{"id":12734,"date":"2018-03-26T08:52:31","date_gmt":"2018-03-26T06:52:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=12734"},"modified":"2018-03-26T08:52:31","modified_gmt":"2018-03-26T06:52:31","slug":"una-medicina-o-un-veleno-un-libro-su-amoris-laetitia-di-g-meiattini-recensione-di-marco-gallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/una-medicina-o-un-veleno-un-libro-su-amoris-laetitia-di-g-meiattini-recensione-di-marco-gallo\/","title":{"rendered":"Una medicina o un veleno? Un libro su &#8220;Amoris Laetitia&#8221; di G. Meiattini (recensione di Marco Gallo)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\" align=\"center\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/meiattiniAL.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-12735\" alt=\"meiattiniAL\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/meiattiniAL.jpg\" width=\"200\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>A due anni dalla firma di <\/em>Amoris Laetitia<em>,\u00a0un serio dibattito su questo testo importante merita ancora attenzione. Soprattutto per guidare una recezione del documento che, data la sua novit\u00e0, mette a dura prova pastori, teologi e battezzati. In particolare la relazione tra &#8220;nuova dinamica morale&#8221; e &#8220;nuova pratica sacramentale&#8221; costituisce, senza dubbio, un compito in larga parte da eseguire e su cui gli orientamenti proposti dalla Esortazione, nella loro preziosa essenzialit\u00e0, chiedono esplicitamente di essere integrati da altri interventi autorevoli, sul piano del magistero locale e della riflessione teologica. Questa non \u00e8 una debolezza, ma la grande forza di AL. Nell&#8217;ambito di queste importanti discussioni, presento\u00a0<i>volentieri <\/i> una recensione del testo di Giulio Meiattini, <\/em>Amoris Laetitia? I sacramenti ridotti a morale<em><i> (La Fontana di Siloe, Torino 2018): l&#8217;autore \u00e8<\/i> mio collega di teologia sistematica e spirituale, prima a\u00a0<i>S. Giustina e poi a S. Anselmo, con il quale abbiamo gi\u00e0 in altre occasioni discusso appassionatamente su temi inerenti la \u201cvisione teologica\u201d di papa Francesco. In questo caso si tratta di un volumetto agile, <\/i><i>ma impegnato, <\/i><i>che contesta il cuore del progetto della Esortazione Apostolica. Lo fa con seriet\u00e0 e con rigore. Per questo merita una recensione accurata, come quella qui proposta da <\/i><\/em>Marco Gallo<em><i>, che \u00e8 stato nostro comune allievo a S. Anselmo, dove ha conseguito il Dottorato in Teologia sacramentaria, ed ora \u00e8 nostro collega di insegnamento e di ricerca: \u00e8 infatti docente di teologia sacramentaria allo STI e all\u2019ISSR di Fossano ed \u00e8 stato professore invitato all\u2019ISL di Parigi. <\/i><\/em><\/p>\n<p align=\"center\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><b>Una medicina o un veleno?<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><b>Giulio Meiattini: <\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i><b>Amoris Laetitia, <\/b><\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><b>una manomissione dei sacramenti<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"justify\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">d<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">i Marco Gallo<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Il sacramento ridotto a etica generale, l\u2019assenza di un rito pubblico per la riammissione, la <em>via caritatis<\/em> ed il discernimento in foro interno, il peccato ridotto a imputabilit\u00e0: questi sono i punti fragili di <em>Amoris Laetitia<\/em> secondo Giulio Meiattini.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Nella intelligente rilettura critica di AL, emerge per\u00f2 una teologia sacramentaria tendenzialmente astorica, persino astratta, che pretende di decidere con la sua forma le storie, che cerca tutela dal diritto, non nella pratica.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><b>L\u2019autore e il testo<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Dom Giulio Meiattini \u00e8 (stato mio) docente molto apprezzato del Pontificio Ateneo s. Anselmo e presso la Facolt\u00e0 Teologica Pugliese, monaco dell\u2019Abbazia benedettina Madonna della Scala (Noci, BA). Nel suo recentissimo <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>Amoris Laetitia? I sacramenti ridotti a morale<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> (La Fontana di Siloe, Torino 2018), egli raccoglie ed argomenta con attenzione alcune considerazioni critiche che aveva gi\u00e0 parzialmente pubblicato sulla rete. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Il volumetto (184 pagine) si sviluppa in nove capitoli, con una appendice significativa (<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>Il tempo \u00e8 superiore allo spazio? Intorno a una tesi di papa Bergoglio<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">). L\u2019intento \u00e8 di inserirsi nel dibattito scaturito dopo la pubblicazione di <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>Amoris Laetitia<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> (AL) costituendo \u201cuna domanda, in spirito di collaborazione, a considerare seriamente alcuni aspetti problematici e confusi che non si possono e non devono sfuggire al lettore che studi attentamente l\u2019esortazione\u201d (11). Non dunque una sterile contestazione negli intenti dichiarati, ma un serrato dialogo critico, che non tace (o meglio, cita rapidamente) l\u2019apprezzamento per le parti positive del documento di Francesco (\u201cl\u2019intensa fenomenologia dell\u2019amore concreto, sulla linea di 1 Cor 13, e l\u2019invito a considerare il carattere graduale del cammino verso la pienezza della carit\u00e0 all\u2019interno della famiglia\u201d, p. 13). La lettura del testo \u00e8 esercizio proficuo, di stile, di profondit\u00e0 e di dialogo con numerosi autori. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><b>Il filo dell\u2019argomentazione<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">La tesi di Meiattini sta pi\u00f9 nel progetto che in singole argomentazioni. La riassumerei cos\u00ec: essendosi scatenato un impressionante conflitto di interpretazioni dopo la pubblicazione di AL (cap. 1), non placato, anzi amplificato da una nuova presa di posizione in merito di Papa Francesco nel settembre 2015 (cap. 2), risulta dunque evidente che AL corrisponde ad un progetto di magistero inefficace del pontefice (capp. 3-7). Le reazioni contraddittorie tra gli episcopati non si devono dunque alla legittima differenza culturale o all\u2019inesperienza nell\u2019elaborare una comunione sinodale senza aspettare un pronunciamento centrale, ma sono il sentore chiaro che il testo che le ha scatenate \u00e8 responsabilmente debole (cap. 8), non \u00e8 in continuit\u00e0 con la dottrina cattolica sul sacramento del matrimonio ed in ultima analisi ospita una teologia sacramentaria fragile, che, secondo l\u2019autore, il <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>sensum fidelium<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> non accetter\u00e0 e far\u00e0 saltare grazie alla difformit\u00e0 dell\u2019applicazione. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Rileggiamo ora l\u2019argomentazione in quattro passaggi. Al termine di ognuno, prover\u00f2 a rilanciare il dialogo con il teologo benedettino, ponendo delle domande, magari in attesa di una sua gradita replica.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><b>Guardare compiaciuti il conflitto delle interpretazioni<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Meiattini sceglie di esporre le differenti reazioni a AL non in ordine cronologico (anzi) o per aree geografiche, ma quasi polarizzandole. Il panorama delle prese di posizione dei commentatori dell\u2019esortazione apostolica \u00e8 sorprendentemente offerto senza che si ricostruiscano i contesti delle prese di parola. Che i vescovi della regione di Buenos Aires pubblichino <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>Criteri<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> (2015) in cui FC 84 risulti superata, e che l\u2019episcopato polacco pubblichi un testo (2017) in cui sostanzialmente si riconduce AL dentro <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>Familiaris Consortio<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> (FC) \u00e8 citato ad esempio come se, tra Polonia e America Latina, si trattasse di un unico tessuto culturale che sta spaccandosi. La sola concessione ai contesti culturali \u00e8 occasione per una sarcastica osservazione sul fatto che il papato delle periferie non intercetti la visione teologica ed ecclesiale delle periferie, come quelle africane (p. 29). L\u2019effetto appositamente creato dalla cronaca \u00e8 quello di un vociare disordinato delle chiese. Quasi un litigare: un conflitto appunto. \u201cIl serio conflitto [\u2026] \u00e8 un palese segno di grave disagio\u201d (p. 147). Cos\u00ec l\u2019autore pu\u00f2 affermare: <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0\u201c<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Questa situazione complessiva cos\u00ec imbarazzante d\u00e0 per\u00f2 l\u2019occasione di osservare un fatto molto semplice, ma assai significativo. Davanti allo spettacolo di un episcopato mondiale diviso sul punto in questione o, pi\u00f9 spesso, stranamente silenzioso, viene da pensare che la collegialit\u00e0 e la sinodalit\u00e0, mediaticamente cos\u00ec enfatizzate in relazione ai sinodi 2014 e 2015 sulla famiglia, in realt\u00e0 non abbiano funzionato a dovere. Mai nel post-concilio, dopo un sinodo dei vescovi, si era assistito a una cos\u00ec evidente polarizzazione\u201d (p. 30).