{"id":13713,"date":"2019-04-05T22:50:01","date_gmt":"2019-04-05T20:50:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13713"},"modified":"2019-04-05T22:51:00","modified_gmt":"2019-04-05T20:51:00","slug":"cigno-rinoceronte-colomba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/cigno-rinoceronte-colomba\/","title":{"rendered":"Cigno rinoceronte colomba"},"content":{"rendered":"<p>\u00abLa forma pi\u00f9 diretta di potere \u00e8 il puro potere di azione: il potere di recare danno agli altri con un\u2019azione diretta contro di essi, il potere di \u2018fare qualcosa\u2019 agli altri\u00bb. \u00abPu\u00f2 togliere loro il credito, dar fuoco alla casa, imprigionare o espellere l\u2019altro, mutilarlo, violentarlo, ucciderlo\u00bb [Einrich Popitz, tr.it. <em>Fenomenologia del potere<\/em>, Bologna 1990, p. 65]. \u00abI tre elementi della sindrome della violenza totale non solo concordano ma si accrescono anche vicendevolmente. L\u2019esaltazione e l\u2019indifferenza si sostengono a vicenda. Le glorificazioni del proprio atto violento diventano ancora pi\u00f9 sicure, ancora pi\u00f9 indisturbatamente possibili se il nemico \u00e8 un nulla \u2013 quand\u2019anche un nulla pericoloso \u2013 le cui opposte ragioni \u00e8 del tutto impossibile prendere in considerazione\u00bb [ivi, p. 88]. \u00abAllo stesso modo l\u2019esaltazione e l\u2019indifferenza agevolano la disponibilit\u00e0 a impiegare strumenti tecnici di violenza, e la tecnicizzazione della violenza si ripercuote su entrambi gli atteggiamenti\u00bb [ivi, p. 89]. Il crollo del muro di Berlino nel 1989 parve confermare che \u00abpossa essere compresa sempre meglio la comunanza degli interessi vitali, che si possa cio\u00e8 riconoscere che ormai la sicurezza pu\u00f2 essere raggiunta solo come sicurezza nella reciprocit\u00e0\u00bb [ivi, p. 90].<br \/>\nCon l\u2019innovazione informatica Robert Axelrod aveva gi\u00e0 smentito il \u2018dilemma del prigioniero\u2019 (solo l\u2019egoismo \u00e8 razionale, diffusa e falsa credenza anche economica) in un torneo mondiale tra quattordici strategie progettate da psicologi, economisti politici, matematici, sociologi in un girone all\u2019italiana, cinque volte. Vinse la pi\u00f9 semplice, \u2018colpo su colpo\u2019 di Anatol Rapoport: dopo l\u2019apertura cooperativa, replicava la mossa del concorrente. Il torneo fu ripetuto con molti pi\u00f9 concorrenti, diversificati e con  strategie aggiornate sul primo. Vinse di nuovo \u2018colpo su colpo\u2019: \u00abuno dei principali motivi per cui i programmi \u2018non buoni\u2019 non si sono piazzati in gara \u00e8 proprio il fatto che quasi nessuna delle regole partecipanti al torneo era abbastanza clemente\u00bb [tr.it. <em>Giochi di reciprocit\u00e0. L\u2019insorgenza della cooperazione<\/em>, Feltrinelli 1985, p. 37]. Incluso lo stesso \u2018colpo su colpo\u2019.<br \/>\n\u00abContro la facile convinzione che la migliore strategia sia necessariamente \u2018occhio per occhio, dente per dente\u2019: esistono almeno tre strategie che, se si fossero presentate in gara, avrebbero potuto vincere tranquillamente\u00bb [ivi, p. 39]. Una perdonava le defezioni isolate: \u00abanche gli strateghi pi\u00f9 esperti non attribuiscono all\u2019importanza della clemenza un peso sufficiente\u00bb; \u00ab\u2019look ahead\u2019 (pensa al futuro), si ispirava alle tecniche impiegate per il gioco degli scacchi a livello di intelligenza artificiale. E non \u00e8 cosa da poco che la metodica dell\u2019intelligenza artificiale possa ispirare una strategia che nei fatti si sarebbe dimostrata migliore di tutte le altre\u00bb. La terza partiva \u00abpessimistica, mentre si \u00e8 poi accertato che l\u2019ottimismo iniziale, non soltanto sarebbe stato pi\u00f9 preciso, ma avrebbe anche determinato un piazzamento nettamente migliore, conquistando il primo posto, non il decimo\u00bb [ivi, p. 40].