{"id":13766,"date":"2019-04-29T17:40:20","date_gmt":"2019-04-29T15:40:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13766"},"modified":"2019-04-29T17:40:20","modified_gmt":"2019-04-29T15:40:20","slug":"cattedrale-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/cattedrale-europa\/","title":{"rendered":"Cattedrale Europa"},"content":{"rendered":"<p>\u00abLa cattedrale va completata. Per la portata storica e la lungimiranza dei suoi obiettivi \u2013 gi\u00e0 oggi l\u2019Europa \u00e8 all\u2019avanguardia su temi quali la tutela del clima, la difesa dei diritti umani e l\u2019approccio multilaterale e cooperativo a livello internazionale \u2013 nonch\u00e9 per la fase avanzata alla quale si \u00e8 pervenuti, l\u2019Unione politica europea \u00e8 un progetto di rilevanza tale che dal suo completamento pu\u00f2 dipendere non solo il futuro dei cittadini europei ma quello dell\u2019intero pianeta\u00bb  [A. Padoa-Schioppa, \u00abScopi e profili istituzionali dell\u2019Unione: tappe, sfide, dinamiche in corso\u00bb, in A. Calabr\u00f2 et al., <em>Europa nonostante tutto<\/em>, La Nave di Teseo 2019, pp. 56-7]. Nel mondo gi\u00e0 tecnicamente unificato, il libero mercato globale post-guerra fredda vuole auto-conservarsi, termometro la capitalizzazione di borsa (quella di Microsoft il 25 aprile ha superato i mille miliardi di dollari, dopo Apple e Amazon nel 2018; il nostro prodotto interno lordo 2018 \u00e8 millottocentosessanta). Emarginati gli stati nazionali, vuole sostituire i sistemi politici e giudiziari internazionali UE e ONU con arbitraggi internazionali di mercato, gi\u00e0 bocciati dal Parlamento Europeo. Ci riprova per\u00f2 Mark Zuckerberg, che il 30 marzo su Le journal du dimanche \u00abevoca l\u2019idea di creare \u201cdegli organismi terzi\u201d, incaricati di \u201cdefinire gli standard di diffusione dei contenuti violenti e di odio, e di valutare le imprese con questi standard\u201d\u00bb, affidando al mercato il governo di oltre due miliardi di utenti [M. Tual con M. Untersinger, \u00abRacisme, porno\u2026 dans la peau des mod\u00e9rateurs de Facebook\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 10\/04\/2019, p. 17].<br \/>\nUSA in testa, gli elettori di governi democratici diventano azionisti di governi che producono valore per il mercato. Il 12 dicembre 2018, Orban ha aumentato per legge le ore di lavoro straordinario annue da 250 a 400, pagate dopo tre anni [L. Grosso, \u00abL\u2019Ungheria di Orban si prepara a varare la \u2018Legge sulla Schiavit\u00f9\u2019: straordinari selvaggi e pagati a 3 anni\u00bb, <em>Businnes insider Italia<\/em>, 12\/12\/2018 8:45:32]. Divenuti filiali del mercato globale, \u00abeccellere nelle funzioni di polizia \u00e8 il migliore (forse l\u2019unico) fattore che i governi statali possono mettere sul piatto della bilancia per indurre un capitale avvezzo al nomadismo a investire nel benessere dei propri sudditi; ed \u00e8 quindi la via pi\u00f9 breve che conduce alla prosperit\u00e0 economica del paese, e che dobbiamo sperare generi sensazioni di \u201cbenessere\u201d tra gli elettori \u2013 a ci\u00f2 indotti dalle pubbliche dimostrazioni di polizia e di prodezza dello stato\u00bb [Z. Bauman, <em>Dentro la globalizzazione<\/em>, tr.it. Laterza 1999, p. 132]. Se vi ricorda casa nostra, non \u00e8 un caso. Anche noi stiamo ricadendo nella legge del pi\u00f9 forte, per cui vale \u00abil vecchio adagio avvocatesco: \u201cQuando la legge \u00e8 dalla tua parte, batti sulla legge; quando i fatti sono dalla tua parte, batti sui fatti; quando n\u00e9 l\u2019una n\u00e9 gli altri sono dalla tua parte, batti sul tavolo\u00bb [O. A. Hathaway e S. J. Shapiro, <em>Gli Internazionalisti. Come il progetto di bandire la guerra ha cambiato il mondo<\/em>, tr.it. Neri Pozza 2018, p. 73].