{"id":13379,"date":"2019-01-30T14:46:02","date_gmt":"2019-01-30T13:46:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13379"},"modified":"2019-01-30T14:46:02","modified_gmt":"2019-01-30T13:46:02","slug":"la-vera-prudenza-il-ministero-e-i-suoi-travagli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-vera-prudenza-il-ministero-e-i-suoi-travagli\/","title":{"rendered":"La vera prudenza: il ministero e i suoi travagli"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/diaconato-femminile.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-12897\" alt=\"diaconato-femminile\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/diaconato-femminile-300x132.jpg\" width=\"300\" height=\"132\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/diaconato-femminile-300x132.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/diaconato-femminile.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Che cosa sia &#8220;prudenza&#8221;, nel campo del ministero ordinato, non sembra un dato acquisito. Anzi, forse i passaggi pi\u00f9 delicati, anche nella storia della Chiesa, sono quelli in cui non si pu\u00f2 dire con sicurezza che cosa sia veramente &#8220;prudente&#8221;. Da un lato, infatti, appare chiaro che sul piano dello studio e della ricerca, debbano esservi forme audaci di pensiero, che assumano il &#8220;cambio di paradigma&#8221; e la &#8220;rivoluzione culturale&#8221; di cui leggiamo in VG 1-6. Nello stesso tempo, la amministrazione e la pastorale sembrano inclinare, piuttosto, ad una prudenza difensiva, in cui prevalgono le poche certezze del passato piuttosto che le numerose incertezze del futuro. D&#8217;altra parte un elemento trapela, nella diversit\u00e0 dei problemi, come fondo comune. Cerco qui di arrivarci per gradi.<\/p>\n<p>a) <em>Le questioni brucianti<\/em><\/p>\n<p>Un elenco di questioni assillano ormai da decenni la identit\u00e0 ministeriale cattolica. Possiamo identificarli in questi tre:<\/p>\n<p>&#8211; Il criterio del &#8220;celibato&#8221; come garanzia di vocazione e di svolgimento del ministero;<\/p>\n<p>&#8211; Un ministero ecclesiale che possa essere attribuito e riconosciuto anche a soggetti di sesso femminile;<\/p>\n<p>&#8211; Il dramma di &#8220;abusi&#8221; di cui i ministri della Chiesa si sono resi e si rendono responsabili, in una mescolanza di &#8220;autorit\u00e0 distorta&#8221; e &#8220;sessualit\u00e0 perversa&#8221;.<\/p>\n<p>b) <em>Il movimento lento<\/em><\/p>\n<p>Come \u00e8 evidente, su ognuno di questi punti, qualcosa di importante \u00e8 gi\u00e0 avvenuto:<\/p>\n<p>&#8211; L&#8217;accesso al ministero ordinato di diaconi sposati ha introdotto nel &#8220;sistema ministeriale cattolico&#8221; una prima eccezione al celibato; addirittura si ipotizza di poter riconoscere a sposati un &#8220;munus sanctificandi&#8221;, ma non un munus regendi e docendi;<\/p>\n<p>&#8211; La maggiore attenzione al ruolo femminile ha introdotto alcuni soggetti femminili in ambiti di esercizio effettivo della autorit\u00e0 ecclesiale, anche se non ancora nel ministero ordinato; alle donne non si fa fatica a riconoscere un &#8220;munus docendi&#8221; o un &#8220;munus regendi&#8221;, ma non un &#8220;munus sanctificandi&#8221;;<\/p>\n<p>&#8211; La piaga degli abusi riguarda la Chiesa non tanto sul piano della sessualit\u00e0 &#8211; che ha in comune con altre forme di vita &#8211; ma sul piano della autorit\u00e0. E&#8217; la particolare affidabilit\u00e0 dei soggetti a rendere tanto grave e squalificante l&#8217;abuso. Su questo piano, nello scalfire la autorit\u00e0 intoccabile dell&#8217;ecclesiastico, la Chiesa ha gi\u00e0 fatto cose importanti.<\/p>\n<p>c) <em>Il punto cieco<\/em><\/p>\n<p>Tutti questi passaggi, tuttavia, non sono sufficienti. La &#8220;prudenza&#8221;, in questo caso, non consiste nello stare fermi, ma nel muoversi. Ora il movimento, se considera come possibile una certa &#8220;autonomia&#8221; tra i &#8220;munera&#8221; che caratterizzano il ministro, dovr\u00e0 quanto prima configurare forme di &#8220;formazione&#8221;, di &#8220;vocazione&#8221; e di &#8220;servizio&#8221; che articolino in modo nuovo e originale la sequela di Cristo in termini di annuncio, di governo e di culto. L&#8217;elemento comune, in questi tre ambiti, \u00e8 la differenza sessuale come luogo di mistero e di autorit\u00e0. Proviamo a considerarla sui tre livelli pi\u00f9 problematici.<\/p>\n<p>&#8211; Il ministro della Chiesa pu\u00f2 essere sposato? La risposta \u00e8 differenziata per il diaconato, per il presbiterato e per l&#8217;episcopato. Qui vi \u00e8 una lunga tradizione, occidentale e orientale, che conosce diverse soluzioni. Prudenza vuole che non si improvvisi; ma prudenza vuole anche che non si resti fermi. Uscire da una disciplina che viene percepita come una dottrina \u00e8 un compito urgente. Ripeto: \u00e8 pi\u00f9 prudente muoversi che restare fermi;<\/p>\n<p>&#8211; Il ministro della Chiesa pu\u00f2 essere di sesso femminile? La risposta non \u00e8 chiusa. Lo spazio per una &#8220;ordinazione diaconale&#8221; di candidati di sesso femminile \u00e8 una via percorribile, purch\u00e9 non si ritenga che il principio della differenza sessuale sia portatore di una differenza di autorit\u00e0. In questo passaggio, anche sulla base dei precedenti storici, ma con la coscienza della diversit\u00e0 culturale ed ecclesiale dei tempi moderni, una decisa iniziativa di apertura \u00e8 l&#8217;unica forma di vera prudenza. Una prudenza attendista e diffidente rischia di apparire come la forma pi\u00f9 pericolosa di imprudenza, quasi come una sventatezza;<\/p>\n<p>&#8211; Sugli abusi pesano, inevitabilmente, diversi fattori. Non vorrei che si trascurasse come, sul problema di comportamenti umanamente ed ecclesialmente distorti, che ledono gravemente i terzi minori, pesino sicuramente rappresentazioni rigide sia del celibato, sia del mondo femminile. Nessuno pu\u00f2 trovare qui automatismi, ma neppure pu\u00f2 evitare correlazioni. Non credo che si possa davvero affrontare la questione ecclesiale degli abusi se non si produce contemporaneamente una visione pi\u00f9 equilibrata e personale del celibato e un riconoscimento pi\u00f9 limpido e onesto della autorit\u00e0 femminile.\u00a0Tutto questo \u00e8 collegato. Guai ad affrontarlo per compartimenti stagni.<\/p>\n<p>Prudenza, dunque. Come avviene in quegli incroci della storia, nei quali, per non restare imbottigliati e bloccati nella propria marcia, la forma di prudenza pi\u00f9 consigliabile \u00e8 quella di schiacciare, risolutamente, sul pedale dell&#8217;acceleratore. Scriteriato sarebbe solo ostinarsi a frenare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa sia &#8220;prudenza&#8221;, nel campo del ministero ordinato, non sembra un dato acquisito. 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