{"id":13492,"date":"2019-03-05T13:18:34","date_gmt":"2019-03-05T12:18:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13492"},"modified":"2019-03-05T18:35:57","modified_gmt":"2019-03-05T17:35:57","slug":"co-co-co-e-finalmente-coesione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/co-co-co-e-finalmente-coesione\/","title":{"rendered":"Co-co-co, e finalmente coesione"},"content":{"rendered":"<p><em>Coesistenza<\/em> \u00e8 la parola-chiave della <em>democrazia rappresentativa<\/em>, continua ricerca di equilibri tra gruppi di interesse e umori sociali oggi travolti dalla globalizzazione. <em>Consenso<\/em> lo \u00e8 della <em>democrazia diretta<\/em>: i gruppi d\u2019interesse manipolano la volont\u00e0 popolare con la rete e i referendum. <em>Controllo<\/em> lo \u00e8 della <em>democrazia autocratica<\/em> che opprime le minoranze. Tipicamente nazionalistiche, degradano l\u2019una nell\u2019altra. <strong>Coesione<\/strong> \u00e8 infine la parola-chiave della <strong>democrazia continua<\/strong>, risposta anche fiscale sovranazionale per attuare le politiche necessarie contro le ingiustizie della globalizzazione, a scala nazionale irrimediabili. Democrazia continua \u00e8 il dialogo sistematico tra Parlamento, Governo e Corte di Giustizia d\u2019Europa per tenere la legislazione e l\u2019organizzazione dei beni pubblici europei al passo con la globalizzazione. Su fondamenti costituzionali, la Corte agisce in risposta alle questioni poste da cittadini e associazioni non solo politiche, dai media e dai fatti: <strong>concretizza<\/strong> la partecipazione che nelle altre forme di democrazia \u00e8 mistificata nei sondaggi e nelle reti sociali.<br \/>\nCoesa \u00e8 la democrazia se combatte le ineguaglianze globali, tra errori e conflitti, ma con strumenti idonei, anche fiscali, che non possono darsi le democrazie co-co-co, che democrazia non sono, inclusa la rappresentativa. Lo spiegava l\u2019abate Siey\u00e8s il 7 settembre 1789: \u00abI cittadini che si nominano dei rappresentanti rinunciano e devono rinunciare a fare essi stessi la legge; non hanno volont\u00e0 specifiche da imporre. Se dettassero le loro volont\u00e0, la Francia non sarebbe pi\u00f9 questo Stato rappresentativo; sarebbe uno Stato democratico. Il popolo, ripeto, in un paese che non \u00e8 una democrazia (e la Francia non saprebbe esserlo) non pu\u00f2 agire che attraverso i suoi rappresentanti\u00bb [Dominique Rousseau, <em>Radicaliser la d\u00e9mocratie. Proposition pour une refondation<\/em>, Seuil 2015, p. 24]. Dopo pi\u00f9 di due secoli, democratici bisogna imparare a esserlo, come tutto ci\u00f2 che conta nella vita.<br \/>\n\u00abIn generale, sembra che il livello di sfiducia verso il potere politico sia correlato alla diffidenza per gli altri che caratterizza una popolazione\u00bb. \u00abPer fare solo un esempio, il Brasile, uno dei paesi con la pi\u00f9 forte sfiducia politica, \u00e8 anche la patria della diffidenza interpersonale, dato che solo il 2,8% dei brasiliani dichiara di avere fiducia negli altri. Cos\u00ec, in un clima politico molto teso, la voce di colpi di arma da fuoco sparati in citt\u00e0 spinge un certo numero di persone a restare in casa per non rischiare di subire le violenze di un improvviso conflitto civile. Cos\u00ec facendo contribuiranno a accreditare l\u2019idea che si preparano avvenimenti gravi, iscritti in un processo di circolo vizioso cumulativo\u00bb [G\u00e9rald Bronner, <em>La d\u00e9mocratie des cr\u00e9dules<\/em>, puf 2013, pp. 5-6].