{"id":13450,"date":"2019-02-18T10:34:26","date_gmt":"2019-02-18T09:34:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13450"},"modified":"2019-02-18T10:36:53","modified_gmt":"2019-02-18T09:36:53","slug":"h-u-von-balthasar-e-la-fine-del-vetus-ordo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/h-u-von-balthasar-e-la-fine-del-vetus-ordo\/","title":{"rendered":"H. U. von Balthasar e la fine del Vetus Ordo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/piccolaguida.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-13451\" alt=\"piccolaguida\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/piccolaguida.jpg\" width=\"174\" height=\"289\" \/><\/a><\/p>\n<p>In un testo di quasi 40 anni fa, H. U. Von Balthasar esaminava, con grande lucidit\u00e0, i destini del Vetus Ordo. Era chiaro, per lui, gi\u00e0 40 anni fa, che quella &#8220;forma&#8221; del rito romano fosse stata superata dalla riforma liturgica, in modo definitivo. Vorrei qui riportare le pagine fondamentali di quel testo, alle quali intendo aggiungere solo alcune considerazioni rivolte alla attualit\u00e0 ecclesiale. Riporto dunque anzitutto il testo, tratto\u00a0da H.-U. Von Balthasar,\u00a0<i>Piccola guida per i cristiani<\/i>, Milano, Jaca Book, 1986 (ed. orig. 1980), 111-114, di cui sottolineo\u00a0<strong><em>in neretto<\/em><\/strong>\u00a0le parti pi\u00f9 significative\u00a0:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>\u00abDa non molto&#8230; la protesta si leva da quei gruppi che si sono appartati a destra, e si leva\u00a0<strong><i>parte in franca opposizione all&#8217;ultimo concilio in nome della tradizione antecedente, parte restando ai margini della Chiesa e appoggiandosi dove pu\u00f2: sugli evidenti errori dei progressisti, sul mantenimento delle vecchie forme di liturgia e di piet\u00e0<\/i><\/strong>, e, non da ultimo, su numerose rivelazioni private, siano esse riconosciute dalla Chiesa ufficiale o non lo siano (come il pi\u00f9 delle volte). [&#8230;]<\/p>\n<p>L&#8217;altalenare fra questi due estremi &#8211; attaccamento ostinato a vecchie forme e umile implorazione al volere del cielo &#8211; rivela una mancanza di centralit\u00e0 e di equilibrio. Si sottolinea l&#8217;<i>ecclesia apostolica e sancta<\/i>, ma il gruppuscolo protestatario vuol essere al tempo stesso l&#8217;<i>una<\/i>, ed \u00e8 impossibile, e la\u00a0<i>catholica<\/i>, che per natura sua non pu\u00f2 consistere in un&#8217;opposizione. Ci\u00f2 che pi\u00f9 inquieta, nella situazione della Chiesa odierna, \u00e8 questo: all&#8217;ala sinistra, alquanto caotica ma forte in fatto di\u00a0<i>media<\/i>, si contrappone <strong><em>a destra una quantit\u00e0 di formazioni certo zelanti ma pi\u00f9 o meno introverse, quasi settarie, che naturalmente avanzano tutte la pretesa di essere loro il centro, mentre di fatto impediscono che ne prenda corpo uno che stia al di sopra di esse e rappresenti vivamente la viva tradizione<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Prende o d\u00e0 scandalo, come ebbe a sentenziare Guardini, <strong><em>chi pretende di aver ragione adducendo argomenti \u00abpenultimi\u00bb, cio\u00e8 non perentori<\/em>. Simili <em>ragioni penultime<\/em> sono in questo caso <em>il clamoroso abuso del nuovo\u00a0Ordo\u00a0liturgico da parte di un gran numero di ecclesiastici, mentre la ragione ultima parla, nonostante tutto, per la Chiesa del Concilio e contro i tradizionalisti<\/em><\/strong>.<strong>\u00a0<i>La S. Messa aveva urgente bisogno del rinnovamento, soprattutto di quell&#8217;attuosa partecipazione di tutti i fedeli all&#8217;azione sacra che nei primi secoli era qualcosa di assolutamente pacifico<\/i><\/strong>. Tutt&#8217;al pi\u00f9- come hanno ribadito P. Louis Bouyer e anche il cardinale Ratrzinger &#8212; si sarebbe potuto tollerare ancora per un determinato tempo la vecchia messa preconciliare (nella quale, dai tempi di Pio V, sono state apportate a pi\u00f9 riprese numerose e sostanziali modificazioni);\u00a0<strong><i>a poco a poco questa messa avrebbe finito per estinguersi organicamente<\/i>.<\/strong> Quel che, inoltre, i tradizionalisti non considerano, \u00e8 che quasi tutto il \u00abnuovo\u00bb inserito nel messale di Paolo VI deriva dalle pi\u00f9 antiche tradizioni liturgiche, che il suo pezzo forte, il Canone Romano, \u00e8 rimasto immutato, che il ricevere l&#8217;ostia nelle mani e in piedi \u00e8 stato abituale fino al IX secolo e dei padri della Chiesa ci testimoniano che i fedeli si toccavano devotamente occhi e orecchie coll&#8217;ostia prima di consumarla. Non dovremmo dimenticare, dice Ratzinger, , \u00abche impure sono non le sole nostre mani, ma anche le nostre lingue\u00bb &#8212; Giacomo dice che la lingua \u00e8 il nostro membro pi\u00f9 peccaminoso (Gc 3, 2-12) &#8212; \u00abe anche il nostro cuore&#8230; Il massimo rischio e nel contempo la massima espressione della misericorde bont\u00e0 di Dio \u00e8 che sia lecito toccare Dio non solo con le mani e la lingua, ma anche con il cuore\u00bb (J. Ratzinger,\u00a0<i>Eucharistie &#8212; Mitte del Kirche. Vier Predigten<\/i>, Muenchen, Erich Wewel, 1978, 45) .