{"id":13054,"date":"2018-07-17T01:03:28","date_gmt":"2018-07-16T23:03:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13054"},"modified":"2018-07-17T01:03:28","modified_gmt":"2018-07-16T23:03:28","slug":"matrimonio-e-ordine-un-avanzamento-teologico-necessariamente-correlato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/matrimonio-e-ordine-un-avanzamento-teologico-necessariamente-correlato\/","title":{"rendered":"Matrimonio e ordine: un avanzamento teologico necessariamente correlato"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/sanpietro.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-9882\" alt=\"sanpietro\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/sanpietro.jpg\" width=\"290\" height=\"174\" \/><\/a><\/p>\n<p>La tradizione teologica del magistero cattolico sul matrimonio, a differenza di quella sull&#8217;ordine, ha recepito positivamente, anche se gradualmente, molte sollecitazioni provenienti dalla cultura tardo-moderna. Spesso dimentichiamo che l&#8217;avanzamento della teologia del matrimonio, prodotto dalle fatiche pastorali e teologiche degli ultimi 70 anni, deriva anche da una progressiva e irreversibile elaborazioni delle identit\u00e0 dei &#8220;soggetti&#8221; che compongono la famiglia: la rilettura della autorit\u00e0 del soggetto femminile, la ricomprensione non univoca del soggetto maschile, la riconsiderazione della autorit\u00e0 genitoriale e la definizione della identit\u00e0 della et\u00e0 infantile, preadolescenziale, adolescenziale e giovanile, hanno profondamente inciso sulla dottrina del matrimonio, liberandola dalle dipendenze dalle molte forme di ideologia elaborata da una societ\u00e0 chiusa, che spesso hanno confuso il vangelo con l&#8217;ordine pubblico. Il fenomeno \u00e8 apprezzabile soprattutto nel recupero del concetto di &#8220;comunione di vita e di amore&#8221;, che costituisce oggi la definizione del sacramento, all&#8217;interno di una comprensione dei rapporti tra uomo e donna, tra genitori e figli, che acquisisce &#8211; dalla ricca e antica tradizione, ma anche dalla nuova societ\u00e0 aperta &#8211; il valore della comunione tra eguali in dignit\u00e0, superando una lettura esclusivamente gerarchica e statica dei &#8220;ruoli sociali&#8221; dei soggetti. Lavoro &#8211; indoor e outdoor &#8211; educazione, sentimenti e autorit\u00e0, senza negare le differenze, pertengono tanto al padre quanto alla madre, tanto ai genitori quanto ai figli. Questa rilettura, che gradualmente \u00e8 passata dalle posizioni di <em>Arcanum divinae sapientiae<\/em> (1880) a quelle di\u00a0<em>Amoris Laetitia<\/em> (2016), percorre un secolo e mezzo e mette in moto dinamiche di ripensamento della istituzione, del sentimento, del vincolo e del dono di grande valore.<\/p>\n<p>La stessa cosa non \u00e8 avvenuta nell&#8217;ambito del ministero ordinato, almeno sul versante magisteriale. Il passaggio della considerazione in termini di onore, a quelle in termini di dignit\u00e0, fatica ad affermarsi in questo ambito. Forse ci\u00f2 \u00e8 dovuto alla minore &#8220;esteriorit\u00e0&#8221; dell&#8217;ordine rispetto al matrimonio. Il matrimonio \u00e8 costitutivamente e originariamente &#8220;periferico&#8221;, poich\u00e9 proviene da una &#8220;origine compiuta&#8221; che lo segna sempre e in ogni modo. La Chiesa riceve il matrimonio, sa che esso la precede. Viceversa l&#8217;ordine, almeno in prima istanza, si d\u00e0 come espressione ultima di una &#8220;condizione ecclesiale&#8221;, che lo determina profondamente e che ne rende meno duttile e agile il cammino. Per questo, se guardiamo allo stesso periodo gi\u00e0 considerato per il matrimonio, troviamo per l&#8217;ordine un minore interesse dottrinale e teologico, e anche una elaborazione pastorale molto pi\u00f9 timida, bloccata e statica. Le forme della formazione, dell&#8217;esercizio e della identit\u00e0 del soggetto ministeriale sono molto pi\u00f9 classiche e stilizzate di quelle matrimoniali. Questa differenza, per certi versi del tutto comprensibile, chiede oggi un supplemento d&#8217;anima e quasi un colpo di reni.<\/p>\n<p>Sono convinto, infatti, che oggi la teologia del matrimonio e la teologia del ministero ordinato, se non sanno camminare insieme e se insieme non sanno elaborare nuove identit\u00e0 maschili e femminili, paterne, materne e filiali, non riusciranno ad incidere davvero sulla tradizione, a salvaguardarla attraverso un profondo rinnovamento. Tanto l&#8217;una quanto l&#8217;altra hanno a che fare con comunit\u00e0 di vita e di amore, con il generare e con l&#8217;educare. Le condizioni di esercizio di entrambe, per essere fedeli alla tradizione, debbono confrontarsi apertamente con la esperienza degli uomini e delle donne cos\u00ec come sono oggi, senza nascondersi dietro principi apparentemente immutabili o convinzioni precarie e discutibili. Senza una accurata rilettura della identit\u00e0 maschile e femminile, nel matrimonio e nel ministero ordinato, l&#8217;avanzamento teologico in uno solo dei settori sar\u00e0 pi\u00f9 apparente che reale, pi\u00f9 ideologico che sostanziale. Cos\u00ec dovremo guardarci dalla tentazione di essere molto spregiudicati in fatto di matrimonio e molto timorosi in fatto di ministero ordinato: non si promuove veramente la identit\u00e0 battesimale degli sposi se non si esce dalla autoreferenzialit\u00e0 clericale nella concezione del ministero ordinato.<\/p>\n<p>La nuova teologia del matrimonio dipende &#8211; dobbiamo riconoscerlo &#8211; anche dagli sviluppi civili che il mondo ha conosciuto negli ultimi 100 anni. Se la teologia del ministero ordinato rester\u00e0 arretrata rispetto a tutto questo sviluppo, continuer\u00e0 a creare sacche di resistenza clericale al pieno riconoscimento del dono che ogni uomo e ogni donna rappresentano nella Chiesa, nella loro identit\u00e0 di battezzati, o come sposi o come ministri ordinati. Per il ministero ordinato abbiamo bisogno di un percorso ecclesiale non solo che sappia riconoscere un&#8221;Amoris laetitia&#8221;, ma che abbia anche il coraggio di superare un &#8220;Ordinis maestitia&#8221;. Altrimenti, la gioia dell&#8217;amore sar\u00e0 ecclesialmente apparente, poich\u00e9 non sapr\u00e0 alimentare una\u00a0 nuova &#8220;gioia del ministero&#8221;, capace di declinarsi secondo le forme di vita e di identit\u00e0 non pi\u00f9 del XVI, ma finalmente del XXI secolo: con stile non solo maschile, ma anche femminile, non solo paterno, ma anche materno, non solo genitoriale, ma anche filiale. Una nuova &#8220;societas&#8221; &#8211; non pi\u00f9 perfecta, ma imperfecta, non pi\u00f9 inaequalis, ma aequalis &#8211;\u00a0 richiede da un lato un matrimonio pi\u00f9 articolato e dinamico, dall&#8217;altro un ministero\u00a0 meno rigidamente configurato ad una societ\u00e0 che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tradizione teologica del magistero cattolico sul matrimonio, a differenza di quella sull&#8217;ordine, ha recepito positivamente, anche se gradualmente, molte sollecitazioni provenienti dalla cultura tardo-moderna. 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