{"id":12748,"date":"2018-03-26T22:37:03","date_gmt":"2018-03-26T20:37:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=12748"},"modified":"2018-09-10T09:01:44","modified_gmt":"2018-09-10T07:01:44","slug":"per-lumanesimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/per-lumanesimo\/","title":{"rendered":"Per l\u2019umanesimo"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/1920px-Botticelli-primavera.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-12746\" alt=\"Botticelli-primavera\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/1920px-Botticelli-primavera-300x197.jpeg\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/1920px-Botticelli-primavera-300x197.jpeg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/1920px-Botticelli-primavera-1024x672.jpeg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/1920px-Botticelli-primavera.jpeg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"center\">Version fran\u00e7aise <a title=\"Pour l\u2019humanisme\" href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/pour-lhumanisme\/\"><span style=\"text-decoration: underline\">ici<\/span><\/a><\/p>\n<p>Vorrei qui parlare di Marie No\u00ebl, pseudonimo di un\u2019anziana signorina di Auxerre, piccola citt\u00e0 di provincia che aveva conservato fino alla met\u00e0 del secolo scorso qualcosa dell\u2019impronta giansenista segnata per cinquant\u2019anni nel Settecento dal vescovo di allora, Mons. De Caylus.<\/p>\n<p>Marie No\u00ebl, persona fragile e delicata, al tempo stesso profondamente credente, parrocchiana esemplare, dedita alle opere buone, era nondimeno terrorizzata da una certa immagine terrificante di Dio, alimentata probabilmente dalla durezza della repressione antimodernista dell\u2019epoca, cos\u00ec come della predicazione delle cose ultime. Ma era anche, a detta dell\u2019abb\u00e9 Bremond, una poetessa di genio di cui non ci stanchiamo mai di leggere le opere. Amava l\u2019arte e la letteratura, e vi trovava delle fonti di vita. La sua causa di beatificazione \u00e8 stata aperta a Auxerre nella festa di tutti i Santi del 2017.<\/p>\n<p>Il 27 gennaio 1927, Marie No\u00ebl scriveva all\u2019abb\u00e9 Mugnier: <i><\/i><\/p>\n<p><i>Ho spesso delle difficolt\u00e0 con Dio \u2026 Ed ecco che la Chiesa ci fa penare a sua volta. Non ho nulla a che vedere con le difficolt\u00e0 attuali \u2026 Ma le Settimane religiose <\/i>[titolo allora corrente delle riviste diocesane] <i>non ci lasciano ignorare nulla della disciplina dell\u2019Indice che ci vincola tutti. Monsignor arcivescovo di Parigi \u00e8 molto preciso a riguardo. Emerge da questa istruzione che un cattolico sottomesso deve chiudere a poco a poco praticamente tutti i libri della nostra letteratura dal Rinascimento ai nostri giorni \u2013 a meno di un permesso specifico per ogni opera da parte dell\u2019Ordinario \u2026 Ho capito male? Mi sembra quasi impossibile che la Chiesa cos\u00ec saggia e cos\u00ec misurata abbia potuto condannare i suoi fedeli a una distruzione quasi totale della vita intellettuale. Evidentemente questo deve essere pi\u00f9 sicuro per la fede, ma la morte \u00e8 una soluzione ben radicale.<b><a title=\"\" href=\"\/Users\/Girolamo\/Downloads\/Per%20l'umanesimo.docx#_ftn1\">[1]<\/a><\/b><\/i><\/p>\n<p>Ci\u00f2 che Marie No\u00ebl non sapeva, \u00e8 che lo stesso interdetto pesava non solo sulla letteratura, ma anche sulla filosofia e sulle scienze, da Copernico e Cartesio fino ai nostri giorni. Una lettura dell\u2019Indice dei libri proibiti in vigore fino al Concilio Vaticano II non ci lascia alcun dubbio a riguardo.<\/p>\n<p>In definitiva, ci\u00f2 che era condannato in linea di principio, era quanto si potrebbe chiamare <i>l\u2019umanesimo<\/i>, cio\u00e8 l\u2019idea che l\u2019uomo ha un valore e che sviluppare le sue capacit\u00e0 e la sua autonomia non va necessariamente contro il suo destino sovrannaturale, n\u00e9 contro il bisogno di redenzione legato al peccato, al contrario.