<br \/>\nAl contrario, \u00abil mutamento sociale e politico \u2013 nel caso, i diritti umani \u2013 si realizza quando molte persone hanno esperienze affini, non perch\u00e9 vivono nello stesso contesto sociale, ma perch\u00e9 tramite le loro interazioni, visioni e interpretazioni creano in concreto un nuovo contesto sociale. In breve, i resoconti di mutamenti storici devono alla fin fine dar conto del cambiamento delle menti individuali. Perch\u00e9 i diritti umani divengano in s\u00e9 evidenti la gente comune deve avere una nuova consapevolezza che viene da una nuova forma di sensibilit\u00e0\u00bb [Lynn Hunt, <em>Inventing Human Rights. A History<\/em>, W.W. Norton &amp; Company 2007, p. 34]. \u00abLe dichiarazioni \u2013 1776, 1789 e 1948 \u2013 fornirono una pietra miliare per i diritti umani attingendo alla logica di ci\u00f2 \u201cche non si pu\u00f2 pi\u00f9 accettare\u201d e contribuirono a loro volta a non ammettere ulteriori violazioni. In s\u00e9 il processo ha avuto e ha un\u2019indubbia circolarit\u00e0: conosci il significato dei diritti umani perch\u00e9 senti in te angoscia per la loro violazione. La loro verit\u00e0 pu\u00f2 essere paradossale in questo senso, e tuttavia i diritti umani sono sempre lampanti\u00bb [ivi, p. 214].<br \/>\nNei moti per il pane nella Milano secentesca \u00abs\u2019implorava da\u2019 magistrati que\u2019 provvedimenti, che alla moltitudine paion sempre, o almeno sono sempre parsi finora, cos\u00ec giusti, cos\u00ec semplici, cos\u00ec atti a far saltar fuori il grano, nascosto, murato, sepolto, come dicevano, e a far ritornare l\u2019abbondanza\u00bb [Alessandro Manzoni, <em>I promessi sposi<\/em>, Hoepli 1998, p. 266]. Un \u00abmiscuglio accidentale d\u2019uomini, che, pi\u00f9 o meno, per gradazioni indefinite, tengono dell\u2019uno e dell\u2019altro estremo: un po&#8217; riscaldati, un po&#8217; furbi, un p\u00f2 inclinati a una certa giustizia, come l\u2019intendon loro, un po&#8217; vogliosi di vederne qualcheduna grossa, pronti alla ferocia e alla misericordia, a detestare e ad adorare, secondo che si presenti l\u2019occasione di provar con pienezza l\u2019uno o l\u2019altro sentimento; avidi ogni momento di sapere, di credere qualche cosa grossa, bisognosi di gridare, d\u2019applaudire a qualcheduno, o d\u2019urlargli dietro\u00bb [ivi, pp. 288-9]. Allora in piazza, oggi in rete, non si rifiuta l\u2019\u00e9lite, anzi la si cerca a prometterci ci\u00f2 che vogliamo e coprire il nostro rifiuto\/incapacit\u00e0\/impossibilit\u00e0 di maturare insieme una nuova forma di sensibilit\u00e0 su ci\u00f2 \u201cche non si pu\u00f2 pi\u00f9 accettare\u201d: oggi, il \u201cprima io, mors tua vita mea\u201d.