{"id":13797,"date":"2019-05-24T18:44:54","date_gmt":"2019-05-24T16:44:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13797"},"modified":"2019-05-31T22:47:36","modified_gmt":"2019-05-31T20:47:36","slug":"hamelin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/hamelin\/","title":{"rendered":"Hamelin"},"content":{"rendered":"<p>\u00ab<em>\u201cLi si cerca dappertutto e sono arrivati in porto ieri sera, un po&#8217; prima delle 23, sotto la pioggia. Venti persone a bordo, quindici uomini e cinque donne. Sono stati immediatamente condotti al centro di accoglienza, per la registrazione\u201d<\/em>\u00bb. \u00ab<em>\u201cAvete l\u2019aria sorpresa, ma questo genere di arrivi \u00e8 molto frequente\u201d<\/em>, assicura il sindaco. <em>\u201cLe coste africane sono qui a fianco, il tragitto dalla Tunisia non \u00e8 difficile e i tunisini conoscono bene il mare. Solo, al momento il governo fa di tutto perch\u00e9 non se ne parli. Dato che Matteo Salvini ripete ovunque che i porti sono chiusi, come potrebbe ammettere che qui i migranti continuano a arrivare?\u201d<\/em>. Nativo dell\u2019isola e figura storica della sinistra locale, Toto Martello \u00e8 stato rieletto sindaco di Lampedusa \u2013 lo era gi\u00e0 stato dal 1993 al 2002 \u2013 nell\u2019estate 2017, dopo la clamorosa disfatta dell\u2019uscente Giusi Nicolini, la cui aura di passionaria dei diritti dell\u2019uomo aveva finito per irritare una parte degli isolani. Meno militante di lei, rimane partigiano dell\u2019apertura dei porti e della assistenza alle persone disperse in mare \u2013 come potrebbe essere diversamente quando si \u00e8 figli di pescatori?\u00bb \u00ab<em>\u201cI miei rapporti con la regione Sicilia, alla quale Lampedusa appartiene, sono ottimi. Quando sono andato a Bruxelles, qualche mese fa, sono stato ricevuto dal Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, dal commissario europeo per le migrazioni, Dimitris Avramopoulos, e anche da membri dell\u2019\u00e9quipe di Federica Mogherini. Ma se scrivo al ministro dell\u2019interno, non risponde, non accusa neppure ricevuta. Poich\u00e9 non pu\u00f2 cambiare la situazione a Lampedusa, Salvini cerca di farci sparire. Vuole farci dimenticare\u201d<\/em>\u00bb [J\u00e9r\u00f4me Gautheret, \u00abLe migrants fant\u00f4mes de Lampedusa\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 8-9\/05\/2019, p. 6].<br \/>\n\u00ab<em>\u201cQuando sono arrivato sull\u2019isola, nel 2015, c\u2019erano 23.000 arrivi registrati. Nel 2016 13.000, poi 9.500 nel 2017 e infine 3.500 nel 2018. L\u2019inizio anno \u00e8 stato segnato da un mare molto difficile, per cui il numero di arrivi dev\u2019essere molto basso, ma non \u00e8 davvero significativo\u201d<\/em> spiega Alberto Mallardo, rappresentante di Mediterranean Hope, ONG emanazione delle chiese protestanti italiane, molto attive sull\u2019isola\u00bb. \u00abOsservatore delle incessanti mutazioni delle vie migratorie, il giornalista Mauro Seminara, che vive sull\u2019isola dalla met\u00e0 degli anni 2000, relativizza l\u2019importanza dei cambiamenti degli ultimi mesi. <em>\u201c\u00c8 tutto molto fragile e pu\u00f2 mutare in ogni momento\u201d<\/em>, assicura. <em>\u201cAl contrario colpisce l\u2019efficacia della macchina di propaganda messa a punto da Matteo Salvini. L\u201911 aprile un battello con 70 migranti \u00e8 arrivato dalla Tunisia. Il ministero dell\u2019interno ha affermato che dopo ventiquattrore tutti erano stati rispediti a casa, e qui sull\u2019isola molti l\u2019hanno creduto. Anche se \u00e8 risaputo che una met\u00e0 \u00e8 subito ripartita per la Sicilia, a Porto Empedocle, e l\u2019altra met\u00e0 \u00e8 rimasta per un po&#8217; di tempo a Lampedusa\u2026\u201d<\/em>\u00bb [ivi].