<br \/>\nNella relazione speciale anglo-americana protesa all\u2019egemonia ispirata al e dal mercato globale, Brexit e Trump attaccano ONU e UE, istituzioni cooperative internazionali che danno nuova forma e forza a sovranit\u00e0 statali in accordi alternativi a possibili guerre, in un contesto nucleare, dopo le due mondiali scatenate in Europa dalla dottrina della legge del pi\u00f9 forte, della quale Hathaway e Shapiro ricostruiscono origini e conseguenze. \u00abCon il mondo sul punto di rinunciare ai vincoli di base del nuovo ordine mondiale, questo libro serve a ricordare quanto ci sia in ballo. La storia che abbiamo raccontato sta a dimostrare che, in un mondo fatto di molteplici Stati sovrani, vi \u00e8 una serie limitata di ordinamenti giuridici fra i quali scegliere. In uno di essi (a rappresentare il quale \u00e8 il vecchio ordine mondiale da noi descritto nella prima parte) tutti gli Stati accettano che la guerra sia legale, un mezzo per riparare i torti subiti. In tale mondo, la conquista \u00e8 ammissibile, l\u2019aggressione non \u00e8 un reato, i Paesi neutrali devono rimanere imparziali (cosicch\u00e9 le sanzioni economiche contro gli aggressori sono illegali) e si possono estorcere accordi. Nel secondo (a rappresentare il quale \u00e8 il nuovo ordine mondiale da noi descritto nella terza parte) tutti gli Stati accettano che la guerra sia illegale e rifiutano di riconoscervi una fonte di acquisizione di diritti legali, anche quando la si usa per riparare torti subiti. In quel mondo, la conquista \u00e8 illegale, l\u2019aggressione un reato, le sanzioni economiche sono uno strumento essenziale dell\u2019amministrazione statale e non si possono estorcere accordi. In quell\u2019ordinamento giuridico, inoltre, svolge un ruolo fondamentale il commercio, non solo come fonte di una collaborazione che arreca benefici, ma anche come strumento collettivo atto a impedire un comportamento illegale\u00bb [ivi, p. 490].<br \/>\nDi fatto, \u00abla scelta tra diritto e potere \u00e8 falsa. Non esiste vero potere \u2013 un potere utile a conseguire importanti e duraturi obiettivi politici \u2013 in assenza di diritto. Il diritto crea il potere concreto. Come scoprirono i giapponesi nel 1931, non bastava occupare la Manciuria se nessuno trattava la Manciuria da Manciuku\u00f2. La Russia sta oggi imparando nuovamente questa lezione con la Crimea. Pu\u00f2 rivendicare la Crimea, ma, se il resto del mondo non riconosce la rivendicazione, i turisti, a parte quelli russi, andranno in vacanza altrove, gli sportelli bancomat rimarranno a secco e l\u2019economia avvizzir\u00e0. La stessa lezione la sta scoprendo la Cina nel Mar Cinese meridionale. Pu\u00f2 occupare tutte le isole che vuole, ma a poco valgono fintanto che il resto del mondo si rifiuta di riconoscerle. C\u2019\u00e8 del fatalismo nel dipingere un mondo che riposa sul potere statale, e non lascia molto spazio all\u2019agire umano. La vicenda della trasformazione del vecchio ordine mondiale nel nuovo sta per\u00f2 a dimostrare che, se il diritto determina il potere, le idee \u2013 e coloro che le elaborano e le diffondono \u2013 determinano il diritto. La forza bruta, come acqua impetuosa, va controllata e incanalata. Bisogna costruire dighe, scavare canali e installare condutture. Chi plasma le leggi \u00e8 un po&#8217; come un ingegnere idraulico del mondo politico. Perch\u00e9 abbiano vigore, devono convogliare potere\u00bb. \u00abL\u2019esempio dato dagli internazionalisti offre un messaggio di speranza: se il diritto \u00e8 ci\u00f2 che d\u00e0 forma al potere reale, e le idee danno forma al diritto, allora abbiamo il controllo sul nostro destino. Possiamo scegliere di riconoscere certe azioni e non altre. Possiamo collaborare con chi segue le regole ed emarginare chi non lo fa. E quando le regole non funzionano pi\u00f9, possiamo cambiarle\u00bb [ivi, pp. 491-2].