{"id":13760,"date":"2019-04-21T01:54:05","date_gmt":"2019-04-20T23:54:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13760"},"modified":"2019-04-21T01:54:05","modified_gmt":"2019-04-20T23:54:05","slug":"vide-e-credette","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/vide-e-credette\/","title":{"rendered":"Vide e credette"},"content":{"rendered":"<p>Domenica di Pasqua<\/p>\n<p><i>At 10,34a.37-43;\u00a0<\/i><i>1Cor 5,6-8;\u00a0<\/i><i>Gv 20,1-9<\/i><\/p>\n<h2>Introduzione<\/h2>\n<p>Nella celebrazione del giorno di Pasqua troviamo come brano evangelico la scoperta del sepolcro vuoto il primo giorno dopo il sabato nel <i>Vangelo di Giovanni<\/i>. Non dobbiamo leggere questo testo come una cronaca di ci\u00f2 che avvenne il giorno della risurrezione del Signore, bens\u00ec come un itinerario di fede verso l\u2019incontro con lui che i discepoli di ogni tempo possono e devono vivere. Il tema dominante nel brano giovanneo non \u00e8 quello della dimostrazione della veridicit\u00e0 storica del fatto della risurrezione, ma quello dello sguardo della fede che arriva a riconoscere la centralit\u00e0 per la vita della Chiesa della vita nuova che \u00e8 sbocciata nel giardino il primo giorno dopo il sabato. Protagonisti di questo itinerario di fede sono Maria Maddalena, la prima testimone della tomba vuota, Pietro e il Discepolo che Ges\u00f9 amava.<\/p>\n<p>Gli altri testi della liturgia della Parola di questo giorno sottolineano alcuni aspetti. Il brano degli <i>Atti degli Apostoli<\/i> (I lettura) riporta il quinto discorso di Pietro nel quale l\u2019apostolo ripercorre la vita di Ges\u00f9 che pass\u00f2 facendo del bene e risanando. Pietro lega gli eventi pasquali all\u2019intera esistenza di Ges\u00f9 a partire dal battesimo predicato da Giovanni. I discepoli che hanno vissuto con Ges\u00f9 non sono solo testimoni della sua Risurrezione, ma della sua intera esistenza. In questo modo viene sottolineato come tutta la vita di Ges\u00f9 \u00e8 stata segnata dalla logica pasquale del dono di s\u00e9. Nella <i>Lettera ai Colossesi<\/i> (II lettura) si proclama che la risurrezione del Signore \u00e8 ormai un fatto che riguarda la vita di tutti i credenti, che sono \u00abrisorti con Cristo\u00bb (Col 3,1). Questa realt\u00e0 illumina di luce nuova la loro esistenza e deve segnare concretamente la loro vita. In fondo nella prima e nella seconda lettura si proclama che come la realt\u00e0 della pasqua ha segnato l\u2019intera esistenza terrena di Ges\u00f9, cos\u00ec deve anche trasformare ed illuminare quella dei cristiani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Riflessione<\/h2>\n<h3>Quando era ancora buio<\/h3>\n<p>Il primo tratto dell\u2019itinerario di fede che il brano evangelico vuole farci compiere \u00e8 affidato alla figura di Maria Maddalena. Essa si reca al sepolcro spinta dal legame che aveva con il Maestro defunto. E\u2019 ancora buio e siamo nel primo giorno della settimana, che nella Scrittura \u00e8 anche il primo giorno della creazione. Per la prima volta troviamo nel testo il verbo vedere (<i>blepo<\/i>), che nel Vangelo di Giovanni appartiene al vocabolario della fede. Questa sguardo di Maria, avvolto dal buio esteriore ed interiore nel quale essa si trova, \u00e8 un modo di guardare che sta ancora all\u2019inizio del cammino di fede. Lo sguardo di Maria \u00e8 ancora segnato da \u00abuna visione materiale, una visione che non comprende\u00bb (B. Maggioni). Il cammino di fede consiste nel far maturare questo sguardo che deve passare dall\u2019osservazioni di elementi senza comprenderne il senso, all\u2019affidamento. Maria non entra nemmeno nel sepolcro, ma va a dare l\u2019annuncio ai discepoli. La sua incomprensione emerge dalle parole che rivolge ai discepoli: \u00abhanno portato via il Signore dal sepolcro\u00bb (Gv 20,2).