{"id":13096,"date":"2018-08-29T14:35:14","date_gmt":"2018-08-29T12:35:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13096"},"modified":"2018-08-29T14:35:52","modified_gmt":"2018-08-29T12:35:52","slug":"donne-e-uomini-il-servizion-nella-liturgia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/donne-e-uomini-il-servizion-nella-liturgia\/","title":{"rendered":"Donne e uomini: il servizio nella liturgia"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/donneuomini.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-13097\" alt=\"donneuomini\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/donneuomini-168x300.jpg\" width=\"168\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/donneuomini-168x300.jpg 168w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/donneuomini.jpg 540w\" sizes=\"(max-width: 168px) 100vw, 168px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>E&#8217; appena uscito il libro con cui vengono pubblicati gli atti del Convegno APL tenutosi a Verona nel 2017, dedicato alla ministero liturgico declinato al maschile e al femminile. Pubblico qui di seguito parte della introduzione dei curatori (Andrea Grillo e Elena Massimi)<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Garamond, serif\">La sfida che il Convegno APL di Verona ha voluto accettare, e che la pubblicazione degli atti attesta con bella evidenza, pu\u00f2 essere cos\u00ec formulata: <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Garamond, serif\"><i>nella articolazione della \u201cministerialit\u00e0 liturgica\u201d si manifesta, simbolicamente, il percorso di riconsiderazione ministeriale ed ecclesiale, maturato nel cammino della cultura comune e della coscienza cristiana, durante gli ultimi 100 anni<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Garamond, serif\">. In effetti il tema del \u201cministeri nella liturgia\u201d si presterebbe facilmente, come molti altri temi liturgici, ad una trattazione altamente autoreferenziale: non raramente si fa oggetto di considerazione solo il quadro normativo-rubricale, o il fondamento teologico, o la prassi tradizionale e acquisita, e in tale ambito si inserisce anche il \u201cdover essere\u201d ministeriale. Si d\u00e0 conto dell\u2019essere in modo assai schematico, e si pretende di dedurne il \u201cdover essere\u201d. In tal modo si fatica a riconoscere non solo che il \u201csacerdozio comune\u201d, e la qualit\u00e0 sacerdotale di tutta la comunit\u00e0 cristiana, introduce una variabile teologica che esige un ripensamento profondo e strutturale delle forme ministeriali, ma anche il fatto che la \u201cpari dignit\u00e0 di uomo e donna\u201d, come elaborazione culturale dell\u2019ultimo secolo, ci consente oggi una ri-lettura della tradizione che conduce a conseguenze teoriche e a soluzioni pratiche assai nuove. Detto in altri termini, per intendere, nella Chiesa cristiana, la ecclesiologia e la antropologia ministeriale, occorre aprirsi ad un duplice confronto: in rapporto alle trasformazioni della <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Garamond, serif\"><i>cultura ecclesiale<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Garamond, serif\">, nella misura in cui essa recepisce il \u201csacerdozio comune\u201d come orizzonte complessivo di ogni ministerialit\u00e0, e in rapporto alle trasformazioni della <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Garamond, serif\"><i>cultura comune<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Garamond, serif\">, che ha profondamente ripensato la differenza tra maschio e femmina secondo ideali di parit\u00e0 e di eguaglianza, prima quasi del tutto sconosciuti. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Garamond, serif\">Nel definire, e nel consentire, il ruolo delle \u201cchierichette\u201d, nel pensare la titolarit\u00e0 del \u201cprender parola\u201d in assemblea, nel considerare la ipotesi di \u201cordinazioni\u201d (anche solo diaconali) di soggetti battezzati di sesso femminile \u2013 per fare solo alcuni esempi \u2013 si rende necessaria la considerazione di un \u201cdoppio fronte\u201d della questione, che potremmo definire \u201cintrateologico\u201d ed \u201cextrateologico\u201d &#8211; il primo come frutto di una elaborazione squisitamente teologica di recupero della dignit\u00e0 battesimale e liturgica di tutti i membri del popolo di Dio, il secondo come frutto di una elaborazione autenticamente culturale, civile, politica, da cui la Chiesa ha avuto da imparare qualcosa di decisivo. Questo approccio complesso attraversa le pagine di tutto il volume e ne segnala la pertinenza e la attualit\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Garamond, serif\">In effetti, una domanda veramente radicale sul \u201cservizio liturgico\u201d mette in gioco, contemporaneamente, le categoria teologiche e quelle antropologiche. E verifica, con molta facilit\u00e0, se la teologia \u00e8 davvero all\u2019altezza della sfida che le giunge dalla storia. Sulla base di categorie che provengono da un passato non sempre convincente e spesso ridotto e rinsecchito dalla retroproiezione su di esso dei nostri pregiudizi pi\u00f9 radicati, immaginare che l\u2019assetto delle relazione tra maschio e femmina, nel ministero come nella vita, possa essere dedotto da principi generali di antrpologia (creaturali o naturali) svincolati dallo sviluppo storico e capaci di imporsi, <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Garamond, serif\"><i>sic et simpliciter<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Garamond, serif\">, ad ogni epoca, costituisce una di quelle \u201csviste\u201d di fondo che possono trovare accoglienza e benevolenza anche nelle teologie apparentemente pi\u00f9 solide. Le quali, proprio in questo loro dettaglio tutt\u2019altro che accidentale, mostrano facilmente la loro debolezza e la loro inaffidabilit\u00e0 di teologie dal fiato troppo corto e troppo autoreferenziale.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Garamond, serif\">La parit\u00e0 tra maschio e femmina, nella loro differenza, si presenta, infatti, come un \u201ctopos\u201d del moderno. E come tale ha suscitato, fin dall\u2019inizio, come tutte le cose moderne, un forte sospetto nella cultura intraecclesiale. Anche il cammino di evoluzione della societ\u00e0, con la lenta trasformazione del profilo antropologico, sociale, psicologico e giuridico delle donne, ha visto quasi sempre la Chiesa cattolica su posizioni almeno di retroguardia, se non si aperta opposizione. Questa storia, che ha riguardato la Chiesa per almeno un secolo fino agli anni 60 del XX secolo, continua a pesare sugli atteggiamenti, sulle forme di pensiero, sulle precomprensioni, da cui traspare mancanza di libert\u00e0 e talora meschinit\u00e0. Tutto questo, in qualche modo, si fa simbolo e canone proprio sul piano della azione rituale, che resta pur sempre \u201cfonte e culmine\u201d di ogni agire ecclesiale, tanto di ogni prassi guidata dalla coscienza illuminata dalle nuove acquisizioni teologiche e antropologiche, quanto di ogni sorda inerzia che continua a identificare ingenuamente il vangelo col pregiudizio clericale e maschile e con la societ\u00e0 chiusa e strutturalmente discriminante.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Garamond, serif\">Il respiro che sale da queste pagine \u00e8 quello di un grande travaglio. Sta nascendo qualcosa di profondamente nuovo. Le cui radici possiamo in qualche modo trovare anche nel passato, ma la cui figura non pu\u00f2 essere in nessun modo dedotta da quel passato. Nel campo aperto di questa nuova lettura teologica e culturale, i singoli contributi di questo volume hanno messo in luce, via via, diversi aspetti qualificanti, che mi sembra possano essere ricondotti a tre. Essi costituiscono quasi un triangolo di fondo, ma ognuno dei vertici influenza gli altri e dagli altri \u00e8 condizionato:<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Garamond, serif\">a) <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Garamond, serif\"><i>ministero e mediazione liturgica<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Garamond, serif\">: ogni singola determinazione dei ministri, sul piano delle parole e dei silenzi, delle azioni e delle passioni, delle funzioni e delle rappresentazioni, delle presenze e delle assenze, del movimento o della stasi, dice qualcosa di fondamentale su Cristo e sulla Chiesa. Ne \u00e8 mediazione simbolico-rituale, con una sua visibilit\u00e0 e una sua \u201cdifferenza\u201d rispetto al Signore che viene e rispetto alla assemblea radunata nel suo nome.