<br \/>\nLa macchina di propaganda \u00e8 la rete. \u00abIn un articolo pubblicato all\u2019inizio del XXI secolo, il giurista americano Lawrence Lessig esprimeva la sua visione sull\u2019avvenire delle nostre societ\u00e0 con una formula ripetuta innumerevoli volte: <em>\u201cCode is law\u201d<\/em> (\u201cil codice informatico \u00e8 la legge\u201d). Lessig notava qualcosa che tutti percepiamo: a poco a poco, la rivoluzione digitale modifica molto pi\u00f9 delle tecniche di produzione e condivisione delle conoscenze. A volte il codice sembra in effetti \u2018fare\u2019 legge intorno a noi. Sempre pi\u00f9 contribuisce a eleggere i governanti, pu\u00f2 decidere dell\u2019assegnazione di un prestito o fissare la pena inflitta in un tribunale\u00bb. In <em>Au coeur des r\u00e9seaux<\/em> (Le Pommier 2019) Fabien Tarissan rileva dalle ricerche \u00abla responsabilit\u00e0 degli utenti, che guidano gli algoritmi cliccando sui contenuti che piacciono piuttosto che su quelli che servono. La ricerca scientifica \u00e8 pi\u00f9 inquietante sulla manipolazione delle reti o sulla sorveglianza in rete. Ad esempio, bastano pochi dati sulle abitudini di una persona per individuarla in scambi anonimi\u00bb. Tre le dinamiche della <em>Culture num\u00e9rique<\/em>, secondo Dominique Cardon (Presses de Science Po 2019): \u00abl\u2019aspirazione incessante degli individui a aumentare il loro potere d\u2019azione, l\u2019emergere di nuove forme di organizzazione e partecipazione politica e, infine, l\u2019appropriazione di mercato delle fonti dei dati e degli algoritmi che danno profitti monetizzando le tracce delle nostre attivit\u00e0 on line\u00bb. \u00ab<em>\u201cPoich\u00e9 gli algoritmi formano i loro modelli partendo dai dati forniti da noi, le loro previsioni automaticamente tendono a riconfermare le preferenze, ineguaglianze e discriminazioni del mondo sociale\u201d<\/em>\u00bb. \u00abI due libri echeggiano in modo incredibile le predizioni di Lessig: <em>\u201cQualcuno decide come funziona il codice<\/em>, scriveva. <em>La sola questione \u00e8 sapere se noi avremo collettivamente un ruolo nelle loro scelte o se lasceremo ai programmatori il compito di decidere i nostri valori al nostro posto\u201d<\/em>\u00bb [Gilles Bastin, \u00abD\u00e9coder la soci\u00e9t\u00e9 num\u00e9rique\u00bb, <em>Le Monde des Livres<\/em>, 10\/05\/2019, p. 7].<br \/>\n\u00abCollera, indignazione, paura, empatia \u2026 le emozioni sono ovunque. Mobilitano o paralizzano, accecano o fanno discutere\u00bb. \u00abLe passioni sono tornate, in forza, in primo piano. Mancano per\u00f2 gli strumenti per capire\u00bb. \u00abBisogna perci\u00f2 rallegrarsi dell\u2019importante volume collettivo pubblicato col titolo <em>Passions sociales<\/em>, sotto la direzione di Gloria Origgi (PUF 2019). Non d\u00e0 risposta definitive, va da s\u00e9, ma offre un efficace mazzo di chiavi. In oltre 600 fitte pagine, un centinaio di studi copre la variet\u00e0 di aspetti delle passioni sociali, da \u2018abnegazione\u2019 a \u2018xenofobia\u2019, passando \u2013 alla rinfusa, arbitrariamente ma in ordine alfabetico \u2013 per \u2018amore\u2019, \u2018antisemitismo\u2019, \u2018celebrit\u00e0\u2019, \u2018collera\u2019, \u2018dignit\u00e0\u2019, \u2018odio\u2019, \u2018umiliazione\u2019, \u2018identit\u00e0\u2019, \u2018misoginia\u2019, \u2018patriottismo\u2019, \u2018radicalizzazione\u2019, \u2018snobismo\u2019, \u2018valori sacri\u2019\u00bb [Roger-Pol Droit, \u00abLa nouvelle soci\u00e9t\u00e9 des \u00e9motions\u00bb, <em>Le Monde des Livres<\/em>, cit., p. 8].<br \/>\nIl messaggio \u00e8 chiaro e riguarda noi che, passando alla rinfusa e arbitrariamente da una passione all\u2019altra, veniamo manipolati. Caso di scuola Brexit. \u00abIn giugno 2016, UK vot\u00f2 l\u2019uscita dall\u2019UE. Fu uno shock totale. I sondaggi avevano previsto un trionfo \u2018Remain\u2019 su \u2018Leave\u2019, quasi quattro punti, e fu esattamente il contrario. Nessuno sapeva spiegarlo. Mi venne in mente una possibile spiegazione. E se Leave avesse tratto vantaggio da Facebook? La vittoria attesa di Remain era legata all\u2019ottimo affare concluso da UK con UE: tutti i benefici dell\u2019appartenenza, mantenendo la propria moneta. Londra era l\u2019indiscusso fulcro finanziario d\u2019Europa e i cittadini UK potevano fare affari e viaggiare liberamente attraverso i confini aperti nel continente. Il messaggio \u201cmantieni la rotta\u201d di Remain era basato su una intelligente economia, ma non aveva emotivit\u00e0. Leave basava la sua campagna su due appelli fortemente emotivi. Si appellava al nazionalismo etnico addebitando agli immigrati i problemi del paese, reali e immaginari. Inoltre prometteva che Brexit avrebbe consentito enormi risparmi per migliorare il Servizio Sanitario Nazionale, idea che consent\u00ec agli elettori di dare lustro altruistico a una proposta invece xenofoba. Lo spettacolare risultato Brexit poneva un\u2019ipotesi: in contesti elettorali Facebook pu\u00f2 avvantaggiare i messaggi di paura e rabbia su quelli di suggestioni neutre o positive. Lo fa perch\u00e9 il modello di business pubblicitario di Facebook dipende dal coinvolgimento, attivato meglio dall\u2019appello alle nostre emozioni pi\u00f9 elementari\u00bb, perch\u00e9 \u00able emozioni legate alla parte pi\u00f9 primitiva del cervello, come paura e rabbia, provocano una reazione pi\u00f9 uniforme e sono pi\u00f9 virali nella massa\u00bb. \u00abFacebook ha usato il monitoraggio per costruire giganteschi profili di ogni utente cui fornisce un personale <em>Truman Show<\/em>, come nel film con Jim Carrey nei panni di un uomo che passa tutta la vita come star del suo personale show tv. Comincia dando agli utenti \u201cci\u00f2 che vogliono\u201d, ma gli algoritmi sono conformati per guidare la loro attenzione nelle direzioni volute da Facebook. Scelgono messaggi che toccano tasti emotivi perch\u00e9 gli utenti spaventati o arrabbiati si fermano pi\u00f9 a lungo sul sito. Facebook la chiama partecipazione, ma il fine \u00e8 modificare i comportamenti per rendere pi\u00f9 redditizia la pubblicit\u00e0. Vorrei averlo capito nel 2016. Oggi Facebook \u00e8 la quarta impresa per valore in America, bench\u00e9 abbia solo quindici anni, e il valore deriva dalla sua supremazia nel monitoraggio e nella modifica dei comportamenti\u00bb [Roger McNamee, <em>Zucked. Waking Up to the Facebook Catastrophe<\/em>, HarperCollins 2019, pp. 8-9]. \u00abApprendemmo presto che condividere le basi di dati con parti terze era una delle tattiche centrali nel successo di Facebook\u00bb [ivi, p. 184].