<\/p>\n<h3>Correvano insieme<\/h3>\n<p>Alle parole di Maria, due discepoli informati dell\u2019accaduto \u201ccorrono\u201d alla tomba. Sono Pietro e il discepolo amato. Pietro lo conosciamo, svolge in tutti i vangeli un ruolo molto particolare. Ma chi \u00e8 il discepolo amato? Questo discepolo lo abbiamo gi\u00e0 incontrato nei racconti della passione e morte di Ges\u00f9 (Gv 13,23; 19,26). Prima non compare mai. Questo discepolo non ha un nome e viene indicato attraverso la relazione che egli ha con Ges\u00f9. Innanzitutto non ha un nome proprio, potrebbe essere qualunque discepolo; poi viene identificato come quel discepolo che Ges\u00f9 amava: il suo nome \u00e8 la sua relazione con Ges\u00f9, o meglio il suo nome \u00e8 lo sguardo di Ges\u00f9 su di lui: Ges\u00f9 lo amava. Due aspetti molto significativi per cogliere il senso dell\u2019esperienza del Signore risorto della Chiesa primitiva.<\/p>\n<p>L\u2019evangelista sottolinea la fretta con cui accadono questi fatti. I due discepoli corrono al sepolcro e uno dei due, il discepolo amato, corre pi\u00f9 forte di Pietro e raggiunge per primo la tomba. Egli per\u00f2 ma non entra, ma si china e vede (<i>blepo<\/i>). La sua esperienza \u00e8 simile a quella di Maria Maddalena: il testo greco usa lo stesso verbo per indicare l\u2019esperienza che fa il discepolo che Ges\u00f9 amava. Anche qui siamo davanti all\u2019esperienza di un vedere materiale che non sa penetrare la realt\u00e0 per coglierne un senso ulteriore. Tuttavia egli vede qualcosa di pi\u00f9 di Maria: si avvicina alla tomba vuota, si china e vede le tele che ricoprivano il cadavere del Signore \u201cgiacenti\u201d.<\/p>\n<p>Poi alla tomba giunge anche Pietro. Egli a differenza dell\u2019altro discepolo, entra nella tomba e vede [<i>theoreo<\/i>] le bende e il sudario. In questo caso non si usa pi\u00f9 lo stesso verbo che abbiamo trovato in riferimento al \u201cvedere\u201d di Maria e del discepolo amato, qui Giovanni usa il verbo <i>theoreo<\/i>. Si tratta di un verbo che indica qualcosa di diverso rispetto a quello usato nei casi precedenti. Non siamo ancora alla meta del cammino, \u00abnon \u00e8 ancora lo sguardo della fede, ma \u00e8 pur sempre uno sguardo attento, che suscita il problema e rende perplessi\u00bb (B. Maggioni). Questo \u00e8 un passo in pi\u00f9 che Pietro riesce a compiere quando entra nel sepolcro e vede le bende e il sudario.<\/p>\n<h3>Vide e credette<\/h3>\n<p>Infine, entra anche l\u2019altro discepolo, quello che come abbiamo detto viene indicato in base alla sua relazione con il Signore, \u201cil discepolo che Ges\u00f9 amava\u201d. Egli entra, davanti ai suoi occhi trova le stesso cose che vide Pietro, ma di lui si dice che vide (<i>orao<\/i>) e credette, oppure, potremmo anche dire, \u201cvedendo credette\u201d. Qui troviamo un terzo verbo che indica la vista, il verbo greco <i>orao<\/i>. Questo verbo indica \u00abil vedere penetrante di chi sa cogliere il significato profondo di ci\u00f2 che materialmente appare\u00bb (B. Maggioni). E\u2019 il tipo di visione che all\u2019inizio del vangelo viene promessa ai discepoli (Gv 1,39. 