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">All\u2019attento professore si potrebbe chiedere:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Che cosa c\u2019\u00e8 di cos\u00ec nuovo nella ricezione faticosa di un importante atto magisteriale? <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>Humanae Vitae<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> o <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>Veritatis Splendor<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> hanno conosciuto dibattiti e spaccature, visibili o sommersi, ben pi\u00f9 dolorosi. <\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Ci\u00f2 che \u00e8 inedito \u00e8 certamente l\u2019esplicito compito affidato dal pontefice all\u2019episcopato di assumere il suo compito rispetto alle chiese locali, fino ad assumere \u201cqualche autentica autorit\u00e0 dottrinale\u201d (<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>Evangelii Gaudium<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> 32). \u00c8 pensabile che la sinodalit\u00e0, a cui non siamo stati sufficientemente abituati, si manifesti immediatamente come un coro sinfonico? Questo conflitto non \u00e8 forse semplicemente l\u2019esplicitarsi di ci\u00f2 che da sempre vive sottotraccia? <\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"justify\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><b>La realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 importante dell\u2019idea?<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Ecco il primo punto su cui si gioca la discussione teologica: \u201cl\u2019aperturismo\u201d pastorale e discrezionale di AL sarebbe dovuto a una concezione del magistero che non ha oggetto, che \u00e8 incoraggiamento mai decisivo, perch\u00e9 si riduce a un metodo (il discernimento), ed \u00e8 dunque vuoto di contenuti (p. 47, n. 6). <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Se \u00e8 al primo dei quattro principi di EG (\u201cil tempo \u00e8 superiore allo spazio\u201d) che Meiattini dedica una interessante appendice critica, \u00e8 piuttosto al terzo di essi (\u201cla realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 importante dell\u2019idea\u201d EG 231-233) che dobbiamo secondo l\u2019autore l\u2019impostazione fondamentalmente discutibile del capitolo VIII di AL. \u201cLa realt\u00e0\u201d sarebbe qui il convincimento interiore circa la propria vita morale dei fedeli in nuova unione che si accostano al confessore. L\u2019autore la tratta come un moto inverificabile (\u201cinteriorit\u00e0 senza esteriorit\u00e0\u201d p.78), senza dimostrabilit\u00e0 nella vita, nella richiesta di passi di riconciliazione, di buona testimonianza che non scandalizza rispetto al sacramento, garantito invece solo dal processo canonico (p. 77). Cos\u00ec pu\u00f2 permettersi di scrivere che in AL vale in principio \u201cl\u2019interiore \u00e8 superiore all\u2019esteriore\u201d (p.119). \u201cL\u2019idea\u201d, che \u00e8 \u201cmeno importante\u201d, sarebbe infatti l\u2019esteriorit\u00e0 del rito, la proposta della immutata dottrina cattolica sul sacramento del matrimonio, che AL svuoterebbe, come ideale astratto AL 36 (pp. 98-99). <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Questo argomento \u00e8 evidenziato, partendo da una minuziosa analisi del noto testo dei vescovi della regione di Buenos Aires. Il decalogo, che Francesco ha fatto proprio come l\u2019unica interpretazione autentica del capitolo VIII di AL, \u00e8 scritto con un linguaggio che spoglierebbe il Magistero d\u2019ogni significativit\u00e0, perch\u00e9 privato di normativit\u00e0 assoluta. Il fatto che il testo argentino, sul tema della continenza da richiedere alla coppia in nuova unione, dica che esso \u201csi pu\u00f2 proporre\u201d \u201cquando le circostanze concrete di una coppia lo rendono fattibile\u201d mostrerebbe persino una forma gnostica della fede, in cui Dio pu\u00f2 chiedere anche di perseverare nel male. \u00c8 sorprendente come, nell\u2019argomentazione, ogni relazione che si strutturi fuori dalla forma canonica sacramentale sia definita sempre \u201cun rapporto oggettivamente adulterino\u201d, \u201c<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>intrinsece malum<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">\u201d (p.38, 54-58, 103). Ci\u00f2 che AL chiede di vedere, caso per caso, sarebbe semplice ascolto cortese, non la consapevolezza che ogni rapporto con la sua storia ha da rivelare qualcosa di originale ed unico. Il matrimonio civile, la vita fedele di anni in nuova unione non hanno consistenza, l\u2019aver subito un abbandono e aver creato una stabile unione resta comunque un male: \u201cun incidente stradale causato da un non colpevole malore non fa cambiare le conseguenze nefaste dell\u2019incidente stradale n\u00e9 la natura patologica del malore\u201d (p. 59).