{"id":13342,"date":"2019-01-12T17:24:52","date_gmt":"2019-01-12T16:24:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13342"},"modified":"2019-01-12T17:24:52","modified_gmt":"2019-01-12T16:24:52","slug":"libera-nos-a-malo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/libera-nos-a-malo\/","title":{"rendered":"Libera nos a Malo"},"content":{"rendered":"<p>Il 12 settembre 2018 il Parlamento Europeo ha aperto una procedura di sanzione in 69 punti contro l\u2019Ungheria per ripetuti attentati allo stato di diritto (448 si, 48 astenuti, 197 no con Lega e FI).<br \/>\nIl 12 dicembre \u00abcaos nel Parlamento ungherese che ha approvato le modifiche al codice del lavoro proposte dal premier conservatore Viktor Orban. La norma \u00e8 stata definita dai critici una \u201clegge schiavista\u201d\u00bb. \u00ab\u201cDobbiamo rimuovere la burocrazia in modo che chi vuole lavorare e guadagnare di pi\u00f9 lo possa fare\u201d, ha detto Orban\u00bb. \u00abSecondo i pi\u00f9 critici sarebbero le compagnie tedesche di automotive ad aver fatto pressioni per le modifiche per supplire alla mancanza di forza lavoro\u00bb [<em>askanews<\/em>, Budapest, 12 dic. 18, 14:48, \u00abUngheria, caos in Parlamento per nuova contestata legge lavoro. Aumenta le ore di lavoro, critici: legge schiavista\u00bb]. \u00abDi fatto d\u00e0 la stura a un forte aumento delle ore di straordinario (fino a 400 all\u2019anno, contro le 250 massimo previste ora) che i datori di lavoro potranno chiedere ai dipendenti, ma che \u00e8 molto permissiva sui termini del pagamento delle ore lavorate in pi\u00f9, prolungando il tempo che le aziende hanno per pagare da un anno, come \u00e8 oggi, fino a tre anni. La nuova legge lascia anche le trattative sul lavoro straordinario agli individui e ai loro datori di lavoro, scavalcando e rendendo obsoleti i sindacati\u00bb. \u00abUn recente sondaggio condotto dall\u2019agenzia politica di think tank di Budapest ha rilevato che l\u201983 per cento degli ungheresi si oppone alla legge e migliaia di persone hanno protestato contro il progetto di legge a Budapest sabato\u00bb [Luciana Grosso, \u00abL\u2019Ungheria di Orban si prepara a varare la \u2018Legge sulla Schiavit\u00f9\u2019: straordinari selvaggi e pagati a 3 anni\u00bb, <em>Businnes insider Italia<\/em>, 12\/12\/2018 8:45:32].<br \/>\nEcco perch\u00e9 \u00abcirca 500 media, nazionali e locali, tutti filo-governativi, saranno raggruppati in un consorzio che si pone l\u2019obiettivo di \u201cvegliare sulla tutela dei valori nazionali\u201d, come mette nero su bianco un comunicato. I proprietari di decine di societ\u00e0 editrici a cui fanno capo i diversi media interessati \u2013 quotidiani, siti internet, riviste, canali tv e radio \u2013 hanno annunciato che \u201cdoneranno\u201d le loro testate a una organizzazione senza scopo di lucro, la \u201cFondazione della stampa e dei media dell\u2019Europa centrale\u201d (CEPMF) creata lo scorso agosto\u00bb. \u00ab\u201c\u00c8 senza precedenti nell\u2019Unione europea\u201d, ha commentato Gabor Polyak, analista del gruppo Mertek Media Monitor. \u201cFarlo in modo cos\u00ec palese \u00e8 un messaggio diretto all\u2019Europa, per far sapere che le forze governative possono permettersi di tutto\u201d, ha sottolineato\u00bb. \u00ab\u201cL\u2019aspetto pi\u00f9 importante \u00e8 quello simbolico\u201d, sostiene Zse\u00f2yke Csaky, direttore della ricerca di Freedom House per l\u2019Europa e l\u2019Eurasia. Il panorama mediatico ungherese \u201ccomincia a somigliare ai media statali ai tempi del comunismo, con simile livello di controllo e consolidamento\u201d\u00bb [<em>askanews<\/em>, \u00abUngheria, nasce un mega-conglomerato di media pro-Orban\u00bb, 30\/12\/2018, 14:05].