{"id":13049,"date":"2018-09-10T04:54:52","date_gmt":"2018-09-10T02:54:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13049"},"modified":"2018-09-11T09:59:23","modified_gmt":"2018-09-11T07:59:23","slug":"il-primato-del-sacramento-sulletica-e-la-intercomunione-secondo-francesco-lettera-ad-un-collega-monaco-dissenziente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-primato-del-sacramento-sulletica-e-la-intercomunione-secondo-francesco-lettera-ad-un-collega-monaco-dissenziente\/","title":{"rendered":"Il primato del sacramento sull\u2019etica e la intercomunione secondo Francesco.  Lettera ad un collega, monaco dissenziente, e risposta"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ans011.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-13132\" alt=\"ans01\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ans011-168x300.jpg\" width=\"168\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ans011-168x300.jpg 168w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ans011-576x1024.jpg 576w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ans011.jpg 900w\" sizes=\"(max-width: 168px) 100vw, 168px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Gi\u00e0 in altre occasioni mi sono confrontato con il collega Giulio Meiattini sul magistero di papa Francesco. Con lui siamo docenti nel medesimo Ateneo romano, S. Anselmo, che, come diceva San Tommaso per i propri allievi, non impedisce a due colleghi di pensare cose diverse. Questa \u00e8 grande tradizione monastica.\u00a0 Una recente intervista rilasciata a \u201cCatholica\u201d (su cui cfr. <a href=\"http:\/\/magister.blogautore.espresso.repubblica.it\/2018\/07\/09\/un-monaco-teologo-rompe-il-silenzio-sulla-metamorfosi-della-chiesa\/\">qui<\/a>)\u00a0 mi induce a scrivergli una lettera, per precisare il mio dissenso dal suo dissenso. A distanza di due mesi Don Giulio ha letto la mia lettera e ha risposto, con il testo che ho pubblicato subito dopo. E&#8217; uno scambio di opinioni importante, che attesta come \u00e8 possibile, e anche augurabile, un dialogo tra diverse posizioni, all&#8217;interno della stessa Chiesa.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>Caro Don Giulio,<\/p>\n<p>la teologia vive di argomentazioni. Ho letto con interesse il modo con cui tu critichi, in analogia con quanto hai gi\u00e0 scritto su <em>Amoris Laetitia<\/em>, anche le iniziative di Francesco e poi dei Vescovi tedeschi in materia di \u201cintercomunione\u201d. Vorrei esprimere qui la mia difficolt\u00e0 rispetto a queste tue considerazioni, che a mio avviso non colgono affatto le intenzioni in gioco e le riducono ad un modello astratto che non riesce ad intenderle.<\/p>\n<p>Parto dal cuore del tuo ragionamento. A tuo avviso ci\u00f2 che deve essere salvaguardato, sia in campo matrimoniale, sia in campo eucaristico, \u00e8 il \u201cprimato del sacramento sull\u2019etica\u201d. Per come tu lo descrivi esso appare quasi come il cuore della \u201cdifferenza teologica\u201d rispetto ad ogni riduzione antropologica della tradizione. Nel primato del sacramento si gioca il primato di Dio, la ragione stessa della tradizione ecclesiale. Su questo io sono del tutto d\u2019accordo con te. Se viene meno questo primato del sacramento sull\u2019etica, non vi \u00e8 pi\u00f9 alcuno spazio non solo per la Chiesa, ma per Dio stesso. Proprio qui, tuttavia, si apre anche un divario tra la tua lettura del magistero di Francesco e la mia. Io ritengo, infatti, che Francesco sia preoccupato esattamente della stessa cosa che sta a cuore a te, ossia di salvaguardare il primato del sacramento sull\u2019etica. Ma Francesco sa che tale primato deve essere declinato oggi in modo nuovo rispetto al modello moderno e tridentino. In altri termini egli ha assunto pienamente la \u201csvolta pastorale\u201d del Concilio Vaticano II, che impone una \u201ctraduzione della tradizione\u201d.