{"id":13764,"date":"2019-04-27T18:33:11","date_gmt":"2019-04-27T16:33:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13764"},"modified":"2019-04-27T18:33:11","modified_gmt":"2019-04-27T16:33:11","slug":"lincontro-con-il-risorto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/lincontro-con-il-risorto\/","title":{"rendered":"L\u2019incontro con il Risorto"},"content":{"rendered":"<p>II domenica di Pasqua &#8211; C<\/p>\n<p><i>At 5, 12-16;\u00a0<\/i><i>Ap 1, 9-11.12-13.17.19;\u00a0<\/i><i>Gv 20, 19-31<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Introduzione<\/h2>\n<p>La seconda domenica di Pasqua \u00e8 caratterizzata in tutti i cicli liturgici (A-B-C) dal racconto dalla doppia apparizione del risorto ai discepoli riuniti insieme <i>nello stesso luogo otto giorni dopo<\/i>. In questo modo, trovandosi cronologicamente <i>otto giorni dopo<\/i> la domenica di Pasqua (Ottava di pasqua), la comunit\u00e0 che si riunisce per celebrare l\u2019eucaristia \u00e8 chiamata a confrontarsi con quella esperienza fondante che narra il <i>Vangelo di Giovanni<\/i> dell\u2019apparizione del risorto ai discepoli \u201cotto giorni dopo\u201d il primo giorno dopo il sabato. Il \u201cpersonaggio\u201d principale di questa esperienza fondante \u00e8 rappresentato da Tommaso, il discepolo, che la sera del giorno di pasqua <i>non era presente. <\/i>Egli diviene<i> <\/i>quindi il discepolo \u201crappresentante\u201d di tutti i discepoli di tutte le generazioni, che quella sera non erano presenti con gli undici per fare esperienza del Signore risorto.<\/p>\n<p>Potremmo dire che la seconda domenica di Pasqua \u00e8 il luogo nel quale, in modo particolare, la Chiesa celebra il \u201cmistero\u201d della sua esperienza del Signore risorto. In questa domenica del tempo pasquale il tratto particolare della Pasqua che la Chiesa \u201cvive\u201d \u00e8 la sua esperienza della presenza in mezzo a lei del suo Signore risorto. Da tale presenza, sperimentata ogni domenica nella celebrazione dell\u2019eucaristia, dipende l\u2019identit\u00e0 e l\u2019esistenza stessa della Chiesa.<\/p>\n<p>Se il brano di Giovanni 20,19-31 \u00e8 presente nella liturgia di ogni ciclo liturgico, le altre letture invece cambiano. Ma tutte tendono a sottolineare ugualmente l\u2019esperienza ecclesiale del Risorto. Nell\u2019anno C potremmo partire, per trovare una pista di lettura della liturgia della Parola di questa domenica, dalla seconda lettura tratta dell\u2019<i>Apocalisse<\/i> (Ap 1, 9-11.12-13.17.19). Anche il brano degli <i>Atti degli Apostoli<\/i> (I lettura) ci mostra il volto della prima comunit\u00e0 cristiana segnata dalla presenza della vita del Risorto, che si rivela nel fatto che nella vita dei discepoli e nelle opere degli apostoli continuano quei prodigi e quei segni che avevano caratterizzato l\u2019esistenza di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Riflessione<\/h2>\n<h3>Vostro fratello e compagno<\/h3>\n<p>Nella seconda lettura Giovanni, rivolgendosi alla sua comunit\u00e0, si definisce \u201cfratello\u201d e \u201ccompagno\u201d. C\u2019\u00e8 quindi qualcosa che accomuna chi parla e chi ascolta, il mittente e i destinatari. Ci\u00f2 che rende tutti fratelli e compagni sono le seguenti realt\u00e0: <i>la tribolazione<\/i>, <i>il regno<\/i> e <i>la perseveranza in Ges\u00f9<\/i>. Sono tre caratteristiche che appartengono all\u2019identit\u00e0 della Chiesa di ogni tempo e sono anche la situazione nella quale \u201caccade\u201d ci\u00f2 che Giovanni descriver\u00e0 in seguito. <i>La tribolazione<\/i> \u00e8 la condizione dei discepoli di Ges\u00f9 nel mondo. \u00c8 una condizione che ogni