{"id":13580,"date":"2019-03-23T10:02:27","date_gmt":"2019-03-23T09:02:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13580"},"modified":"2019-03-23T10:02:27","modified_gmt":"2019-03-23T09:02:27","slug":"il-volto-della-conversione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-volto-della-conversione\/","title":{"rendered":"Il \u201cvolto\u201d della conversione"},"content":{"rendered":"<p dir=\"ltr\" id=\"docs-internal-guid-f6b53804-7fff-0fe7-6d56-f1f151680888\">III Domenica di Quaresima \u2013 C<\/p>\n<p dir=\"ltr\">\n<p dir=\"ltr\">Es 3,1-8.13-15; 1Cor 10,1-6.10-12; Lc 13,1-9<\/p>\n<p dir=\"ltr\">\n<p dir=\"ltr\">Introduzione<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Dopo le prime due tappe del tempo di Quaresima, che presentano uno sviluppo simile nei tre cicli liturgici (tentazioni\/trasfigurazione), con la III domenica inizia in senso stretto il percorso specifico che ogni ciclo liturgico intende far percorrere ai credenti nel loro itinerario verso la Pasqua. Nella III domenica del ciclo C, il brano evangelico ci immette nel tema proprio della Quaresima di quest\u2019anno: la penitenza\/conversione.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Nella prima lettura troviamo la narrazione della vocazione di Mos\u00e8: l\u2019episodio del roveto ardente. Il riferimento, in questa domenica, \u00e8 dunque ad un\u2019altra tappa fondamentale della storia di Israele, cio\u00e8 la liberazione dalla schiavit\u00f9 in Egitto. Ci\u00f2 che di questo brano possiamo sottolineare \u00e8 innanzitutto il volto di un Dio che si lascia raggiungere dal grido degli oppressi, e si prende cura di loro. Dio ascolta per prendersi cura del suo popolo. Il suo stesso nome, rivelato a Mos\u00e8, indica questa sua caratteristica di essere presente nella storia del suo popolo per liberare e salvare.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Paolo nella Prima lettera ai Corinzi (II lettura) ci invita a guardare ai fatti della storia della salvezza come ad un \u201cesempio\u201d. In questo caso dobbiamo intendere il termine \u201cesempio\u201d (in greco typos) in senso forte: esso sta ad indicare che la storia che noi oggi viviamo non \u00e8 altra cosa da ci\u00f2 che hanno vissuto i padri nel loro rapporto con Dio. La nostra storia \u00e8 \u201cin comunione\u201d con quegli eventi di salvezza nei quali Dio si \u00e8 mostrato liberatore e salvatore.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Riflessione<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Prima di cogliere nel testo del Vangelo di Luca alcuni tratti di questa importantissima dimensione della spiritualit\u00e0 ebraico-cristiana, dobbiamo fare una premessa. Noi quando sentiamo la parola \u201cpenitenza\u201d, subito pensiamo a qualcosa di gravoso. Per noi \u201cpenitenza\u201d deriva da \u201cpena\u201d. Si tratterebbe quindi di qualcosa di gravoso, che noi dobbiamo fare per \u201cespiare\u201d le nostre mancanze, il nostro peccato. Non \u00e8 cos\u00ec per\u00f2 nei testi biblici e nella liturgia! Infatti il termine penitenza traduce l\u2019ebraico teshubah e il greco metanoia, termini che indicano con sfumature differenti la \u201cconversione\u201d, il \u201critorno\u201d, per il greco il \u201ccambiamento di mentalit\u00e0\u201d. Quindi penitenza non significa ci\u00f2 che normalmente noi pensiamo, ma indica la \u201cconversione del cuore\u201d, il \u201critorno a Dio\u201d. In fondo, si tratta dell\u2019annuncio che attraversa la storia di Israele, del messaggio di tutti i profeti, che allo stesso modo apre il ministero di Ges\u00f9 (Mt 3,2). Questa stessa parola raggiunge anche noi, nel nostro itinerario quaresimale.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Ora possiamo accostare il brano del Vangelo di Luca per scoprire in esso il \u201cvolto\u201d della \u201cconversione\u201d.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Se non vi convertite<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Tutto parte da una notizia di cronaca che viene riferita a Ges\u00f9: una sciagura e una violenza capitata ad alcuni galilei, che probabilmente si erano ribellati al potere dei romani. Un fatto di cronaca come tanti, al quale Ges\u00f9 ne aggiunge un secondo: il crollo della torre di Siloe che provoc\u00f2 la morte di alcune persone. Due fatti di cronaca, come ne riferiscono tanti i notiziari e giornali dei nostri giorni. Di fronte a questi fatti, Ges\u00f9 coglie l\u2019occasione per un insegnamento sulla conversione.