<br \/>\nBrexit \u00e8 una perfetta trappola emotiva senza vie d\u2019uscita, nelle parole pacate e esperte di Sir Ivor Roberts, gi\u00e0 ambasciatore UK in Italia, nell\u2019annuale conferenza CENVI-ASERI dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Milano, quest\u2019anno (13 maggio) dedicata a <em>Diplomatic lessons from the Brexit debacle<\/em>. Manipolata, Brexit \u00e8 comunque la volont\u00e0 del popolo: gli algoritmi hanno guidato il voto, <em>\u201ccode is law\u201d<\/em>. Nella \u00absua precoce analisi dei populisti in prospettiva storica, Borges metteva in evidenza come i loro leader trasformassero la politica in un susseguirsi di menzogne. La realt\u00e0 diventava un melodramma, e tutto veniva travisato generando finzioni \u201cche non potevano essere credute ed erano credute\u201d. Come Borges, anche noi dobbiamo ricordarci che il fascismo e il populismo vanno posti di fronte a verit\u00e0 empiriche e che occorre, come lui stesso scrisse, distinguere fra \u201cleggenda e realt\u00e0\u201d. In tempi come quelli in cui viviamo, il passato ci rammenta che il fascismo e il populismo sono essi stessi soggetti alle forze della storia\u00bb [Federico Finchelstein, <em>Dai fascismi ai populismi. Storia, politica e demagogia nel mondo attuale<\/em>, tr.it. Donzelli 2019, p. 32]. Gli algoritmi attualizzano l\u2019antico problema posto da Epicuro a Meneceo, nelle parole tramandate da Diogene Laerzio: \u00abEmpio non \u00e8 colui che nega gli dei del volgo; ma colui che applica agli dei le credenze del volgo\u00bb [Luciano Canfora, <em>Un mestiere pericoloso. La vita quotidiana dei filosofi greci<\/em>, tr.it. Sellerio 2000, p. 189].<br \/>\nPer dire, il discorso di Viktor Orb\u00e1n nella festa nazionale del 15 marzo 2016: \u00abFinalmente i popoli che dormivano cullati dall\u2019abbondanza e dalla prosperit\u00e0, hanno capito che i principi di vita sui quali \u00e8 stata costruita l\u2019Europa sono in pericolo mortale. L\u2019Europa \u00e8 una comunit\u00e0 di nazioni cristiane, libere e indipendenti; uguaglianza tra uomini e donne; concorrenza leale e solidariet\u00e0; orgoglio e umilt\u00e0; giustizia e misericordia. Questa volta il pericolo non ci assale al modo delle guerre e dei disastri naturali, cogliendoci di sorpresa. L\u2019immigrazione di massa \u00e8 un corso d\u2019acqua lento e implacabile che erode le nostre coste. Camuffata da causa umanitaria, in realt\u00e0 mira all\u2019occupazione del territorio. E a mano a mano che loro guadagnano terreno, noi lo perdiamo\u00bb [cit. in Douglas Murray, <em>La strana morte dell\u2019Europa<\/em>, tr.it. Neri Pozza 2018, p. 245]. I barbari sono alle porte.<br \/>\n\u00abProbabilmente \u00e8 proprio l\u00ec che sta una delle chiavi del successo del populismo penale: l\u2019incontro fra preoccupazione securitaria e strumentalizzazione politica, fra il supposto buonsenso e i propri interessi, tra convinzione e cinismo, tutti elementi le cui frontiere rimangono incerte e mobili, ma che hanno in comune il fatto di eludere un confronto spassionato tra i fatti e l\u2019interpretazione rigorosa a cui possiamo sottoporli\u00bb [Didier Fassin, <em>Punire. Una passione contemporanea<\/em>, tr.it. Feltrinelli 2018, p. 141]. \u00abLa diffusione e normalizzazione delle pratiche punitive extragiudiziarie da parte delle forze dell\u2019ordine rappresentano una caratteristica centrale delle societ\u00e0 contemporanee largamente sconosciuta\u00bb [ivi, p. 51].