<br \/>\nOrban importa in Europa il neoliberismo forgiato nel Cile di Pinochet.<br \/>\n\u00abCome molti neoliberali della Mont Pelerin Society avevano argomentato, lo stato doveva svolgere un ruolo centrale nel forgiare una societ\u00e0 di mercato. In questo caso fu lo stato a agire come apparato repressivo attuando riforme guidate dal mercato senza il consenso dei cittadini\u00bb. \u00abFu l\u2019esperimento cileno a consentire agli economisti e agli strateghi neoliberali di volgere la loro attenzione al fulcro del mondo sviluppato. L\u2019elezione di Thatcher e Reagan mostr\u00f2 esperienze diverse dei principi del neoliberismo. In entrambi fu evidente l\u2019impegno in una forma di populismo che forn\u00ec la base per una nuova forma di mentalit\u00e0 diffusa\u00bb [Owen Worth, <em>Rethinking Hegemony<\/em>, Palgrave Mcmillan 2015, p. 92]. \u00abPerci\u00f2 si pu\u00f2 capire come un analogo populismo strumentalizzato dall\u2019estrema destra possa esser parte della struttura stessa del neoliberismo\u00bb [p. 157], perch\u00e9 \u00able varie forme di blocchi regionali venuti in risalto dalla fine della Guerra Fredda di per s\u00e9 non facilitano n\u00e9 ostacolano il neoliberismo. Sono invece istituzioni che possono essere usate per una molteplicit\u00e0 di scopi e hanno il potenziale di integrare, gestire, limitare o respingere le pratiche egemoniche\u00bb. \u00abMentre l\u2019UE aveva definito il suo impegno a realizzare una Europa sociale, le azioni intraprese negli anni 1990 hanno rappresentato una netta svolta verso la consacrazione dei principi del libero mercato e, attraverso l\u2019euro, dei vincoli fiscali strettamente monetaristi\u00bb [p. 176].<br \/>\nNon \u00e8 sovranit\u00e0 fare da \u00abapparato repressivo attuando riforme guidate dal mercato senza il consenso dei cittadini\u00bb [Worth, cit.]. Perci\u00f2 \u00ab\u00e8 oggi divenuto pi\u00f9 che mai attuale e urgente l\u2019auspicio formulato da Hans Kelsen oltre settanta anni fa: \u201cil concetto di sovranit\u00e0, scriveva Kelsen a conclusione del suo celebre saggio sulla sovranit\u00e0 del 1920, \u201cdeve essere radicalmente rimosso. \u00c8 questa la rivoluzione della coscienza culturale di cui abbiamo per prima cosa bisogno\u00bb [Luigi Ferrajoli, <em>La sovranit\u00e0 nel mondo moderno<\/em>, Laterza 1997, pp. 9-10]. Tanto pi\u00f9 la sovranit\u00e0 degradata a sovranismo.<br \/>\n\u00abGli ecosistemi d\u2019innovazione, non le fabbriche, fanno l\u2019economia\u00bb, \u00abogni posto digitale ne induce da tre a cinque in servizi di prossimit\u00e0\u00bb. \u00abIl digitale vuole poco spazio, ma si concentra per accedere al mercato dei talenti e sfruttare la reciproca emulazione\u00bb nelle metropoli dell\u2019economia digitale dove \u00ab\u00e8 sempre pi\u00f9 difficile avere servizi di prossimit\u00e0, espulsi dai costi residenziali\u00bb [Nicolas Colin, \u00abUne politique du logement pour l\u2019\u00e8re num\u00e9rique\u00bb, <em>Le Monde \u00c9co&amp;Entreprise<\/em>, 17\/10\/2018, p. 1]. Inoltre, \u00abogni macchina dotata di intelligenza artificiale include\u00bb i \u00ab\u201clavoratori del clic\u201d spesso all\u2019altro capo del pianeta\u00bb, \u00abpersone (in carne e ossa) che raccolgono tutte le informazioni su Internet e reti sociali\u00bb, \u00ab\u201csgobbo\u201d che pu\u00f2 ben essere l\u2019avvenire del lavoro. E la progressione del digital labour, il ritorno al mondo precedente il salariato, un mondo subordinato non protetto\u00bb [Julie Clarini, \u00abLes petites mains de l\u2019intelligence artificielle\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 10\/01\/2019, p. 21]. Un mondo senza politica.