{"id":13720,"date":"2019-04-10T08:30:38","date_gmt":"2019-04-10T06:30:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13720"},"modified":"2019-04-08T10:31:41","modified_gmt":"2019-04-08T08:31:41","slug":"il-volto-della-giustizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-volto-della-giustizia\/","title":{"rendered":"Il \u201cvolto\u201d della giustizia"},"content":{"rendered":"<p>Domenica delle Palme e della Passione del Signore \u2013 C<\/p>\n<p>Lc 19,28-40; Is 50, 4-7; Fil 2, 6-11; Lc 22, 14 &#8211; 23, 56<\/p>\n<p><strong>Introduzione<\/strong><br \/>\nCon la Domenica delle Palme e della Passione del Signore entriamo in un tempo particolare di quell\u2019itinerario iniziato con il mercoled\u00ec delle ceneri: la Settimana santa. In questa domenica la liturgia ci pone davanti il racconto della passione del Signore. Nell\u2019anno C leggiamo il racconto secondo Luca. La passione del Signore sar\u00e0 nuovamente proclamata il Venerd\u00ec santo, seguendo il Vangelo di Giovanni. Questa domenica crea con la domenica di Pasqua un annuncio pasquale completo, con la narrazione della passione, morte e risurrezione del Signore. Il medesimo annuncio pasquale viene ripreso, seguendo una logica differente, nel Triduo santo.<br \/>\nOltre alla Passione del Signore secondo Luca, nella liturgia di questa domenica viene letto ogni anno il terzo canto del Servo del Signore tratto dal Libro di Isaia (I lettura) e l\u2019inno cristologico della Lettera ai Filippesi (II lettura). Si tratta di due letture che ci guidano nella lettura dei fatti della passione, facendone emergere pi\u00f9 chiaramente il senso teologico e cristologico.<\/p>\n<p><strong>Riflessione<\/strong><br \/>\nProviamo a cogliere qualche tratto particolare del racconto della passione secondo il racconto lucano. Ogni evangelista infatti, presentando il racconto della passione, ha delle sottolineature proprie. Luca ci presenta la vita e la morte di Ges\u00f9 come il modello di \u201cuna morte e una vita che piace al Signore\u201d, egli \u00e8 \u201cil giusto\u201d. Basta pensare alla \u201ccorrezione\u201d che Luca porta alla sua fonte, quando in bocca al centurione pone l\u2019affermazione: \u00abVeramente quest\u2019uomo era giusto\u00bb (Lc 23, 47). Gli altri due sinottici infatti mettono sulla bocca del centurione un\u2019espressione diversa: \u00abVeramente quest&#8217;uomo era Figlio di Dio!\u00bb (Mt 27,45; Mc 15,39).<\/p>\n<p><em>Sguardi differenti\u201d<\/em><br \/>\nNel racconto della passione secondo Luca, al cap. 23 del suo Vangelo, l\u2019evangelista dipinge molti sguardi rivolti al Cristo innalzato sulla croce da parte dei personaggi che stanno ad assistere a quel fatto: il popolo sta a vedere (theoreo \u2013 v. 35), i capi e i soldati lo scherniscono, le folle accorrono per vedere uno \u201cspettacolo\u201d (theoria) e se ne vanno percuotendosi il petto, i conoscenti di Ges\u00f9 stanno ad osservare (orao \u2013 v.49) da lontano, anche le donne che lo avevano seguito dalla Galilea osservano questi avvenimenti e stanno a vedere il luogo dove depongono il corpo di Ges\u00f9 (theomai \u2013 v. 55). Infine, abbiamo lo sguardo (orao \u2013 v.47) del centurione che, vedendo morire Ges\u00f9, riconosce in lui un uomo giusto.