{"id":13315,"date":"2018-12-10T10:54:25","date_gmt":"2018-12-10T09:54:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13315"},"modified":"2018-12-10T11:08:18","modified_gmt":"2018-12-10T10:08:18","slug":"amoris-laetitia-secondo-coco-interdetto-carpe-diem-e-memoria-della-famiglia-felice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/amoris-laetitia-secondo-coco-interdetto-carpe-diem-e-memoria-della-famiglia-felice\/","title":{"rendered":"&#8220;Amoris Laetitia&#8221; secondo \u201cCoco\u201d: interdetto, carpe diem e memoria della famiglia felice"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/coco.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-13316\" alt=\"coco\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/coco-212x300.jpg\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/coco-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/coco.jpg 679w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">Il dono di una collega teologa &#8211; un film di animazione, visto poi in famiglia &#8211; ha suscitato in me una serie di riflessioni che considero di un certo interesse. Il film \u00e8 \u201cCoco\u201d, della Walt Disney.<\/p>\n<p align=\"left\">La storia \u00e8 molto semplice, anche se presenta articolazioni e dettagli tutt\u2019altro che banali e che vale la pena recuperare con una certa precisione: il piccolo Miguel, 12enne, nel giorno dei morti, il 2 novembre, che in Messico \u00e8 sentito come \u201cgiorno di doni ai defunti e di riunione familiare tra vivi e defunti\u201d, fa esperienza bruciante dell\u2019interdetto della sua famiglia. Non pu\u00f2 suonare la chitarra, non pu\u00f2 fare n\u00e9 ascoltare musica. Questo interdetto musicale corrisponde, nelle immagini iniziali del film, ad un altro interdetto relazionale, legato alla vista e non all\u2019udito. Al \u201cculmen et fons\u201d delle \u201cimagines\u201d che compongono il \u201csacrario di famiglia\u201d sta una fotografia della \u201ccoppia di origine\u201d, i trisavoli, in cui alla madre (Imelda) e alla piccola figlia (Coco), raffigurate sorridenti, corrisponde un padre \u201csenza volto\u201d, la cui testa \u00e8 stata strappata via dalla fotografia. Ecco il secondo interdetto: al divieto della musica corrisponde il divieto di vedere e di riconoscere il \u201ctrisavolo\u201d. Nelle scene iniziali questi due interdetti sono paralleli e correlati. Si capisce anche la narrazione che li sostiene: il trisavolo era scappato e aveva abbandonato moglie e figlia per essere libero di cantare e suonare. Cos\u00ec, ora, <i>la <\/i><i>tradizione di <\/i><i>famiglia rifiuta la musica perch\u00e9 si \u00e8 sentita rifiutata dal musicista<\/i>. Dopo il rifiuto, la moglie ha iniziato a produrre scarpe: i Rivera sono calzolai e non musicisti. Questo deve valere anche per il giovane Miguel. E tutto ci\u00f2 avviene di fronte alla silenziosa presenza della vecchia Coco, l\u2019unica ad essere presente nelle \u201cimagines\u201d, ma ancora viva, con pi\u00f9 di 100 anni, quasi immobile ma non insensibile.<\/p>\n<p align=\"left\">Miguel si ribella all\u2019interdetto e disobbedisce. Coltiva una passione per la chitarra, ascolta in modo quasi ossessivo le canzoni del grande \u201cErnesto de la Cruz\u201d, e impara a suonare la chitarra. Ma di nascosto, nel chiuso di una soffitta, dove solo un cane, Dante, viene ammesso. Ma quando la decisione di infrangere l\u2019interdetto \u00e8 presa e il ragazzo decide di partecipare, contro il parere della famiglia, ad un concorso di chitarra, per un errore fa cadere la cornice con la fotografia \u201cmutilata\u201d del volto del trisavolo. E scopre, con sua grande sorpresa, che la fotografia, liberata dalla cornice, presenta una parte nascosta e ripiegata, dove appare, accanto all\u2019uomo senza volto, una chitarra. Quella chitarra che lui ha visto tante volte nei filmati del grande eroe, Ernesto. Chitarra che \u00e8 appesa sopra la tomba dell\u2019eroe della canzone, nel cimitero della citt\u00e0. Ma la famiglia scopre Miguel, davanti alla cornice infranta, con la chitarra in mano. E per punizione la nonna sfonda la chitarra, con violenza, davanti ai suoi occhi. Qui avviene la rottura, la piena disobbedienza: Miguel rinnega la famiglia e corre verso il concorso nel giorno dei morti. Ma non ha pi\u00f9 la sua chitarra. Prega i vivi di averne una, ma invano. Allora medita di rivolgersi all\u2019eroe, ad Ernesto, che dalla immagine nascosta ha ritenuto di riconoscere come il suo trisavolo! Corre al cimitero, sfonda la finestra e si precipita all\u2019interno della cappella ,facendo sua la chitarra di Ernesto.