{"id":12846,"date":"2018-05-17T15:45:40","date_gmt":"2018-05-17T13:45:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=12846"},"modified":"2018-05-17T16:00:59","modified_gmt":"2018-05-17T14:00:59","slug":"amoris-laetitia-inizio-di-un-inizio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/amoris-laetitia-inizio-di-un-inizio\/","title":{"rendered":"Amoris Laetitia: &#8220;inizio di un inizio&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/fidalgodelmissier1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-12848\" alt=\"fidalgodelmissier\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/fidalgodelmissier1.jpg\" width=\"200\" height=\"283\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Presso l&#8217; Accademia Alfonsiana. il 9 maggio scorso, si \u00e8 tenuta la presentazione di un volume, frutto del lavoro di seminario che lungo l&#8217;anno accademico ha impegnato docenti e studenti della Accademia in un prezioso lavoro di confronto e di scavo del testo: il libro si intitola\u00a0<strong>Am<\/strong><b>oris laetitia.\u00a0<\/b><\/em><em><b>Il Vangelo dell&#8217;Amore: un cammino da intraprendere\u2026<\/b>a cura di\u00a0Giovanni Del Missier &#8211; Antonio G. Fidalgo, Padova, EMP, 2018. In occasione della presentazione ho tenuto una breve relazione che riporto qui sotto.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<h4><em><\/em><b>I cambiamenti pi\u00f9 decisivi di AL e ci\u00f2 che resta da cambiare.\u00a0<\/b><b>Un solenne \u201cinizio di un inizio\u201d<\/b><\/h4>\n<p>di Andrea Grillo<\/p>\n<p>L\u2019apprezzamento convinto per il testo di AL non deve nascondere alla vista e alla coscienza ecclesiale che si tratta, per molti versi, solo di un grande e solenne \u201cinizio di un inizio\u201d &#8211; secondo la famosa definizione che K. Rahner diede del Concilio Vaticano II. A tal proposito voglio proporre tre idee: presento molto rapidamente e in modo oltremodo sintetico le fondamentali novit\u00e0 del testo. Ma poi, basandomi su alcune opere di commento assai recenti, metto a tema due aspetti per risolvere i quali il testo di AL ha bisogno di un cammino ecclesiale, teologico e pastorale di approfondimento e di avanzamento.<\/p>\n<p><i>a) I punti di novit\u00e0 acquisita: la uscita dal modello ottocentesco di dottrina\/disciplina matrimoniale<\/i><\/p>\n<p><i>&#8211; muta l\u2019autocomprensione del magistero<\/i><\/p>\n<p>Ossia il magistero non solo non pretende di risolvere tutte le questioni, ma implica il riconoscimento strutturale di \u201caltre autorit\u00e0\u201d: la struttura dei primi numeri di AL contestualizza il magistero papale e sinodale nel corpo ecclesiale, ossia in una articolazione in cui stanno, necessariamente, e con un competenza \u201cpi\u00f9 autorevole\u201d in termini di determinazione, il magistero dei singoli vescovi, quello dei singoli parroci e, infine, quello delle coppie, con la loro storia e la loro coscienza.<\/p>\n<p>&#8211; <i>muta il ruolo del diritto canonico in rapporto alla pastorale<\/i><\/p>\n<p>il definirsi di una \u201cmeschinit\u00e0\u201d (pusilli animi est&#8230;AL 304) della pretesa di giudicare un soggetto \u201cesclusivamente sulla base della conformit\u00e0 del comportamento con una legge oggettiva\u201d ridimensiona strutturalmente le pretese di un \u201csapere giuridico\u201d che solo a partire dal codice del 1917 ha ritenuto di sequestrare in s\u00e9 l\u2019orizzonte della \u201cfedelt\u00e0 al vangelo\u201d. La riapertura del campo pastorale \u00e8 \u201cfedelt\u00e0 al fenomeno amore\u201d, non relativizzazione della legge.<\/p>\n<p>&#8211; <i>muta la comprensione della relazione tra alleanza matrimoniale e alleanza Cristo\/Chiesa<\/i><\/p>\n<p>La teologia del matrimonio \u00e8 apparsa, negli ultimi decenni, o giuridicamente congelata o sistematicamente surriscaldata. Intendo dire che la relazione tra rapporto marito\/moglie e il rapporto Cristo\/chiesa ha assunto sia storicamente sia nella chiesa contemporanea una assoluta irrilevanza o una rilevanza totalizzante. AL riconduce la analogia e il segno alla sua proporzione pi\u00f9 adeguata, definendo \u201cimperfetto\u201d il segno e la analogia (AL 72-73). Questo \u00e8 un passaggio decisivo per ridimensionare il \u201cmassimalismo teologico\u201d che \u00e8 fiorito soprattutto dopo FC.