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Quando accade una sventura, quando qualcuno \u00e8 toccato dalla malattia e dal lutto, spesso anche noi abbiamo la tentazione di attribuire questi fatti ad una \u201cpunizione\u201d divina. Tante volte sentiamo la reazione: \u201cma cosa ho fatto di male per&#8230;?\u201d, \u201cma perch\u00e9 Dio\u2026?\u201d. Ges\u00f9 invece ci insegna a guardare la storia, i fatti che accadono nella vita degli uomini e delle donne, in un modo differente e pi\u00f9 profondo.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Di fronte a questi fatti egli afferma due cose. La prima \u00e8 che coloro che sono vittime di sventure e di violenze non sono pi\u00f9 peccatori degli altri: ci\u00f2 che \u00e8 accaduto non \u00e8 punizione del peccato. Cos\u00ec Ges\u00f9 libera la storia dell\u2019umanit\u00e0 da una visione errata della presenza di Dio, che ne sfigura il volto. La storia ha una sua \u201cautonomia\u201d e i fatti che accadono non sono interventi di Dio per punire o per premiare. La seconda cosa che Ges\u00f9 afferma consiste nell\u2019invitare i suoi ascoltatori a leggere la storia come un invito alla conversione. I fatti che accadono nella storia non sono \u201cpunizioni\u201d o \u201cpremi\u201d di Dio, ma occasioni per l\u2019uomo di ravvedersi, potremmo dire di destarsi dal sonno. Ges\u00f9 invita i suoi discepoli a saper discernere ci\u00f2 che accade, invita a leggere la storia non come semplice cronaca, ma come occasione per cogliere il senso della vita e dell\u2019esistenza umana.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Questo \u00e8 quindi il \u201cvolto\u201d della conversione visto \u201cdalla parte dell\u2019uomo\u201d: saper leggere ogni istante della nostra storia come un\u2019occasione per aderire a Dio e per lasciare i sentieri che conducono lontano da lui, i nostri idoli. I fatti che accadono non devono diventare occasione per giudicare gli altri o se stessi: piuttosto vanno letti come segni capaci di farci cogliere una dimensione diversa del tempo e della vita.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Lascialo ancora<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Dopo aver parlato della necessit\u00e0 della conversione e di leggere la storia come invito alla conversione, Ges\u00f9 continua il suo insegnamento su questo argomento raccontando una \u201cparabola\u201d: Un tale aveva un fico piantato nella sua vigna&#8230;<\/p>\n<p dir=\"ltr\">C\u2019\u00e8 un fico piantato in una vigna. La vigna, nell\u2019Antico Testamento, \u00e8 certamente immagine del popolo di Israele. Spesso si afferma che per l\u2019infedelt\u00e0 a YHWH il popolo \u00e8 diventato come una \u201cvigna infruttuosa\u201d. Basta pensare al celebre canto della vigna di Isaia (Is 5,1-2). In Geremia leggiamo: \u00abnon c\u2019\u00e8 pi\u00f9 uva nella vigna n\u00e9 frutti sul fico\u00bb (Ger 8, 13).<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Qui si parla di un padrone che ha un fico nella sua vigna, e su tale fico non trova mai i frutti che cerca. Allora chiede al vignaiolo che tagli il fico, perch\u00e9 non occupi inutilmente il terreno della vigna. A questo punto abbiamo l\u2019intervento del vignaiolo. Un intervento nel quale possiamo scorgere l\u2019agire di YHWH con il suo popolo e con noi. Il \u201cvolto\u201d della conversione \u201ca partire da Dio\u201d!<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Noi saremmo tentati di identificare Dio con il padrone della vigna. Ma come sempre dobbiamo stare attenti a non leggere una parabola come se fosse un\u2019allegoria, nella quale ogni elemento deve avere il suo significato simbolico. Qui il comportamento di Dio \u00e8 \u201craffigurato\u201d dal vignaiolo \u2013 anche in Gv 15 \u00e8 cos\u00ec: il Padre mio \u00e8 l&#8217;agricoltore \u2013 che, nonostante l\u2019infruttuosit\u00e0 duratura del fico, invita il padrone ad avere \u201cpazienza\u201d ancora per un anno. Dio si mostra longanime: e questo \u00e8 il fondamento della possibilit\u00e0 della conversione dell\u2019uomo.