<br \/>\nClemenza, innovazione, ottimismo nutrono interazioni a somma positiva mentre \u2018occhio per occhio\u2019 genera estremismi cumulativi qual \u00e8 la \u00abcultura transnazionale angloamericana neonazista dopo la seconda guerra mondiale\u00bb. \u00abLa negazione dell\u2019Olocausto un\u00ec attivisti britannici e americani, e dagli anni 1980 in poi vediamo emergere una serie pi\u00f9 complessa di interazioni, inclusi Blood&amp;Honour e Combat18\u00bb. \u00abQuesta \u2018tradizione\u2019 si ripete ora in una variet\u00e0 di siti Web\u00bb [Paul Jackson e Anton Shekhovtsov (eds.), <em>The Post-War Anglo-American Far Right. A Special Relationship of Hate<\/em>, Palgrave Macmillan 2014, p. 2]. \u00abDiremo \u2018estremismo cumulativo\u2019 il processo di formazione di una massa critica di riferimento nei punti dove si cumula questa tradizione. Roger Eastwell ha sviluppato l\u2019idea in un eccellente lavoro recente, chiarendo che la strategia \u2018occhio per occhio\u2019 tra gruppi ideologici opposti genera una potente subcultura \u2018noi\u2019 contro \u2018loro\u2019. \u00c8 simile a quanto esaminiamo qui. La differenza \u00e8 che mentre Eastwell sottolinea giustamente la necessit\u00e0 di analizzare l\u2019impatto radicalizzante di interazioni tra distinti gruppi antagonisti, noi intendiamo farlo [\u2026] tra raggruppamenti distinti e in senso molto lato affini, portati a credere di contribuire a un\u2019identica vasta \u2018causa\u2019 (bench\u00e9, come spesso si pu\u00f2 notare, questi raggruppamenti \u2018affini\u2019 siano invece antagonisti anche tra loro!)\u00bb [ivi, p. 5].<br \/>\nIn conclusione, \u00abdata l\u2019attuale opinione governativa che i gruppi di estrema destra in Inghilterra siano privi di collegamenti in reti internazionali, questa \u00e8 chiaramente una storia da raccontare anche fuori dalla ricerca. Mentre i network come Al-Qaeda sono spesso genericamente visti come terroristi islamici che per alto grado di coordinamento e professionalit\u00e0 sono una minaccia internazionale, quelli internazionali di estrema destra sono visti con le lenti distorte di un dilettantismo di basso rango, ammesso che se ne veda l\u2019esistenza pura e semplice. Una prospettiva pi\u00f9 sfaccettata dell\u2019estremismo violento di estrema destra sottolineerebbe la sequela, nel dopoguerra, di gruppi che lavorano insieme oltre i confini nazionali, per di pi\u00f9 in modi sempre pi\u00f9 complessi\u00bb [ivi, p. 145].<br \/>\n\u00abDi fatto, i legami tra i gruppi di estrema destra americani e europei sono sempre pi\u00f9 stretti\u00bb [\u00abNo safe places\u00bb, <em>The Economist<\/em>, 23-29\/03\/2019, p. 51].<br \/>\nLi hanno studiati con specifico riguardo a Internet Manuela Caiani e Linda Parenti [<em>European and American Extreme Right Groups and the Internet<\/em>, Ashgate 2013]. \u00abInternet potrebbe divenire un attrezzo complementare per l\u2019estrema destra, organizzata in una \u2018adesione\u2019 fluida che si impegna in spontanee e sporadiche campagne di violenza. Di fatto, importanti eventi violenti di estrema destra, incluso il recente attacco a Oslo [77 persone assassinate dall\u2019estremista di destra Anders Behring Breivik il 22 luglio 2011 in due attentati: ndr] sono stati portati a termine da veri \u2018lupi solitari\u2019, spesso con poche affiliazioni alle organizzazioni formali, ma molti contatti online\u00bb [ivi, p. 213]. \u00abAnche le caratteristiche organizzative si sono dimostrate importanti per spiegare in parte l\u2019uso di estrema destra del Web, una sorta di \u2018divisione del lavoro\u2019 tra le varie organizzazioni, dal pi\u00f9 tradizionale approccio alla rete dei partiti politici ai pi\u00f9 innovativi gruppi giovanili sub-culturali e nazisti, che per organizzare la loro mobilitazione e i loro contatti internazionali sostituiscono Internet alle interazioni sociali faccia-a-faccia. Ci\u00f2 suggerisce un legame tra valori e identit\u00e0 fuori rete e il loro approccio a Internet, confermando (secondo le nostre attese), come suggeriscono gli studiosi dei movimenti sociali, che le organizzazioni pi\u00f9 istituzionalizzate e gerarchiche fanno uso pi\u00f9 tradizionale e strumentale del Web, mentre i network meno formalizzati e pi\u00f9 fluidi sono pi\u00f9 interessati a usarlo in modo innovativo per costruire identit\u00e0 e mobilitarsi\u00bb [ivi, p. 146]. \u00abIn ogni evento i nostri risultati provano che gli attori sociali non si rapportano a Internet in modo identico; piuttosto, configurano la tecnologia in nuove piattaforme di partecipazione per organizzare l\u2019azione collettiva in un modo che dipende largamente da altri fattori, quali la struttura delle opportunit\u00e0 sociali e politiche. Di fatto, le risorse degli attori sembrano interagire con le caratteristiche delle opportunit\u00e0 politiche, culturali e tecnologiche del paese, che influenzano l\u2019attivismo Web dell\u2019estrema destra politica, pi\u00f9 elevato dove le opportunit\u00e0 sono migliori\u00bb [ivi, p. 247]. Dell\u2019estrema destra e della jihad.