{"id":13482,"date":"2019-02-28T23:02:50","date_gmt":"2019-02-28T22:02:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13482"},"modified":"2019-02-28T23:20:41","modified_gmt":"2019-02-28T22:20:41","slug":"cio-che-dal-cuore-sovrabbonda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/cio-che-dal-cuore-sovrabbonda\/","title":{"rendered":"Ci\u00f2 che dal cuore sovrabbonda"},"content":{"rendered":"<p><b>VIII Domenica del Tempo ordinario \u2013 C<\/b><\/p>\n<p><i>Lc 6,29-45<\/i><\/p>\n<p>Al termine del discorso del piano di Luca troviamo una serie di detti di Ges\u00f9 che a prima vista potrebbero sembrare scollegati tra di loro, come se l\u2019Evangelista avesse voluto radunare qui materiale diverso tratto in gran parte da una fonte comune con il Vangelo di Matteo. Tuttavia, possiamo chiederci se ci sia un tema che unifica questi detti e un messaggio principale che ha spinto Luca a mettere insieme tutti questi detti di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Innanzitutto possiamo sottolineare che tutti questi detti sono caratterizzati da una impostazione polare: ci sono sempre due poli in gioco in ognuno dei detti qui riportati. Si parla infatti di due ciechi, di maestro e discepoli, di pagliuzza e di trave, di albero buono e di albero cattivo, di uomo buono e di uomo cattivo, di male e di bene. \u00c8 un primo elemento che ci aiuta a comprendere il messaggio di fondo di questi detti di Ges\u00f9. Essi sono un invito al discernimento. I discepoli di Ges\u00f9 devono vivere nella storia con uno spirito di continuo discernimento per saper riconoscere il bene e il male. Infatti, c\u2019\u00e8 sempre il rischio di sentirsi sempre dalla parte del bene e della ragione, tanto da essere accecati.<\/p>\n<p>Se la necessit\u00e0 del discernimento come stile del discepolo attraversa tutto il brano, c\u2019\u00e8 anche un secondo tema che sembra appartenere a tutti questi detti. Si tratta del rapporto maestro e discepolo. Il discorso della pianura nel Vangelo di Luca termina trattando un tema fondamentale all\u2019interno della comunit\u00e0: quella delle guide, cio\u00e8 di coloro che si credono maestri. Tale tema si sviluppa attraverso vari passaggi: l\u2019immagine di un cieco che cerca di guidare un altro cieco (Lc 6,39-40), quella della trave e della pagliuzza (Lc 6,41-42), quella dell\u2019albero buono e dell\u2019albero cattivo (Lc 6,43-45).<\/p>\n<p>La prima immagine \u00e8 un forte richiamo alla responsabilit\u00e0 per coloro che nella comunit\u00e0 dei discepoli di Ges\u00f9 hanno un ruolo di guida. Se il maestro \u00e8 cieco, non potr\u00e0 che guidare i suoi discepoli \u00abin un fosso\u00bb, cio\u00e8 fuori strada. La strada nelle Scritture \u00e8 l\u2019immagine della via di Dio. Il maestro nella comunit\u00e0 ha il compito unico di guidare gli agli a camminare sulla medesima vita di Ges\u00f9. Se lui stesso \u00e8 cieco e incapace di sequela, come potr\u00e0 guidare altri? Un forte richiamo alle guide della comunit\u00e0 a mettere principalmente al centro la loro sequela del Signore: chi non \u00e8 alla sequela di Ges\u00f9 non pu\u00f2 essere guida di altri. Un discepolo \u00abche sia ben preparato, sar\u00e0 come il suo maestro\u00bb (Lc 6,40). Il maestro a quindi responsabilit\u00e0 grande nei confronti del discepolo.<\/p>\n<p>La seconda immagine \u00e8 anch\u2019essa collegata alla vista, sottolineando ancora una volta il suo valore simbolico in riferimento alla sequela. Chi non vede bene non pu\u00f2 camminare sulla via di Ges\u00f9, non pu\u00f2 stare alla sua sequela. L\u2019immagine della pagliuzza e della trave \u00e8 un richiamo ai maestri e alle guide della comunit\u00e0 a giudicare prima di tutto se stessi. Non si pu\u00f2 essere guide e maestri se non si sanno vedere e riconoscere i propri limiti, le proprie difficolt\u00e0 nella sequela, il proprio peccato. Il maestro nella comunit\u00e0 deve avere innanzitutto la consapevolezza di essere lui per primo un peccatore perdonato, un cieco bisognoso di guarigione.<\/p>\n<p>L\u2019ultima immagine \u00e8 tratta dal mondo vegetale. Si fa un parallelismo tra alberi buoni e uomini buoni, tra alberi cattivi e uomini cattivi. Come da alberi buoni provengono frutti buoni, mentre da alberi cattivi non possono che venire frutti cattivi, cos\u00ec \u00e8 anche del rapporto tra maestri e discepoli nelle comunit\u00e0 cristiane. Si tratta di un forte invito alle guide della comunit\u00e0 a prendersi cura della propria interiorit\u00e0. Non pu\u00f2 essere guida di altri chi non si prende cura della propria interiorit\u00e0, del proprio rapporto con Dio. Spesso pensiamo che prendersi cura di s\u00e9 sia sottrarre tempo agli altri. Il Vangelo invece di dice che il primo servizio agli altri che chi svolge un ruolo di guida deve avere \u00e8 proprio quello di prendersi cura si s\u00e9 e della propria interiorit\u00e0. Se \u00abil tesoro del cuore\u00bb non \u00e8 buono, non ne pu\u00f2 venire il bene. Significativo \u00e8 l\u2019invio a fare discernimento a partire dai frutti: un albero buono, una guida buona, non pu\u00f2 che portare frutti di bene.<\/p>\n<p>Questo testo, cos\u00ec apparentemente frammentario, ad una attenta lettura si rivela nella sua unitariet\u00e0. Un invito profondo e severo rivolto alle guide delle comunit\u00e0, ma anche alle comunit\u00e0 in quanto tali. Infatti, la logica della trave e del frutto non vale solo per i singoli che hanno funzioni di guida, ma anche per le comunit\u00e0 cristiane nel loro insieme.<\/p>\n<p align=\"right\">Matteo Ferrari, monaco di Camaldoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VIII Domenica del Tempo ordinario \u2013 C Lc 6,29-45 Al termine del discorso del piano di Luca troviamo una serie di detti di Ges\u00f9 che a prima vista potrebbero sembrare scollegati tra di loro, come&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[467],"tags":[13,470,405,469,206],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13482"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13482"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13482\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13485,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13482\/revisions\/13485"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13482"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13482"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13482"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}