{"id":13827,"date":"2019-06-12T07:12:26","date_gmt":"2019-06-12T05:12:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13827"},"modified":"2019-06-12T07:14:40","modified_gmt":"2019-06-12T05:14:40","slug":"mi-ha-creato-allinizio-del-suo-operare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/mi-ha-creato-allinizio-del-suo-operare\/","title":{"rendered":"Mi ha creato all&#8217;inizio del suo operare"},"content":{"rendered":"<p>Trinit\u00e0 \u2013 C<br \/>\nPrv 8, 22-31;\u00a0Rm 5, 1-5;\u00a0Gv 16, 12-15<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p>Con la solennit\u00e0 di Pentecoste si conclude il Tempo pasquale e anche quell\u2019intenso ciclo liturgico che \u00e8 iniziato con il mercoled\u00ec delle Ceneri. Con la Solennit\u00e0 della SS. Trinit\u00e0 ritorniamo invece nel Tempo ordinario. Certo ci\u00f2 che i Cristiani celebrano nella liturgia \u00e8 sempre il mistero pasquale del loro Signoremorto e risorto, ma la logica \u00e8 differente. Per comprendere la festa della Trinit\u00e0 occorre quindi evitare di leggerla in continuit\u00e0 con la Pentecoste, quasi fosse un prolungamento del Tempo pasquale, ed entrare invece nella logica del Tempo ordinario che da questa domenica in poi ci accompagner\u00e0 nella nostra sequela del Maestro fino alla XXIV domenica nella quale lo celebreremo come Signore-Kyrios del tempo e della storia.<br \/>\nSeguendo questa prospettiva e leggendo la festa della Trinit\u00e0 nel Tempo ordinario (\u00e8 il nome che le assegna la liturgia stessa: Solennit\u00e0 del Signore nel Tempo ordinario), dobbiamo far riferimento all\u2019\u201cordinariet\u00e0\u201d della vita della Chiesa nella sequela del suo Signore: un cammino nel quale passo dopo passo essa si scopre trasformata ad immagine di colui che segue, pur nella fatica e nella povert\u00e0 di una infedelt\u00e0 sempre presente. La Solennit\u00e0 della SS. Trinit\u00e0 ci fornisce lo sfondo completo di questo cammino di sequela, rivelandone il vero significato. In questa festa si celebra la vita di Dio che \u00e8 comunione! Pertanto il cammino di sequela di Cristo non si presenta unicamente un \u201cfatto umano\u201d, non si tratta di accogliere il pensiero di un filosofo o di un saggio, di un capo politico o di un rivoluzionario, non \u00e8 unicamente l\u2019esito dello sforzo, dell\u2019impegno e della decisione dell\u2019uomo. Tutto questo ci rivela la Festa della SS. Trinit\u00e0, che quindi ci aiuta a riprendere il nostro cammino nella comprensione di ci\u00f2 che si celebra in tutto il Tempo ordinario.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Riflessione<\/strong><br \/>\n<em>All&#8217;inizio del suo operare<\/em><br \/>\nNella prima lettura tratta dal Libro dei Proverbi troviamo il noto cantico della Sapienza. La Sapienza di Dio parla e canta come una realt\u00e0 personale. In questo canto, che potrebbe essere approfondito in tante direzioni, si afferma innanzitutto una realt\u00e0 fondamentale: con Dio, da sempre, c\u2019\u00e8 la sua volont\u00e0 di comunione e di salvezza in favore degli uomini! Infatti, la Sapienza personificata altro non \u00e8 che la mediazione di Dio nella creazione, il suo farsi presenza operante. Per la Bibbia Dio non si pu\u00f2 vedere, \u00e8 trascendente e \u201caltro\u201d, ma attraverso la sua Sapienza ordinatrice egli \u00e8 operante nella creazione e nella storia. E\u2019 interessante notare che una tale presenza, una tale volont\u00e0 di comunione con l\u2019umanit\u00e0 e con la creazione intera \u00e8 presente in Dio da sempre. Infatti, la Sapienza \u00e8 al fianco di Dio dall\u2019inizio del suo operare!<br \/>\nE\u2019 un primo dato che troviamo nella liturgia della Parola di oggi. Il Dio della Bibbia \u00e8 s\u00ec \u201ctrascendente\u201d, non strumentalizzabile, non utilizzabile come un \u201camuleto\u201d, non riducibile ad un idolo, ma \u00e8 anche il Dio della comunione. Una comunione che da sempre egli vive in se stesso \u2013 Dio \u00e8 in \u201cdialogo\u201d da sempre con la sua Sapienza &#8211; ma che vuole vivere anche con l\u2019umanit\u00e0. Questa volont\u00e0 non \u00e8 il frutto di una decisione sorta in lui in un secondo momento, ma \u00e8 \u201coriginaria\u201d, \u00e8 il suo stesso \u201cNome\u201d.<br \/>\nNel v. 31, cio\u00e8 nella conclusione della prima lettura della liturgia di questa domenica, troviamo esplicitamente questa realt\u00e0. La Sapienza afferma: mia delizia erano i figli dell&#8217;uomo. Quindi \u00e8 delizia della Sapienza stare presso Dio, al suo fianco (v. 30), ma \u00e8 anche sua delizia l\u2019umanit\u00e0. La Sapienza, da sempre presso Dio, crea questo legame, che \u00e8 in Dio stesso, tra lui e l\u2019umanit\u00e0. La delizia di Dio \u00e8 la Sapienza e la delizia della Sapienza sono i figli dell\u2019uomo, l\u2019umanit\u00e0 (vv. 30-31).