credente \u00e8 chiamato ad attraversare, se vive in coerenza la logica del vangelo. Non si tratta di una caratteristica che interessa solo alcune epoche, ma di una dimensione permanente della vita cristiana quando \u00e8 autentica. La seconda caratteristica \u00e8 <i>il regno<\/i>. Per la loro sequela del Cristo crocifisso e risorto, i cristiani non partecipano solamente alla tribolazione, ma sono costituiti \u201cregno\u201d, popolo regale. Infine, Giovanni e la sua comunit\u00e0 condividono <i>la perseveranza in Ges\u00f9<\/i>. Nella tribolazione come nel regno, ci\u00f2 che fa l\u2019identit\u00e0 profonda della comunit\u00e0 cristiana, l\u2019elemento che tutto sostiene, \u00e8 la perseveranza in Ges\u00f9. Tutto si gioca in questa perseveranza in colui che per primo ha attraversato la tribolazione e per questo ha ricevuto il Regno.<\/p>\n<p>Queste tre realt\u00e0 che fanno la comunione (\u201cfratelli\u201d e \u201ccompagni\u201d) nella comunit\u00e0, rappresentano il \u201ccontesto comunitario\u201d nel quale l\u2019incontro con il Risorto pu\u00f2 accadere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Nel giorno del Signore<\/h3>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 anche un \u201ccontesto temporale\u201d. Tutto avviene \u00abnel giorno del Signore\u00bb (l\u2019<i>Ottavo giorno<\/i>, per usare l\u2019espressione che rimanda al brano del <i>Vangelo di Giovanni<\/i> di questa domenica, il primo dopo il sabato). L\u2019espressione usata dall\u2019<i>Apocalisse<\/i> \u00e8 molto importante: <i>giorno del Signore.<\/i> Il giorno del Signore, l\u2019assemblea liturgica ed eucaristica, \u00e8 quindi per l\u2019<i>Apocalisse<\/i> il luogo nel quale accade l\u2019esperienza che viene descritta in questi versetti e anche nel resto del libro. Si parla di un\u2019esperienza soprannaturale, di una rivelazione, ma non di un\u2019esperienza estatica. Siamo, invece, in un contesto liturgico e comunitario, il contesto del <i>giorno del Signore<\/i>, nell\u2019assemblea eucaristica che \u00e8 il \u201cluogo ecclesiale\u201d dell\u2019esperienza del Risorto per ogni credente. Un\u2019esperienza soprannaturale quindi, ma non necessariamente straordinaria; un\u2019esperienza di rivelazione, ma che non avviene necessariamente in un contesto di estasi. \u00c8 l\u2019esperienza del Risorto che fanno nella Chiesa coloro che nella tribolazione, nel regno, nella perseveranza in Ges\u00f9 sono \u201ctrasportati\u201d nello Spirito nel luogo dell\u2019ascolto e dell\u2019incontro con il Signore risorto.<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<h3>Quello che vedi scrivilo<\/h3>\n<p>Per due volte il veggente dell\u2019<i>Apocalisse<\/i> si sente rivolgere il comando di scrivere ci\u00f2 che vede. Innanzitutto \u00e8 interessante che egli debba scrivere non ci\u00f2 che sente, o concetti che ha imparato, ma \u201cci\u00f2 che vede\u201d. Deve cio\u00e8 raccontare una manifestazione che avviene nella storia, un evento. In secondo luogo egli deve scrivere le cose che sono e quelle che accadranno dopo. Nel suo racconto quindi non si narrano solamente le cose che accadono nel presente, ma anche quelle del futuro. Un racconto capace di interpretare ogni tempo.<\/p>\n<p>Questa visione messa per iscritto deve essere inviata alle sette Chiese, cio\u00e8 alla Chiesa nella sua totalit\u00e0, espressa attraverso il numero sette. Tuttavia questa indicazione nell\u2019<i>Apocalisse<\/i> non rimane generica: di ogni Chiesa si dice il nome. Non \u00e8 la Chiesa in astratto ma la Chiesa concreta, la cui vita si manifesta nelle singole Chiese locali che si riuniscono in assemblea per celebrare l\u2019eucaristia.