<\/p>\n<p>&#8211; <i>muta la posizione dell\u2019amore rispetto al matrimonio: protologia e escatologia<\/i><\/p>\n<p>Infine, ma forse si dovrebbe dire, anzitutto, emerge dal testo di AL una grande e non nuova consapevolezza del carattere \u201cescatologico\u201d dell\u2019amore (soprattutto il cap IX e l\u2019ultimo numero del testo) . L\u2019amore \u00e8 orizzonte originario e definitivo, che non pu\u00f2 essere semplicemente appiattito sulla \u201cmanifestazione del consenso\u201d. La storia dell\u2019amore ha un prima e un dopo rispetto alla logica contrattuale. Ci\u00f2 riapre i giochi sulla \u201cstoria del vincolo\u201d e sulla esigenza di accompagnarla, discernerla e integrarla.<\/p>\n<p>Questi 4 punti aiutano a comprendere bene le problematiche che rimangono aperte, grazie alla struttura processuale che AL \u2013 sulla base di EG \u2013 ha introdotto e che ora vale anche per la sua recezione.<\/p>\n<p><i>b) La penitenza in questione: oltre il foro interno<\/i><\/p>\n<p>Il primo punto critico che vorrei affrontare riguarda una delle domande pi\u00f9 radicali che hanno preparato, accompagnato e seguito il testo di AL: ossia la \u201cassolvibilit\u00e0\u201d dei soggetti battezzati, la cui storia conosce il divorzio rispetto al vincolo sacramentale e il sorgere di un nuovo vincolo civile. La domanda \u00e8: un tale soggetto \u201cpu\u00f2 essere assolto\u201d e quindi pu\u00f2 accedere alla pienezza eucaristica?<\/p>\n<p>Un recente studio di B. Petr\u00e0, che qui non ha bisogno di presentazioni, mette bene in luce, con la sua consueta e puntigliosa esattezza, la assenza del \u201cvocabolario penitenziale\u201d nel testo di AL (cfr. B. Petr\u00e0, <i>la questione penitenziale dal Sinodo 2014 all\u2019Amoris Laetitia<\/i>, \u201cRL\u201d, 104\/4(2017), 145-159). La soluzione \u201cin foro interno\u201d proposta da AL ha i suoi limiti, che non dipendono per\u00f2 da AL, ma dalla concezione di \u201csacramento della penitenza\u201d che in essa viene presupposta.<\/p>\n<p>Anzi, vorrei dire cos\u00ec: proprio la limitatezza della soluzione proposta \u2013 che \u00e8 soluzione autentica, ma dalla efficacia strutturalmente limitata \u2013 costringe ad una riflessione pi\u00f9 radicale. Il \u201cforo interno\u201d \u00e8 una astrazione che pu\u00f2 risultare pericolosa rispetto alla istanza del primato del tempo sullo spazio e della elaborazione di \u201ccammini\u201d di accompagnamento, discernimento e integrazione per i soggetti.<\/p>\n<p>La tradizione penitenziale si \u00e8 concentrata sulla sola assoluzione in circostanze storiche e teoriche piuttosto limitate e con una forzatura obiettiva rispetto alla \u201cres\u201d. Vorrei dire, in altri termini: il sacramento della penitenza comporta sempre un processo di elaborazione degli \u201catti del penitente\u201d. Siamo noi a non vederlo pi\u00f9 e a scoprirlo, magari <i>obtorto collo<\/i>, solo nel caso delle crisi del matrimonio. Ma proprio su questo punto il sacramento della penitenza in nessun modo pu\u00f2 contribuire a confermare il modello borghese di scissione tra \u201crilevanza privata\u201d e \u201crilevanza pubblica\u201d del matrimonio. La ricostruzione di una \u201ctrama comunitaria\u201d, che tanto sta a cuore ad AL, esige la riscoperta delle \u201copere penitenziali\u201d come cammino di conversione dei soggetti feriti dal loro matrimonio e aperti alla possibilit\u00e0 di reintegrazione e rifioritura.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che AL non poteva fare, ma che deve fare la sua recezione, \u00e8 <em>una accurata riflessione sullo statuto sistematico e processuale del \u201cfare penitenza\u201d nella Chiesa, cosa che da un lato non \u00e8 mai del tutto riducibile al sacramento, al cui interno, tuttavia e d\u2019altro canto, la riscoperta della processualit\u00e0 \u2013 o non immediatezza &#8211; rimane passaggio essenziale.<\/em> Accanto ad un \u201cforo interno\u201d (coscienza), e a differenza del \u201cforo esterno\u201d (tribunale canonico) si apre un \u201cforo pastorale\u201d in cui presenza comunitaria e lavoro penitenziale si intrecciano necessariamente. Di ci\u00f2 occorre essere non solo consapevoli, ma prendersi cura nel lavoro pastorale, per saper trasformare le comunit\u00e0 in luoghi realmente capaci di &#8211; e interessati a\u00a0 &#8211; accompagnare, discernere e reintegrare.