<\/p>\n<p align=\"left\">Qui il film salta di dimensione: e introduce Miguel nel mondo dei morti. Qui egli trova tutta la sua famiglia di progenitori, che lo riconoscono e lo vogliono restituire alla terra, con una benedizione, perch\u00e9 permetta a tutti loro di tornare a casa, per la festa; a ci\u00f2 per\u00f2 subordinano, allo stesso modo dei familiari vivi, il divieto di suonare. Cos\u00ec Miguel inutilmente torna sulla terra: perch\u00e9 appena afferra la chitarra di Ernesto per correre al concorso, si ritrova nell\u2019aldil\u00e0, al punto di prima.<\/p>\n<p align=\"left\">Ecco allora che, insieme ad Hector, un defunto che non pu\u00f2 tornare sulla terra non avendo pi\u00f9 nessuno che esponga la sua immagine, Miguel prova ad arrivare direttamente a Ernesto, che anche nell\u2019aldil\u00e0 \u00e8 campione di musica e uomo di successo. Hector lo aiuta con la promessa che, una volta di nuovo tra i vivi, Miguel esporr\u00e0 la foto che ha ricevuto in consegna, permettendogli di visitare anche lui il mondo dei vivi, in occasione della festa dei morti e ricevere doni da parte loro.<\/p>\n<p align=\"left\">Alla fine Miguel incontra Ernesto, gli rivela di essere il suo pro-pronipote e resta per qualche tempo con lui. Ma proprio quando sta per ricevere la benedizione da lui, ecco che Hector entra in scena e rivela il suo rapporto con Ernesto. In vita collaboravano in modo molto stretto, ma quando Hector aveva deciso di tornare dalla sua famiglia, Ernesto, vistosi perduto, lo aveva avvelenato e si era impadronito di tutte le sue canzoni. Ernesto, di fronte a questa rivelazione, reagisce in modo malvagio e fa gettare entrambi, Hector ed Miguel, in una cisterna.<\/p>\n<p align=\"left\">Qui si comprende che il trisavolo di Miguel non \u00e8 Ernesto, ma Hector! Il problema, per\u00f2, \u00e8 che Coco sta ormai perdendo la memoria e si avvicina alla morte. Se lei morir\u00e0, anche Hector perder\u00e0 ogni consistenza e si dissolver\u00e0. I \u201cdefunti\u201d, infatti, mantengono una sussistenza solo se i vivi si ricordano di loro. Se vengono totalmente dimenticati, svaniscono. Dopo una prima morte c\u2019\u00e8 dunque una seconda morta, definitiva e piena. L\u2019unico giudizio \u00e8 la memoria del prossimo. Non vi \u00e8 un giudizio ultimo diverso dalla memoria del prossimo. Cos\u00ec Miguel, dopo aver perduto la fotografia di Hector, per l\u2019ultima malvagia azione di Ernesto, torna con la benedizione dei trisavoli sulla terra. Dove ritrova tutta la famiglia che vuole impedirgli di suonare. Ma, vinte le resistenze, corre dalla bisnonna, che pare assorta, distante, quasi assente. Allora tenta l\u2019ultima carta: canta \u201cRicordami\u201d, quella canzone che il trisavolo aveva scritto per la figlioletta Coco e che Hector aveva rievocato nella cisterna, al colmo della disperazione. E mentre Miguel canta \u201cricordami\u201d, la vecchia Coco si rianima, socchiude gli occhi, canta le ultime parole della canzone e dal cassetto del comodino trae il frammento mancante della fotografia: Hector, Imelda e Coco, di nuovo insieme, in effigie e in comunione. E il film si chiude, l\u2019anno successivo, di nuovo il 2 novembre, con il giorno dei morti: nella casa dei Rivera la tradizione familiare \u00e8 cambiata. La musica non \u00e8 pi\u00f9 un interdetto e la immagine dell\u2019origine \u00e8 tornata \u201csimbolo\u201d. Le parti divise si sono riunite. E si \u00e8 aggiunto il ritratto di Coco, defunta durante l\u2019anno, e tutti i cari accompagnano la festa dei vivi, intorno ad una tavola, con cibi e bevande.