<br \/>\n\u00abLa fiducia \u00e8 necessaria a ogni vita sociale, e pi\u00f9 ancora nelle societ\u00e0 democratiche, organizzate intorno ai progressi della conoscenza e della divisione del lavoro intellettuale. In effetti, a misura della produzione di questa conoscenza, la parte di questa competenza condivisa che ognuno pu\u00f2 sperare di gestire diminuisce. Pi\u00f9 <em>si<\/em> sanno delle cose, meno \u00e8 quanto <em>io<\/em> ne so\u00bb. \u00abCi\u00f2 significa che una societ\u00e0 fondata sul progresso della conoscenza per paradosso diviene una societ\u00e0 di <em>convinzioni per delega<\/em> e perci\u00f2 della fiducia\u00bb [Bronner, cit., p. 7]. \u00ab\u00c8 difficile dare conto di un fenomeno di massa invocando stupidit\u00e0 o disonest\u00e0, come troppo spesso si fa dinanzi a credenze sconcertanti. Invece io scommetto che le persone hanno dei motivi di credere ci\u00f2 che credono e che il loro dubbio guadagna terreno sviluppando anche argomenti apparentemente molto efficaci. Avere delle ragioni di credere non significa che si ha ragione di credere, perch\u00e9 a spingere il consenso, al di l\u00e0 dei nostri motivi e emozioni, sono la coerenza, il potere argomentativo e la coincidenza con ci\u00f2 che ci si vuole far credere siano fatti concreti, suggestioni ingannevoli che pretendono di spiegare il mondo. Ci\u00f2 che rivelano queste suggestioni ingannevoli \u00e8 <em>il volto oscuro della nostra razionalit\u00e0<\/em>\u00bb [ivi, p. 19].<br \/>\n\u00abMarzo 2018 ha portato quasi quotidianamente rivelazioni sugli involontari danni dovuti ai social media. <em>Science<\/em> ha pubblicato uno studio di professori del MIT sulle notizie controverse pubblicate in inglese su Twitter. Lo studio constata che vi si condividono disinformazioni e finte notizie il 70 per cento pi\u00f9 spesso delle vicende fattuali e le si diffondono circa sei volte pi\u00f9 rapidamente. Nulla dice che potrebbe trattarsi solo di Twitter. Lo studio ha portato ulteriori prove che la parte oscura dei social network pu\u00f2 essere sistemica, guidata da scelte che favoriscono alcuni degli aspetti peggiori del comportamento umano\u00bb [Roger McNamee, <em>Zucked. Waking Up to the Facebook Catastrophe<\/em>, Harper Collins 2019, p. 177]. \u00c8 un nuovo mercato globale, il mercato cognitivo.<br \/>\n\u00abMercato cognitivo \u00e8 un\u2019immagine idonea a rappresentare il finto spazio che diffonde i prodotti che informano la nostra visione del mondo: ipotesi, credenze, informazioni, ecc. \u00c8 preferibile a mercato dell\u2019informazione perch\u00e9 informazione \u00e8 un indirizzo di ristorante o un numero telefonico, mentre un prodotto cognitivo implica un\u2019informazione organizzata in discorso esplicito o implicito su ci\u00f2 che \u00e8 vero e buono\u00bb [Bronner, cit., p. 23]. \u00abI regimi totalitari implicano la messa sotto tutela del mercato cognitivo, almeno su certi temi. Sar\u00e0 difficile esprimere fede cristiana coi talebani al potere\u00bb [o con gli usurpatori del cristianesimo, come in Ungheria e Polonia]. \u00abMa l\u2019oligopolio cognitivo pu\u00f2 esistere anche in democrazia, non per costrizione politica, ma perch\u00e9 la verit\u00e0 appare tanto abbagliante da oscurare le idee alternative\u00bb [ivi, p. 24]. Internet ha posto tutte le condizioni \u00abperch\u00e9 l\u2019errore di conferma possa esprimere la piena misura delle sue capacit\u00e0 di distoglierci dalla verit\u00e0\u00bb, come mostra lo studio MIT e come gi\u00e0 scriveva Francesco Bacone (<em>Novum Organum<\/em>, aforisma 46, 1620): \u00ab\u201cCos\u00ec procede pressoch\u00e9 ogni superstizione, in materia di oroscopi, sogni, presagi, vendette divine, ecc. Gli uomini, infatuati da queste vane apparenze, prestano attenzione ai fatti se rispondono alle loro attese; ma in caso contrario, di gran lunga il pi\u00f9 frequente, si voltano e passano oltre\u201d\u00bb [ivi, p. 35-6].