<\/p>\n<p>Tale umanesimo ha conosciuto le sue stagioni lungo la storia umana. La <i>Somma<\/i> di san Tommaso e lo stile gotico nel Duecento e nel Trecento ne rappresentano una. L\u2019avvento della scienza moderna con Copernico, legato cronologicamente e forse essenzialmente alla riscoperta dell\u2019antichit\u00e0 pagana al tempo del Rinascimento, ne ha iniziata un\u2019altra. Ora, \u00e8 precisamente quanto la Chiesa, come istituzione globale, non ha saputo riconoscere, condannandosi cos\u00ec nell\u2019ambito della cultura a un ripiegamento su di s\u00e9 che ha lasciato il campo libero ad un\u2019esaltazione anti-cristiana, o almeno a-cristiana, dell\u2019uomo. Questo mi \u00e8 parso chiaro da molto tempo e ho avuto pi\u00f9 volte l\u2019occasione di scriverne<a title=\"\" href=\"\/Users\/Girolamo\/Downloads\/Per%20l'umanesimo.docx#_ftn2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p>Temo in effetti che la tentazione di escludere senza sfumature il moderno a causa di tutte le perversioni ch\u2019esso ha generato e i drammi in cui ci troviamo (ma che avrebbero potuto essere un po\u2019 meno forti se la Chiesa vi si fosse impegnata) \u2013 temo dunque che questa tentazione possa ripresentarsi e che possiamo soccombervi. Offro alcuni esempi. Al monastero della Pierre-qui-Vire, ci ha appena lasciati dom Angelico Surchamp, pittore, affrescatore, musicista raffinato, editore mondialmente conosciuto della collana \u201cZodiaco\u201d che a suo tempo ha risuscitato l\u2019interesse per l\u2019arte romanica nella cultura contemporanea (architettura, scultura, affreschi). Il suo apprezzamento direi \u201cfilosofico\u201d della storia dell\u2019arte lo conduceva a sminuire assolutamente ci\u00f2 che era apparso dopo l\u2019undicesimo secolo. Faceva sua la battuta del suo maestro, il pittore Albert Gleizes: \u201cPicasso? Un Raffaello in decomposizione!\u201d<\/p>\n<p>Ma il disprezzo cominciava ben prima del Rinascimento. Il \u201cBel Dio\u201d di Amiens (il Cristo sul frontone del timpano) non trovava grazia presso di lui, n\u00e9 le \u201cfigure androgine\u201d della Trinit\u00e0 di Rublev! Ora, ho trovato lo stesso giudizio severo sotto la penna di un altro genio artistico, Marko Rupnik, in uno scritto al tempo stesso notevole e polemico: <i>Noi non ci pensiamo pi\u00f9, non ci facciamo pi\u00f9 caso, ma c\u2019\u00e8 un fil rouge ininterrotto che collega i dipinti di Leonardo da Vinci, i ritratti di Tiziano, le bagnanti di Ingres alle figure deformate dell\u2019espressionismo tedesco o, pi\u00f9 tardi, di Karel Appel e di Francis Bacon<\/i>.<a title=\"\" href=\"\/Users\/Girolamo\/Downloads\/Per%20l'umanesimo.docx#_ftn3\">[3]<\/a><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 forse qualcosa del genere anche nelle riserve di un monaco come Enzo Bianchi rispetto agli Esercizi di sant\u2019Ignazio, che pure vanno riconosciuti come un monumento culturale fondamentale dell\u2019alba della modernit\u00e0. Ultimo esempio: ho chiesto un giorno a un teologo, lettore attento e discepolo convinto di Joseph Ratzinger: \u201cHa mai trovato da qualche parte nelle sue opere un apprezzamento positivo della modernit\u00e0?\u201d La risposta \u00e8 stata negativa.<\/p>\n<p>Credo, da parte mia, che questi giudizi si fondino tutti pi\u00f9 o meno su una sorta di esaltazione acritica delle forme neoplatonizzanti della tradizione cristiana, d\u2019altra parte perfettamente legittime. Forse la mia reazione viene dal fatto che la mia prima formazione \u00e8 stata fatta alla scuola di san Tommaso d\u2019Aquino? \u2026<\/p>\n<p>Eppure, quando percorro mentalmente le stanze del mio museo immaginario, in cui figurano Piero della Francesca, il palazzo ducale di Urbino, i disegni di Rembrandt, Georges de la Tour, il ritratto di Chopin fatto da Delacroix, ecc. non vi scorgo le radici di un naturalismo puro o di un bieco soggettivismo. La trascendenza pu\u00f2 essere evocata altrimenti rispetto a come lo fanno le sculture romaniche o le icone russe. Mi commuove in Michelangelo, alla cui arte mi sento peraltro piuttosto estraneo, la tecnica del \u201cnon finito\u201d. Perch\u00e9 non va fino alla fine del suo lavoro, per esempio nella Piet\u00e0 del duomo di Firenze, se non forse perch\u00e9 il mistero lo supera? Egli depone lo scalpello perch\u00e9 non pu\u00f2 finire \u2013 impossibilit\u00e0 profonda, probabilmente, che trasforma la sua scultura e suggerisce l\u2019invisibile.<\/p>\n<p>Ascoltiamo di nuovo Marie No\u00ebl che scrive all\u2019abb\u00e9 Mugnier, il 21 luglio 1935:<\/p>\n<p><i>Ho attraversato Parigi quindici giorni fa per andare a vedere l\u2019esposizione dell\u2019arte italiana \u2026 I colori meravigliosi dei pittori italiani mi hanno riacclimatata meravigliosamente in terra umana. Ho recitato il <\/i>Te Deum<i> per tanti gloriosi capolavori \u2026 e ogni versetto dell\u2019inno faceva sorgere una nuova immagine. <\/i>Tibi cherubim et seraphim<i>, i blu serafici del beato Angelico; <\/i>Te prophetarum, Te martyrum<i> gli scarlatti, i porpora e tutte le coorti di Giotto, Bellini, Lippi \u2026 Il canto di azione di grazie si accordava meravigliosamente e quasi parola per parola agli splendori di tutte queste tele.