<br \/>\n\u00abIn queste settimane il movimento dei \u201cgilets jaunes\u201d \u00e8 stato lo strano specchio del potere azionario. La moltitudine dei \u201cgilets jaunes\u201d agisce in modo virale, mai soddisfatta, elude e rifiuta l\u2019emergere in s\u00e9 d\u2019ogni rappresentanza, afferma il primato del breve termine (fine mese) sul lungo termine (fine del mondo) e la sua azione comporta danni collaterali. Moltitudine anonima, sfuggente, obbliga la politica a piegarsi in senso contrario a quello ora imposto dall\u2019azionariato\u00bb. \u00ab\u201cGilet jaune\u201d e investore del gregge esprimono regressione della politica e della razionalit\u00e0, dell\u2019etica della discussione\u00bb [R\u00e9mi Jardat, \u00abLes \u201cgilets jaunes\u201d, \u00e9trange miroir au pouvoir des investisseurs\u00bb, <em>Le Monde \u00c9co&amp;Entreprise<\/em>, 21\/12\/2018, p. 7]. Nemici\/complici contro \u00ablo Stato ormai troppo grande per le cose piccole e troppo piccolo per le cose grandi\u00bb [Ferrajoli, cit., p. 49]. Troppo grande per il lavoro digitale e troppo piccolo per tutelarlo, lo stato \u00e8 vittima di ci\u00f2 che \u00abosserviamo dopo la comparsa del Web: la sparizione degli algoritmi di compressione\u00bb. \u00abLa persona fittizia chiamata \u201cgilets jaunes\u201d \u00e8 solo un artefatto creato dagli algoritmi di compressione delle rivendicazioni, come \u201cdestra\u201d e \u201csinistra\u201d, anch\u2019essi algoritmi che comprimono le opinioni di ogni cittadino in un unico bit, ora obsoleto\u00bb. \u00abResta la necessit\u00e0 di pensare un modo di governare capace di interagire con ogni cittadino\u00bb [Gilles Dowek, \u00abL\u2019algorithme manquant des \u201cgilets jaunes\u201d\u00bb, <em>Le Monde \u00c9co&amp;Entreprise<\/em>, 09\/01\/2019, p. 1]. Il modo c\u2019\u00e8.<br \/>\n\u00abLa democrazia continua, che ha per spazio di riferimento la societ\u00e0, non pu\u00f2 fondarsi sul principio di sovranit\u00e0 che \u00e8 sempre stato ed \u00e8 tuttora lo strumento di legittimit\u00e0 del potere dello Stato sul suo popolo\u00bb [Dominique Rousseau, <em>radicaliser la d\u00e9mocratie. proposition pour une refondation<\/em>, Seuil 2015, p. 109]. \u00abIl \u201cnoi\u201d percepito nazionale, ora si percepisce mondiale\u00bb. \u00abAnche senza opporre il fatto che gli Stati oggi accompagnano pi\u00f9 che ostacolare il mercato, lo spazio-mondo \u00e8 politico: quale, dipender\u00e0 dalla capacit\u00e0 dei cittadini del mondo a coordinarsi e organizzarsi. Tra Stato e mercato c\u2019\u00e8 il diritto. Quello che fa l\u2019uomo cittadino del mondo e \u00e8 fatto dall\u2019uomo divenuto cittadino del mondo\u00bb [ivi, pp. 118 e 119]. Lo stiamo faticosamente costruendo in UE, erede dei diritti umani e sociali, per interporre il diritto tra noi e gli interessi di mercato che impongono, come in Ungheria, il franchising sovranista con i ponti di comando neoliberali, tra cui ora anche i family offices, il \u00ab6% del valore dei mercati azionari mondiali\u00bb. \u00abConseguenza e non causa\u00bb della sempre pi\u00f9 grave ineguaglianza, preoccupano