{"id":13236,"date":"2018-10-06T10:52:36","date_gmt":"2018-10-06T08:52:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13236"},"modified":"2018-10-06T10:58:18","modified_gmt":"2018-10-06T08:58:18","slug":"sinodo-2018-parole-giovani-e-procedure-vecchie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/sinodo-2018-parole-giovani-e-procedure-vecchie\/","title":{"rendered":"Sinodo 2018. Parole giovani e procedure vecchie"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/sinod2018.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-13237\" alt=\"sinod2018\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/sinod2018.jpg\" width=\"279\" height=\"181\" \/><\/a><\/p>\n<p>Con la apertura della XV Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema &#8220;I giovani, la fede e il discernimento vocazionale&#8221; abbiamo gi\u00e0 visto in opera una sorta di &#8220;dislocazione temporale&#8221; della Assemblea. Da un lato, come \u00e8 ormai tradizione recente delle ultime assemblee ordinarie e straordinarie, papa Francesco, nella Omelia iniziale, ha gi\u00e0 &#8220;dato il tono&#8221; ai lavori e lo ha fatto da &#8220;miglior teologo&#8221;. Eleganza di parola, ampiezza di sguardo e forza di pastore si sono sovrapposte, creando le migliori premesse per il lavoro in Assemblea. Si fa notare, in particolare, il &#8220;respiro conciliare&#8221; del testo.<\/p>\n<p><strong>La memoria ringiovanisce e fa sognare<\/strong><\/p>\n<p>Colpisce in modo particolare la struttura virtuosistica della parte finale dell&#8217;omelia. Per rivolgersi ai giovani Francesco rievoca s\u00e9 &#8211; in comunione con i vescovi radunati &#8211; quando era giovane. Riporto per intero questo testo letterariamente e affettivamente di grande pregio, dove il Concilio Vaticano II \u00e8 rievocato con solennit\u00e0 e partecipazione:<\/p>\n<pre>\"Padri sinodali,<\/pre>\n<div>\n<pre>molti di noi eravamo giovani o muovevamo i primi passi nella vita religiosa mentre terminava il Concilio Vaticano II. Ai giovani di allora venne indirizzato l\u2019ultimo messaggio dei Padri conciliari. Ci\u00f2 che abbiamo ascoltato da giovani ci far\u00e0 bene ripassarlo di nuovo con il cuore ricordando le parole del poeta: \u00abL\u2019uomo mantenga quello che da bambino ha promesso\u00bb (F. H\u00f6lderlin).<\/pre>\n<pre>Cos\u00ec ci parlarono i Padri conciliari:<\/pre>\n<pre>\u00abLa Chiesa, durante quattro anni, ha lavorato per ringiovanire il proprio volto, per meglio corrispondere al disegno del proprio Fondatore, il grande Vivente, il Cristo eternamente giovane. E al termine di questa imponente \u201crevisione di vita\u201d, essa si volge a voi: \u00e8 per voi giovani, per voi soprattutto, che essa con il suo Concilio ha acceso una luce, quella che rischiara l\u2019avvenire, il vostro avvenire. La Chiesa \u00e8 desiderosa che la societ\u00e0 che voi vi accingete a costruire rispetti la dignit\u00e0, la libert\u00e0, il diritto delle persone: e queste persone siete voi. [\u2026] Essa ha fiducia [\u2026] che voi saprete affermare la vostra fede nella vita e in quanto d\u00e0 un senso alla vita: la certezza della esistenza di un Dio giusto e buono.<\/pre>\n<pre>\u00c8 a nome di questo Dio e del suo Figlio Ges\u00f9 che noi vi esortiamo ad ampliare i vostri cuori secondo le dimensioni del mondo, ad intendere l\u2019appello dei vostri fratelli, e a mettere arditamente le vostre giovani energie al loro servizio. Lottate contro ogni egoismo. Rifiutate di dare libero corso agli istinti della violenza e dell\u2019odio, che generano le guerre e il loro triste corteo di miserie. Siate generosi, puri, rispettosi, sinceri. E costruite nell\u2019entusiasmo un mondo migliore di quello attuale!\u00bb (Paolo VI, Messaggio ai giovani al termine del Concilio Vaticano II, 8 dicembre 1965).<\/pre>\n<pre>Padri sinodali, la Chiesa vi guarda con fiducia e amore.\"<\/pre>\n<\/div>\n<p>Ascoltando questo passo un cattolico potrebbe chiedersi: in che anno siamo? Forse nel 2118?