{"id":13510,"date":"2019-03-10T01:02:52","date_gmt":"2019-03-10T00:02:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13510"},"modified":"2019-03-10T01:02:52","modified_gmt":"2019-03-10T00:02:52","slug":"amoris-laetitia-le-parole-e-il-silenzio2-risposta-di-g-meiattini-con-postilla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/amoris-laetitia-le-parole-e-il-silenzio2-risposta-di-g-meiattini-con-postilla\/","title":{"rendered":"Amoris Laetitia, le parole e il silenzio(\/2): risposta di G. Meiattini, con postilla"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ans01.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-10595\" alt=\"ans01\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ans01-168x300.jpg\" width=\"168\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ans01-168x300.jpg 168w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ans01-576x1024.jpg 576w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ans01.jpg 900w\" sizes=\"(max-width: 168px) 100vw, 168px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Come gi\u00e0 \u00e8 accaduto in altri casi, alla mia lettera e ai miei interrogativi (pubblicati sul post precedente) Giulio Meiattini ha inviato la sua risposta, che qui pubblico volentieri. Poich\u00e9 nella sua riposta egli formula, a sua volta, alcune domande, aggiungo in calce alcune righe, come postilla, cercando solo di indicare la via di una diversa parola possibile.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">Caro Andrea,<\/p>\n<p align=\"justify\">ti ringrazio della tua rinnovata attenzione. Potrai capire che su molti punti avrei puntualizzazioni da fare. Mi limito per\u00f2 solo a qualche domanda a partire da una delle tue domande. Tu mi chiedi, fra l\u2019altro: \u00abPensi davvero che le \u201caperture sui divorziati risposati\u201d volute da AL siano l\u2019inizio del \u201cpiano inclinato\u201d che travolger\u00e0 tutto e tutti, solo perch\u00e9 separerebbe per la prima volta esercizio della sessualit\u00e0 e istituzione matrimoniale?\u00bb. Chi legge il mio contributo ha gi\u00e0 capito cosa penso in merito e dunque non sto a ripetermi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma da queste tue parole sono io a non capire se tu ritieni che AL abbia suggerito o affermato davvero \u201cper la prima volta\u201d tale separazione fra esercizio della sessualit\u00e0 e matrimonio oppure no. E cosa pensi tu di una loro eventuale separazione? Perch\u00e9 ovviamente dalla risposta a questa domanda cruciale dipende, mi sembra, anche il significato nuovo o diverso, come dici tu, che potrebbero assumere le parole \u201cadulterio\u201d e \u201comosessualit\u00e0\u201d in una \u201csociet\u00e0 aperta\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">In ogni caso sono ben disposto ad apprendere, come tu li chiami, i <i>nuovi significati<\/i> di questi due termini, proprio perch\u00e9 vorrei capire bene e in modo esplicito quali essi siano effettivamente. Resto in attesa di chiarimenti, poich\u00e9 il silenzio su queste due parole, sul quale ho richiamato l\u2019attenzione, \u00e8 innegabile e impedisce chiaramente proprio di capire quale sia la loro nuova semantica e la diversa e \u201cpi\u00f9 complessa\u201d valutazione che secondo te meriterebbero queste realt\u00e0. E\u2019 evidente che se invece di ridefinire le parole si smette di adoperarle, \u00e8 un po\u2019 difficile capire il loro presunto e nuovo contenuto. In compenso, al silenzio verbale corrisponde una fervida attivit\u00e0 pratica!<\/p>\n<p align=\"justify\">Tu mi domandi ancora: \u201cMa tu sei proprio sicuro che, continuando ad usare quelle parole, proprio come fai tu, si riesca davvero a parlare della realt\u00e0 umana ed ecclesiale, antropologica e teologica, che abbiamo davanti a noi e nella quale viviamo?\u201d. E io chiedo ancora una volta: quale sarebbe il modo giusto, nuovo e diverso \u201cdal mio\u201d (ma che non io ho inventato!), di intendere queste parole?<\/p>\n<p align=\"justify\">Intendi forse dire che una relazione omosessuale a determinate condizioni \u00e8 conforme a un\u2019antropologia cristiana? O che due persone dello stesso sesso possano instaurare una convivenza buona e santificante, anche se \u201cnon equiparabile al matrimonio\u201d? Oppure che la considerazione dell\u2019adulterio non come \u201creato permanente\u201d ma come \u201creato istantaneo\u201d (che alcuni suggeriscono, ma che fino ad ora non trovo recepita da parte dell\u2019insegnamento magisteriale) potrebbe rendere alla fine pienamente legittime altre unioni dopo l\u2019unica sacramentale?<\/p>\n<p align=\"justify\">Se la tua risposta a queste domande \u00e8 affermativa, allora non dovrebbe allarmarti se io riconosco nell\u2019attuale corso proprio il tentativo di legittimare queste idee, visto che tu le condividi. Come teologo dovrebbe preoccuparti, semmai, il fatto che questa legittimazione non avviene attraverso una discussione aperta e teologicamente fondata, ma ricorrendo a metodi indiretti, alla strategia del silenzio che ho segnalato. A dire il vero mi sembra che anche tu in fondo resti \u201cin silenzio\u201d rispetto alla domanda che il mio scritto pone, visto che consideri il mio modo di usare queste parole come superato, ma non dici in quale altro modo \u201cpositivo\u201d dobbiamo comprenderle in una \u201csociet\u00e0 aperta\u201d. Che adulterio e relazioni omosessuali non siano \u201csolo peccati\u201d lo capisco bene, ma mi sembra che quello che non si dice pi\u00f9 \u00e8 che sono e rimangono \u201cancora peccati\u201d. Sai, ci sono persone che sostengono che in una <i>Open Society<\/i> anche la pedofilia possa essere permessa.