{"id":13477,"date":"2019-02-27T21:32:03","date_gmt":"2019-02-27T20:32:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13477"},"modified":"2019-02-27T21:32:03","modified_gmt":"2019-02-27T20:32:03","slug":"a-proposito-di-summorum-pontificum-una-lettera-di-zeno-carra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/a-proposito-di-summorum-pontificum-una-lettera-di-zeno-carra\/","title":{"rendered":"A proposito di &#8220;Summorum Pontificum&#8221;: una lettera di Zeno Carra"},"content":{"rendered":"<p lang=\"en-US\" align=\"right\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Hocfacite.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-12809\" alt=\"Hocfacite\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Hocfacite.jpg\" width=\"200\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"en-US\" style=\"text-align: left\" align=\"right\">\n<p lang=\"en-US\" style=\"text-align: left\" align=\"right\"><em>Una cosa buona \u00e8 che si possa dialogare, con calma e con chiarezza, di cose teologiche e liturgiche. Gi\u00e0 altre volte \u00e8 accaduto su questo blog e sempre \u00e8 stato molto utile. Ho ricevuto da Don Zeno Carra questa lettera che reagisce ai miei ultimi post sul tema del Motu Proprio Summorum Pontficum. Don Zeno scrive cose importanti, pensate e appassionate, che propongo alla lettura di tutti. E alle quali vorrei rispondere in un prossimo post. Buona lettura.<\/em><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"right\">\n<p lang=\"en-US\" align=\"right\"><span style=\"font-size: medium\">Madrid, 24.02.2019<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\">\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Gentile professore,<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Seguo con interesse gli articoli sul Suo blog, ed in particolare gli ultimi interventi che ha pubblicato in merito al <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>motu proprio\u00a0<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Summorum Pontificum<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">.<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Non faccio mistero di aver appreso, anni fa, a celebrare secondo il rito liberalizzato da tale documento, per rispondere alla richiesta di alcuni fedeli negli anni del ministero parrocchiale, ed anche per interesse personale.<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Gli anni dello studio a Roma mi hanno aperto gli occhi sugli aspetti pi\u00f9 propriamente teologici della questione: senza rinnegare il beneficio ricevuto dalla pratica di tale esperienza celebrativa, su alcuni aspetti non marginali ho dovuto, seppur con fatica, cambiare idea. Vedo ora con chiarezza che, in alcuni tratti, le due forme celebrative non sono giustapponibili, ma si escludono reciprocamente. Resto convinto, per quel che conosco, che la sezione del racconto di istituzione, come ho avuto modo di scrivere<\/span><sup><span style=\"font-size: medium\"><a href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/sup><span style=\"font-size: medium\">, sia punto cruciale che impone l\u2019<\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>aut aut <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">tra due teologie, due ontologie diverse. <\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Per questo, devo ammettere che \u2013 lo dico dal punto di vista della spiritualit\u00e0 che la celebrazione ingenera nei laici e clero celebranti \u2013 il passaggio da una forma all\u2019altra impone il passaggio da un orizzonte di riferimento ad un altro, con solo due esiti possibili: a. una certa \u201cschizofrenia\u201d spirituale; <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>b.<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> la riduzione forzata di un rito all\u2019altro (e qui \u00e8 possibile solo ridurre il <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>novus ordo<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> al <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>vetus ordo<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">, celebrando il primo dentro l\u2019alveo ermeneutico del secondo). Per questo giungo a concordare con Lei che la misura del <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>motu proprio<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> abbia ingenerato una situazione abbastanza tensionale, rispetto alla possibilit\u00e0 gi\u00e0 esistente precedentemente, in via di indulto.