{"id":12783,"date":"2018-04-04T12:08:26","date_gmt":"2018-04-04T10:08:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=12783"},"modified":"2018-04-04T12:10:20","modified_gmt":"2018-04-04T10:10:20","slug":"nuova-teologia-eucaristica-15-eucaristia-essenzialmente-una-lode-gh-lafont-5","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/nuova-teologia-eucaristica-15-eucaristia-essenzialmente-una-lode-gh-lafont-5\/","title":{"rendered":"Nuova teologia eucaristica (\/15): Eucaristia, essenzialmente una lode (Gh. Lafont \/5)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/lafont.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3848\" alt=\"lafont\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/lafont.jpg\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/lafont.jpg 225w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/lafont-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Un ulteriore passo nella riflessione di Gh. Lafont sulla &#8220;Nuova teologia eucaristica&#8221;, che giunge ad individuare nella &#8220;natura eucaristica&#8221; della messa il suo centro: lode e dossologia chiedono una rilettura della parola e del pasto, assimila la Chiesa al suo Signore. Con questo testo si conclude la prima parte degli interventi del teologo francese su questo blog. Ma \u00e8 in programma, a partire dai prossimi giorni, una &#8220;nuova serie&#8221; di interventi, che metter\u00e0 a tema, in modo molto stringente, la relazione tra il nuovo modello di teologia eucaristica e una nuova teologia del ministero ordinato.\u00a0 Come lascia intendere anche la conclusione del testo qui sotto, il passaggio alla nuova teologia eucaristica esige una riscoperta della nozione di &#8220;sacerdozio regale&#8221;. Per questo la costruzione della teologia medievale e tridentina della eucaristia deve essere sottoposta ad accurata &#8220;decostruzione&#8221;, fondandola, come vedremo, su una diversa teoria del sacerdozio e del ministero.<\/em><\/p>\n<p><b>Eucaristia, essenzialmente una lode<\/b><\/p>\n<p>di Ghislain Lafont<\/p>\n<p>Una nuova teologia eucaristica dovrebbe ripartire da ci\u00f2 che dice la parola stessa: eucaristia, felice parola di grazia, o ancora, dossologia, parola di gloria. Un complimento fatto a una signora, per il suo bel vestito, degli applausi che esplodono alla fine di una esecuzione musicale perfetta o di una conferenza insieme magistrale e modesta, l\u2019elogio convinto di un defunto prima di seppellire il suo corpo, delle felicitazioni (dal latino <i>felix<\/i>, felice) che accolgono una certa prestazione, qualunque essa sia&#8230;considero questi esempi semplici e umani, perch\u00e9 credo che ci sono utili per riattivare in noi la gioia dell\u2019ammirazione, senza la quale non pu\u00f2 esserci parola di grazia. Nell\u2019Eucaristia si tratta di una atto di meraviglia davanti a Ges\u00f9 Cristo, che provoca la lode e incita spontaneamente alla partecipazione.<\/p>\n<p>Un esempio: durante il mio servizio militare, circa 70 anni fa (!), avevo un compagno totalmente digiuno in fatto di religione. Dovevamo partire per le esercitazioni, ma siccome le manovre militari gli erano tanto estranee quanto la fede, ottenne di restare in caserma e di garantire una sorveglianza continua in loco. Mi chiese un libro per passare il tempo. Gli diedi una biografia di Ges\u00f9, redatta per gente semplice da una sorta di profeta, il padre Thivollier. Questo libro, che all\u2019epoca conosceva un immenso successo, s\u2019intitolava \u201cIl Liberatore\u201d. Al mio rientro dalle esercitazioni il mio collega mi disse il suo stupore e la sua ammirazione: \u201cChe tipo \u00e8 questo? E\u2019 veramente esistito? Ha detto e fatto tutte queste cose?\u201d. Quindi ho cercato di convincerlo che era tutto vero, che non era un romanzo o una leggenda. Sono riconoscente a questo ragazzo, che ha riattivato in me la lode: eucaristia!