{"id":13789,"date":"2019-05-18T16:14:10","date_gmt":"2019-05-18T14:14:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13789"},"modified":"2019-05-18T16:14:10","modified_gmt":"2019-05-18T14:14:10","slug":"ordinazione-femminile-sacramento-e-atto-giuridico-parla-il-canonista-p-consorti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/ordinazione-femminile-sacramento-e-atto-giuridico-parla-il-canonista-p-consorti\/","title":{"rendered":"Ordinazione femminile, sacramento e atto giuridico: parla il canonista (P. Consorti)"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/consorti.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-13526\" alt=\"consorti\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/consorti-200x300.jpg\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/consorti-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/consorti.jpg 683w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Il Prof. Consorti ha scritto un prezioso commento al mio post precedente, sull&#8217;incrocio tra teologia e diritto nella concezione di un possibile &#8220;diaconato femminile&#8221;. Riprendo il suo testo, che merita una attenzione maggiore di una &#8220;noticina&#8221; a fondo pagina. Credo che sia il segnale di una fecondit\u00e0, che dobbiamo riconoscere ai &#8220;punti ciechi&#8221; che si trovano ai confini delle discipline. Se dialoghiamo, tra teologi e canonisti, vediamo non solo le cose diverse, ma cose diverse. Il suo \u00e8 solo un commento: titolo e sottotitoli sono miei.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo contributo di Andrea Grillo (cfr. <a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/donna-e-ministero-da-impedimento-a-risorsa-una-soluzione-inattesa-dal-concilio-di-trento\/\">qui<\/a>) produce molte riflessioni, che non \u00e8 facile sistemare nello spazio di un post. Credo per\u00f2 che una suggestione giuridica possa aiutare ad approfondire la sostanza del tema, vale a dire la perdurante discriminazione di genere \u2018in ordine all\u2019ordine\u2019.<br \/>\nIn questo senso penso che il tema dovrebbe essere affrontato partendo dalla sostanza del ruolo attribuito nella Chiesa al ministro ordinato, che non pu\u00f2 essere concepito tutto e solo nella logica sacramentale.<\/p>\n<p><strong>Ministro, sacramento e diritto<\/strong><\/p>\n<p>Il diacono, il prete e il vescovo non si distinguono dai fedeli comuni perch\u00e9 possono dispensare \u2013 gradualmente e progressivamente \u2013 pi\u00f9 sacramenti. Questa idea clericale assorbe maschile e femminile in una logica gerarchica che facilmente mantiene in vita le distinzioni fra generi e ruoli che tipizzano ogni societ\u00e0.<br \/>\nQuesta stessa idea \u00e8 un po\u2019 alla base della massimizzazione dell\u2019eucarestia come apparente unica forma della presenza di Cristo-Dio in terra, che \u00e8 un\u2019idiozia: dato che Cristo-Dio in terra non si rifugia nel tabernacolo, ma parla attraverso le Scritture e si muove coi corpi dei fratelli e delle sorelle, specialmente dei poveri e delle povere. Solo che la sacramentalizzazione della sacralit\u00e0 devozionale non riconosce simile centralit\u00e0 alle varie presenze con cui Cristo si manifesta concretamente. Perci\u00f2 adoriamo il SS.mo sacramento (dell\u2019altare), ma non la SS.ma Parola di Dio o i SS.mi fratelli e sorelle. Col risultato di centralizzare tutta l\u2019attenzione verso la sola eucarestia, che sarebbe invece una parte del tutto (perch\u00e9 ci sarebbe pure la proclamazione e l\u2019ascolto della Parola e la richiesta e concessione del perdono, tanto per schematizzare un po\u2019).<br \/>\nPeraltro, la vita della Chiesa non si esaurisce nella vita sacramentale, ma \u00e8 molto di pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>Ordinazione: sacramento e atto giuridico<\/strong><\/p>\n<p>Tornando al punto dell\u2019ordinazione, osservo che questa non \u00e8 solo un sacramento, ma un atto giuridico col quale \u201calcuni fra i fedeli sono costituiti ministri sacri\u201d, ossia \u201cdestinati a servire, ciascuno nel suo grado, con nuovo e peculiare titolo, il popolo di Dio\u201d. Cos\u00ec recita il can. 1008 dopo la riforma del 2009 (Omnium in mentem). Questo canone \u00e8 precedente (concettualmente e non solo sistematicamente) al canone 1024, che si muove nella logica della validit\u00e0 del sacramento escludendo le battezzate di sesso femminile, nonch\u00e9 al canone 1025, che si muove nella logica della liceit\u00e0, ponendo ulteriori limitazioni. Muovere dalle eccezioni giuridiche anzich\u00e9 dalla base concettuale, \u00e8 come guardare una partita di calcio concentrandoci sull\u2019arbitro. Perci\u00f2, se vogliamo riprendere il discorso sull\u2019ordine, dovremmo ripartire dal servizio e non dal sacramento. Siccome<br \/>\nil servizio al popolo di Dio non si esaurisce nelle funzioni proprie dei ministri sacri, pu\u00f2 essere utile partire dal diritto canonico per aiutarci a rendere pi\u00f9 esplicite le funzioni di servizio che caratterizzano gli ordinati rispetto a quelle assegnate a ciascun battezzato.<\/p>\n<p><strong>Chi fa cosa? Questa scelta appartiene alla comunit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 la Chiesa che determina le funzioni, non il contrario. Quindi, anche se non fosse mai successo finora che una battezzata abbia annunciato il Vangelo o soccorso un povero o presieduto un\u2019assemblea o consolato un afflitto, nulla vieta che si possa cominciare a farlo. L\u2019uomo e la donna sono padroni della legge; i battezzati e le battezzate del diritto canonico.<br \/>\nIl resto appartiene alla teologia, <em>munus alienum mihi<\/em>. Immagino per\u00f2 che anche la teologia sia al servizio del popolo di Dio; perci\u00f2 siccome <em>Ecclesia semper reformanda est,<\/em> possiamo incamminarci e vedere se riusciamo a costruire il Regno di Dio anche quaggi\u00f9.<br \/>\nSe poi volessimo prendere esempio da Ges\u00f9, non credo che dovremmo indugiare sulle differenze, ma oltrepassarle. Non \u00e8 facile, ma possiamo provarci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Il Prof. Consorti ha scritto un prezioso commento al mio post precedente, sull&#8217;incrocio tra teologia e diritto nella concezione di un possibile &#8220;diaconato femminile&#8221;. 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