<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\">\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Detto questo, mi sono preso la libert\u00e0 di scriverLe, per sottoporLe alcune osservazioni nate dalla lettura del Suo blog, ed in particolare dall\u2019ultimo articolo a commento della pagina autobiografica di J. Ratzinger<\/span><sup><span style=\"font-size: medium\"><a href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/sup><span style=\"font-size: medium\">.<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\">\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Io sono del parere che la questione, tra come lucidamente la pone Lei, e la provocazione che offre lui, evidenzi al suo interno pi\u00f9 piani che spesso \u2013 mi sembra \u2013 non si incontrano.<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">I Suoi interventi, da come capisco, si incentrano sul piano <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>dell\u2019epistemologia intrinseca del fatto giuridico \u201criforma\u201d<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">: una riforma sussiste se il suo esito sostituisce l\u2019oggetto riformato.<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">La dura provocazione di Ratinger, invece, mi sembra colpire non tanto tale livello, quanto entrare nei <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>meriti contenutistici specifici di \u2018questa\u2019 riforma<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">. Egli cio\u00e8 non va a discutere il fatto in s\u00e9 di aver riformato il rito romano, ma il modo in cui ci\u00f2 si \u00e8 fatto. Quantunque questo non resti senza effetti sul primo livello, i due non coincidono. Si pu\u00f2 essere d\u2019accordo che ci volesse la riforma, e che sia stato un bene che essa sia avvenuta, ma si pu\u00f2 dissentire in merito ad alcune scelte materiali di tale riforma.<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Per questo, pur essendo pienamente d\u2019accordo con Lei sul piano epistemologico-giuridico, non posso non continuare a nutrire delle questioni sul piano specificamente materiale del problema.<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\">\n<ol>\n<li>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">L\u2019immagine di Ratzinger della distruzione e ricostruzione di un edificio evoca l\u2019uso della medesima metafora edile con cui Annibale Bugnini interpreta l\u2019opera intrapresa nella riforma liturgica: i lavori del <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>consilium<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> vengono qua e l\u00e0 descritti come un cantiere in cui si edifica una costruzione nuova<\/span><sup><span style=\"font-size: medium\"><a href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/sup><span style=\"font-size: medium\">. Credo che tale immagine risentisse certamente dell\u2019entusiasmo del lavoro in corso, per\u00f2, se confrontata con quella della crescita organica suggerita da SC 23, suscita qualche perplessit\u00e0. Senza mettere in discussione l\u2019acribia scientifica dei periti<\/span><sup><span style=\"font-size: medium\"><a href=\"#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/sup><span style=\"font-size: medium\">, ci si pu\u00f2 per\u00f2 chiedere: con che \u201cspirito\u201d si condussero talvolta i lavori? La lettura un poco archeologista della storia della chiesa (che fa dell\u2019epoca patristica l\u2019et\u00e0 aurea e dello sviluppo successivo una fase involutiva), quale ruolo ha giocato?<\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\">\n<ol start=\"2\">\n<li>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Da uno sguardo meramente fenomenologico sui due riti (non ho le conoscenze per un\u2019analisi diacronica degli elementi, delle loro origini, del perch\u00e9 si introdussero o si tolsero\u2026), si vede come, in taluni aspetti, il <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>novus ordo<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> abbia cancellato elementi del <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>vetus<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> che in germe contenevano sviluppi teologici e spirituali quanto mai in sintonia con il rinnovamento conciliare. Aspetti certo \u201catrofizzati\u201d dalla prassi, ma pur esistenti. Alcuni esempi:<\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\">\n<ol>\n<ol type=\"a\">\n<li>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">I riti di ingresso prevedevano che il presidente salisse all\u2019altare soltanto dopo che l\u2019assemblea (effettivamente, o per bocca del ministrante) gli avesse indirizzato la formula del <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>misereatur tui<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">. Non si insediava cio\u00e8 nel suo ruolo di mediazione presidenziale innanzi al popolo fedele immediatamente (come accade nel <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>novus ordo<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">), ma lo faceva uscendo dalle fila di questo popolo e solo dopo che esso gli avesse attestato il perdono di Dio. Questo rito, purtroppo nascosto nella prassi celebrativa dal tono sommesso della voce, o dal canto dell\u2019antifona, avrebbe potuto essere conservato e sviluppato ed avrebbe forse giovato oggi a smorzare un certo stile celebrativo diffuso alquanto clericale.