{"id":13040,"date":"2018-07-08T20:05:30","date_gmt":"2018-07-08T18:05:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13040"},"modified":"2018-09-02T00:10:56","modified_gmt":"2018-09-01T22:10:56","slug":"il-pellegrino-di-ginevra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-pellegrino-di-ginevra\/","title":{"rendered":"Il pellegrino di Ginevra"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Logo_visite_pape_GE.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-13039\" alt=\"Logo_visite_pape_GE\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Logo_visite_pape_GE-300x168.jpg\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Logo_visite_pape_GE-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Logo_visite_pape_GE-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Logo_visite_pape_GE.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center\">Version fran\u00e7aise <a title=\"Le p\u00e8lerin de Gen\u00e8ve\" href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/le-pelerin-de-geneve\/\">ici<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Il sito del Vaticano pubblica i documenti del viaggio di Papa Francesco del 21 giugno sotto il titolo: &#8220;Pellegrinaggio ecumenico a Ginevra&#8221;.<\/p>\n<p>In un dizionario recente, la parola pellegrinaggio \u00e8 definita come &#8220;un viaggio verso un luogo santo in uno spirito di devozione&#8221;.<a title=\"\" href=\"\/Users\/Girolamo\/Downloads\/Blog%2035.docx#_ftn1\">[1]<\/a> In questo caso, il <i>luogo santo<\/i> \u00e8 la Ginevra di Calvino e di tutti i protestantesimi. Per quanto riguarda il pellegrino, \u00e8 il papa, di cui il medesimo dizionario dice che \u00e8 &#8220;il capo supremo della Chiesa cattolica romana&#8221; rinviando alla parola <i>pontefice<\/i>: &#8220;alto dignitario cattolico. Il <i>Sommo Pontefice<\/i>: il Papa&#8221;.<a title=\"\" href=\"\/Users\/Girolamo\/Downloads\/Blog%2035.docx#_ftn2\">[2]<\/a> Che lo <i>spirito di devozione<\/i> fosse presente \u00e8 evidente dalle parole pronunciate da Francesco, sia nella sede del Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) che durante la celebrazione liturgica che ne \u00e8 seguita. I 70 anni del CEC evocano, sulle sue labbra, &#8220;un periodo di tempo compiuto, segno di benedizione divina&#8221; che, per il futuro, &#8220;spalanca il metro di una carit\u00e0 smisurata&#8221;.<\/p>\n<p>Fin qui, tutto bene. Eppure&#8230; In occasione di un convegno ecumenico tenutosi a Monaco (Francia) nel giugno del 1965, al quale ho partecipato, ricordo di aver sentito il pastore H\u00e9bert Roux, osservatore riformato al Concilio, deplorare il fatto che, nel Decreto sull\u2019ecumenismo <i>Unitatis reditegratio<\/i>, non si faccia menzione dell\u2019enciclica <i>Mortalium Animos<\/i> di Pio XI del 1928 per dire che l&#8217;esclusivismo cattolico professato in quel documento \u00e8 ormai superato.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, quando ho ascoltato Papa Francesco giunto a Ginevra per l&#8217;anniversario della nascita del Consiglio Ecumenico delle Chiese, mi sarebbe piaciuto che il suo intervento includesse un breve riferimento al <i>Monitum<\/i> del Sant&#8217;Uffizio del 5 giugno 1948. Questo testo vietata, senza nominare esplicitamente il CEC ma prendendolo evidentemente di mira, la partecipazione a riunioni &#8220;dette ecumeniche&#8221; senza l&#8217;espressa autorizzazione della Santa Sede, cos\u00ec come qualsiasi partecipazione a liturgie diverse da quelle cattoliche: il 70\u00b0 anniversario del CEC \u00e8 dunque anche l\u2019anniversario del deciso rifiuto allora opposto dalla Chiesa cattolica a questo stesso CEC.<\/p>\n<p>Se papa Francesco non ha detto nulla, il teologo deve ancora rischiare qualche riflessione. Sono convinto che i Papi Pio XI e Pio XII pensassero che i loro due testi fossero &#8220;definitivi&#8221; e che non si sarebbe mai ritornati sulle posizioni allora prese: ci sarebbe certo sempre stato uno sforzo di benevolenza verso i &#8220;fratelli separati&#8221; per i facilitare il loro &#8220;ritorno all&#8217;unit\u00e0&#8221;, ma si pensava che, <i>per rispettare la volont\u00e0 di Cristo fondatore della sua Chiesa<\/i>, nessuna transazione fosse possibile, n\u00e9 sul piano dottrinale, n\u00e9 su quello liturgico o istituzionale e neppure sul piano missionario.