<\/p>\n<p><i>c) La necessaria profezia dei canonisti: indissolubilit\u00e0 e adulterio da ripensare<\/i><\/p>\n<p>Il secondo punto che desidero mettere a tema \u00e8 quasi paradossale: proprio il documento che ha segnato, 100 anni dopo il sorgere di un <em>Codice di diritto canonico<\/em>, un forte ridimensionamento della autorit\u00e0 canonica in campo matrimoniale \u2013 lavorando sia sulla procedura, sia aprendo lo spazio di un \u201cforo pastorale\u201d &#8211; esige, per la sua recezione, la profezia e la creativit\u00e0 dei canonisti.<\/p>\n<p>Il libro di W. Kasper, a<span style=\"font-size: medium\">ppena pubblicato, (<\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Il messaggio di Amoris Laetitia. Una discussione fraterna,\u00a0<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">Queriniana, GdT 406, Brescia 2018<\/span><\/span><span style=\"font-size: medium\">) <\/span><span style=\"font-size: medium\">presen<\/span>tando con grande pacatezza la rilevanza del testo di AL, pone alcune questioni intorno alla \u201cindissolubilit\u00e0\u201d che possono bene legarsi alle parallele questioni sollevate da J-P. Vesco <span style=\"color: #000000\">(<\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Ogni amore vero \u00e8 indissolubile. Considerazioni in difesa dei divorziati risposati<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">, Queriniana, GdT 374, Brescia, 2015<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"> )<\/span> sulla nozione di \u201cadulterio\u201d. In questo campo, \u00e8 bene ricordarlo, abbiamo bisogno di canonisti capaci di creativit\u00e0, ossia disposti a considerare non solo la reale \u201clex condita\u201d, ma anche la possibile e forse necessaria \u201clex condenda\u201d. Come sempre \u00e8 successo. E come invece oggi sembra assurdo chiedere.<\/p>\n<p>Un breve testo di Kasper ci \u00e8 utile a tal proposito proposito: \u201cIl concetto di indissolubilit\u00e0 esprime solo in modo imperfetto questo carattere di dono del vincolo matrimoniale\u201d (44). Questo che cosa significa? Che \u00e8 compito del canonista studiare la \u201cnormativa\u201d pi\u00f9 adeguata per dar conto della \u201cindissolubilit\u00e0\u201d\/fedelt\u00e0 e della sua infrazione, ossia dell\u2019adulterio. Una elaborazione giuridica intorno a questa coppia diventa oggi un compito inaggirabile. E la elaborazione della nozione non esclude la rielaborazione della \u201csanzione\u201d, ossia implica la esigenza di concepire la \u201csanzione\u201d in modo anche diverso dalla scomunica.<\/p>\n<p>In effetti, se osserviamo bene la condizione attuale, scopriamo di essere di fronte ad una \u201cfalla\u201d del sistema, &#8220;falla&#8221; che AL ha generato e di cui non pu\u00f2 essere considerata immediata responsabile. Proviamo a fotografarla in forma assai schematica:<\/p>\n<p>&#8211; ANTE AL: la condizione del \u201cbattezzato divorziato risposato civilmente\u201d poteva avere solo tre uscite verso la comunione: o chiedeva il riconoscimento della nullit\u00e0 del vincolo sacramentale, o sceglieva di vivere in continenza le seconde nozze, o si asteneva dalla comunione sacramentale per la vita intera.<\/p>\n<p>&#8211; POST AL: continuano, ovviamente le tre opzioni precedenti, ma si apre una quarta opzione che potremmo per\u00f2 definire \u201cincompiuta\u201d. Ossia, nel cammino \u201cin foro interno\u201d, il soggetto pu\u00f2 riconoscere in s\u00e9 e veder riconosciuto sul piano pastorale lo \u201cstato di grazia\u201d della propria esistenza in \u201cseconde nozze\u201d. Ma questa condizione complessa, che la legge civile consente e riconosce, in quale rapporto si pone con la legge ecclesiale? In altri termini, come pu\u00f2 la legge ecclesiale riconoscere la condizione \u201criconciliata\u201d del soggetto civilmente risposato?<\/p>\n<p>Questo punto ha bisogno di creativit\u00e0 giuridica, senza la quale l\u2019ordinamento non avrebbe modo di riconoscere e di tutelare soggetti altrimenti \u201cinvisibili\u201d. Ci\u00f2 potrebbe avvenire almeno in due possibili direzioni:<\/p>\n<p>&#8211; considerando la \u201cmorte morale\u201d del vincolo sacramentale e il riconoscimento del vincolo civile, anche se non di carattere sacramentale;<\/p>\n<p>&#8211; introducendo una specifica dispensa, con sospensione degli effetti del vincolo sacramentale e riconoscimento ecclesiale del vincolo civile.