<\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<\/ol>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\">\n<ol>\n<ol start=\"2\" type=\"a\">\n<li>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Per quanto l\u2019inversione dell\u2019orientamento celebrativo (e l\u2019introduzione dell\u2019idea di celebrare \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>versus populum\u201d<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">) non sia elemento vincolante della riforma<\/span><sup><span style=\"font-size: medium\"><a href=\"#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/sup><span style=\"font-size: medium\">, le norme applicative (vedansi le norme CEI<\/span><sup><span style=\"font-size: medium\"><a href=\"#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\"><sup>6<\/sup><\/a><\/span><\/sup><span style=\"font-size: medium\">) ve lo hanno incluso, tanto che nel sentito elementare si sogliono identificare i due riti in base alla posizione del celebrante all\u2019altare. Non entro nell\u2019ampia discussione in merito. Mi limito a riportare un\u2019acuta osservazione di L. Bouyer<\/span><sup><span style=\"font-size: medium\"><a href=\"#sdfootnote7sym\" name=\"sdfootnote7anc\"><sup>7<\/sup><\/a><\/span><\/sup><span style=\"font-size: medium\"> per cui l\u2019esigenza di \u201cfar vedere ai fedeli\u201d quello che accade sull\u2019altare (cos\u00ec lo si \u00e8 recepito) tradisce il presupposto implicito che essi debbano vedere, a mo\u2019 di spettatori, quello che l\u2019unico attore fa davanti a loro e per loro. Tale scelta ha sorretto una ermeneutica della celebrazione (e pure un certo stile architettonico) in tal senso, palco e platea, conferenziere ed ascoltatori, \u2026 da cui si fatica ad uscire. Gli spazi e i movimenti conformano lo spirito.<\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<\/ol>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\">\n<ol>\n<ol start=\"3\" type=\"a\">\n<li>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">A seguito del Suo post dello scorso anno sui riti del triduo pasquale pre-riforma di Pio XII, parlando con un confratello<\/span><sup><span style=\"font-size: medium\"><a href=\"#sdfootnote8sym\" name=\"sdfootnote8anc\"><sup>8<\/sup><\/a><\/span><\/sup><span style=\"font-size: medium\">, sono venuto a conoscenza della presenza, in quel rito, di un residuo che attestava una teologia della consacrazione pretomista e pretridentina. Al venerd\u00ec santo il presidente si comunicava anche da un calice di vino non consacrato in cui immetteva un frammento di ostia consacrata il giorno prima<\/span><sup><span style=\"font-size: medium\"><a href=\"#sdfootnote9sym\" name=\"sdfootnote9anc\"><sup>9<\/sup><\/a><\/span><\/sup><span style=\"font-size: medium\">. Tale gesto viene interpretato in modo da arginarne la portata \u2018eversiva\u2019, escludendo cio\u00e8 che il vino venisse in tal modo consacrato<\/span><sup><span style=\"font-size: medium\"><a href=\"#sdfootnote10sym\" name=\"sdfootnote10anc\"><sup>10<\/sup><\/a><\/span><\/sup><span style=\"font-size: medium\">. L\u2019atto rituale, per\u00f2 conservava una possibilit\u00e0 per la teologia sacramentaria, che la sua soppressione ha decisamente compromesso. Se in molte cose le riforme hanno aperto possibilit\u00e0 teologiche nuove, in altre cose (come in questa) hanno adeguato la prassi all\u2019ermeneutica teologica ufficiale (il tomismo). Operando nella direzione intellettualista di quegli anni per cui non tanto \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>legem credenti lex orandi statuat\u201d<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">, ma viceversa (secondo l\u2019esegesi fatta da Pio XII di questo adagio in <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Mediator Dei<\/i><\/span><sup><span style=\"font-size: medium\"><i><a href=\"#sdfootnote11sym\" name=\"sdfootnote11anc\"><sup>11<\/sup><\/a><\/i><\/span><\/sup><span style=\"font-size: medium\">). Una certa cautela pi\u00f9 conservativa, forse avrebbe permesso di tenere aperte porte che ora risultano murate.