distanza geografica si confonde con la distanza culturale e tecnologica. La indifferenza verso la diversit\u00e0 diventa un problema non solo \u201cesterno\u201d, ma \u201cinterno\u201d alla Amazzonia. Questa \u00e8 una sfida davvero grande e decisiva: onorare e integrare la diversit\u00e0 culturale, civile ed ecclesiale. Per affrontarla positivamente a Roma sar\u00e0 necessaria una grande misura di audacia e di passione. Senza paura e con molta speranza. Ma anche con una disponibilit\u00e0 a pensare altrimenti, ad elaborare categorie nuove, a rivedere le nozioni classiche, a ripensare gli sviluppi storici, senza cadere in quegli stereotipi da museo, che avrebbero subito un effetto paralizzante e immunizzante. L\u2019Amazzonia non \u00e8 una \u201cselva oscura\u201d, ma una occasione preziosa per onorare la realt\u00e0 e per riscoprire la vivacit\u00e0 della nostra tradizione comune.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Amazzonia non \u00e8 una selva oscura L\u2019 Instrumentum Laboris su ministero e liturgia &nbsp; \u201cAl presente bisogna invece che in questi nostri tempi l\u2019intero insegnamento cristiano sia sottoposto da tutti a nuovo esame, con animo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13837"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13837"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13837\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13840,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13837\/revisions\/13840"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13837"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13837"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13837"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}