<\/p>\n<p><strong>Le procedure rendono vecchi e inadeguati<\/strong><\/p>\n<p>Ma contemporaneamente, dopo la relazione introduttiva, piuttosto formale e generica, ascoltando le discussioni intorno alle preziose questioni procedurali, che qualificano sempre una grande assemblea ecclesiale, sono state sollevate ragionevoli questioni, che non possono in alcun modo essere aggirate e che vorrei cos\u00ec riassumere:<\/p>\n<p>a) Come \u00e8 evidente, il Sinodo &#8220;dei Vescovi&#8221; ha i Vescovi come soggetti;<\/p>\n<p>b) La inclusione di soggetti diversi, in qualit\u00e0 di &#8220;uditori&#8221; ed &#8220;esperti&#8221;, costituisce una pregevole novit\u00e0, introdotta a partire dal Concilio Vaticano II e che ha qualificato le Assemblee nel corso del tempo;<\/p>\n<p>c) I criteri della scelta di questi &#8220;uditori&#8221; \u00e8 evidentemente assai vario e in qualche modo anche inevitabilmente arbitrario. Talvolta \u00e8 capitato che i &#8220;laici&#8221; presenti fossero solo minimamente rappresentativi della realt\u00e0 ecclesiale nella sua complessit\u00e0 reale;<\/p>\n<p>d) D&#8217;altra parte, se \u00e8 stato concesso il diritto di voto a soggetti non episcopali, subordinandolo per\u00f2 al sesso maschile, questo rappresenta una questione di inadeguatezza dei regolamenti sinodali rispetto alla affermata esigenza di riconoscere la autorit\u00e0 femminile all&#8217;interno di una esperienza ecclesiale davvero sinodale. Una sorta di interferenza, come un rumore di fondo, tra &#8220;comprensione del ministero ordinato&#8221; e &#8220;collegialit\u00e0 sinodale del popolo di Dio&#8221; tende a frustrare la uscita della Chiesa da un modello ancora troppo clericale e autoreferenziale, dal quale papa Francesco chiede di liberarsi;<\/p>\n<p>e) La richiesta di una &#8220;presenza con diritto di voto&#8221; da parte delle donne &#8211; ma anche da parte di non pochi uomini &#8211; non \u00e8 altro che la acquisizione di una Chiesa che, valorizzando il ministero episcopale nella sua irriducibilit\u00e0 ad altro, pu\u00f2 concepirlo non solo &#8220;davanti&#8221; o &#8220;al centro&#8221;, ma anche &#8220;dietro&#8221; e &#8220;in fondo&#8221; al popolo di Dio che, nella sua articolazione di maschi e femmine, e proprio grazie a questa articolazione, ha un &#8220;fiuto&#8221; per la verit\u00e0, che i Vescovi devono sapere ascoltare e seguire. Uno dei modi di questo ascolto \u00e8 dargli &#8220;parola&#8221; e &#8220;voto&#8221;;<\/p>\n<p>f) Ascoltare davvero questo &#8220;popolo di Dio&#8221;, maschile e femminile, significa dare ad esso, nelle forme e nella misura possibile e pi\u00f9 adeguata, le stesse opportunit\u00e0 di espressione e di determinazione, senza discriminare in ragione del sesso; se anche a un solo uomo, non ordinato, \u00e8 stato concesso il voto, non si vede perch\u00e9 a una donna, ugualmente qualificata religiosamente ed ecclesialmente, debba essere negato.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, mentre ascoltando il papa possiamo pensare di essere andati molto avanti nel tempo, addirittura nel 2118, leggendo i regolamenti e le procedure sinodali potremmo pensare di essere ritornati al 1918, ad un condizione di &#8220;inferiorit\u00e0 femminile&#8221; nella impossibile espressione del voto. Concepire un &#8220;diritto di voto&#8221; esteso anche ad alcune donne presenti al Sinodo &#8211; nelle forme e nei limiti che valgono per tutti gli altri membri &#8220;non ordinati all&#8217;Episcopato&#8221; &#8211; non \u00e8 &#8220;cambiare il vangelo&#8221;, ma iniziare a comprenderlo meglio. Significa includere il popolo di Dio &#8211; proprio tutto, senza discriminazioni &#8211; nei processi decisionali del cammino ecclesiale.<\/p>\n<p>Per una Chiesa che giustamente si dice interessata ad &#8220;aprire processi&#8221;, questa inclusione appare del tutto qualificante: nei limiti di una ovvia e necessaria distinzione tra Vescovi e non vescovi, senza &#8220;suffragio universale&#8221; non riusciremo ad essere davvero cattolici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la apertura della XV Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema &#8220;I giovani, la fede e il discernimento vocazionale&#8221; abbiamo gi\u00e0 visto in opera una sorta di &#8220;dislocazione temporale&#8221; della Assemblea. 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