<\/p>\n<p>Cerco di spiegarmi meglio. Analizzo brevemente due grandi questioni su cui la tradizione tridentina ha voluto salvaguardare il \u201cprimato del sacramento\u201d con soluzioni che oggi, a partire dal Concilio Vaticano II, non sono pi\u00f9 convincenti. La prima riguarda la messa, e il modo con cui Trento ha \u201csalvaguardato il sacramento\u201d, contrapponendo sacrificio e comunione. In tal modo ha svolto una preziosa funzione \u201cdifensiva\u201d, che oggi riconosciamo assai limitata e molto unilaterale. Una vera tutela del \u201cprimato dell\u2019eucaristia\u201d passa oggi per una profonda rilettura della comunione, senza timore di diventare \u201cprotestanti\u201d. Lo stesso vale per il matrimonio: la difesa del \u201cprimato del sacramento\u201d, dal 1563, \u00e8 divenuta la \u201cforma canonica\u201d. Ma col passare dei secoli \u00e8 apparso evidente che la \u201cforma naturale\u201d e la \u201cforma civile\u201d diventano terreni originari non solo di contestazione del sacramento, ma anche di nuova esperienza di esso. Ci\u00f2 che tu chiami \u201cincertezza e vaghezza\u201d \u00e8 in realt\u00e0 ripresa di temi premoderni e apertura a stili postmoderni della tradizione ecclesiale.<\/p>\n<p>Ecco dunque il punto sistematico importante: la storia ci offre diversi modelli di \u201cprimato del sacramento\u201d. Se oggi non sappiamo uscire con decisione dal \u201cmodello tridentino\u201d ed entrare coraggiosamente in nuovi modelli, otteniamo facilmente un effetto indesiderato, ma garantito: anzich\u00e9 promuovere il primato del sacramento sull\u2019etica, produciamo un primato di etica ecclesiale sulla forza teologica e profetica del sacramento.<\/p>\n<p>Vorrei mostrare come le tue critiche al magistero di Francesco rischino proprio questo esito. Mi concentro sul tema della cosiddetta \u201cintercomunione\u201d. In realt\u00e0, come sai bene, questo termine \u00e8 ambiguo gi\u00e0 in s\u00e9, ma tanto pi\u00f9 lo \u00e8 se applicato alle parole di Francesco e dei Vescovi tedeschi. Qui non si parla in generale di \u201cintercomunione\u201d, ma di \u201cammissione alla comunione eucaristica del coniuge di altra confessione\u201d. Nella tua rapida analisi, tu trascuri del tutto che in gioco non vi \u00e8 semplicemente il \u201cprimato dell\u2019eucaristia\u201d sulla intenzione di singoli soggetti, ma la benedetta interferenza tra \u201ccomunione eucaristica\u201d e \u201ccomunione matrimoniale\u201d. Proprio in ragione del \u201cprimato del sacramento\u201d, il fatto che tra un cattolico e una protestante vi sia \u201ccomunione matrimoniale\u201d, sia pure in un contesto di appartenenza a chiese che mancano di \u201ccomunione eucaristica\u201d, rende possibile, a determinate condizioni, di riconoscere la profezia matrimoniale come rilevante a livello ecclesiale.<\/p>\n<p>Qui, a me pare, sono proprio queste aperture a salvaguardare meglio il primato del sacramento sull\u2019etica, mentre le tue critiche, come anche le esitazioni della Congregazione per la Dottrina della Fede sullo stesso tema, assomigliano molto ad un primato dell\u2019etica ecclesiale sulla potenza e la libert\u00e0 del sacramento.