{"id":13475,"date":"2019-02-27T08:51:49","date_gmt":"2019-02-27T07:51:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13475"},"modified":"2019-02-27T08:51:49","modified_gmt":"2019-02-27T07:51:49","slug":"uno-che-non-ci-seguiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/uno-che-non-ci-seguiva\/","title":{"rendered":"\u00abUno che non ci seguiva\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><b>Mercoled\u00ec della VII Settimana del Tempo ordinario<\/b><\/p>\n<p>Mc 9,38-40<\/p>\n<p>Siamo in una sezione del Vangelo di Marco dove al centro sta il rapporto tra Ges\u00f9 e la Comunit\u00e0 dei suoi discepoli. Nell&#8217;episodio precedente infatti, subito dopo il secondo racconto della passione, i discepoli di Ges\u00f9 discutevano tra loro su chi fosse il pi\u00f9 grande (Mc 9,33-37). Un\u2019occasione per Ges\u00f9 di educare i suoi discepoli, duri a comprendere, sul senso della sua missione e della sequela.<\/p>\n<p>L\u2019episodio di Mc 9,38-40 si collega direttamente a questo contesto, sottolineando ancora una volta, anche dopo i ripetuti insegnamenti di Ges\u00f9, l\u2019incomprensione dei suoi discepoli, della cerchia pi\u00f9 ristretta di coloro che lo seguono. Qui il tema si sposta al rapporto tra la cerchia dei discepoli di Ges\u00f9 e colo che invece non ne fanno parte. Tuttavia questo porta a fare una ulteriore riflessione sulla sequela in quanto tale e sul rapporto dei discepoli con Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Il racconto, che ha come protagonista Giovanni, uno dei figli di Zebedeo, entrambi coinvolti poco pi\u00f9 avanti in un altro episodio (Mc 10,30-45), sembra seguire il racconto di Nm 11,24-30, dove lo spirito di Mos\u00e8 viene effuso su settanta anziani di Israele, compresi Eldad e Medad, che erano rimasti nell&#8217;accampamento e non si trovavano quindi insieme agli altri. Anch&#8217;essi, pur non essendo insieme a Mos\u00e8 presso la tenda del convegno, cominciarono a profetizzare. Di fronte a questo fatto, Giosu\u00e8, suo servitore, dice a Mos\u00e8: \u00abMos\u00e8, mio signore, impediscili!\u00bb (Nm 11,28). Mos\u00e8 allora risponde: \u00abSei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo spirito!\u00bb (Nm 11,29).<\/p>\n<p>Nel brano di Marco avviene un fatto simile. Giovanni riferisce a Ges\u00f9 che i discepoli hanno tentato di impedire ad un tale di scacciare i demoni nel nome di Ges\u00f9 pur non essendo della cerchia dei discepoli. Nelle parole del discepolo c\u2019\u00e8 la chiave interpretativa fondamentale del brano. Giovanni infatti non dice che quell\u2019esorcista non autorizzato non seguiva Ges\u00f9 &#8211; \u00abnon ti seguiva\u00bb &#8211; bens\u00ec \u00abnon ci seguiva\u00bb. Non seguiva quindi il gruppo dei discepoli, dei Dodici. Per Giovanni la discriminante per essere ammessi o no a scacciare i demoni nel nome di Ges\u00f9 non sta unicamente nella relazione con lui, ma nell\u2019appartenenza al gruppo dei suoi discepoli.<\/p>\n<p>Il brano, che non vuole certamente mettere in dubbio l\u2019importanza della comunit\u00e0 per entrare in relazione con Ges\u00f9 \u2013 non \u00e8 questa la sua intenzione \u2013 vuole mettere per\u00f2 in guardia i discepoli dal rischio di mettere al centro l\u2019apparenza al loro gruppo, pi\u00f9 che l\u2019adesione a Ges\u00f9. I discepoli sono tentati di porre confini allo spirito \u2013 proprio come nel caso del libro dei Numeri \u2013 che non spetta loro stabilire. Nella preoccupazione di Giovanni emerge pi\u00f9 la paura che qualcuno \u00abrubi\u00bb il mestiere ai discepoli di Ges\u00f9, della gioia nel riconoscere che il regno fiorisce in modo inaspettato e che il potere del male viene sconfitto nel nome di Ges\u00f9. Giovanni traccia dei confini netti tra chi \u00e8 dentro e chi \u00e8 fuori.<\/p>\n<p>Nel Vangelo di Marco c\u2019\u00e8 anche un po\u2019 di ironia. Poco prima infatti, dopo l\u2019episodio della trasfigurazione, nel racconto dell\u2019epilettico indemoniano (Mc 9,14-29) i discepoli di Ges\u00f9 erano riusciti a guarire il ragazzo e il padre dice a Ges\u00f9: \u00abHo detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti\u00bb (Mc 9,18). Su questo sfondo lo sdegno di Giovanni appare ancora pi\u00f9 evidente e si potrebbe esprimere in questo modo: \u00abnoi discepoli non siamo riusciti a scacciare un demonio, mentre uno che non sappiamo nemmeno chi sia va in giro scacciando demoni nel tuo nome?\u00bb.<\/p>\n<p>Ma nelle parole di Ges\u00f9 emerge una prospettiva molto diversa. Egli non innalza muri, non crea barriere, non traccia confini. Ges\u00f9 invita i suoi discepoli a lasciare che sia lo Spirito a disegnare i confini del regno di Dio. Non ci sono monopoli n\u00e9 esclusive da difendere. Non si pu\u00f2 agire nel nome di Ges\u00f9 ed essere contemporaneamente contrari ai suoi discepoli autentici. Anche Paolo afferma: \u00abnessuno pu\u00f2 dire: \u00abGes\u00f9 \u00e8 Signore!\u00bb, se non sotto l\u2019azione dello Spirito Santo\u00bb (1Cor 12,3).<\/p>\n<p>Questo brano che sembra riguardare il rapporto tra i discepoli di Ges\u00f9 e chi sta fuori dal loro gruppo, in realt\u00e0 tocca proprio il rapporto con il loro Signore e Maestro. Essi devono imparare che prima di ogni cosa, senza escludere l\u2019importanza della comunit\u00e0, viene l\u2019adesione a Dio e alla sua Parola. Non viene prima l\u2019adesione ad un gruppo, ma l\u2019adesione stessa al gruppo trae significato dall&#8217;adesione a Ges\u00f9, nell&#8217;apertura del cuore alla imprevedibilit\u00e0 del regno di Dio.<\/p>\n<p align=\"right\">Matteo Ferrari, monaco di Camaldoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mercoled\u00ec della VII Settimana del Tempo ordinario Mc 9,38-40 Siamo in una sezione del Vangelo di Marco dove al centro sta il rapporto tra Ges\u00f9 e la Comunit\u00e0 dei suoi discepoli. 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