<\/p>\n<p>Mi si renda atto che non esagero, poich\u00e9 ho vissuto il 1948, ho ascoltato le dichiarazioni della Santa Sede, ho conosciuto i sospetti e le sanzioni riguardanti i rari &#8220;ecumenisti cattolici&#8221; dell\u2019epoca. E, pio monaco benedettino non appartenente ad un ambiente &#8220;progressista&#8221;, seguivo il magistero dell&#8217;immenso papa Pio XII! Se oggi Papa Francesco viene di persona a Ginevra, se a Lund partecipa a una liturgia con i luterani, \u00e8 perch\u00e9 i criteri di giudizio sono cambiati. E infatti il \u200b\u200bconcetto di &#8220;Chiesa cattolica&#8221; ha conosciuto, dal 1928 e dal 1948 ad oggi, un approfondimento: i principali libri pubblicati tra le due guerre da teologi come Mersch, Congar, Lubac e altri, ne sono il segno sul piano teologico. Ma, con l&#8217;Azione Cattolica, \u00a0si \u00e8 fatta anche un\u2019esperienza pi\u00f9 ampia della realt\u00e0 della Chiesa. D&#8217;altra parte, la lotta comune contro il nazismo ha rivelato l&#8217;eroismo cristiano non solo del vescovo cattolico von Galen, ma anche del pastore luterano Dietrich Bonhoeffer. La Shoah, da parte sua, ha lentamente mutato la visione tradizionale cattolica circa il popolo ebraico &#8230; Una sorta di nuova coscienza ecclesiale (che lo stesso Pio XII presentiva nell\u2019enciclica <i>Mystici Corporis<\/i> del 1943) si \u00e8 cos\u00ec diffusa.<\/p>\n<p>La profezia di Giovanni XXIII e il Concilio Vaticano II hanno fatto il resto, di modo che, senza rinnegare le convinzioni passate nella loro essenza, le si sono ripensate e addolcite, introducendole in un contesto pi\u00f9 ampio, e, infine, pi\u00f9 tradizionale. \u00c8 una tale evoluzione che ha permesso a Papa Francesco di fare il suo pellegrinaggio.<\/p>\n<p>Se quello che ho appena scritto \u00e8 accettabile, penso che sia necessario trarre la seguente conclusione riguardo al presente: anche se \u00e8 difficile ammetterlo, anche se \u00e8 difficile gestirlo concretamente, si deve adottare un atteggiamento prudenziale nei confronti delle disposizioni pratiche emesse in un dato momento da un\u2019autorit\u00e0 suprema come quella del papa o dei suoi uffici, persino per quanto riguarda le basi dottrinali addotte per giustificarle.<\/p>\n<p>Dobbiamo quindi, credo, quando si tratta di questioni attuali, tenere presente l&#8217;esempio del &#8220;pellegrinaggio a Ginevra&#8221;. Ho indicato in un precedente post, intitolato &#8220;Unanimit\u00e0&#8221; (https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/12928\/), come la Regola di San Benedetto promuova un atteggiamento al contempo obbediente e aperto. Ne ho offerto un esempio concreto altrove: con mio grande stupore, nel 1964, il Concilio Vaticano II ha profondamente modificato la visione generale del ministero cattolico che Papa Pio XII aveva tracciato poco prima di morire, affermando che si trattava della &#8220;volont\u00e0 di Cristo&#8221;.<a title=\"\" href=\"\/Users\/Girolamo\/Downloads\/Blog%2035.docx#_ftn3\">[3]<\/a><\/p>\n<p>Non voglio qui nascondere che sto pensando alla spinosa questione del sacerdozio delle donne (che non ho studiato personalmente a fondo): certamente Papa Giovanni Paolo II lo ha escluso solennemente nel 1994, Papa Francesco ha preso atto di questa esclusione nel 2016 in una conferenza stampa in aereo, e la Congregazione per la Dottrina della Fede lo ha ribadito proprio di recente.<\/p>\n<p>Fin qui, tutto bene, eppure&#8230; non possiamo dire con certezza che questi documenti solenni, per quanto giustificati nella congiuntura attuale, dureranno per sempre. Infatti se, grazie a evoluzioni teologiche e concrete oggi imprevedibili, un giorno si introducesse un cambiamento, ci sar\u00e0 un papa che dir\u00e0, come Francesco a Ginevra: &#8220;quanti ci hanno preceduto nel cammino\u2026 hanno trovato l\u2019audacia di guardare oltre e di credere nell\u2019unit\u00e0, superando gli steccati dei sospetti e della paura&#8230; Con l\u2019inerme forza del Vangelo, hanno avuto il coraggio di invertire la direzione della storia&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Ad ogni modo, le cose rimangono al momento cos\u00ec e si pu\u00f2 certamente pensare a riforme pi\u00f9 urgenti. Punto a uno stato d&#8217;animo da conservare a proposito di questo stato di cose che accettiamo e rispettiamo.<\/p>\n<div><\/p>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"\/Users\/Girolamo\/Downloads\/Blog%2035.docx#_ftnref1\">[1]<\/a>[1] Le <i>Robert de poche<\/i>, \u00e9dition 2006 p. 548<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"\/Users\/Girolamo\/Downloads\/Blog%2035.docx#_ftnref2\">[2]<\/a> Ibid. p. 538 et p. 578<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"\/Users\/Girolamo\/Downloads\/Blog%2035.docx#_ftnref3\">[3]<\/a> Cf. <i>La Chiesa\u00a0: il travaglio delle riforme,<\/i> San Paolo, Cinisello Balsamo 2012, pp. 5-13.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Version fran\u00e7aise ici Il sito del Vaticano pubblica i documenti del viaggio di Papa Francesco del 21 giugno sotto il titolo: &#8220;Pellegrinaggio ecumenico a Ginevra&#8221;. 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