{"id":13445,"date":"2019-02-15T01:31:51","date_gmt":"2019-02-15T00:31:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13445"},"modified":"2019-02-15T08:49:25","modified_gmt":"2019-02-15T07:49:25","slug":"sulla-formazione-liturgica-senza-finzioni-una-teologia-responsabile-di-fronte-al-vetus-ordo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/sulla-formazione-liturgica-senza-finzioni-una-teologia-responsabile-di-fronte-al-vetus-ordo\/","title":{"rendered":"Sulla formazione liturgica, senza finzioni.  Una teologia responsabile di fronte al Vetus Ordo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DUE-PAPI-IN-VATICANO-7.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-10344\" alt=\"Rientro del Papa Emerito Benedetto XVI in Vaticano\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DUE-PAPI-IN-VATICANO-7-220x300.jpg\" width=\"220\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DUE-PAPI-IN-VATICANO-7-220x300.jpg 220w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DUE-PAPI-IN-VATICANO-7-751x1024.jpg 751w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DUE-PAPI-IN-VATICANO-7.jpg 1028w\" sizes=\"(max-width: 220px) 100vw, 220px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nel discorso che oggi papa Francesco ha tenuto alla Congregazione del culto, si legge nelle prime righe questa importante \u201cmemoria\u201d:<\/p>\n<pre>\u00a0\u201c<span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: xx-small\">Sono passati cinquant\u2019anni da quando, l\u20198 maggio 1969, San Paolo VI volle istituire l\u2019allora\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: xx-small\"><i>Congregatio pro Cultu Divino<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: xx-small\">, al fine di dare forma al rinnovamento voluto dal\u00a0Vaticano II. Si trattava di pubblicare i libri liturgici secondo i criteri e le decisioni dei Padri Conciliari, in vista di favorire, nel Popolo di Dio, la partecipazione \u201cattiva, consapevole e pia\u201d ai misteri di Cristo (cfr Cost.\u00a0<\/span><\/span><\/span><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: xx-small\"><i>Sacrosanctum Concilium<\/i><\/span><\/span><\/span><\/a><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: xx-small\">, 48). <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: xx-small\"><i>La tradizione orante della Chiesa aveva bisogno di espressioni rinnovate, senza perdere nulla della sua millenaria ricchezza, anzi riscoprendo i tesori delle origini<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: xx-small\">.<\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">\u201c<\/span><\/pre>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">In queste <\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">ultime <\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">parole, <\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">che ho evidenziate, <\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"> \u00e8 contenuta una \u201cevidenza dimenticata\u201d da parte di molti liturgisti, e anche di molti teologi. Vi si ricorda, infatti, che dopo il Concilio, per attuare disposizioni del Concilio stesso e favorire la \u201cpartecipazione attiva\u201d del popolo di Dio, \u201cla tradizione orante della Chiesa aveva bisogno di espressioni rinnovate\u201d, che non facevano perdere nulla, anzi restituivano tesori pi\u00f9 antichi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Se \u00e8 vera questa premessa, il lavoro di \u201cformazione\u201d di cui oggi ha bisogno la recezione di questa \u201cmemoria conciliare\u201d deve anzitutto mettere in chiaro questo elementare passaggio: la Congregazione del Culto accompagna autorevolmente quelle \u201cespressioni rinnovate\u201d di cui ha bisogno la tradizione orante della Chiesa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">La teologia dovrebbe aver acquisito da tempo questa evidenza. Il suo lavoro responsabile dovrebbe accompagnare la faticosa elaborazione di \u201cespressioni rinnovate\u201d, senza pi\u00f9 \u201cripiegarsi in un passato che non \u00e8 pi\u00f9\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Per favorire un lavoro di formazione ad una liturgia che \u00e8 \u201cvita che forma, non idea da apprendere\u201d, occorre mettere in chiaro, in modo deciso, un principio fondamentale. I nuovi riti, scaturiti dal serio lavoro successivo al Concilio Vaticano II, sono la correzione, l\u2019emendamento, la riforma dei riti precedenti. In altri termini, il Novus Ordo ha avuto la intenzione di sostituire il Vetus Ordo. Non si d\u00e0 alcuna possibilit\u00e0 di intendere vigenti contemporaneamente due riti, di cui il secondo \u00e8 nato proprio per correggere il precedente. <\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Poi saranno possibili eccezioni locali, ma la legge universale pu\u00f2 essere solo questa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Su questo, ripeto, anzitutto la teologia dovrebbe restare lucida e dare il suo contributo responsabile. Purtroppo, per\u00f2, ci sono teologi che su questo punto <\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">spesso <\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">sono generici, poco lucidi, esitanti e ambigui. E possono anche ipotizzare che sia facile, logico e coerente pensare ad una \u201cvigenza\u201d parallela, di NO e di VO.