<br \/>\n\u00ab\u00c8 in Europa che venne inventata l\u2019inquieta avventura di un sapere capace di mettere in discussione ogni norma, ogni evidenza, ogni valore tradizionale; \u00e8 sempre in Europa che venne inventata l\u2019idea di democrazia, di societ\u00e0 aperta a un avvenire non plasmato da alcun ordine trascendente. Oggi \u2013 ognuno pu\u00f2 vederlo \u2013 \u00e8 divenuto essenziale che scienza e democrazia inventino una nuova forma di dialogo. Ma affinch\u00e9 sia possibile un vero dialogo tra pratiche che hanno vincoli cos\u00ec diversi, occorre che si crei un mondo denso e complesso di interessi condivisi. \u00c8 infatti l\u2019interesse che d\u00e0 un significato ai vincoli, permette di riconoscere in essi qualcosa di diverso da norme arbitrarie, e consente di comprendere, e perfino di condividere la passione per i problemi che condizionano quei vincoli. L\u2019Europa, ove si liberano interessi che per troppo tempo sono stati definiti naturalmente opposti, quelli del \u201csapere\u201d e quelli della \u201cvita\u201d, dovrebbe essere particolarmente sensibile a questa sfida del futuro. La sua ricchezza culturale, la sua variet\u00e0, la sua tradizione storica, potranno forse stimolare l\u2019invenzione delle nuove pratiche che la costruzione del mondo di domani richiede\u00bb [I. Prigogine e I. Stengers, <em>Tra il tempo e l\u2019eternit\u00e0<\/em>, tr.it. Bollati Boringhieri 1989, p. 187].<br \/>\nIn un mondo sempre pi\u00f9 denso e complesso, gli interessi sono sempre meno condivisi per l\u2019azione divisiva di una tecnica e un mercato abbandonati a se stessi, indifferenti a ogni passione per i problemi che richiedono vincoli condivisi. Forse memori dei loro coetanei sacrificati in due guerre mondiali, i giovani europei, e poi del mondo, hanno di recente affermato la loro passione per i diritti umani e per il rispetto del mondo naturale che ci fa vivere: eco, meglio se involontaria, della <em>Laudato s\u00ec<\/em> di Papa Francesco. Di questa solidariet\u00e0 verso noi stessi \u00e8 cattedrale l\u2019Europa perch\u00e9 e finch\u00e9 rispetta e fa rispettare i diritti della persona umana e dell\u2019ambiente, cambiando le regole aggirate dai potenti di turno, collaborando con chi le rispetta, isolando chi le combatte. \u00c8 la sovranit\u00e0 del nostro tempo.<\/p>\n<p>Costruita nelle chiese e nei mercati antistanti, la <strong>cattedrale Europa<\/strong> \u00e8 l\u2019erede del lungo Medioevo, \u00abmomento della creazione della societ\u00e0 moderna, di una civilt\u00e0 moribonda o gi\u00e0 morta nelle sue forme contadine tradizionali, ma ancora vivente per ci\u00f2 che ha creato di essenziale nelle nostre strutture sociali e mentali. Esso ha creati la citt\u00e0, la nazione, lo stato, l\u2019universit\u00e0, il mulino, la macchina, l\u2019ora, l\u2019orologio, il libro, la forchetta, la biancheria, la persona, la coscienza e finalmente la rivoluzione. Fra il Neolitico e le rivoluzioni industriali e politiche degli ultimi due secoli, esso \u00e8 \u2013 almeno per le societ\u00e0 occidentali \u2013 non un vuoto n\u00e9 un ponte, ma una grande spinta creatrice, interrotta da crisi, diversificata da differenze e livelli di sviluppo a seconda delle regioni, delle categorie sociali, dei settori di attivit\u00e0, varia nei suoi processi\u00bb. \u00abFra le creazioni del Medioevo ci sono le universit\u00e0, gli universitari. Non mi pare che sia stata finora abbastanza valutata la novit\u00e0 \u2013 nelle societ\u00e0 occidentali \u2013 di un\u2019attivit\u00e0, di una promozione intellettuale e sociale fondata su un sistema fino allora sconosciuto: l\u2019esame, che si apriva modestamente una via fra il sorteggio (cui avevano fatto ricorso, entro limiti piuttosto ristretti, le democrazie greche) e la nascita. Ben presto mi avvidi che quegli universitari, sorti dal movimento urbano, ponevano problemi paragonabili a quelli dei loro contemporanei, i mercanti. Gli uni e gli altri, agli occhi dei tradizionalisti, vendevano beni che appartenevano solo a Dio: la scienza, in un caso, nell\u2019altro il tempo\u00bb [J. Le Goff, <em>Tempo della Chiesa e tempo del mercante<\/em>, tr.it. Einaudi 1977, p. IX]. \u00abMi accorsi che l\u2019universitario come il mercante era giustificato per il lavoro che compiva. La novit\u00e0 degli universitari mi appariva, in ultima analisi, quella di lavoratori intellettuali. Cos\u00ec la mia attenzione si trovava spinta verso due nozioni, di cui cercavo di seguire le trasformazioni ideologiche nelle concrete condizioni sociali in cui si sviluppavano: quella del lavoro e quella del tempo\u00bb. \u00abPer parte mia continuo a pensare che gli atteggiamenti nei confronti