{"id":13787,"date":"2019-05-16T19:26:14","date_gmt":"2019-05-16T17:26:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13787"},"modified":"2019-05-16T19:26:14","modified_gmt":"2019-05-16T17:26:14","slug":"una-cosa-nuova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/una-cosa-nuova\/","title":{"rendered":"Una cosa nuova!"},"content":{"rendered":"<p>V domenica di Pasqua &#8211; C<\/p>\n<p><i>At 14, 21-27;\u00a0<\/i><i>Ap 21, 1-5;\u00a0<\/i><i>Gv 13, 31-33. <\/i><i>34-3<\/i><\/p>\n<h2>Introduzione<\/h2>\n<p>La pericope evangelica che la liturgia propone nella quinta domenica di Pasqua dell\u2019anno C \u00e8, come sempre, tolta dal sul contesto biblico per \u201crivivere\u201d in un nuovo contesto che \u00e8 quello liturgico. Senza contraddire il contesto biblico, cerchiamo di far risuonare questo testo di Giovanni all\u2019interno della celebrazione pasquale che la Chiesa vive nei Cinquanta giorni, i quali costituiscono un unico grande giorno di festa.<\/p>\n<p>Nella pagina degli <i>Atti degli Apostoli<\/i> (I lettura) troviamo la narrazione della missione di Paolo e Barnaba, in particolare di come essi cercarono di dare solidit\u00e0 e struttura alle comunit\u00e0 da loro fondate, istituendo in ogni Chiesa alcuni anziani (<i>presbyteroi<\/i>). In questo testo emerge un aspetto importante: ci viene narrato uno sforzo di evangelizzazione, accompagnato dalla preoccupazione di organizzare anche in modo \u201cistituzionale\u201d le comunit\u00e0 locali \u2013 e tuttavia si afferma che quando i due apostoli ritornarono ad Antiochia, la comunit\u00e0 dalla quale erano partiti, \u00abriferirono tutto ci\u00f2 che Dio aveva operato per mezzo loro\u00bb (At 14,27). Anche questo \u00e8 un aspetto pasquale al quale la Chiesa sempre si deve convertire: per imparare a vedere sempre, nella sua vita, la presenza dell\u2019azione di Dio.<\/p>\n<p>Il brano tratto dal libro dell\u2019<i>Apocalisse<\/i> (II lettura) ci pu\u00f2 aiutare a cogliere il contesto pasquale sullo sfondo del quale interpretare le parole di Ges\u00f9 che troviamo nel vangelo.<\/p>\n<h2>Riflessione<\/h2>\n<h3>Ecco: faccio nuove tutte le cose!<\/h3>\n<p>L\u2019<i>Apocalisse<\/i> riprende un\u2019immagine molto bella, gi\u00e0 usata in precedenza per parlare della fine della storia (cfr. Ap 7,17): Dio che asciuga ogni lacrima dal volto dell\u2019umanit\u00e0. Ma qui c\u2019\u00e8 anche un elenco di situazioni che <i>alla fine<\/i> e <i>nel fine<\/i> della storia non ci sono: \u00abnon vi sar\u00e0 pi\u00f9 morte n\u00e9 lutto e grida e dolore\u00bb (Ap 21,5). Si parla di \u201cogni lacrima\u201d e poi si fa l\u2019elenco di una serie di concretissime situazioni che hanno toccato la vita degli uomini e delle donne di ogni tempo. Non si parla dell\u2019intervento di Dio in occasione di grandi eventi della storia, ma si parla delle lacrime, dei lutti e delle tribolazioni che ogni uomo e ogni donna hanno vissuto nella loro concreta esistenza.<\/p>\n<p><i>Nel fine<\/i> e <i>nella fine<\/i> della storia, nel disegno di Dio, queste realt\u00e0 non ci sono pi\u00f9. Ci sono state certo, ma Dio non le ha mai volute e alla fine della storia le cancella, perch\u00e9 il suo desiderio originario alla fine non pu\u00f2 che vincere contro ogni \u201cnemico\u201d. Il brano termina con una affermazione che ci proietta nel testo evangelico: \u00abEcco: faccio <i>nuove<\/i> tutte le cose\u00bb. La storia conoscer\u00e0 una svolta, ma tale svolta \u00e8 <i>opera di Dio<\/i>: egli stesso la annuncia come sua opera, come sua realizzazione. A partire da questo annuncio possiamo spostare la nostra attenzione sul brano evangelico, per contemplare come, dove e quando questa azione di Dio trova una sua \u201cconferma\u201d. Quando la Parola di Dio si dimostra degna di fede\/fedele e veritiera! (cf. Ap 21,5).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Una cosa nuova\u2026 non ve ne accorgete?