perch\u00e9 \u00abpossono compromettere la stabilit\u00e0 del sistema finanziario\u00bb e \u00abesagerare il potere economico dei ricchi\u00bb, mentre \u00abi poteri di regolazione, di tesoreria e fiscali, principianti nel trattare coi family offices, devono assicurare il rispetto delle norme di insider trading, uguaglianza di trattamento e parit\u00e0 fiscale\u00bb [<em>The Economist<\/em>, \u00abHow the super-rich invest\u00bb, 15-21\/12\/2018, p. 13]. Di fatto, Patrick Artus rileva che \u00abdopo la crisi, la variabilit\u00e0 dei tassi a lungo termine \u00e8 diminuita perch\u00e9 l\u2019intervento delle banche centrali l\u2019ha stabilizzata. Perci\u00f2 i tassi di interesse a lungo termine sono sempre meno prezzi di mercato fissati da domanda e offerta, e sempre pi\u00f9 prezzi amministrati dalle banche centrali\u00bb. \u00abQuesta politica crea un\u2019alea morale che porta a eccessivi acquisti di obbligazioni, garantite dalle stesse banche centrali contro i rischi di variabilit\u00e0 di prezzo\u00bb [\u00abTaux d\u2019int\u00e9r\u00eat: une courbe d\u00e9sesp\u00e9r\u00e9ment plate\u00bb, <em>Le Monde \u00c9co&amp;Entreprise<\/em>, 18\/12\/ 2018, p. 1].<br \/>\n\u00c8 il <em>Denaro impazzito<\/em> di cui scrive Susan Strange: \u00abla mia preoccupazione non \u00e8 di natura tecnica \u2013 non riguarda l\u2019efficienza del sistema \u2013 ma sociale e politica, circa le possibili conseguenze per la gente comune a cui non \u00e8 mai stato chiesto se fosse disposta a giocarsi il lavoro, i risparmi e il reddito nel grande casin\u00f2 del capitalismo globale\u00bb [tr.it. Comunit\u00e0 1999, p. 5]. Hans-Peter Martin e Harald Schuman, redattori di Spiegel, \u00abdal loro punto di vista di Europei, non si limitano a considerare i pericoli insiti nel sistema, ma denunciano anche il fatto che quest\u2019ultimo ha gi\u00e0 intaccato le basi delle istituzioni democratiche e dello stato sociale per cui le generazioni passate hanno lottato cos\u00ec duramente\u00bb [ivi, p. 24]. Vecchia questione, nuovi protagonisti: noi.<br \/>\nOrban \u00e8 sovranista contro i migranti, nell\u2019Europa che in Kosovo ha gi\u00e0 ritrovato la via del genocidio, aperta dalla cancellazione giuridica di chi non vogliamo tra noi, come ora in Italia. Lo \u00e8 anche contro gli ungheresi lavoratori coatti pagati dopo anni in valuta debole. In UE abbiamo resistito meglio alla crisi del 2007, pi\u00f9 grave del 1929, per smarrirci poi nell\u2019austerit\u00e0 neoliberale. Finalmente, nelle ultime settimane abbiamo posto le basi di un bilancio e di un sistema fiscale comunitari. Per vivere meglio, in pace e operosamente, \u00e8 la sola via. Politica e democratica, perci\u00f2 odiata dai sovranisti.<\/p>\n<p><strong>Libera nos a Malo<\/strong>, scrive Luigi Meneghello, che vi nacque e dove \u00abin ci\u00f2 che concerne l\u2019intaresse, lo Stato si considerava quasi universalmente un estraneo importuno che ognuno aveva il diritto e poco meno il dovere di defraudare. Il rubare era riprovato dai pi\u00f9, ma nella sfera privata, furtiva, classica dei ladronecci notturni di galline, o dei furti dal cassetto d\u2019un negozio o d\u2019una credenza; invece l\u2019\u2018arrangiarsi\u2019 nei confronti di qualunque ente pubblico, o anche di enti impersonali, era molto diffuso; e piuttosto frequente era anche l\u2019arrangiarsi nei confronti di gruppi familiari estranei con cui si dividessero orti, cortili, magazzini, cantine, granai. Della prima forma di arrangiamento