<\/p>\n<p>Nel messale di Pio V c\u2019era una prefazio straordinariamente semplice, da utilizzare nei giorni ordinari. Lo riproduco qui:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>E\u2019 veramente cosa buona e giusta,<\/i><\/p>\n<p><i>nostro dovere e fonte di salvezza<\/i><\/p>\n<p><i>renderti grazie sempre e in ogni luogo,<\/i><\/p>\n<p><i>a te Signore, Padre santo, Dio eterno e onnipotente,<\/i><\/p>\n<p><i><b>Per Cristo nostro Signore<\/b><\/i><\/p>\n<p><i>Grazie a lui gli angeli lodano la tua maest\u00e0, <\/i><\/p>\n<p><i>le dominazioni la adorano, i troni la riveriscono<\/i><\/p>\n<p><i>I cieli e le potenze del cielo, con i beati<\/i><\/p>\n<p><i>serafini la celebrano, uniti nella stessa letizia.<\/i><\/p>\n<p><i>Al loro canto ti preghiamo di lasciar <\/i><\/p>\n<p><i>unire le nostre voci<\/i><\/p>\n<p><i>E di proclamare con la stessa gioia:<\/i><\/p>\n<p><i>Santo, Santo, Santo\u2026<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questo testo si trova una invocazione a Dio, che esprime il desiderio di una lode perenne nel tempo e nello spazio, poi una sola riga che evoca il mediatore grazie al quale questa lode \u00e8 possibile, infine la preghiera raggiunge in cielo il coro degli angeli, primi beneficiari di questa mediazione. L\u2019assemblea radunata torna quindi a se stessa e assume su di s\u00e9 la dossologia. La memoria di Ges\u00f9 Cristo \u00e8 centrale: soltanto con due titoli \u2013 Cristo e Signore \u2013 si dice tutto. Siamo rimandati silenziosamente al Simbolo apostolico. Questo Ges\u00f9, grazie al quale tutte le creature possono lodare il Padre, \u00e8 il \u201cFiglio unigenito, nato dalla vergine Maria, che pat\u00ec sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, mor\u00ec e fu sepolto, discese agli inferi, il terzo giorno risuscit\u00f2 dai morti, \u00e8 salito al cielo, siede alla destra del Padre onnipotente, e di l\u00e0 verr\u00e0 a giudicare i vivi e i morti\u201d. In un certo modo, l\u2019Eucaristia dice tutto questo e si compie in questa breve dossologia, che tutto comprende: l\u2019invocazione di Dio, l\u2019evocazione della salvezza in Ges\u00f9 Cristo, l\u2019anticipazione della citt\u00e0 celeste, dimora di lode, ma anche partecipazione di tutti noi ancora sulla terra, che formiamo la comunit\u00e0, una sorta di impegno a vivere tutto, nel corso del tempo, <i>in laudem gloriae<\/i>, a lode della gloria, come amava ripetere Santa Elisabetta della Trinit\u00e0: \u00e8 il sacrificio spirituale che la lode include nel sacrificio del Cristo. A monte di questa lode, e per motivarla oggi di nuovo, c\u2019\u00e8 la proclamazione della Parola di Dio poich\u00e9, come dice la lettera agli Ebrei, \u201cdi me sta scritto nel rotolo del Libro\u201d, e dunque ogni passo della Scrittura ci parla del Mistero per cui l\u2019Eucaristia rende grazie.<\/p>\n<p>Tuttavia la parola non \u00e8 sufficiente: bisogna coinvolgere anche il corpo, come fu anche per Ges\u00f9. Per questo portiamo pane e vino, segni del sacrificio simbolico. Invochiamo lo Spirito Santo, frutto della Risurrezione, affinch\u00e9 assicuri alla lode un rimando da un lato alla sua sorgente corporea, il corpo e il sangue di Ges\u00f9 morto e risorto, dall\u2019altro alla nostra comunit\u00e0 che si offre in sacrificio spirituale, in comunione con le altre comunit\u00e0 e in definitiva con tutta l\u2019umanit\u00e0. E alla fine, di nuovo, facciamo risuonare la dossologia: per Cristo, con Cristo e in Cristo&#8230;La comunione sacramentale iscrive il nostro corpo nell\u2019azione liturgica e fa di noi il Corpo di Cristo.<\/p>\n<p>Sembra quindi evidente che \u00e8 l\u2019intera comunit\u00e0 a celebrare questa lode: essa non \u00e8 altro che la funzione eminente di ci\u00f2 che il Concilio ha richiamato come sacerdozio regale della Chiesa (LG, cap. 2, n.10)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un ulteriore passo nella riflessione di Gh. 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