<br \/>\nNel cap. 22, durante il processo di Ges\u00f9, c\u2019\u00e8 un altro personaggio che assiste alla passione e che ha una sua reazione di fronte a Ges\u00f9. In questo caso non si parla esplicitamente del personaggio che \u201cguarda Ges\u00f9\u201d, ma dello \u201csguardo\u201d di Ges\u00f9 rivolto a questo personaggio. Si tratta di Pietro, nell\u2019episodio del suo rinnegamento. Dice il Vangelo di Luca: \u00abPietro disse: \u201cO uomo, non so quello che dici\u201d. E in quell\u2019istante, mentre ancora parlava, un gallo cant\u00f2. Allora il Signore, voltatosi, guard\u00f2 (blepo) Pietro, e Pietro si ricord\u00f2 delle parole che il Signore gli aveva detto. E, uscito, pianse amaramente\u00bb (Lc 22,59-62).<br \/>\nDa tutti questi testi in cui si parla del \u201cguardare\u201d si pu\u00f2 affermare che di fronte alla visione del crocifisso si possono assumere atteggiamenti molto differenti e contrastanti tra loro: scherno, insulto, contemplazione silenziosa, percuotersi il petto, invocazione, glorificazione di Dio, riconoscimento della giustizia. Si pu\u00f2 inoltre lasciare che il suo sguardo ci trafigga e ci converta. Alla piena visione si giunger\u00e0 solamente il primo giorno dopo il sabato, quando il risorto aprir\u00e0 il cuore alle Scritture e si riveler\u00e0 pienamente nello spezzare il pane: \u00abQuando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezz\u00f2 e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero\u00bb (Lc 24,30-32). L\u00e0 ci sar\u00e0 lo svelamento degli occhi per poter comprendere con uno sguardo diverso ci\u00f2 che \u00e8 accaduto nei fatti della passione-sepoltura-risurrezione del Signore.<br \/>\nProviamo a ripercorrere questi sguardi diversi, questi modi differente di guardare e di osservare che Luca esprime attraverso verbi diversi, per comprendere anche il nostro modo di stare \u2013 come i suoi discepoli \u2013 davanti alla croce di Ges\u00f9.<br \/>\nCi sono innanzitutto alcuni personaggi che \u201cosservano\u201d (theoreo). Si tratta del popolo e della folla. La passione di Ges\u00f9 nel suo insieme \u00e8 definita come uno \u201cspettacolo\u201d (theoria). C\u2019\u00e8 qualcuno quindi che sta ad osservare come spettatore. Alcuni di questi personaggi tuttavia non sembrano cos\u00ec distaccati dal momento che se ne vanno \u201cpercuotendosi il petto\u201d. Altri invece sembrano non essere nemmeno capaci di osservare, ma scherniscono Ges\u00f9 (i capi dei giudei, i soldati\u2026): forse coloro che hanno fatto l\u2019abitudine a scene come questa.<br \/>\nC\u2019\u00e8 poi chi assiste a ci\u00f2 che sta accadendo in modo diverso. Per esprimere questo Luca non usa pi\u00f9 il verbo theoreo ma il verbo orao che nel nuovo testamento ha il significato base del percepire, fare esperienza, osservare. Questi personaggi pi\u00f9 vicini a Ges\u00f9 stanno come impietriti davanti ci\u00f2 che sta accadendo, stanno lontani ma estremamente coinvolti in ci\u00f2 che sta accadendo. Sono lontani, ma coinvolti allo stesso tempo. Una situazione strana, propria di chi incredulo sta a guardare il frantumarsi di tutte le sue speranze, i suoi progetti. Essi vedono la fine inaccettabile di una persona nella quale avevano posto la speranza, il loro futuro. Questo stesso tipo di sguardo caratterizza il centurione: egli fa esperienza della giustizia di Ges\u00f9, assistendo alla sua morte.<br \/>\nCi sono poi le donne, che guardano il luogo nel quale il corpo di Ges\u00f9 viene deposto (theomai). Si tratta di un osservare con gli occhi del corpo. Un modo di guardare anche questo coinvolto e pensoso, che tuttavia non sa \u201cvedere\u201d altro che un corpo che viene deposto in una tomba. Uno sguardo quindi rassegnato a ci\u00f2 che si vede, a ci\u00f2 che appare.<br \/>\nTutti questi sguardi sullo \u201cspettacolo\u201d della passione di Ges\u00f9 indicano modi diversi di rapportarsi con essa, tutti sguardi che hanno bisogno di un ulteriore salto in avanti per poter \u201cvedere\u201d veramente.