si parlava apertamente come di cosa naturale e sottintesa, e molti se ne vantavano; della seconda invece non solo non si parlava in pubblico, ma si negava anche l\u2019evidenza\u00bb. \u00ab\u2019Onesto\u2019 si diceva delle persone eccezionalmente corrette negli affari: se ne parlava come di cosa ammirevole e poco saggia, un lusso e una finezza di persone eccentriche, per lo pi\u00f9 signori che potevano permetterselo senza gravi conseguenze. L\u2019opposto di \u2018onesto\u2019 non \u00e8 \u2018disonesto\u2019, ma \u2018uno che tende i so intaressi\u2019. L\u2019equivalente paesano del \u2018disonesto\u2019 della lingua sarebbe \u2018un poco de b\u00f2n\u2019, ossia uno che compie imbrogli nelle sfere non consentite, e anche senza vera necessit\u00e0. Il ladro di galline non \u00e8 n\u00e9 onesto n\u00e9 disonesto, \u00e8 un ladro\u00bb. \u00abN\u00e9 le leggi dello stato n\u00e9 i precetti morali della religione avevano \u2013 nel modificare questo codice di condotta \u2013 la forza che aveva invece il senso del decoro (\u2018no sta ben\u2019), di ci\u00f2 che riscuote la sanzione della comunit\u00e0\u00bb [BUR 2006, pp. 104-5]. La nostra intelligenza politica \u00e8 antica, diffusa, ineducata. Dopo il Concilio della pace in terra e la nera notte delle bombe, divenuti cittadini europei contestiamo ora diritti\/doveri universali, \u2018per i nostri valori\u2019. Si vorrebbe potare l\u2019UE, di radici greco-ebraico-cristiane e non greco-romane, dei rami nuovi democratici a pro di autoritari rami secchi \u2018poco de b\u00f2n\u2019 neoliberali cui Orban procura caporali e braccianti. Alla comunit\u00e0 umana e al suo senso del decoro ci lega anche l\u2019\u2018intaresse\u2019, ma non di caporali\/braccianti del terzo millennio. A cinquant\u2019anni da piazza Fontana, ancora non ha dignit\u00e0 umana un \u00abmondo senza orizzonte sociale, proteso a un conflitto distruttivo, privo di qualsiasi polo relazionale. L\u2019unico bisogno \u00e8 la gerarchia, in una sfasata quanto ossessiva percezione di guerra\u00bb [Mirco Dondi, <em>12 dicembre 1969<\/em>, Laterza 2018, p. 7]. Il resto \u00e8 plebe. \u00abAldo Trinco, collaboratore di Franco Freda alla libreria Ezzelino, ha confessato nel 1972: \u201cSiamo stati noi, in fondo era plebe\u201d\u00bb [ivi, p. 120]. Allora come oggi, \u00abnon \u00e8 stato un atto di forza, ma una manifestazione di debolezza che ha mostrato l\u2019incapacit\u00e0 di dominare, nel quadro della democrazia, le agitazioni sociali\u00bb [ivi, p. 190]. N\u00e9 si pu\u00f2 millantare che a casa propria si fa ci\u00f2 che si vuole, specie nella nostra pignorata per debito dalla comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 12 settembre 2018 il Parlamento Europeo ha aperto una procedura di sanzione in 69 punti contro l\u2019Ungheria per ripetuti attentati allo stato di diritto (448 si, 48 astenuti, 197 no con Lega e FI)&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[51],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13342"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13342"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13342\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13344,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13342\/revisions\/13344"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13342"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13342"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13342"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}