<br \/>\n\u00abIl massacro in Nuova Zelanda del 15 marzo  [2019] ci ricorda quanto siano di fatto simili i killer nazionalisti bianchi e i killer jihadisti. Bench\u00e9 si detestino, condividono metodi, costumi e mentalit\u00e0. Si pensano sotto attacco e giustificano cos\u00ec l\u2019estrema violenza di \u2018autodifesa\u2019. Spesso si radicalizzano sui media, dove sfruttano una subcultura multinazionale di rancore\u00bb [\u00abThe new face of terror, much like the old\u00bb, <em>The Economist<\/em>, 23-29\/03\/2019, p. 12], in un ordine globale che \u00absi basa sul criterio del maggiore vantaggio e interesse; lo scambio \u00e8 sempre tra interessi e vantaggi; non toglie il conflitto, ma lo declina volta per volta, di circostanza in circostanza, secondo l\u2019utilit\u00e0 del momento. Questa mobilit\u00e0 e dislocazione costante del conflitto \u2013 individuando e attraversando partiti e soggetti sempre nuovi e diversi \u2013 potrebbe definirsi nei termini della competizione e della concorrenza. La politica [\u2026] non si pone come fine la creazione di comunit\u00e0; consiste piuttosto nel sottomettere il conflitto e la sua potenza alla logica del maggiore vantaggio e della maggiore utilit\u00e0 in un determinato momento \u2013 questa \u00e8 la logica \u2018politica\u2019 del mercato. Il conflitto politico moderno \u2013 quello di classe o, in generale, secondo la classica definizione schmittiana, quello tra amico e nemico \u2013 \u00e8, all\u2019interno del mercato, precarizzato, diffuso e quindi neutralizzato nella forma della competizione e della concorrenza, che finiscono per fungere addirittura da legame della cosiddetta Grande Societ\u00e0 globale\u00bb [Dario Gentili, <em>Crisi come arte di governo<\/em>, Quodlibet 2018, pp. 88-9]. \u00ab\u00c8 il mercato il modello per eccellenza di ordine spontaneo; il mercato, infatti, non deve rispondere n\u00e9 a criteri politici n\u00e9 di giustizia, il suo criterio \u00e8 l\u2019auto-conservazione\u00bb [ivi, p. 92]. \u00abE ci\u00f2 vale a maggior ragione oggi, quando la \u2018democrazia autoritaria\u2019 o il \u2018populismo\u2019 si presentano come un\u2019alternativa al neoliberismo, mentre sono piuttosto funzionali alla \u2018crisi perfetta\u2019 dell\u2019ordine spontaneo del mercato\u00bb [ivi. p. 93].<br \/>\nEx ambasciatore, Jeffrey Hawkins critica la politica estera USA \u00abisolazionista, protezionista e fondata sugli \u2018affari\u2019, non sui rapporti di fiducia\u00bb. \u00abCon l\u2019elezione di Trump \u00e8 generale lo svilimento della diplomazia. Si circonda di generali, affida importanti compiti diplomatici, specie la pace in Medio Oriente, a intimi inesperti e fa a meno della competenza dei suoi diplomatici\u00bb. \u00abSignifica che un Pentagono ben finanziato e di solito rispettato dal presidente Trump avr\u00e0 spesso la meglio nei dibattiti sull\u2019approccio americano di fronte a problemi complessi, che solo raramente hanno soluzioni puramente militari\u00bb. \u00abSoprattutto, in molti casi, ci\u00f2 vuol dire che non avremo pi\u00f9 alcuna politica del tutto\u00bb [\u00abLa diplomatie am\u00e9ricaine se meurt\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 07\/12\/2018, p. 20].<br \/>\nIl ripudio USA di diplomazia e politica, dopo la fine della guerra fredda, \u00e8 ripercorso da Ronan Farrow che in epigrafe all\u2019epilogo cita Dei doveri di Cicerone [I,XI 34]: \u00abCi sono due maniere di contendere: con la ragione e con la forza; e poich\u00e9 la ragione \u00e8 propria dell\u2019uomo e la forza \u00e8 propria delle bestie, bisogna ricorrere alla seconda solo quando non ci si pu\u00f2 valere della prima\u00bb [<em>Guerra alla pace<\/em>, tr.it. Solferino 2018, p. 383]. Il rifiuto generalizzato del pensiero, l\u2019odio per la cultura, l\u2019intossicazione di anime e spiriti producono sovranismo e populismo nel mercato globale che vuole solo auto-conservarsi nella valorizzazione di borsa, anche dei giganti del Web.