{"id":13508,"date":"2019-03-09T23:00:54","date_gmt":"2019-03-09T22:00:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13508"},"modified":"2019-03-09T23:00:54","modified_gmt":"2019-03-09T22:00:54","slug":"il-volto-della-prova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-volto-della-prova\/","title":{"rendered":"Il \u201cvolto\u201d della prova\u2026"},"content":{"rendered":"<p>I Domenica di Quaresima \u2013 C<\/p>\n<h1><i style=\"font-size: 14px\">Dt 26,4-10; <\/i><i style=\"font-size: 14px\">Rm 10,8-13; Lc 4,1-13<\/i><\/h1>\n<p>Quando il tentatore lascia Ges\u00f9, Luca afferma che aveva terminato <i>ogni specie di tentazione<\/i> (Lc 4,13). Nei quaranta giorni passati da Ges\u00f9 nel deserto dopo il suo battesimo si concentra <i>ogni tipo<\/i> di tentazione: la sua esperienza racchiude in s\u00e9 ogni prova che Israele e l\u2019umanit\u00e0 hanno sperimentato e sperimentano nella loro storia. Ges\u00f9 apre la sua missione con ci\u00f2 che fa parte della vita di ogni uomo e donna. Dio ha condotto Israele nel deserto per provare ci\u00f2 che aveva nel cuore (Dt 8,2). All\u2019inizio del suo ministero Ges\u00f9 compie la stessa cosa e vive la medesima esperienza, per provare cosa portava nel cuore, per rivelare il suo cuore di figlio. Ugualmente anche noi, nell\u2019itinerario quaresimale, sacramento dei suoi <i>quaranta giorni<\/i> nel deserto, siamo condotti nel deserto per provare (discernere) ci\u00f2 che abbiamo nel cuore. Ecco la finalit\u00e0 di questo tempo liturgico: \u201cprovare il cuore\u201d per discernere cosa in noi \u00e8 lontano da Dio e lasciarlo \u201criconciliare\u201d dal lui.<\/p>\n<p>Nelle tre \u201cprove\u201d di Ges\u00f9 sono sintetizzate le prove di ogni uomo e donna che vive sulla terra; in esse viene descritta la radice di ogni prova. <i>La prima tentazione<\/i> \u00e8 legata al pane. Anche Israele ha affrontato questa prova nel deserto. La prima tentazione tocca quindi l\u2019uomo nel suo rapporto con il cibo, con le cose, con i beni: la tentazione consiste nel mettere al primo posto questi beni quasi fossero gli unici.<\/p>\n<p>Nella sua risposta Ges\u00f9 afferma, citando le Scritture, che l\u2019uomo non vive solo di pane (Lc 4,4). \u00c8 una citazione di Dt 8,3, che Luca \u2013 a differenza di Matteo \u2013 riporta solo nel suo <i>incipit<\/i>. Ma tutto il testo di Dt 8,3 afferma: <i>\u00ab<\/i><i>l\u2019uomo non vive soltanto di pane, ma vive di ogni parola che procede dalla <\/i><i>bocca di YHWH<\/i><i>\u00bb.<\/i> La vita non si trasmette unicamente attraverso il cibo e i beni materiali, la vita si trasmette tramite la parola\/Parola. Anche il rapporto con Dio esige di tener presente questa esperienza, ma essa \u00e8 prima ancora la pi\u00f9 concreta esperienza di ogni uomo che viene alla luce: egli non sarebbe uomo, se qualcuno non gli avesse donato una parola.<\/p>\n<p><i>La seconda tentazione<\/i> \u00e8 legata la potere. Tocca l\u2019uomo nel suo rapporto con gli altri. Il tentatore propone a Ges\u00f9 un rapporto con gli altri basato sulla sopraffazione. Questo tipo di rapporto con gli altri \u00e8 strettamente legato all\u2019idolatria. Si comporta cos\u00ec chi diventa adoratore del tentatore. In fondo, questo significa essere adoratori di se stessi. L\u2019idolo infatti non \u00e8 altro che la proiezione di noi stessi: non <i>noi ad immagine di Dio<\/i>, ma <i>dio a nostra immagine<\/i>.<\/p>\n<p>A questa tentazione Ges\u00f9 risponde rimandando al rapporto con Dio come unico Signore. Quando l\u2019uomo ha Dio per Signore l\u2019altro non \u00e8 mai qualcuno da dominare, non \u00e8 mai una minaccia. L\u2019uomo ha sempre bisogno di un signore a cui affidarsi. Se non \u00e8 YHWH, ma un idolo il signore dell\u2019uomo, questi diviene inevitabilmente schiavo di se stesso e oppressore degli altri.