<br \/>\n\u00abLa parola chiave delle politiche migratorie contemporanee non \u00e8 <em>chiusura<\/em>, ma <em>selettivit\u00e0<\/em>. In un certo senso l\u2019immigrazione non esiste. Esistono diversi tipi e categorie di immigrati, e le persone in carne e ossa vengono incasellate e possono cercare di inserirsi in qualcuna di queste categorie. Anche i governi dichiaratamente pi\u00f9 ostili all\u2019apertura dei confini, alla fine, arrivano ad ammettere che certi tipi di immigrati non solo servono, ma sono benvenuti\u00bb [Maurizio Ambrosini, \u00abDilemmi veri e una risposta\u00bb, <em>Avvenire<\/em>, 18\/05\/2019, p. 1]. Dietro lo spauracchio emotivo della sicurezza, c\u2019\u00e8 il primitivo e atroce mercato degli esseri umani, inclusi tutti i volonterosi fornitori di dati personali e gratuiti a maggior profitto di Facebook e dei manipolatori che ne acquistano i servizi per vie oblique.<br \/>\nNel 1284 a <strong>Hamelin<\/strong> un \u201cpifferaio\u201d port\u00f2 a morire 130 bambini, non si sa perch\u00e9. Divenuta fiaba dei fratelli Grimm, ricorda che un manipolatore pu\u00f2 sottrarre il futuro a chi ignora le forze della storia. Le documenta Peter S. Wells, archeologo. \u00abL\u2019esempio romano suggerisce che quando i sistemi grandi e complessi interagiscono con sistemi pi\u00f9 piccoli e meno complessi non possiamo assumere che i primi prevarranno grazie alla forza del potere politico, economico o militare. Le societ\u00e0 indigene hanno diverse risorse, spesso poco comprese, che permettono loro di giocare un ruolo determinante negli esiti di tali interazioni\u00bb [<em>La parola ai barbari<\/em>, tr.it. ilSaggiatore 2019, p. 305]. Cos\u00ec fu disegnata l\u2019Europa romana da popoli conquistati. Oggi c\u2019\u00e8 \u00abil paradosso delle democrazie contemporanee, nelle quali eguaglianza e libert\u00e0 sono entrate in tensione fra loro, al punto che la privazione della prima \u00e8 diventata un ostacolo importante alla realizzazione della seconda\u00bb [Fassin, cit., p. 118]. I piccoli del mondo non sono cos\u00ec piccoli, i grandi non cos\u00ec grandi. \u00abTre decenni dopo la caduta dell\u2019Unione Sovietica, il momento unipolare \u00e8 finito. L\u2019America affronta nella Cina un immenso rivale che aspira fiducioso a essere il numero uno. Commerci e profitti, che di solito consolidano i legami, sono divenuti un\u2019altra questione di litigio\u00bb [\u00abA new kind of cold war\u00bb, <em>The Economist<\/em>, 18-24\/05\/2019, p. 11]. Le ambizioni regionali saudite e israeliane e la denuncia USA dell\u2019accordo con l\u2019Iran ci ricordano poi che \u00abspesso le guerre delle parole, invece di esorcizzare la guerra, semplicemente la preparano\u00bb [Alain Frachon, \u00abTrump dans le Golfe: danger\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 17\/05\/2019, p. 26].<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00ab\u201cLi si cerca dappertutto e sono arrivati in porto ieri sera, un po&#8217; prima delle 23, sotto la pioggia. Venti persone a bordo, quindici uomini e cinque donne. 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