<\/p>\n<p><em>Lo sguardo di Ges\u00f9<\/em><br \/>\nMa c\u2019\u00e8 \u2013 come abbiamo visto \u2013 un altro sguardo molto importante, per il quale Luca usa un verbo differente da tutti quelli usati per questi \u201csguardi\u201d rivolti ai fatti della passione. Si tratta dello sguardo che Ges\u00f9 getta su Pietro. Per questo sguardo si usa il verbo em-blepo che \u00e8 un composto di blepo. Questo verbo indica il guardare, contemplare, percepire con gli occhi. Ma l\u2019aggiunta della preposizione \u201cen\u201d sottolinea il guardare \u201cdentro\u201d, guardare con profondit\u00e0. Lo sguardo del Signore rivolto a Pietro provoca nel discepolo il ricordo delle parole del Signore e quindi il pianto. Se consideriamo che Luca \u00e8 l\u2019unico evangelista a riportare questo particolare dello sguardo che Ges\u00f9 rivolge a Pietro, dobbiamo concludere che non ci troviamo davanti ad un fatto di pura cronaca, che egli racconta per curiosit\u00e0, ma ad un messaggio molto importante nel racconto lucano della passione. Lo sguardo di Ges\u00f9 provoca il ricordo delle sue parole. Anche questo non \u00e8 solamente il ricordarsi della predizione di Ges\u00f9 circa il rinnegamento del primo tra i discepoli, ma un \u201cricordarsi\u201d potremmo dire \u201cteologico\u201d delle parole di Ges\u00f9, quel \u201cricordarsi\u201d che fa passare dall\u2019incredulit\u00e0 alla fede. La stessa esperienza faranno le donne al sepolcro la mattina della risurrezione, la stessa esperienza faranno i due di Emmaus, la stessa esperienza faranno i discepoli riuniti nel cenacolo. Alle donne i due uomini in bianche vesti dicono: \u00abNon \u00e8 qui, ma \u00e8 risuscitato. Ricordatevi come vi ha parlato quando era ancora in Galilea\u00bb (Lc 24,6).<br \/>\nCome \u00e8 importante questo sguardo di Ges\u00f9 all\u2019interno della narrazione della passione secondo Luca, cos\u00ec dovrebbe essere importante per noi suoi discepoli, che diciamo di seguirlo sulla sua via. Questo \u201csguardo\u201d dovrebbe influenzare e plasmare anche il nostro modo di entrare nella Settimana santa. Anche noi infatti \u201cguardiamo\u201d con diversi sguardi lo spettacolo della passione di Ges\u00f9, ma solo l\u2019essere posti sotto il suo \u201csguardo\u201d su di noi pu\u00f2 portarci a \u201cricordare\u201d tutto ci\u00f2 che egli ha detto e tutto ci\u00f2 che nelle Scritture si riferisce a lui. Ognuno di noi, in questi giorni, avr\u00e0 il suo sguardo su Ges\u00f9 e sulla sua croce, ma ci\u00f2 che veramente sar\u00e0 decisivo nel nostro vivere la Pasqua sar\u00e0 lo sguardo unico che egli rivolge su ciascuno di noi e sull\u2019umanit\u00e0 nel momento supremo del suo dono.<\/p>\n<p>Matteo Ferrari, monaco di Camaldoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica delle Palme e della Passione del Signore \u2013 C Lc 19,28-40; Is 50, 4-7; Fil 2, 6-11; Lc 22, 14 &#8211; 23, 56 Introduzione Con la Domenica delle Palme e della Passione del Signore&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[467],"tags":[13,405,469],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13720"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13720"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13720\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13721,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13720\/revisions\/13721"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13720"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13720"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13720"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}