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Il testo si sofferma poi a descrivere con accuratezza i gesti che il contadino intende compiere per far fruttificare il fico: \u00abio zapper\u00f2 intorno a lui e io metter\u00f2 il concime\u00bb. Sono dei gesti di cura, simili a quelli carichi di affetto che descrive Isaia: \u00abEgli la vang\u00f2, la liber\u00f2 dai sassi e la piant\u00f2 di viti eccellenti, in mezzo ad essa costru\u00ec una torre e vi scav\u00f2 anche un tino; attese poi che facesse uva\u2026\u00bb (Is 5,2). In questi gesti di cura e nell\u2019attesa viene descritto l\u2019agire di Dio nei confronti del suo popolo e dell\u2019umanit\u00e0. Dio non \u00e8 nella parabola colui che, riguardo al fico, dice \u201ctaglialo\u201d, ma \u00e8 il vignaiolo che dice \u201clascialo ancora un anno\u201d. \u00c8 ancora una volta il Dio che si prende cura quello che ci viene raccontato dalle parole di Ges\u00f9, in continuit\u00e0 con il Dio dell\u2019Esodo (I lettura).<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Nel padrone che dice \u201ctaglialo\u201d potremmo forse vedere la nostra immagine di Dio, quella medesima immagine che avrebbe permesso di leggere i fatti di cronaca riferiti in precedenza come delle \u201cpunizioni\u201d di Dio per il peccato dell\u2019uomo. Ges\u00f9 nega questa immagine di Dio in modo talmente deciso che il vignaiolo non dice nemmeno \u201cse non porter\u00e0 frutto, io lo taglier\u00f2\u201d, bens\u00ec \u201ctu lo taglierai\u201d. \u00c8 la nostra immagine di Dio che ci sradica dal terreno della vigna, non il Dio di Ges\u00f9, che invece \u00e8 longanime e attende il nostro ritorno (cf. Lc 15, brano evangelico della IV domenica di Quaresima C)!<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Il \u201cvolto\u201d della conversione<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Il Dio al quale Ges\u00f9 ci chiama a convertire il nostro cuore e il nostro sguardo sulla storia \u00e8 colui che lascia tempo, un Dio paziente che dissoda il terreno e lo concima; un Dio che \u201cperde tempo per noi\u201d, secondo un\u2019espressione di Karl Barth. In Ges\u00f9, infatti, Dio per primo \u201csi converte\u201d a noi, ci viene incontro, perch\u00e9 anche noi \u201cci convertiamo\u201d a lui. Ges\u00f9 ci rivela nella sua Pasqua che \u00abse il grano di frumento, caduto per terra, non muore, resta esso solo. Ma se muore, porta molto frutto\u00bb (Gv 12,24). Non solo, quindi, dissoda il terreno e lo concima perch\u00e8 il fico porti frutto: ma lui stesso diviene seme gettato nel solco della terra \u201cdella sua vigna\u201d, che egli ama e di cui egli si prende cura, perch\u00e9 quella terra \u2013 che \u00e8 la terra di Israele e dell\u2019umanit\u00e0 \u2013 porti infine molto frutto.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Questo \u00e8 l\u2019annuncio che ogni anno la Chiesa fa nel tempo di Quaresima: simbolicamente la Quaresima \u00e8 proprio il tempo che Dio non si stanca mai di concedere, perch\u00e9 l\u2019uomo possa convertirsi e soprattutto ritornare dalle sue false immagini di Dio, presupposto di ogni vera conversione.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Matteo Ferrari, monaco di Camaldoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>III Domenica di Quaresima \u2013 C Es 3,1-8.13-15; 1Cor 10,1-6.10-12; Lc 13,1-9 Introduzione Dopo le prime due tappe del tempo di Quaresima, che presentano uno sviluppo simile nei tre cicli liturgici (tentazioni\/trasfigurazione), con la III&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[467],"tags":[224,469],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13580"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13580"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13580\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13581,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13580\/revisions\/13581"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13580"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13580"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13580"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}