del lavoro e del tempo sono aspetti essenziali delle strutture e del funzionamento delle societ\u00e0\u00bb [ivi, p. X]. Il binomio lavoro-tempo \u00e8 la fonte delle innovazioni che investono ogni aspetto della nostra vita e realizzano nuove mete. Come le cattedrali, l\u2019UE ha bisogno di contrafforti. Nella trattativa pre-Brexit, Cameron era virtualmente riuscito a far entrare il mercato anche nella cattedrale. UK non \u00e8 mai stato contrafforte dell\u2019UE, n\u00e9 lo sono i paesi Visegrad cooptati in conto NATO dopo il crollo URSS. Lo \u00e8 l\u2019Italia, ma stenta a innovare. La libera circolazione di idee, persone, beni, servizi \u00e8 innovazione politica che produce convenienza economica (fino ai primi anni 1970 avevamo cinte daziarie comunali, ricordate?). \u00abDal crollo della lira del 1992 \u2013 non a caso! \u2013 quello italiano si configura come uno strutturale \u201cproblema di crescita\u201d: improduttivit\u00e0, debito pubblico, infrastrutture carenti, inadeguatezza del diritto dell\u2019economia, bassa concorrenza in molti mercati. Il grosso delle imprese non cerca pi\u00f9 il profitto attraverso l\u2019investimento e l\u2019innovazione. Lo attende dal danaro pubblico, dalla debolezza dei sindacati, dalla non-concorrenza. Il cambio lasco le dissuaderebbe ancor pi\u00f9 dalla ricerca dell\u2019efficienza e del progresso tecnico. La politica deve convincersi che una moneta debole sarebbe solo l\u2019ultimo dei flagelli. La strada maestra da imboccare \u00e8 invece duplice, nella politica economica nazionale e nel rapporto con l\u2019Europa, segnatamente con la Germania\u00bb [P. Ciocca, <em>Tornare alla crescita. Perch\u00e9 l\u2019economia italiana \u00e8 in crisi e cosa fare per rifondarla<\/em>, Donzelli 2018, p. 181]. \u00abIl ristagno della produttivit\u00e0 \u00e8 questione d\u2019offerta, radicata in fattori tutti interni alla societ\u00e0 italiana. Ma la componente da domanda della decadenza economica dell\u2019Italia troverebbe importante compensazione in una Germania non pi\u00f9 neo-mercantilista, che unisse alla solidit\u00e0 dell\u2019euro una dinamica pi\u00f9 sostenuta della sua economia, con riflessi positivi per la cooperazione, per il coordinamento delle politiche economiche, per la coesione economica, condizioni necessarie, presupposti, del progresso istituzionale verso gli Stati uniti d\u2019Europa\u00bb [ivi, p. 193]. \u00abGli interessi costituiti nazionali e internazionali, la miopia individualista dei partiti politici, le resistenze culturali, i difetti d\u2019analisi verranno battuti se la societ\u00e0 civile si convincer\u00e0 che il problema economico \u2013 pi\u00f9 della stessa, pur grave, questione dell\u2019immigrazione \u2013 costituisce il nodo da recidere per l\u2019ulteriore progresso e che esistono soluzioni, razionali, non traumatiche\u00bb [ivi, p. 209]. Ventimiglia e Brennero sono presidi molto pi\u00f9 efficaci del Mediterraneo e occhio per occhio \u00e8 una strategia a somma negativa, anzitutto per chi la attua. A somma positiva \u2013 con vantaggi per tutti, a cominciare dalla pace \u2013 sono solo le strategie concilianti, innovative e ottimiste, come fu la Comunit\u00e0 Economica Europea del Carbone e dell\u2019Acciaio, con i suoi sviluppi in Mercato Comune Europeo e Unione Europea, e ora gli Stati Uniti d\u2019Europa. Il futuro \u00e8 di chi sa pensarlo, come l\u2019innovazione. \u00abNel nuovo ordine mondiale, l\u2019unico modo legittimo che uno Stato sovrano ha per far s\u00ec che un altro Stato sovrano faccia ci\u00f2 che esso vuole \u00e8 offrirgli una cooperazione che porti benefici a entrambi. La fine della guerra quale meccanismo giuridico per risolvere le dispute ha avuto come esito il sorgere di una cooperazione commerciale senza precedenti e ha contribuito a incentivare la creazione di migliaia di accordi internazionali su qualunque cosa\u00bb [O. A. Hathaway e S. J. Shapiro, cit., p. 16]. Unico gioco a somma positiva e sola sovranit\u00e0 possibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLa cattedrale va completata. 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