<br \/>\n\u00abSono passati quasi nove anni da che per primo ho osservato attori sleali sfruttare gli algoritmi e il modello di business di Facebook per mettere in pericolo gente innocente. Non avrei immaginato, allora, il male alla democrazia, alla salute pubblica, alla privacy e alla concorrenza che sarebbe stato permesso tramite piattaforme internet che amavo usare. Se vivete negli Stati Uniti, in UK o in Brasile, le politiche del vostro paese sono state trasformate in modi che potranno durare per generazioni. In Myanmar o Sri Lanka, la vostra vita pu\u00f2 essere stata minacciata. In ogni paese con accesso internet, le piattaforme hanno trasformato la societ\u00e0 per il peggio. Stiamo portando avanti un esperimento evoluzionistico incontrollato, e i risultati sono a tutt\u2019oggi terrificanti. Come popolo e cittadini non siamo preparati al caos sociale e al tumulto politico liberati dalle piattaforme internet. Sono emerse cos\u00ec velocemente e la loro influenza sia sulle persone che sugli affari \u00e8 cresciuta cos\u00ec in fretta, che hanno sopraffatto le istituzioni culturali, politiche e legali\u00bb [McNamee, cit., pp. 277-8].<br \/>\n\u00abLa minaccia \u00e8 l\u00ec. Ben descritta dagli 007. Una novit\u00e0 che non s\u2019era  mai vista in una relazione sullo stato della sicurezza in Italia. L\u2019ondata razzista minaccia di condizionare il prossimo voto europeo. Addirittura come ha fatto il terrorismo\u00bb. \u00abNella lunga lista di minacce che agita l\u2019intelligence c\u2019\u00e8\u00bb \u00abil sospetto di manine straniere abili nel pilotare i social media\u00bb \u00ab\u201cinterferendo finanche con processi fondamentali per la vita democratica, come le elezioni\u201d\u00bb [Liana Milella, \u00abLa relazione dei servizi segreti. 007, ALLARME RAZZISMO\u00bb, <em>la Repubblica<\/em>, 01\/03\/2019, p. 28]. Dopo USA, UK, Brasile ora Steve Bannon opera dall\u2019Italia e il managing director della sua campagna populista alle europee, il capo del Partito Popolare vallone d\u2019estrema destra Mischa\u00ebl Modrikamen, \u00abben consapevole delle reticenze europee, insiste per\u00f2 sul contributo di Bannon \u201cin materia di dati\u201d\u00bb [Philippe Bernard, Jean-Baptiste Chastand, \u00abLa marche contrari\u00e9e de Bannon sur l\u2019Europe\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 21\/08\/2018, p. 2]. \u00abA lui, l\u2019ex demiurgo consigliere di Donald Trump ha affidato il compito di federare, in un unico e ramificato gruppo, detto The Movement, i populisti di tutta Europa\u00bb, scrive Luciana Grosso, che gli chiede: \u00abA tal proposito: che si fa con l\u2019Unione europea? Non \u00e8 faccenda da poco, visto che uno dei (pochi) partiti che aderiscono a The Movement, la Lega, potrebbe essere il pi\u00f9 votato di tutti alle prossime elezioni: \u201cNon rappresenta pi\u00f9 niente per nessuno. Non vuol dire che ogni paese andr\u00e0 per conto suo, ma che l\u2019Ue dovr\u00e0 per forza di cose diventare un\u2019Unione di stati autonomi e magari limitarsi a tenere insieme accordi commerciali o economici\u201d\u00bb [\u00abViaggio nella tana del lupo populista\u00bb, <em>IL FOGLIO quotidiano<\/em>, 22\/02\/2019, pp. 1 e 4].