<\/p>\n<p align=\"justify\">Insomma, vedo molte domande e suggestioni nella tua lettera, ma mi manca una <i>explicatio terminorum<\/i>. Nel frattempo prassi e gesti contrastanti si affermano nella Chiesa senza essere verbalizzati e chiariti, ma riducendo la questione (come fa il card. Cupich da me citato) a semplice discrezionalit\u00e0 \u201cpolitica\u201d. Come ho detto e scritto altre volte, non basta avviare processi, nei fatti: bisogna anche comprenderne il senso e il significato e sapere verso quale m\u00e8ta portino o intendano portare.<\/p>\n<p align=\"justify\">Infine lascio agli storici del pensiero (non solo cristiano), del costume e della spiritualit\u00e0 di valutare la tua asserzione piuttosto drastica: \u00abla \u201csessualit\u00e0\u201d stessa \u00e8 non solo una parola nuova, ma una esperienza nuova, di cui la tradizione \u00e8 del tutto priva prima del XIX secolo\u00bb. Non trovi questa affermazione, appunto, molto dipendente dal XIX secolo?<\/p>\n<p align=\"justify\">Un fraterno saluto.<\/p>\n<p>d. Giulio Meiattini osb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Postilla di risposta<\/em><\/p>\n<p><em>Caro Don Giulio,<\/em><\/p>\n<p><em>alle questioni che a tua volta sollevi posso rispondere solo per cenni, rimandando ad altri testi nei quali sono stato gi\u00e0 molto pi\u00f9 esplicito. Sulla separazione tra sessualit\u00e0 e matrimonio, questa non \u00e8 solo e anzitutto una &#8220;dottrina ecclesiale&#8221;, ma \u00e8 un &#8220;fatto&#8221;. La dottrina che pensa il matrimonio come &#8220;unico ambito di esercizio della sessualit\u00e0&#8221; guarda alla realt\u00e0 umana nella sua dimensione di pienezza escatologica. Storicamente, questo, deve essere considerato come un &#8220;ideale&#8221;, che per\u00f2 non deve essere idealizzato, senza correre i rischi di cadere in una &#8220;aggressione&#8221; della realt\u00e0.\u00a0 Cos\u00ec anche tutta la riflessione civile e canonica sulla &#8220;sanzione&#8221; potrebbe essere utile, a tutti noi, per considerare quanto progresso possa fare la dottrina teologica sull&#8217;adulterio, purch\u00e9 non ritenga di poter pensare solo &#8220;de lege condita&#8221; e di vedersi impedita, quasi per principio, ogni riflessione &#8220;de lege condenda&#8221;. Nessuno dice che l&#8217;adulterio non sia un peccato, almeno tra i teologi. Qualcuno (come Mons. Vesco) propone invece di ripensare il modo di pensare la &#8220;sanzione&#8221; di questo peccato. Questo non solo \u00e8 possibile, ma doveroso. A meno che tu non ritenga che si neghi il peccato di omicidio solo perch\u00e9 si \u00e8 superata la pena di morte &#8211; persino correggendo il Catechismo! A questa esagerazione mi sembra far pensare la tua battuta su di un presunto rapporto tra &#8220;societ\u00e0 aperta&#8221; e &#8220;giustificazione della pedofilia&#8221;, che mi pare del tutto fuori posto, perch\u00e9 sembra dimostrare una totale indisponibilit\u00e0 a considerare seriamente i &#8220;segni dei tempi&#8221;. Inoltre, per quanto riguarda la &#8220;nascita della sessualit\u00e0&#8221; &#8211; che \u00e8 una delle ragioni fondamentali della tensione tra matrimonio ed atto sessuale &#8211; non credo che si debbano aspettare gli storici e che si possano ignorare i testi di Luhmann, Foucault e Giddens e tanti altri, per discutere sul fondamento di quanto ho affermato. Penso che non possa essere accusato di &#8220;restare in silenzio&#8221; solo chi esula dalle proprie bibliografie e usa altre fonti. In altri termini, senza una adeguata comprensione antropologica, sociologica e culturale del cambiamento del ruolo del sesso nella definizione della identit\u00e0 personale avvenuto nel XIX e XX secolo, credo che tutto il discorso cristiano su matrimonio ed etica sessuale rischi di diventare un &#8220;flatus vocis&#8221;.\u00a0<\/em><em>Infine, tu mi chiedi, un poco scandalizzato, se io ritenga che una diversa concezione dell&#8217;adulterio possa considerare legittime unioni ulteriori rispetto all&#8217;unica sacramentale. Io ti rispondo di restare un poco scandalizzato dal tuo scandalo: perch\u00e9 la teologia non deve argomentare sulla eventuale possibilit\u00e0 di ci\u00f2 che gi\u00e0 \u00e8 reale. Deve invece darsi le categorie idonee a riconoscere la realt\u00e0 di &#8220;nuovi inizi&#8221;, che mettono in crisi le nozioni classiche, le quali non riescono pi\u00f9 a servire il vangelo. Quella che tu consideri come la pericolosa confusione del magistero di Francesco io la ritengo una preziosa profezia ecclesiale, gi\u00e0 inaugurata dai testi del Vaticano II.\u00a0 Ma anche questa differenza, almeno <\/em>in spe<em>, non mi pare insuperabile.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come gi\u00e0 \u00e8 accaduto in altri casi, alla mia lettera e ai miei interrogativi (pubblicati sul post precedente) Giulio Meiattini ha inviato la sua risposta, che qui pubblico volentieri. 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