<\/h3>\n<p>Anche in Isaia si parla di Dio che sta per fare <i>una cosa nuova<\/i> (Is 43,19). Tramite la voce del profeta, Dio rivolge al popolo la domanda: \u00abnon ve ne accorgete?\u00bb. Dice il testo: \u00abEcco io faccio <i>una cosa nuova<\/i>: essa gi\u00e0 si produce, voi non (la) riconoscete?\u00bb.<\/p>\n<p>Anche il testo del Vangelo parla di \u201cuna cosa nuova\u201d, un <i>comandamento nuovo<\/i>, che Ges\u00f9 dona ai suoi discepoli. In realt\u00e0 non si tratta di una novit\u00e0 dal punto di vista del contenuto: il comando dell\u2019amore \u00e8 gi\u00e0 presente nell\u2019Antico Testamento sia in riferimento a Dio (Dt 6,5), sia in riferimento al prossimo (Lv 19,18.34). La novit\u00e0 sta nel \u201ccome\u201d. Si tratta di un comando, \u201camatevi\u201d, che interessa l\u2019avvenire, fondato sopra un fatto avvenuto nel passato: \u201ccome io ho amato voi\u201d. L\u2019amore dei discepoli \u00e8 possibile perch\u00e9 sono stati <i>preceduti dall\u2019amore di Ges\u00f9<\/i>: \u00abNoi amiamo, perch\u00e9 egli <i>ci ha amati per primo<\/i>\u00bb (1Gv 4,19). Troviamo nel Nuovo Testamento moltissime espressioni che descrivono questa novit\u00e0 e questo amore. Ges\u00f9 in Gv 15,9 descriver\u00e0 qual \u00e8 l\u2019amore con il quale egli ha amato i discepoli: \u00abCome il Padre ha amato me, cos\u00ec anch\u2019io ho amato voi. Rimanete nel mio amore\u00bb. \u00c8 questo amore, con il quale il Padre ha amato Ges\u00f9 e che Ges\u00f9 a sua volta ha indirizzato verso i suoi discepoli, l\u2019amore nel quale i discepoli stessi devono \u201crimanere\u201d.<\/p>\n<p>La novit\u00e0 di questo comandamento, allora, \u00e8 la novit\u00e0 della Pasqua, nella quale Dio crea qualcosa di nuovo proprio in Ges\u00f9, primogenito della umanit\u00e0 e <i>terra nuova<\/i> che l\u2019Apocalisse canta con stupore. Anche se collocato in un discorso di Ges\u00f9 ambientato nella cena che ha preceduto la passione e quindi la Pasqua, questo testo, come ogni testo dei vangeli, \u00e8 un testo trasfigurato dalla luce pasquale.<\/p>\n<p>Ma il testo ci dice qualcosa di pi\u00f9 circa questa \u201cnovit\u00e0\u201d che \u00e8 stata resa possibile dalla Pasqua di Ges\u00f9 e che \u201coggi\u201d la Chiesa pu\u00f2 celebrare nella sua esistenza e nel suo cammino nella storia dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<h3>Gloria, sequela, amore<\/h3>\n<p>Nel brano c\u2019\u00e8 la successione di tre temi molto significativi: la gloria, il seguire Ges\u00f9 (sequela), il comandamento dell\u2019amore. Tre temi che corrispondo nel testo a suddivisioni ben riconoscibili e anche a una scansione temporale ben precisa.<\/p>\n<p><i>La gloria. <\/i>C\u2019\u00e8 un intreccio di \u201cgloria\u201d nel quale sono coinvolti il Padre e il Figlio. Ma che cos\u2019\u00e8 la gloria, che cosa significa \u201cglorificare\u201d? Nell\u2019Antico Testamento la \u201cgloria\u201d \u2013 termine che in ebraico indica la \u201cpesantezza\u201d, la consistenza \u2013 \u00e8 il manifestarsi di Dio nella storia. La \u201cgloria\u201d \u00e8 la presenza di Dio che si rende visibile nella storia dell\u2019umanit\u00e0: Dio si lascia conoscere come colui che agisce nella storia in favore dell\u2019umanit\u00e0. Qui si parla del Padre che \u00e8 glorificato in Ges\u00f9, e di Ges\u00f9 che \u00e8 glorificato da parte del Padre. In Ges\u00f9, nella sua Pasqua, continua il medesimo \u201cstile\u201d del Dio dell\u2019Esodo, un Dio che si incontra solo \u201cdi spalle\u201d, cio\u00e8 dal suo agire nella storia in favore del suo popolo e dell\u2019umanit\u00e0. Questo primo tema fa riferimento al tempo della Pasqua di Ges\u00f9.<\/p>\n<p><i>Seguire Ges\u00f9.