<\/p>\n<p><strong><em>Il tradizionalismo si appoggia a forme non basate su di una teologia e una filosofia vive e che gi\u00e0 per questo non possono rivendicare una validit\u00e0 oggi persuasiva.<\/em> <\/strong>Ovviamente la situazione varia a seconda delle regioni; altro \u00e8 che in un certo paese interi ambienti si appartino rabbiosamente e pubblichino i loro fogli, altro \u00e8 che in un cert&#8217;altro manipoli di laici generosi ingaggino una battaglia col clero progressista, costituendo gruppi di preghiera intensiva, sostenendo case di esercizi spirituali con un ampio raggio di influenza, pubblicando volantini realmente edificanti. Qui lo spirito genuino ha una chance di vincere il Golia di una lettera possentemente organizzata in entit\u00e0 burocratica. Qui la cosiddetta \u00abdestra\u00bb si avvicina a quel centro che \u00e8 l&#8217;unico da cui possa promanare l&#8217;auspicato rinnovamento conciliare e sul quale possa edificarsi una teologia aperta sia a una rivelazione non sminuita sia alle necessit\u00e0 dell&#8217;ora: il centro che solo &#8212; al di sopra di destre e sinistre, divenute incapaci di dialogo &#8212; \u00e8 in grado di conferire nuova forza anche fra gli uomini alla Parola di Dio\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>La singolarit\u00e0 dell&#8217;approccio di von Balthasar, che pure, come \u00e8 del tutto evidente, non pu\u00f2 essere considerato \u00abideologico\u00bb e in nessun modo &#8220;progressista&#8221;, non esita a formulare con grande chiarezza la necessit\u00e0 dell&#8217;atto riformatore, anzitutto per la S. Messa. Ora \u00e8 chiaro che, nel momento in cui si ammette a chiare lettere la necessit\u00e0 della Riforma, il rito precedente, quando anche continui a sussistere, pu\u00f2 esserlo solo per carit\u00e0, per prudenza pastorale, per contingente opportunit\u00e0, ma in vista della sua \u00absparizione\u00bb e per nulla secondo un parallelismo strutturale, che in tal caso si opporrebbe non solo alla tradizione, ma anzitutto al pi\u00f9 elementare buon senso. Questo a me sembra il punto su cui von Balthasar enuncia una verit\u00e0 antica e che oggi esige una rapida acquisizione non soltanto da parte della ufficialit\u00e0 ecclesiale, ma direi soprattutto in quella fascia di teologi e pastori che mostrano di essere diventati stranamente indulgenti con questa idea che accanto al rito riformato possa &#8220;strutturalmente convivere&#8221; il rito precedente.<\/p>\n<p>Se la autobografia ratzingeriana ci lascia pensare che la Riforma dovesse assumere carattere accessorio, considerando \u00abintoccabile\u00bb il rito tridentino nella versione del 1962 &#8211; e possiamo constatare quanto di autobiografico abbia in s\u00e9 anche &#8220;Summorum Pontificum&#8221; &#8211; viceversa la lettura balthasariana sente il bisogno di sottolineare con chiarezza la necessit\u00e0 insuperabile della Riforma, anche se pu\u00f2 ammettere un regime limitato e provvisorio di tutela della forma precedente del rito romano, che per\u00f2 riconosce &#8220;destinata ad estinguersi&#8221;. Se riascoltate attentamente a distanza di quasi 40 anni, le parole di von Balthasar indicano l&#8217;unica via possibile, per uscire da un imbarazzo sempre pi\u00f9 paralizzante:<\/p>\n<p>&#8211; la ripresa della Riforma Liturgica non pu\u00f2 procedere se non si lavora tutti su un unico rito;<\/p>\n<p>&#8211; l&#8217;accesso al rito precedente, destinato ad estinguersi, pu\u00f2 avvenire solo per condizioni eccezionali, sotto la vigilanza della autorit\u00e0 territoriale competente;<\/p>\n<p>&#8211; la &#8220;elaborazione&#8221; del nuovo rito, con tutte le correzioni e le promozioni necessarie, pu\u00f2 accadere su un &#8220;unico tavolo&#8221;: non esiste alcuna possibilit\u00e0 che due forme rituali, di cui una \u00e8 nata per emendare e sostituire l&#8217;altra, possano produrre altro che divisione, lacerazione e discordia.<\/p>\n<p>Proprio il profilo &#8220;conservatore&#8221; e, diremmo, orientato &#8220;a destra&#8221; di von Balthasar risulta al di sopra di ogni sospetto. Egli sapeva, gi\u00e0 40 anni fa, che il disegno di &#8220;parallelismi rituali strutturali&#8221; non era la rivincita ecclesiale del passato contro il futuro, ma il delirio settario su un passato ormai senza futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un testo di quasi 40 anni fa, H. U. Von Balthasar esaminava, con grande lucidit\u00e0, i destini del Vetus Ordo. Era chiaro, per lui, gi\u00e0 40 anni fa, che quella &#8220;forma&#8221; del rito romano&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13450"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13450"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13450\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13459,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13450\/revisions\/13459"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13450"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13450"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13450"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}