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Vorrei citare, ad es., un testo contenuto in un recente manuale sulla eucaristia, scritto da H. Hoping, nel quale, addirittura con tono ironico, si dice quanto segue:<\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: SimonciniGaramondStd, serif\"><span style=\"font-size: small\">Da parte di circoli sia tradizionalisti sia cattolico-liberali non di rado si <\/span><\/span><span style=\"font-family: SimonciniGaramondStd, serif\"><span style=\"font-size: small\">afferma l\u2019esistenza di una contrapposizione, in merito alla <\/span><\/span><span style=\"font-family: SimonciniGaramondStd-Italic, serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>lex credendi <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: SimonciniGaramondStd, serif\"><span style=\"font-size: small\">e <\/span><\/span><span style=\"font-family: SimonciniGaramondStd-Italic, serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>lex orandi<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: SimonciniGaramondStd, serif\"><span style=\"font-size: small\">, tra l\u2019antica e la nuova messa \u2013 contro la decisione di Benedetto XVI nella <\/span><\/span><span style=\"font-family: SimonciniGaramondStd-Italic, serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Summorum Pontificum<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: SimonciniGaramondStd, serif\"><span style=\"font-size: small\">. Qui si avvera il detto \u2018gli estremi si\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: SimonciniGaramondStd, serif\"><span style=\"font-size: small\">toccano\u2019\u201d <\/span><\/span><span style=\"font-family: SimonciniGaramondStd, serif\"><span style=\"font-size: small\">(H. Hoping, <\/span><\/span><span style=\"font-family: SimonciniGaramondStd, serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Il mio corpo dato per voi. Storia e teologia dell\u2019eucaristia<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: SimonciniGaramondStd, serif\"><span style=\"font-size: small\">, Brescia, Queriniana, 2016, 321)<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Qui \u00e8 evidente come Hoping utilizzi solo il criterio di autorit\u00e0 e di ironia, rinunciando al criterio di ragione e a fornire argomenti convincenti per sostenere la \u201ccompatibilit\u00e0\u201d tra NO e VO. In questo modo anche la teologia diventa irresponsabile e non aiuta la Chiesa a discernere il proprio compito. Non a caso lo stesso Hoping, a mio modo di vedere del tutto irresponsabilmente, inserisce nel suo manuale una presentazione parallela di NO e di VO, non come modelli storicamente in divenire, ma come possibilit\u00e0 contemporanee. Addirittura come possibilit\u00e0 alle quali \u201cformare\u201d contemporaneamente lo stesso studente o seminarista. Qui sta un errore logico e teologico irrimediabile, che il teologo ha il dovere di segnalare, se vuole unire il rispetto della autorit\u00e0 con il rispetto della ragione. Perch\u00e9, se si sostiene che il VO continua ad essere vigente, non si capisce perch\u00e9 mai la Chiesa, da 50 anni, si sia posta in gioco per \u201crinnovare la propria espressione liturgica\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">E\u2019 evidente che tra VO e NO non vi \u00e8 contraddizione, se li si considera diacronicamente: ci\u00f2 significa che in tempi diversi non vi \u00e8 contrasto tra il rito di Pio V e il rito di Paolo VI. Ma vi \u00e8 contraddizione se si pretende di considerare sincronicamente l\u2019uso contemporaneo dei due diversi ordines. Questo uso contemporaneo crea identit\u00e0 ecclesiali parallele, conflitti, incomprensioni, rotture e muri a non finire.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Su questo punto il lavoro liturgico di oggi e di domani non pu\u00f2 pi\u00f9 avere dubbi. E i teologi devono fare la loro parte, senza paura e con buoni argomenti. Se non si dice chiaramente questa verit\u00e0, se si giustifica l\u2019uso del VO non per ragioni eccezionali, ma magari solo per la \u201csciatteria delle nostre liturgie\u201d, si contraddice la volont\u00e0 del Concilio Vaticano II e il faticoso ma positivo lavoro di questi 50 anni di riforma liturgica. Perch\u00e9 la \u201cformazione liturgica\u201d diventi realmente \u201cforma di vita\u201d, occorre rimuovere definitivamente ogni possibile ambiguit\u00e0. Si pu\u00f2 lavorare comunitariamente e concordemente su un solo rito comune a tutti. Se si lascia universalmente aperta la \u201cfuga nel passato\u201d, si diventa irresponsabili, perch\u00e9 si lascer\u00e0 sempre il dubbio che il Concilio Vaticano II sia stato solo una parentesi e che la partecipazione del popolo di Dio alla liturgia sia una illusione o addirittura un abuso.<\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">La tradizione orante della Chiesa aveva bisogno di espressioni rinnovate\u201d. Queste parole di papa Francesco sono decisive. Dobbiamo ricordare queste \u201cnuove espressioni\u201d come una necessit\u00e0 inaggirabile, senza consentire a qualcuno di potersene dispensare, per ideologia o per comodit\u00e0. Potr\u00e0 essere concesso eccezionalmente a qualcuno, solo per ragioni speciali e solo dalla autorit\u00e0 territoriale competente. Ma non potr\u00e0 pi\u00f9 essere concepibile un \u201cduplex ordo\u201d universale a livello liturgico, nel quale sopravviva in vigore, universalmente, proprio quel rito che la riforma ha voluto superare, arricchire e riformare. Se questo problema non viene risolto, parlare di formazione liturgica rischier\u00e0 di diventare una espressione equivoca, come purtroppo gi\u00e0 avviene non solo su qualche manuale, ma anche in qualche diocesi, per la irresponsabilit\u00e0 e di teologi e di pastori.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel discorso che oggi papa Francesco ha tenuto alla Congregazione del culto, si legge nelle prime righe questa importante \u201cmemoria\u201d: \u00a0\u201cSono passati cinquant\u2019anni da quando, l\u20198 maggio 1969, San Paolo VI volle istituire l\u2019allora\u00a0Congregatio pro&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13445"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13445"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13445\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13449,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13445\/revisions\/13449"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13445"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13445"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13445"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}