<\/p>\n<p><i>La terza tentazione<\/i> \u00e8 legata al rapporto con Dio. Non propone a Ges\u00f9 di negare il suo rapporto con il Padre, anzi sembrerebbe suggerirgli un comportamento in grado di rafforzare tale rapporto. In realt\u00e0, il suo suggerimento va nella direzione di un rapporto con Dio \u201cpervertito\u201d. Un rapporto che trasforma YHWH stesso in un idolo. Il tentatore chiede infatti a Ges\u00f9 di compiere un gesto che obblighi Dio a venire allo scoperto. \u00c8 la tentazione di mettere Dio alla prova (nella risposta di Ges\u00f9 si usa proprio lo stesso verbo, <i>peirazo<\/i>). Egli dovrebbe chiedere a Dio garanzie della sua esistenza e della sua vicinanza.<\/p>\n<p>Ma anche questa tentazione teologica viene respinta da Ges\u00f9. Egli cita Dt 6,16 dove appunto si chiede di non tentare Dio. Ges\u00f9 afferma che il suo rapporto con il Padre non \u00e8 basato su automatismi di tipo magico, ma proprio sulla logica Padre\/Figlio, chiamata in causa dal tentatore stesso: <i>se sei Figlio\u2026<\/i><\/p>\n<p>Per trovare una chiave di lettura di queste tre tentazioni, che sintetizzano ogni prova, dobbiamo lasciarci guidare la Luca stesso. In Lc 4,13, al termine di questo episodio, l\u2019evangelista afferma: <i>\u00ab<\/i><i>E, quando il diavolo ebbe finito ogni tentazione, si allontan\u00f2 da lui, fino ad un <\/i><i>certo tempo<\/i><i>\u00bb<\/i>. Quando sar\u00e0 questo \u00abcerto tempo\u00bb, o questo \u00abtempo opportuno\u00bb? Certamente quando Ges\u00f9 sar\u00e0 sulla croce! L\u00ec infatti, per tre volte (come le tentazioni), tre categorie diverse di persone (capi, soldati, malfattori) gli porranno nuovamente la domanda: <i>\u00abse tu sei il Messia, il Re dei giudei, salva te stesso!\u00bb<\/i> (cfr. Lc 23,35-40). In questa occasione, in questo \u00abtempo opportuno\u00bb, la risposta di Ges\u00f9 alla prova non sar\u00e0 n\u00e9 a parole, n\u00e9 attraverso citazioni delle Scritture, ma nel silenzio di chi vive fino in fondo ci\u00f2 che ha proclamato con gesti e parole per tutta la vita. I tre interventi lasciano quasi intravedere un ordine inverso rispetto alle tentazioni di Lc 4,1-13. Qui la triplice tentazione consiste per\u00f2 nella stessa espressione: \u00absalva te stesso\u00bb: <i>\u00abHa salvato gli altri, salvi se stesso se \u00e8 il Cristo di Dio, l&#8217;Eletto\u00bb<\/i>; <i>\u00ab<\/i><i>Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso\u00bb<\/i>; <i>\u00abNon sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!\u00bb<\/i>. Questa \u00e8 la tentazione fondamentale! Nella sua predicazione sulla sequela, Ges\u00f9 aveva detto: <i>\u00ab<\/i><i>chi vorr\u00e0 salvare la propria vita la perder\u00e0, ma chi perder\u00e0 la propria vita per <\/i><i>causa mia la salver\u00e0\u00bb<\/i> (Lc 9,24). Questo insegnamento di Ges\u00f9 ai suoi discepoli \u00e8 anzitutto ci\u00f2 che egli per primo a vissuto: la scoperta che si salva la vita donandola, e la si perde cercando di salvarla a scapito di un rapporto pi\u00f9 vero e autentico con le cose, con gli altri e con Dio.<\/p>\n<p>Da questo percorso attraverso le tentazioni, possiamo cogliere qualcosa del <i>sacramento dei quaranta giorni<\/i> che stiamo vivendo. Questi \u201cnostri giorni\u201d sono immagine dei \u201csuoi giorni\u201d, le sue tentazioni il volto delle nostre: e noi in Lui possiamo superare ogni prova!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Domenica di Quaresima \u2013 C Dt 26,4-10; Rm 10,8-13; Lc 4,1-13 Quando il tentatore lascia Ges\u00f9, Luca afferma che aveva terminato ogni specie di tentazione (Lc 4,13). 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