<\/p>\n<p>Questo sviluppo, in altri termini, sta sicuramente \u201coltre\u201d AL, ma \u00e8 reso necessario dalla considerazione dello sviluppo che AL profeticamente ha introdotto. Se AL rende possibile &#8220;far pace&#8221; con la condizione di &#8220;seconde nozze&#8221;, la sua recezione deve rendere &#8220;opponibile ai terzi&#8221; la condizione di comunione riconosciuta anche sacramentalmente.<\/p>\n<p>In ultima analisi, potremmo dire che nel considerare i \u201climiti\u201d della legge oggettiva, AL rilegge non soltanto la comprensione delle \u201cseconde nozze\u201d, ma permette di distinguerle in modo sempre pi\u00f9 accurato dalla fattispecie dell\u2019adulterio. Credo che nel cammino che va da FC ad AL abbiamo assistito ad una graduale riconsiderazione della differenza tra \u201cadulterio\u201d e \u201cseconde nozze\u201d. Non solo perch\u00e9 la differenza che FC propone tra divorziato non risposato e divorziato risposato ha acquisito una sua plausibilit\u00e0, per quanto limitata; ma anche perch\u00e9 il peccato di \u201cadulterio\u201d deve passare, dal punto di vista penale, dalla comprensione di \u201creato permanente\u201d a quella di \u201creato istantaneo\u201d. La stessa interpretazione del canone 915 \u2013 come ostacolo invalicabile alla reintegrazione dei divorziati risposati \u2013 merita una profonda revisione, poich\u00e9, con la sua lettura in termini di \u201cresponsabilit\u00e0 oggettiva\u201d, non tiene conto n\u00e9 della storia dei soggetti, n\u00e9 delle diverse modalit\u00e0 di accesso e di stabilit\u00e0 nelle seconde nozze. La \u201costinazione\u201d nel permanere nella condizione di peccato grave non pu\u00f2 essere pi\u00f9 semplicemente identificata con il sorgere oggettivo del nuovo vincolo civile. Ma questo non basta. Occorre che il &#8220;sistema giuridico ecclesiale&#8221; possa essere messo &#8220;in asse&#8221; rispetto alla profezia che il sacramento ha gi\u00e0 realizzato.<\/p>\n<p><i>Conclusioni<\/i><\/p>\n<p>Insomma, per concludere, lo spazio processuale della pastorale che AL introduce nel rapporto tra Chiesa e soggetti cosiddetti \u201cirregolari\u201d, pur essendo stato pensato con le categorie del \u201cforo interno\u201d e quindi senza la esigenza di una traduzione giurisdizionale in \u201cforo esterno\u201d, deve necessariamente confrontarsi sia con un \u201cfare penitenza\u201d che non \u00e8 mai riducibile alla invisibilit\u00e0 della contrizione, sia con una riconoscibilit\u00e0 del nuovo legame &#8211; come luogo non solo di peccato, ma anche di grazia &#8211;\u00a0 che come tale deve poter essere \u201copponibile ai terzi\u201d non solo nel mondo civile, ma anche all\u2019interno della Chiesa. Lavoro penitenziale dei soggetti e riconoscimento formale delle seconde nozze sono due \u201cnon detti\u201d di AL che attendono la elaborazione e la sperimentazione da parte della recezione pastorale e comunitaria, per la quale occorre un contributo di una rinnovata dottrina sacramentale e di una canonistica capace di accedere anche ad una \u201clex condenda\u201d. In fondo, non si tratta di &#8220;cose nuove&#8221;, ma di pratiche antiche, che ci siamo dimenticati. Molto antico \u00e8 costruire cammini di riabilitazione del soggetto; molto antico \u00e8 adeguare la legge alla realt\u00e0, e non solo la realt\u00e0 alla legge, Questo \u00e8 compito della recezione di AL.\u00a0Non bisogna mai dimenticare, infatti, che la recezione \u00e8 parte integrante e qualificante del Magistero della Chiesa. Per la quale recezione occorre un lavoro specifico, sia di natura teorica, sia di natura pratica, che sappia guardare sapientemente indietro e avanti, per una chiesa davvero &#8220;ante et retro oculata&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Presso l&#8217; Accademia Alfonsiana. il 9 maggio scorso, si \u00e8 tenuta la presentazione di un volume, frutto del lavoro di seminario che lungo l&#8217;anno accademico ha impegnato docenti e studenti della Accademia in un&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12846"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12846"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12846\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12856,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12846\/revisions\/12856"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12846"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12846"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12846"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}