<\/p>\n<p align=\"left\">Occorreva descrivere nel dettaglio la trama del film per scoprirne la densa tessitura simbolica. Proviamo a commentarne i tratti pi\u00f9 interessanti.<\/p>\n<p align=\"left\">a) <i>Interdetto in apertura<\/i><\/p>\n<p align=\"left\">All\u2019inizio del film, come in molti libri e films, un \u201cdivieto\u201d diventa il motore della azione. Dal racconto della creazione, ai Promessi sposi, a \u201cTempi difficili\u201d, una \u201ccosa vietata\u201d mette in moto l\u2019azione. Pu\u00f2 essere un albero di cui non mangiare, un matrimonio da non fare o una cultura da non avere (niente immaginazione e niente fantasia \u00e8 l\u2019interdetto che apre <i>Hard Times <\/i>di Dickens), tutto questo fa bene al racconto e d\u00e0 a pensare. E ci si chiede: ma perch\u00e9 Miguel non deve suonare o cantare? E si capisce che la identit\u00e0 della famiglia Rivera si \u00e8 costruita \u2013 difensivamente ma aggressivamente &#8211; sul \u201crifiuto di un rifiuto\u201d. Questo \u00e8, nella sua assolutezza, un limite della tradizione, familiare, comunitaria, ed anche ecclesiale. Il limite della tradizione \u00e8 la \u201cunilateralit\u00e0 del giudizio\u201d. Come per la famiglia Rivera, un discernimento ulteriore pu\u00f2 mutare il giudizio, riconciliare con il trisavolo e con la musica, rimuovere l\u2019interdetto quando non \u00e8 per la comunione, ma per la divisione. Per questa \u201crilettura\u201d occorre una alleanza sorprendente: quella tra chi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 e chi \u201cnon c\u2019\u00e8 ancora\u201d. Giovani e defunti collaborano per aprire le strutture tradizionali degli adulti.<\/p>\n<p align=\"left\">b) <i>Obbedisci alla famiglia e \u201ccogli l\u2019attimo\u201d<\/i><\/p>\n<p align=\"left\">Miguel, come Edipo, cerca il proto-padre. In realt\u00e0 cerca se stesso nel trisavolo. E all\u2019inizio lascia la famiglia per il trisavolo. Agli occhi della famiglia, \u201cdiventa come lui\u201d e li abbandona. Risuona nel film il tema del \u201ccogli l\u2019attimo\u201d, del <i>carpe diem<\/i>, con tutta la sua carica di tentazione. Ma solo abbandonando la famiglia pu\u00f2 riconciliarsi con essa e pu\u00f2 riconciliarla con se stessa. Nella storia di Miguel 4 generazioni sono in gioco. E l\u2019ultima generazione pu\u00f2 restituire alla prima la sua verit\u00e0, nascosta e bloccata da un interdetto parziale e unilaterale. La vera storia di Hector, il vero trisavolo, appare solo \u201csuperando la morte\u201d. Lo sguardo di Miguel, che attraversa i tempi, pu\u00f2 \u201crendere giustizia\u201d ai singoli e alle famiglie. Cogli l\u2019attimo, nella sua inevitabile necessit\u00e0, non garantisce la verit\u00e0, tanto quanto l\u2019interdetto. Ma \u00e8 passaggio inevitabile per ristabilire la verit\u00e0. La \u201ctentazione\u201d \u00e8 prova di verit\u00e0. E\u2019 evidente come la \u201csomiglianza con Dio\u201d dell\u2019uomo produca una situazione di \u201cprova\u201d perch\u00e9 l\u2019interdetto di Dio non \u00e8 uguale agli interdetti degli uomini, Il primo \u00e8 per la comunione, i secondi, certamente orientati alla comunione, generano divisione, oppressione, ingiustizia. Il discernimento tra gli interdetti \u00e8 la \u201cprova\u201d a cui siamo sottoposti. La prova non \u00e8 \u201cse\u201d obbedire, ma \u201cquando\u201d obbedire e \u201ca chi\u201d obbedire.<\/p>\n<p align=\"left\">c) <i>L\u2019esercizio della memoria e la riconciliazione complessa<\/i><\/p>\n<p align=\"left\">Come si esercita la memoria? La memoria dei vivi tiene \u201cvivi\u201d i defunti. Ma far memoria vera dei defunti, con tutta la sua complessit\u00e0, mantiene in vita i posteri. Essere \u201ccavalieri\u201d con i morti non \u00e8 facile. Infatti fare memoria non \u00e8 solo osservare le tradizioni, ma anche rileggerle, tradurle, risignificarle. Le nuove generazioni non sono semplicemente un \u201crischio\u201d per la tradizione, ma una opportunit\u00e0. Possono introdurre nuovi criteri di lettura e nuove narrazioni del passato. Possono uscire dagli equivoci. \u201cDecipimur specie recti\u201d: siamo ingannati dall\u2019apparenza del bene. Ogni tradizione \u00e8 impastata di questa ambiguit\u00e0. Senza un atto di libert\u00e0, che pu\u00f2 sempre apparire come \u201clacerazione\u201d, la tradizione rischia di confermarsi nelle sue distorsioni. Miguel, senza averne la piena intenzione, ristabilisce la \u201csana tradizione\u201d dei Rivera. Non li condanna pi\u00f9 ad essere \u201ccalzolai nemici della musica\u201d. Apre ad una narrazione diversa, che riconciliando col passato apre ad un futuro pieno.