<\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<\/ol>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\">\n<ol start=\"3\">\n<li>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Una considerazione invece sul livello pi\u00f9 giuridico della riforma. Mi sembra storicamente vera l\u2019osservazione di Ratzinger per cui la riforma di Pio V \u2013 almeno nella norma<\/span><sup><span style=\"font-size: medium\"><a href=\"#sdfootnote12sym\" name=\"sdfootnote12anc\"><sup>12<\/sup><\/a><\/span><\/sup><span style=\"font-size: medium\">\u2013 lasciava un maggiore spazio di autonomia alle chiese rispetto alla riforma del 1969. Forse <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>de facto<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> la possibilit\u00e0 concessa da Pio V rimase ampiamente lettera morta perch\u00e8 gran parte dell\u2019orbe latino per vari motivi si adatt\u00f2 al centralismo romano<\/span><sup><span style=\"font-size: medium\"><a href=\"#sdfootnote13sym\" name=\"sdfootnote13anc\"><sup>13<\/sup><\/a><\/span><\/sup><span style=\"font-size: medium\">. Per\u00f2 ci\u00f2 non toglie che tale centralismo liturgico romano abbia trovato una forte sanzione anche <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>de iure<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> con la costituzione apostolica che promulgava il messale del 1969. Si muove spesso l\u2019accusa (non infondata) di un certo qual incremento del centralismo romano nel periodo postconciliare, nonostante l\u2019ecclesiologia conciliare aprisse vie in altro senso. Forse ci si pu\u00f2 domandare se la normativa liturgica non possa essere storicamente letta anch\u2019essa dentro questo movimento?<\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\">\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Forse queste domande ed osservazioni peccano un poco di quel \u201crevisionismo\u201d storico che affetta la mia generazione, o i tempi presenti\u2026 per\u00f2 io credo che in questioni tanto sentite si possa e debba accettare una certa discussione, che al momento io non percepisco. Vedo una forte polarizzazione (pro\/contro\u2026) che impedisce di tagliare le questioni in modo meno netto.<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Da una parte la miopia di chi sostiene (contro ogni evidenza della realt\u00e0) che si debba \u201ctornare\u201d <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>tout court<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> a forme precedenti per salvare la fede! Dall\u2019altra chi fa della riforma liturgica postconciliare l\u2019ultima indiscutibile parola. Che sia un punto di non ritorno \u00e8 abbastanza chiaro (la chiesa ci si \u00e8 impegnata solennemente), ma ci\u00f2 non vuol dire fare dei suoi risultati il punto di arrivo insuperabile. Non comprendo la fortissima avversione al concetto di \u201criforma della riforma\u201d, se questo vuol dire prendere atto dell\u2019aggiustabilit\u00e0 di alcuni aspetti, della rivedibilit\u00e0 di talune scelte e della prosecuzione del lavoro. Anche facendo tesoro di forme che sono state messe da parte, tornando a riconoscerne i potenziali sopiti. <\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\">\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Mi permetta una similitudine: negli stessi anni della riforma liturgica, nelle campagne del nord Italia si cominciava ad uscire dalla miseria e a sperimentare i benefici del boom economico. Molti della generazione dei miei bisnonni e nonni, forse per lasciarsi dietro anni duri, buttarono o vendettero un patrimonio di beni con cui avevano vissuto sino ad allora (mobili, case\u2026) per entrare con cose nuove, pratiche, funzionali, in uno stile di vita nuovo, certo pi\u00f9 vivibile. <\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Oggi i nipoti, che mettono su casa, vanno da antiquari e a mercatini a cercare ci\u00f2 che i nonni hanno buttato\u2026 si possono custodire le conquiste dei nostri nonni, la vita pi\u00f9 vivibile che ci hanno procurato, anche andando a recuperare cose ai nostri occhi preziose e che per loro non avevano pi\u00f9 alcun valore?<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\">\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">La ringrazio per l\u2019attenzione dedicatami nel leggere questi fogli e per i suoi stimolanti contributi che tengono vivo il dialogo critico in tempi di polarizzazione e acriticit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\">\n<p lang=\"en-US\" align=\"right\"><span style=\"font-size: medium\">AugurandoLe buon proseguimento,<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"right\"><span style=\"font-size: medium\">d. Zeno Carra<\/span><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a><sup>\u0002<\/sup> Cf Z. Carra, <i>Hoc facite. Studio teologico-fondamentale sulla presenza eucaristica di Cristo<\/i>, Assisi 2018.