<br \/>\nNell\u2019oscurit\u00e0 che pare avvolgerci, c\u2019\u00e8 un provvidenziale punto di luce. Tutti i terroristi imparano a esserlo sul Web. Imparare \u00e8 principio d\u2019ogni cosa, anzitutto della pace costruita con clemenza, innovazione e ottimismo, in una civilt\u00e0 condivisa di quotidiano, operoso, reciproco apprendimento che si lascia alle spalle la falsa somma zero di occhio per occhio.<\/p>\n<p><strong>Cigno nero<\/strong> (evento improbabile ma con gravi conseguenze) e <strong>rinoceronte grigio<\/strong> (rischio noto ma incontrollabile) sono espressioni gergali USA utilizzate da Xi Jinping in apertura della 13^ Assemblea nazionale popolare a Pechino il 5 marzo 2019. <strong>Colomba blustellata<\/strong> indica la pace dell\u2019Europa unita da tre generazioni, in un benessere crescente fino alla crisi USA del 2008, aggravata dalla mancanza di un governo europeo, che il Consiglio europeo di 28 stati non \u00e8, n\u00e9 pu\u00f2 essere. La recente direttiva UE sui diritti d\u2019autore dovuti dai giganti del Web, \u00abse attuata, pu\u00f2 beneficiare milioni di utenti, sviluppare l\u2019economia e condizionare i giganti tecnologici che hanno accumulato un immenso potere senza un equivalente senso di responsabilit\u00e0\u00bb [\u00abEurope takes on the tech giants\u00bb, <em>The Economist<\/em>, 23-29\/03\/2019, p. 11]. L\u2019UE \u00e8 \u00abil pi\u00f9 grande mercato e il pi\u00f9 grande blocco commerciale del mondo. \u00c8 il principale partner commerciale per 80 Paesi, mentre gli Stati Uniti lo sono per 20 Paesi. L\u2019UE importa dai Paesi in via di sviluppo pi\u00f9 di quanto importino, tutti insieme, gli Stati Uniti, il Canada, il Giappone e la Cina. Per le merci importate, l\u2019UE ha le tariffe mediamente pi\u00f9 basse al mondo. \u00c8 evidente che il mercato europeo costituisca una gigantesca calamita per grandi potenze globali\u00bb che vogliono spartirselo [Sergio Fabbrini, \u00abUE, grande mercato dal piccolo governo\u00bb, <em>Il Sole 24 Ore<\/em>, 24\/03\/2019, p. 1]. In UE priorit\u00e0 non \u00e8 la difesa del mercato coi dazi, ma la politica infrastrutturale e sociale finanziata tassando anche i profitti realizzati in UE dalle multinazionali del Web, che veicolano il sovranismo e il populismo, con la mosca cocchiera dei seguaci di Orban, \u00abterribilmente timorosi di ci\u00f2 che chiamano Occidente. Per loro, le democrazie liberali. Le considerano finite e si reputano unico bastione di resistenza europea e cristiana. \u2018Cristiana\u2019, intendendosi \u2018non musulmana\u2019\u00bb. \u00abVogliono un ritorno all\u2019Antico Regime, con elezioni periodiche\u00bb [Florent Georgesco, \u00abBernard Guetta: \u201cLes Hongrois ont peur de l\u2019Occident\u201d\u00bb, <em>Le Monde des Livres<\/em>, 29\/03\/2019, p. 7]. Che colore ha il piccione che si crede aquila? Stando coi piedi per terra, \u00abl\u2019Unione politica europea \u00e8 un progetto tale che dal suo completamento pu\u00f2 dipendere non solo il futuro dei cittadini europei ma quello dell\u2019intero pianeta\u00bb [Antonio Padoa-Schioppa, \u00abScopi e profili istituzionali dell\u2019Unione: tappe, sfide, dinamiche in corso\u00bb, in A. Calabr\u00f2, M. Ferrera, P. Marchetti, A. Martinelli, A. Padoa-Schioppa, <em>Europa nonostante tutto<\/em>, La Nave di Teseo 2019, p. 57].<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLa forma pi\u00f9 diretta di potere \u00e8 il puro potere di azione: il potere di recare danno agli altri con un\u2019azione diretta contro di essi, il potere di \u2018fare qualcosa\u2019 agli altri\u00bb. \u00abPu\u00f2 togliere loro&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[51],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13713"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13713"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13713\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13717,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13713\/revisions\/13717"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13713"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13713"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13713"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}