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Garamond, serif\">b) <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Garamond, serif\"><i>ministero e mediazione ecclesiale<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Garamond, serif\">: la articolazione della Chiesa, in tutta la sua realt\u00e0 di discepolato, di annuncio, di testimonianza, di preghiera, trova nella \u201cforma rituale\u201d la sua espressione e la sua esperienza. Cos\u00ec pu\u00f2 accadere che dalla vita di carit\u00e0 si assuma un ruolo rituale e che viceversa, dalla funzione liturgica derivi un ruolo di annuncio. Questo interscambio \u00e8 strutturale e vitale. Cos\u00ec una \u201ccatechesi\u201d prevalentemente femminile non pu\u00f2 non avere una sua visibilit\u00e0 rituale. E un servizio femminile della parola non pu\u00f2 non farsi ministero ecclesiale <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Garamond, serif\"><i>tout court<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Garamond, serif\">. Anche un \u201cpiede di donna\u201d, denudato, lavato e baciato nella lavanda del gioved\u00ec santo, non cambia solo la liturgia, ma la Chiesa e la cultura ecclesiale tutta.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Garamond, serif\">c) <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Garamond, serif\"><i>ministero e mediazione cristologica: <\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Garamond, serif\">infine, ma dovremmo dire anzitutto, la \u201cmediazione liturgica di Cristo\u201d, fondata su una esperienza ecclesiale plenaria, non pu\u00f2 essere bloccata da modalit\u00e0 ristrette di pensare il profeta, il sacerdote e il re semplicemente con la categoria grammaticale del \u201cnumero singolare, genere maschile\u201d. La singolarit\u00e0 di Cristo esige una mediazione articolata e differenziata, che assuma la differenza come qualit\u00e0 irrinunciabile della singolarit\u00e0. La applicazione rozza della mediazione simbolica ha segnato, pesantemente, la nostra cristologia liturgica. Anche qui, il gesto e il testo, la figura e la realt\u00e0, possono corrispondersi in modo pi\u00f9 profondo, meno immediato, pi\u00f9 differenziato.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Garamond, serif\">La \u201criduzione allo stato laicale\u201d \u00e8 una classica minaccia\/sanzione per la ministerialit\u00e0 del chierico maschio. Ma la \u201criduzione allo stato laicale femminile\u201d \u00e8 una sorta di maledizione inespressa e originaria di tutta la \u201cmacchina ministeriale\u201d degli ultimi due secoli. Non ha bisogno di essere mai \u201ccomminata\u201d, perch\u00e9 rischia di essere l\u2019orizzonte implicito (e per alcuni ancora pacifico) di ogni ministero. La aggiunta, nell\u2019elenco dei reati di competenza del Tribunale della Penitenzieria Apostolica &#8211; accanto alla \u201cProfanazione delle Specie eucaristiche\u201d e alla \u201cAggressione fisica alla persona del Romano Pontefice\u201d &#8211; della \u201cAttentata ordinazione di donna\u201d (con un ampliamento che \u00e8 avvenuta solo nel 2001!), la dice lunga sulla profonda incomprensione istituzionale e ministeriale della questione femminile, spesso ridotta a questione disciplinare, alla logica dell\u2019abuso, e cui spesso fa eco una teologia tanto compiacente quanto vuota. Nei singoli contributi di questo volume si prende una strada decisamente diversa: niente affatto facile, non sempre lineare, ma forse, proprio per questo, non inutile ed anzi del tutto urgente.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; appena uscito il libro con cui vengono pubblicati gli atti del Convegno APL tenutosi a Verona nel 2017, dedicato alla ministero liturgico declinato al maschile e al femminile. 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