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> <a href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a><sup>\u0002<\/sup>Cf \u00abhttps:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/autobiografia-di-summorum-pontificum-la-riforma-liturgica-incompresa\/\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a><sup>\u0002<\/sup> Cf A. Bugnini, <i>La riforma liturgica (1948-1975)<\/i>, Roma 1983, 78: \u201cTerreno, piani, strutture, operai: tutto era ormai pronto. Non c\u2019era che da cominciare a costruire\u201d; parlando poi delle varie proposte ed osservazioni in merito al nuovo rito della messa: \u201cAl costruttore fu lasciato il compito di selezionare e scegliere nel coacervo di materiali ammassati e procedere con estrema oculatezza per edificare la casa della preghiera\u201d: <i>ibidem<\/i>, 351.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a><sup>\u0002<\/sup> E senza induguare in dietrologie e complottismi di nessuna utilit\u00e0 al dialogo, come quelli che tentarono di screditare la riforma gettando fango sui suoi autori: cf A. Bugnini, <i>La riforma liturgica<\/i>, 98-105.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a><sup>\u0002<\/sup> Mi rifaccio in questo all\u2019interpretazione delle norme vigenti sostenuta in U. M. Lang, <i>Rivolti al Signore. L\u2019orientamento nella preghiera liturgica<\/i>, Siena 2006.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\">\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\">6<\/a><sup>\u0002<\/sup> Conferenza Episcopale Italiana, <i>L&#8217;adeguamento delle chiese secondo la riforma liturgica<\/i>, 1996, nn. 16-17.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote7\">\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote7anc\" name=\"sdfootnote7sym\">7<\/a><sup>\u0002<\/sup> Cf <i>Architettura e liturgia, <\/i>Magnano 2007<sup>2<\/sup>, 39-53.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote8\">\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote8anc\" name=\"sdfootnote8sym\">8<\/a><sup>\u0002<\/sup> Padre Aleksander Iwaszczonek C. R., che ringrazio per l\u2019informazione.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote9\">\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote9anc\" name=\"sdfootnote9sym\">9<\/a><sup>\u0002<\/sup> Cf <i>Missale Romanum. Editio princeps<\/i>, 1570 (ed. anastatica a cura di M. Sodi \u2013 A. M. Triacca, Citt\u00e0 del Vaticano 2012, nn. 1258-1270: pagg. 251-253).<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote10\">\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote10anc\" name=\"sdfootnote10sym\">10<\/a><sup>\u0002<\/sup> Cf la sezione sulla riforma dei riti del venerd\u00ec santo in: \u00abhttp:\/\/disputationes-theologicae.blogspot.com\/2010\/03\/la-riforma-della-settimana-santa-negli.html\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote11\">\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote11anc\" name=\"sdfootnote11sym\">11<\/a><sup>\u0002<\/sup> <i>Acta Apostolicae Sedis<\/i> 39, 538-541.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote12\">\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote12anc\" name=\"sdfootnote12sym\">12<\/a><sup>\u0002<\/sup> Cf Pius V, <i>Quo primum tempore<\/i>, 4-5.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote13\">\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote13anc\" name=\"sdfootnote13sym\">13<\/a><sup>\u0002<\/sup> Cf S. Rosso, <i>Un popolo di sacerdoti. Saggio di liturgia fondamentale<\/i>, Roma 1999, 232-236.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una cosa buona \u00e8 che si possa dialogare, con calma e con chiarezza, di cose teologiche e liturgiche. Gi\u00e0 altre volte \u00e8 accaduto su questo blog e sempre \u00e8 stato molto utile. Ho ricevuto da&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13477"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13477"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13477\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13479,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13477\/revisions\/13479"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13477"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13477"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13477"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}