<\/i> Il secondo tema \u00e8 quello del seguire il Signore. Su questo tema sembra che ci sia incomprensione tra il maestro e i suoi (cf. 13,36-38). Ges\u00f9 afferma che ora i discepoli non lo possono seguire dove egli va, sulla sua via (Gv 13,33.36). Il v. 36 \u00e8 ancora pi\u00f9 chiaro: ora i discepoli non possono seguire Ges\u00f9. Lo potranno fare per\u00f2 in un secondo momento, dopo la sua Pasqua. Adesso, prima del gesto supremo del suo amore, non possono percorrere la via che Ges\u00f9 percorre. Non possono cio\u00e8 amarsi vicendevolmente come Ges\u00f9 li ha amati, prima che egli li abbia <i>amati fino alla fine<\/i> (Gv 13,1). Lo devono accettare cos\u00ec, in questo suo gesto estremo di amore, per poter diventare capaci di essere veramente suoi discepoli e di seguirlo. Il tempo di cui si sta parlando \u00e8 il presente dei discepoli, prima della Pasqua di Ges\u00f9.<\/p>\n<p><i>Il comandamento dell\u2019amore.<\/i> Ora si capisce perch\u00e9 Ges\u00f9 introduca qui questo tema del comandamento nuovo. Ges\u00f9 dice che i discepoli ora non possono seguirlo e poi d\u00e0 la motivazione di questa affermazione. Egli dice infatti che la via che i discepoli devono percorrere per poterlo seguire, per andare dove lui va, cio\u00e8 verso la Pasqua, \u00e8 l\u2019amore fino alla fine a somiglianza del suo. Ma prima della Pasqua questo amore \u00e8 \u201csconosciuto\u201d ai loro occhi, e non sono in grado di percorrere quella via. Solo dopo, <i>dopo la Pasqua<\/i> di Ges\u00f9 e il dono dello Spirito, potranno essere veramente discepoli.<\/p>\n<p>La sequela non \u00e8 frutto dell\u2019impegno dei discepoli, ma \u00e8 quella \u201ccosa nuova\u201d, quella <i>via nel deserto<\/i> che Dio ha aperto nella storia dell\u2019umanit\u00e0. Senza la strada aperta da Dio in Ges\u00f9, che \u00e8 la via (Gv 14,6), non ci pu\u00f2 essere sequela autentica, ma solo rinnegamento. Allora questa parola di Ges\u00f9 \u00e8 situata in un \u201cterzo tempo\u201d, che \u00e8 quello che segue alla sua Pasqua e al dono dello Spirito, che condurr\u00e0 i discepoli alla verit\u00e0 tutta intera. \u00c8 il tempo della Chiesa.<\/p>\n<h3>Da questo sapranno\u2026<\/h3>\n<p>Senza l\u2019amore di Ges\u00f9 per i discepoli, nel quale la gloria del Padre si manifesta, non ci pu\u00f2 essere amore tra i discepoli. Perci\u00f2 il comandamento dell\u2019amore \u00e8 un frutto della Pasqua ed \u00e8 \u201cnovit\u00e0\u201d, perch\u00e9 la storia non avrebbe potuto \u201cgenerarlo\u201d. Anche questo \u00e8 un \u201ctratto\u201d della Pasqua che la Chiesa celebra in questo tempo. Ma non solo i discepoli dovranno cogliere la novit\u00e0 della Pasqua: tutti dovranno poter cogliere questa novit\u00e0, che fiorisce in mezzo a loro proprio a partire dall\u2019<i>amore vicendevole<\/i>. L\u2019amore vicendevole \u00e8 il segno distintivo dei discepoli, ma questo non \u00e8 loro conquista: \u00e8 <i>la traccia<\/i> che la potenza della Pasqua di Ges\u00f9 agisce in essi. Solo quando una comunit\u00e0 riesce ad essere docile alla \u201cforza\u201d della Pasqua, diventa quindi \u201cevangelizzante\u201d!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Matteo Ferrari, monaco di Camaldoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>V domenica di Pasqua &#8211; C At 14, 21-27;\u00a0Ap 21, 1-5;\u00a0Gv 13, 31-33. 34-3 Introduzione La pericope evangelica che la liturgia propone nella quinta domenica di Pasqua dell\u2019anno C \u00e8, come sempre, tolta dal sul&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[467],"tags":[473,12,224,497,469],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13787"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13787"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13787\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13788,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13787\/revisions\/13788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13787"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13787"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13787"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}