<br \/>\nQuesto \u00e8 il messaggio principale di questa lettura nel contesto della Trinit\u00e0 che celebriamo in questa domenica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Per mezzo del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo<\/em><br \/>\nNella seconda lettura tratta dalla Lettera ai Romani di Paolo possiamo fare un passo in pi\u00f9 identificando in modo preciso il volto di quella Sapienza il cui canto abbiamo ascoltato nella prima lettura. Infatti qui scopriamo che il volto del desiderio originario di Dio di fare comunione con l\u2019umanit\u00e0 ha un nome, il nome del Figlio e dello Spirito. Paolo infatti afferma che noi abbiamo pace-shalom con Dio \u00abper il nostro Signore Ges\u00f9 Cristo\u00bb. E\u2019 Ges\u00f9, il Figlio la via che il Padre ha scelto per avere pace con noi, con l\u2019umanit\u00e0.<br \/>\nIl desiderio di comunione originario in Dio concretamente si realizza nella logica del dono e non della coercizione, della libert\u00e0 e non dell\u2019obbligo. Nel suo desiderio di comunione Dio giunge a donarsi nel Figlio: egli non ci chiede di colmare la nostra lontananza da lui, ma lui la colma raggiungendoci proprio sulle vie della nostra lontananza da lui.<br \/>\nIn Ges\u00f9 \u201cla speranza della Gloria\u201d, cio\u00e8 la speranza della comunione con Dio, di divenire irradiazione della sua stessa vita, diviene possibilit\u00e0 concreta anche nella tribolazione, proprio perch\u00e9 nel dolore e nella tribolazione possiamo trovare il \u201cluogo\u201d dove far emergere quell\u2019amore, cio\u00e8 il senso stesso della vita di Ges\u00f9, che grazie allo Spirito \u00e8 stato effuso nel nostro cuore. Pazienza, virt\u00f9 provata e speranza sono quelle virt\u00f9 che si sono manifestate nella vita di Ges\u00f9 e che ora i suoi discepoli possono fare proprie. Per questo, perfino nella tribolazione, nessuno ora potr\u00e0 separare i discepoli di Ges\u00f9 dalla comunione con Dio, perch\u00e9 in nessuna condizione umana sar\u00e0 possibile impedire loro di amare come Ges\u00f9 ha amato (Rm 8,35), con quell\u2019amore cio\u00e8 che per mezzo dello Spirito \u00e8 dato loro in dono.<br \/>\nDalla seconda lettura allora scopriamo che il desiderio originario di comunione che da sempre vive in Dio si manifesta concretamente nella storia dell\u2019umanit\u00e0 per mezzo del Figlio e dello Spirito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Vi guider\u00e0 in tutta la verit\u00e0<\/em><br \/>\nInfine nel brano di Vangelo, che diverse volte \u00e8 risuonato nel Tempo pasquale, ci viene detto quale relazione c\u2019\u00e8 tra i due \u201cmediatori\u201d della comunione dell\u2019umanit\u00e0 con Dio, cio\u00e8 il Figlio e lo Spirito. Nel Vangelo vediamo come in realt\u00e0 non si tratta di due mediazioni separate tra loro, ma l\u2019una in funzione dell\u2019altra. Se infatti il Figlio \u00e8 il Verbo per mezzo del quale Dio si \u00e8 comunicato e donato all\u2019umanit\u00e0, affinch\u00e9 l\u2019umanit\u00e0 potesse ritornare a lui, lo Spirito \u00e8 colui che rende \u201cinteriore\u201d a noi il Verbo. Grazie allo Spirito donato nei cuori il Vangelo, che \u00e8 Ges\u00f9 stesso, non \u00e8 pi\u00f9 qualcosa di \u201cesterno\u201d, ma di \u201cinterno\u201d.<br \/>\nIl Figlio \u00e8 il Verbo, il \u201cProgetto\u201d di Dio; lo Spirito \u00e8 la Sapienza, cio\u00e8 l\u2019attuazione nella storia e nell\u2019umanit\u00e0 di un tale \u201cProgetto\u201d. S. Ireneo, un padre della Chiesa, gi\u00e0 nel secondo secolo vedeva l\u2019unit\u00e0 tra il Figlio e lo Spirito, tra il Verbo e la Sapienza e li chiamava \u201cle mani di Dio\u201d. Egli affermava che attraverso le sue mani, cio\u00e8 il Figlio e lo Spirito, Dio aveva creato ogni cosa. Il Verbo \u00ab\u00e8 rivelatore del Padre fin dall\u2019inizio, perch\u00e9 \u00e8 con il Padre fin dall\u2019inizio\u2026 il Verbo divenne dispensatore della grazia paterna a vantaggio degli uomini, per i quali ha stabilito cos\u00ec grandi disegni salvifici, mostrando Dio agli uomini e presentando l\u2019uomo a Dio\u00bb. Lo Spirito invece \u00e8 colui che guida l\u2019uomo alla verit\u00e0 tutta intera, portandolo al pieno compimento di ci\u00f2 che Cristo ha realizzato \u00abmostrando Dio agli uomini e presentando l\u2019uomo a Dio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Matteo Ferrari, monaco di Camaldoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trinit\u00e0 \u2013 C Prv 8, 22-31;\u00a0Rm 5, 1-5;\u00a0Gv 16, 12-15 &nbsp; Introduzione Con la solennit\u00e0 di Pentecoste si conclude il Tempo pasquale e anche quell\u2019intenso ciclo liturgico che \u00e8 iniziato con il mercoled\u00ec delle Ceneri&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[467],"tags":[498,473,13,224,405,469],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13827"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13827"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13827\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13830,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13827\/revisions\/13830"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13827"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13827"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13827"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}