50-51) e che verr\u00e0 donata a Tommaso, quando gli apparir\u00e0 il Signore risorto \u201cotto giorni dopo\u201d. Per questo valore un tale modo di \u201cvedere\u201d \u00e8 affiancato dal verbo \u201ccredere\u201d.<\/p>\n<h3>La vista della fede<\/h3>\n<p>Usando questi verbi diversi per indicare l\u2019unica esperienza del vedere \u00e8 come se l\u2019evangelista Giovanni volesse indicarci appunto un itinerario di fede. Ci sono personaggi differenti tra loro, che vedono in modo differente anche a seconda della loro vicinanza alla tomba vuota: solo quando si entra nel sepolcro vuoto il discepolo che Ges\u00f9 amava riesce ad avere lo sguardo della fede. Ci\u00f2 che i discepoli fanno non \u00e8 altro che l\u2019esperienza di un grande vuoto, l\u2019esperienza di una assenza. Vedono solo i \u201csegni dell\u2019assente\u201d. Ma solo entrando nella profondit\u00e0 di quel vuoto e di quell\u2019assenza lo sguardo pu\u00f2 divenire capace di \u201cvedere\u201d veramente il senso di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto.<\/p>\n<p>Ma non possiamo dimenticare un altro particolare decisivo: colui che arriva allo sguardo della fede non \u00e8, per ora, n\u00e9 Maria Maddalena \u2013 di lei il Vangelo di Giovanni parler\u00e0 pi\u00f9 avanti \u2013 n\u00e9 Pietro, bens\u00ec quel discepolo senza nome che viene, chiamato \u201cil discepolo che Ges\u00f9 amava\u201d. Non bastano \u201ci segni dell\u2019assenza\u201d, occorrono \u201cgli occhi dell\u2019amato\u201d per arrivare allo sguardo della fede. Infatti, non possiamo fermarci alla sola constatazione del fatto che \u201cil discepolo amato\u201d sia una figura significativa per la comunit\u00e0 giovannea, il nome usato per indicare questo personaggio pu\u00f2 dirci qualcosa di pi\u00f9. Un personaggio senza nome \u00e8 certamente una \u201cfigura misteriosa\u201d, ma \u00e8 anche una \u201cfigura aperta\u201d (B. Maggioni) che pu\u00f2 rimandare alla figura del discepolo ideale al quale ogni discepolo di Ges\u00f9 deve tendere. Ancor pi\u00f9 interessante \u00e8 la qualifica di questo discepolo senza nome: egli \u00e8 colui che Ges\u00f9 amava. Potremmo dire che \u00e8 l\u2019essere amati da Ges\u00f9 che \u201crende chiaroveggenti\u201d.Ancora prima di essere discepoli che amano il Signore, occorre accorgersi che \u00e8 lui ad amrci per primo. Sar\u00e0 la scoperta anche di Maria, quando incontrer\u00e0 il suo Signore, nel giardino della Risurrezione. Lo riconoscer\u00e0 quando si sentir\u00e0 chiamare per noi.<\/p>\n<h3>Un itinerario di fede<\/h3>\n<p>L\u2019assemblea liturgica nel giorno di Pasqua \u00e8 invitata a compiere lo stesso itinerario di fede del discepolo amato per giungere ad uno sguardo che sa penetrare il mistero dell\u2019assenza e del vuoto per arrivare ad una visione diversa della realt\u00e0 e alla fede. E\u2019 in una conversione dello sguardo alla luce della risurrezione che la liturgia pasquale ci invita ad entrare sulle orme di Maria, Pietro e quel discepolo che Ges\u00f9 amava.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"right\">Matteo Ferrari, monaco di Camaldoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica di Pasqua At 10,34a.37-43;\u00a01Cor 5,6-8;\u00a0Gv 20,1-9 Introduzione Nella celebrazione del giorno di Pasqua troviamo come brano evangelico la scoperta del sepolcro vuoto il primo giorno dopo il sabato nel Vangelo di Giovanni. 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