<\/p>\n<p align=\"left\">d) <i>La perdita della ingenuit\u00e0 e la verit\u00e0 della generazione<\/i><\/p>\n<p align=\"left\">L\u2019intedetto non \u00e8 solo \u201cdivieto arbitrario\u201d. E\u2019 anche possibilit\u00e0 di rapporto. Senza interdetti non si cresce. Ma non si cresce solo di interdetti. Il film, nella sua elementare linearit\u00e0, recupera il bisogno di legame che costituisce ogni uomo e ogni donna. Nelle scene finali si assiste, col miracolo del cinema, ad una duplice rievocazione. Hector che canta \u201cRemember me\u201d alla Coco di 3 anni, un secolo prima, e il piccolo Miguel che canta, di nuovo, a Coco, 100 anni dopo, la stessa canzone. E cos\u00ec restituisce vita e comunione alla anziana bisnonna. I padri danno tradizione alle figlie, ma anche i pronipoti restituiscono tradizione alle bisnonne. Senza \u201cassunzione di libert\u00e0\u201d non c\u2019\u00e8 autorit\u00e0. Ma senza riconoscimento di autorit\u00e0 non c\u2019\u00e8 libert\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\">Nel film \u00e8 scritta, in modo elegante, la storia della tradizione familiare ed ecclesiale. Le ferite, di cui sono piene le famiglie domestiche ed ecclesiali, non si curano con le lacerazioni o con gli irrigidimenti. L\u2019atto simbolico di ricomposizione, di riconciliazione passa attraverso la \u201cprova della verit\u00e0\u201d. Verit\u00e0 di s\u00e9 e verit\u00e0 dell\u2019altro. Miguel \u00e8, allo stesso tempo, tentato come Adamo e messo alla prova come Ges\u00f9. Come il primo Adamo si illude di trovare se stesso \u201csenza la famiglia\u201d. Come il secondo, nel rapporto con il Padre nascosto, umiliato ed emarginato, trova se stesso e rende possibile agli altri una vera comunione, in una famiglia diversa, riabilitata, riconciliata. E alla fine tutti mangiano lieti il pane di vita e di comunione.<\/p>\n<p align=\"left\">Vedere il film permette di guardare alla famiglia \u2013 domestica ed ecclesiale \u2013 con uno sguardo molto simile a quello espresso nel testo di <i>Amoris laetitia<\/i>, quando, nell\u2019ultimo numero, dice: \u201c<span style=\"color: #222222\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>nessuna famiglia \u00e8 una realt\u00e0 perfetta e confezionata una volta per sempre, ma richiede un graduale sviluppo della propria capacit\u00e0 <\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>di amare\u201d <\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">(325)<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>. <\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">E non \u00e8 affatto detto che, nel trovare questo <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">graduale sviluppo<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">, la interpretazione migliore della \u201cverit\u00e0\u201d della famiglia non venga proprio da una sorprendente alleanza tra i pi\u00f9 giovani e chi non <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">c\u2019<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">\u00e8 pi\u00f9. <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Con tutti i falsi interdetti da superare e con tutti gli apparenti \u201ccarpe diem\u201d da smascherare. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Il dono di una collega teologa &#8211; un film di animazione, visto poi in famiglia &#8211; ha suscitato in me una serie di riflessioni che considero di un certo interesse. 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