<\/p>\n<p>Ecco, questo mi pare il motivo di fondo per cui, di fronte al medesimo magistero, tu appari corrucciato e preoccupato, mentre io mi sento confortato e rassicurato. Non perch\u00e9 io voglia un primato dell\u2019etica sul sacramento, ma perch\u00e9 credo che il primato del sacramento, quando deve essere annunciato in una societ\u00e0 aperta, esiga un altro linguaggio e un altro stile. Che ritrovo annunciato dal Concilio Vaticano II e assunto e fatto proprio con prudente seriet\u00e0 e con generosa audacia dal magistero di Francesco.<\/p>\n<p>Con un caro saluto<\/p>\n<p>Andrea<\/p>\n<p><strong>Risposta di D. Giulio Meiattini osb<\/strong><\/p>\n<p>Caro Andrea,<\/p>\n<p>mi sono imbattuto in questa tua pagina, a me indirizzata, solo ieri, due mesi dopo la sua pubblicazione, tornando a sbirciare dopo molto tempo sul tuo blog. La mia tardiva risposta non \u00e8 dunque voluta, ma accidentale. Per quanto posso preferisco rispondere a chi mi rivolge i suoi \u201cdubia\u201d.<\/p>\n<p>La mia \u00e8 necessariamente una risposta breve, un <i>verbum abbreviatum<\/i>, rispetto al problema sollevato. Prendo atto che sull\u2019assunto di fondo \u2013 primato del sacramento sull\u2019etica e non viceversa \u2013 siamo d\u2019accordo. Penso che non poteva essere diversamente. Tu aggiungi, fiducioso: \u201cIo ritengo che Francesco sia preoccupato esattamente della stessa cosa che sta a cuore a te, ossia di salvaguardare il primato del sacramento sull\u2019etica\u201d. E a sostegno continui: \u201cMa Francesco sa che tale primato deve essere declinato oggi in modo nuovo rispetto al modello moderno e tridentino. In altri termini egli ha assunto pienamente la \u2018svolta pastorale\u2019 del Concilio Vaticano II, che impone una \u2018traduzione della tradizione\u2019 \u201d.<\/p>\n<p>Certo che se questo fosse vero la mia distrazione sarebbe stata madornale. Perch\u00e9 il libro che ho dedicato ad AL sostiene, con dovizia di particolari, proprio il contrario, che cio\u00e8 l\u2019esortazione non presenta traccia di questo primato del sacramento sull\u2019etica, ma al contrario conduce a un drastico indebolimento della dimensione simbolica e sacramentale dell\u2019intera vita cristiana ed ecclesiale. A partire dal \u201cframmento\u201d della comunione a chi si trova in situazioni di coppia irregolari \u00e8 il \u201ctutto\u201d della dimensione sacramentale (e morale) a venire toccata. Riguardo alla \u201csvolta pastorale\u201d, poi, AL si pone nell\u2019alveo di una pratica e una concezione post-conciliari molto diffusi che, a quanto mi pare, non hanno mai chiarito a sufficienza il rapporto sacramenti-pastorale o teologia-pastorale. Tutti questi aspetti (e la constatazione che AL si muove ancora in un orizzonte \u201cmoderno\u201d non perch\u00e9 tridentino, ma perch\u00e9 centrato sul soggetto e la sua interiorit\u00e0 a-simbolica) sono trattati nel mio libro in misura sufficiente e non li ripeto in questa sede.<\/p>\n<p>Ora, se su questo ho torto in parte o totalmente bisognerebbe dimostrarlo e per farlo si dovrebbe evidenziare che le argomentazioni del mio libro non sono sostenibili e, soprattutto, sarebbe necessario mostrare, testi alla mano, che in AL il primato del sacramento sull\u2019etica \u00e8 visibile da qualche parte. Ci\u00f2, per\u00f2, dovrebbe essere il compito di una recensione dettagliata del libro, o di un\u2019analisi puntuale di AL, non oggetto di una semplice affermazione generale sul superamento del modello tridentino perseguito da Francesco in nome della svolta pastorale. D\u2019altra parte in un tuo articolo, che io cito nel libro, tu stesso hai scritto che il modo di considerare il matrimonio sotto il profilo rituale in AL \u00e8 \u201cminimalista\u201d. A questo minimalismo rituale, corrisponde un singolare minimalismo sacramentale (e di conseguenza morale). Tra l\u2019altro proprio sul rapporto vitale e profondo fra eucaristia e matrimonio, su cui tu attiri l\u2019attenzione, AL non fa quasi nessun cenno. E\u2019 un fatto facilmente riscontrabile: almeno io non sono riuscito a trovarlo e ultimamente il card. Scola ha fatto osservazioni analoghe. A miglior lettore miglior giudizio.