<b><a title=\"\" href=\"\/Users\/Girolamo\/Downloads\/Per%20l'umanesimo.docx#_ftn4\">[4]<\/a><\/b><\/i><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 qui soltanto l\u2019ignoranza di una piccola provinciale? Come sarebbe compatibile con la sensibilit\u00e0 e il genio letterario di questa donna? Mi pongo di nuovo la questione oggi, avendo tra le mani il volumetto di Massimo Cacciari dedicato alla Vergine Maria, dal titolo <i>Generare Dio<\/i>,<a title=\"\" href=\"\/Users\/Girolamo\/Downloads\/Per%20l'umanesimo.docx#_ftn5\">[5]<\/a> commento in qualche modo mistico dei quadri consacrati a Maria, da Piero della Francesca a Bellini.<\/p>\n<p>Per concludere, tornando alla teologia: sono rimasto colpito nel venire a conoscenza della morte di padre Denis Vasse, psicanalista lacaniano e teologo. Questo mi ha rimandato indietro di quarant\u2019anni, quando leggevo e rileggevo uno dei suoi primi libri, <i>L\u2019ombelico e la voce<\/i>, in cui ho imparato tanto sulla voce, la parola, il corpo, la separazione e la relazione, e da cui ho ricavato delle considerazioni mie sull\u2019intelligenza della fede.<\/p>\n<p>Dietro tutto ci\u00f2, vi \u00e8 la questione di un giudizio sul nostro tempo, in cui la constatazione disperata delle sue immense crepe lascia spazio alla visione di uno splendore, nascosto certo, ma di cui pu\u00f2 cogliere dei lampi chi conserva la speranza e si lascia \u201criacclimatare magnificamente in terra umana\u201d.<b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: right\">(Traduzione italiana di Emanuele Bordello)<\/p>\n<div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"\/Users\/Girolamo\/Downloads\/Per%20l'umanesimo.docx#_ftnref1\">[1]<\/a> Marie No\u00ebl \u2013 Abb\u00e9 Mugnier, <i>J\u2019ai bien souvent de la peine avec Dieu. Correspondance<\/i>, Paris, Cerf, 2017, p. 167. Alla fine, grazie alla mediazione dell\u2019abb\u00e9 Mugnier et di padre Gillet, maestro generale dei domenicani, Marie No\u00ebl ricevette un permesso generale di leggere i libri iscritti all\u2019Indice.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"\/Users\/Girolamo\/Downloads\/Per%20l'umanesimo.docx#_ftnref2\">[2]<\/a> Mi permetto qui di rinviare alla mia <i>Storia teologica della Chiesa<\/i>, San Paolo, Cinisello Balsamo 1996, in cui parlo di un immenso \u201cassopimento\u201d [mise en veilleuse] dell\u2019intelligenza cristiana. Padre Bouyer, nel suo celebre pamphlet <i>Decomposizione del cattolicesimo<\/i> ha usato delle parole ben pi\u00f9 dure.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"\/Users\/Girolamo\/Downloads\/Per%20l'umanesimo.docx#_ftnref3\">[3]<\/a> <i>Il rosso della Piaza d\u2019oro. Intervista a Marko Ivan Rupnik su arte, fede e evangelizzazione<\/i>, Roma, Lipa 2018, p. 72. Evidentemente Rupnik colloca la frontiera pi\u00f9 tardi di dom Angelico: dopo il tempo delle icone!<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"\/Users\/Girolamo\/Downloads\/Per%20l'umanesimo.docx#_ftnref4\">[4]<\/a> Marie No\u00ebl, op. cit., p. 288.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"\/Users\/Girolamo\/Downloads\/Per%20l'umanesimo.docx#_ftnref5\">[5]<\/a> Bologna, Il Mulino, 2017. Il volumetto \u00e8 apparso in una collana significativamente intitolata \u201cIcone\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Version fran\u00e7aise ici Vorrei qui parlare di Marie No\u00ebl, pseudonimo di un\u2019anziana signorina di Auxerre, piccola citt\u00e0 di provincia che aveva conservato fino alla met\u00e0 del secolo scorso qualcosa dell\u2019impronta giansenista segnata per cinquant\u2019anni nel&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[78],"tags":[8,15,14,396],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12748"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/16"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12748"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12748\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12798,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12748\/revisions\/12798"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12748"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12748"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12748"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}