<\/p>\n<h3>Simile ad un figlio d\u2019uomo<\/h3>\n<p>A questo punto si narra l\u2019apparizione di una figura simile ad un figlio d\u2019uomo che cammina in mezzo a sette candelabri. I sette candelabri, sappiamo da Ap 1,20, sono le sette Chiese. Ma se uniamo questo dato al fatto che il candelabro a sette braccia nel Primo Testamento \u00e8 quello che arde davanti alla presenza di YHWH nel tempio (cfr. Zac 4,2), possiamo ricavare che qui si rivela la comunit\u00e0 dei credenti come luogo della presenza di Dio, come \u201ctempio\u201d nel quale \u00e8 possibile vivere la comunione con YHWH e l\u2019incontro con lui. Ancora un elemento essenziale dell\u2019esperienza della Chiesa nel giorno del Signore: l\u2019assemblea che si raduna \u00e8 il tempio nel quale Dio si fa presente.<\/p>\n<p>La figura che il veggente vede \u00e8 il Signore risorto presente nella sua Chiesa, che qui \u00e8 descritto come una<i> <\/i>figura sacerdotale<i>:<\/i> veste lunga e fascia d\u2019oro. L\u2019assemblea riunita nel giorno del Signore fa esperienza del Signore risorto, che \u00e8 la sua vita, il sommo sacerdote che rimane l\u2019unico mediatore tra Dio e gli uomini, l\u2019uomo Cristo Ges\u00f9 (1Tt 2,5). Come la Chiesa \u00e8 <i>popolo regale<\/i> grazie alla sua \u201cperseveranza in Ges\u00f9\u201d, cos\u00ec \u00e8 anche <i>popolo sacerdotale<\/i> per la presenza in mezzo ad essa del Signore risorto.<\/p>\n<p>Questo personaggio \u00e8 poi una figura divina. Lo comprendiamo dal particolare dei capelli bianchi, che sono una citazione di Dn 7. Il personaggio tiene \u201csette stelle\u201d nella sua mano. In 1,20 si dice che queste sette stelle sono gli angeli delle Chiese, espressione che forse vuole indicare la dimensione \u201cspirituale\u201d della vita della Chiesa. Le stelle infatti <i>appartengono<\/i> al cielo. Il Signore risorto tiene saldamente nella sua mano questa dimensione trascendente della sua Chiesa.<\/p>\n<p>Dalla sua bocca esce (sta uscendo) una spada affilata a doppio taglio, la spada della parola pi\u00f9 tagliente di una spada a doppio taglio (Eb 4,12). La Chiesa nel suo ascolto domenicale della parola, che \u00e8 ascolto\/visione, \u00e8 toccata da questa parola potente che penetra nell\u2019intimo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Ogni domenica<\/h3>\n<p>Ecco l\u2019esperienza ecclesiale del Risorto nel contesto liturgico dell\u2019assemblea domenicale: essa viene descritta nel suo luogo proprio (l\u2019assemblea liturgica), nel suo tempo (il giorno del Signore), e nelle sue caratteristiche principali che la Chiesa ogni domenica vive.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Matteo Ferrari, monaco di Camaldoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>II domenica di Pasqua &#8211; C At 5, 12-16;\u00a0Ap 1, 9-11.12-13.17.19;\u00a0Gv 20, 19-31 &nbsp; Introduzione La seconda domenica di Pasqua \u00e8 caratterizzata in tutti i cicli liturgici (A-B-C) dal racconto dalla doppia apparizione del risorto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[467],"tags":[473,13,224,496],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13764"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13764"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13764\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13765,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13764\/revisions\/13765"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13764"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13764"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13764"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}