<\/p>\n<p>Sul punto della reciproca ospitalit\u00e0 eucaristica (detta volgarmente intercomunione) nel caso di matrimoni fra cattolici e non cattolici proprio AL, in termini in questo caso insolitamente chiari, si \u00e8 espressa: \u201cSebbene gli sposi di un matrimonio misto abbiano in comune i sacramenti del battesimo e del matrimonio, la condivisione dell\u2019Eucaristia non pu\u00f2 essere che eccezionale e, in ogni caso, vanno osservate le disposizioni indicate (Pont. Consiglio per la Promozione dell\u2019Unit\u00e0 dei Cristiani, <span style=\"color: #0000ff\"><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/pontifical_councils\/chrstuni\/general-docs\/rc_pc_chrstuni_doc_19930325_directory_it.html\"><span style=\"color: #000000\"><i>Direttorio per l\u2019Applicazione dei Principi e delle Norme sull\u2019Ecumenismo<\/i><\/span><\/a><\/span>, 25 marzo 1993, 159-160)\u201d (AL 247). Dunque AL avrebbe confermato quella che tu chiami \u201cl\u2019etica ecclesiale\u201d maturata nel modello tridentino, etica ecclesiale, come tu ammetti, che \u00e8 stata una forma di declinazione del primato del sacramento sull\u2019etica (in realt\u00e0 il Direttorio citato \u00e8 del tutto ispirato al Vaticano II). E\u2019 probabile che ci possano essere diversi modi di preservare questo primato del sacramento sull\u2019etico, chi lo pu\u00f2 negare. Ma in Evangelii gaudium e in AL io non vedo come l\u2019etica nasca dalla simbolica sacramentale n\u00e9 tanto meno dalla sua forma rituale.<\/p>\n<p>Tra parentesi sia detto che la questione della partecipazione all\u2019eucaristia per i matrimoni misti avrebbe potuto essere discussa nei due sinodi sulla famiglia. Invece non sembra che sia stata posta sul tappeto, e AL ha confermato la prassi gi\u00e0 vigente. Mi domando se sia sensato che pochi mesi dopo una conferenza episcopale metta in cantiere un documento che sul punto \u00e8 in contraddizione con il CIC, col Direttorio e con AL, cio\u00e8 con la prassi della Chiesa universale. I vescovi tedeschi non potevano proporre il problema durante i due sinodi? Lo riterrei pi\u00f9 \u201csinodale\u201d!<\/p>\n<p>Concludo con una considerazione sul menzionato modello tridentino: personalmente non sarei propenso a ritenerlo una dimensione da cui \u201cuscire\u201d, secondo l\u2019espressione da te usata. Dai grandi concili ecumenici non si \u201cesce\u201d mai. Non si \u201cesce\u201d da Nicea o da Calcedonia e non si esce neppure dal grande concilio tridentino o dal Vaticano I. Penso sia metafora pi\u00f9 confacente considerarli anelli interni che il grande albero della tradizione, in quanto hanno di sostanziale e irreversibile, \u201cintegra\u201d <i>dentro<\/i> di s\u00e9 crescendo organicamente oltre ma non senza di essi.<\/p>\n<p>Ecco l\u2019essenziale che posso dire intorno alle tue osservazioni.<\/p>\n<p>Fraternamente.<\/p>\n<p>d. Giulio, monaco \u201cconsenziente\u201d al primato del sacramento sull\u2019etica<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Gi\u00e0 in altre occasioni mi sono confrontato con il collega Giulio Meiattini sul magistero di papa Francesco. Con lui siamo docenti nel medesimo Ateneo romano, S. 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