<br \/>\nA domanda, il suo capo Bannon precisa il quadro: \u00abGli Stati Uniti sono la nazione leader dell\u2019unione giudeocristiana occidentale, un sistema che abbiamo ereditato da 5.000 anni di storia, che va da Atene a Gerusalemme, da Roma a Londra, fino a Washington. E di cui fanno parte anche il Brasile, il Giappone, la Corea del Sud, l\u2019India, l\u2019Australia\u2026 Un modello basato su valori come l\u2019autonomia, la libert\u00e0 individuale e su quella cosa ingarbugliata che \u00e8 la democrazia\u00bb [Alessandro Rico, \u00ab\u201cAmici 5 stelle, fate le grandi opere\u201d\u00bb, <em>LaVerit\u00e0<\/em>, 25\/02\/2019, p. 7]. Nella voluta confusione globalizzata e senza freni, gli stati sono messi sul mercato. Nella patria del parlamentarismo, Brexit conferma che la democrazia rappresentativa non \u00e8 democrazia, e quando i rappresentanti hanno forti contrasti di interesse, la loro capacit\u00e0 di governo svanisce, sulla spinta di chi vuole autoritarismo, con l\u2019alibi del referendum. In USA Trump \u00e8 gi\u00e0 all\u2019autoritarismo dei tweet, con grande pur se precario beneficio del mercato, libero anzitutto dalle tasse. Money first.<\/p>\n<p><strong>Prima i soldi.<\/strong> Accolti nella reputazione euro abbiamo preferito i condoni fiscali alla riduzione del debito. E ora? Considerato \u00abche l\u2019interesse di Salvini e Di Maio a mantenere le posizioni di potere acquisite (e difficilmente replicabili) prevarr\u00e0\u00bb, a Enrico Morando \u00absembra facile prevedere che a primavera inoltrata \u2013 quando comincer\u00e0 la sessione di bilancio europea, con la presentazione del Documento di economia  e finanza 2020-2022 \u2013 le forze di governo torneranno a parlare di fuoruscita dell\u2019Italia dall\u2019euro, facendo riesplodere l\u2019instabilit\u00e0 finanziaria e l\u2019incertezza\u00bb [\u00abPerch\u00e9 il governo torner\u00e0 a mettere in discussione l\u2019euro\u00bb, <em>IL FOGLIO quotidiano<\/em>, 22\/02\/2019, p. 3]. Salvini si lascia sfuggire in tv che coi loro risparmi \u00abgli italiani ci daranno una mano\u00bb. \u00c8 vero, grandi risparmiatori, possiamo dare una mano, eccome. A chi, per\u00f2? Al libero mercato e ai suoi ascari\/associati politici, o al nostro futuro? \u00ab\u201cAll\u2019estero scuole e trasporti migliori\u201d. Cosa invidiano gli italiani ai paesi Ue\u00bb, titola <em>LA STAMPA<\/em> il suo ultimo sondaggio LaSt [03\/12\/2018, p. 5]. La scuola \u00e8 l\u2019area pi\u00f9 strategica nell\u2019era dell\u2019Intelligenza Artificiale e dell\u2019innovazione implicita quando si lavora con persone esperte nei sempre pi\u00f9 importanti ambiti della conoscenza, oltre il \u00abvolto oscuro della nostra razionalit\u00e0\u00bb con la nuova consapevolezza che nasce dalla nuova sensibilit\u00e0 sui nostri (di tutti) diritti umani. Che anche da noi sono calpestati, e di proposito, perch\u00e9 sono la sola concreta alternativa al mercato senza freni. L\u2019alternativa dipende solo da noi, non da una \u00e9lite, quale che sia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Coesistenza \u00e8 la parola-chiave della democrazia rappresentativa, continua ricerca di equilibri tra gruppi di interesse e umori sociali oggi travolti dalla globalizzazione. 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