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Tutta la riflessione critica su questa proposta pastorale, alla quale \u00e8 dovuta la nota 329 di AL, \u00e8 liquidata con una osservazione che potrebbe persino sembra irrispettosa, a p. 40 (se \u201cnon \u00e8 fattibile\u201d per un coniuge restare continente se l\u2019altro si ammala, potrebbe aver rapporti con un&#8217;altra persona?). Con questo argomento Meiattini mostra senza dubbi la chiave sulla quale rilegge il discernimento in AL: riflettere sulle circostanze della scelta morale significa nel ragionamento di AL cercare attenuanti alla coscienza. Se essa ha attenuanti allora la situazione peccaminosa che perdura non \u00e8 mortale e quindi assolvibile. Questa \u00e8 la ricostruzione che l\u2019autore fa della <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>via caritatis<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">. Si tratta quindi, per lui, non tanto di una piccola concessione, quanto piuttosto saremmo davanti \u201cal debole inizio di una valanga o al primo crollo di provocato da una bomba atomica teologica, che minaccia di squarciale l\u2019intero edificio morale dei dieci comandamenti e dell\u2019insegnamento morale cattolico\u201d (Seifert, cit. p. 76). Realmente, tutte le situazioni di nuova unione accompagnate, in discernimento, integrate sono l\u2019inizio della fine, addirittura dell\u2019alleanza del Sinai? <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Potremmo chiedere all\u2019autore:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Davvero nel dialogo personale il sacerdote non pu\u00f2 far prudentemente e paternamente da garante alla sacramentalit\u00e0 del matrimonio? Con foro interno si intende forse che la Chiesa \u00e8 spettatrice muta del processo del credente che accompagna? \u00c8 forse egli un confessore che non appartiene ad un corpo sacramentale del presbiterio, unito al vescovo, inserito in una comunit\u00e0 che vorr\u00e0 tutelare, di cui fanno parte anche i volti delle eventuali altre persone non presenti nel dialogo o la comunit\u00e0 che forse ancora non sa leggere il valore del processo? <\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">E poi: riflettere, come fa J.-P. Vesco, sull\u2019equazione tra seconde nozze e adulterio \u00e8 possibile? Discutere \u201cla categoria di reato d\u2019adulterio\u201d non significa sminuirne il dramma, ma riflettere su una nuova ermeneutica giuridica: da reato continuativo a reato istantaneo. <\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"justify\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Chiedo ora al pastore d\u2019anime:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Dom Giulio, quando ascolta ci\u00f2 che si \u00e8 creato negli anni, magari dopo una colpevole o complessa rottura di fedelt\u00e0, con quale linguaggio dichiara alla coppia in nuova unione che si tratta di un legame per sempre privo di grazia santificante e lo liquida come adulterio, male, effetto di un incidente? (AL 310). <\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"justify\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><b>La prevalenza dell\u2019antropologia sulla teologia<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">L\u2019argomento saliente e pi\u00f9 interessante del testo \u00e8 esposto nel capitolo 3, nel quale Meiattini diagnostica una fragilit\u00e0 teologica fondamentale di AL. I criteri decisivi del matrimonio sono reperiti, in particolare nel cap. VIII, secondo l\u2019autore, nella sfera morale, mentre l\u2019assenza di riferimenti alla celebrazione rituale delle nozze nell\u2019esortazione sarebbe un segnale eloquente della sorprendente fragilit\u00e0 teologico sacramentale dell\u2019esortazione. La <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>via caritatis<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> si baserebbe perci\u00f2 su una norma di etica generale (norma-attenuanti-colpevolezza) e non su una base teologica cristiana: \u201csia AL sia la discussione che ne \u00e8 seguita si muove su parametri morali del tutto disancorati dal quadro sacramentale\u201d (p. 63). Una pregevole fondazione sacramentale dell\u2019etica credente (pp. 63-69) arriva a concludere che invece le considerazioni del cap. VIII procedono <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>etsi sacramentum non daretur<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">. La vita liturgico-sacramentale \u00e8 vita etica in atto, culmine e fonte d\u2019ogni vita cristiana autentica, che quindi si rintraccerebbe nella visibilit\u00e0 della grazia e non nella invisibilit\u00e0 interiore come fa AL nel cap. VIII, che finisce addirittura per capovolgere la scena: l\u2019ammissione esteriore ai sacramenti si darebbe infatti sul convincimento interiore morale, solo etico. L\u2019argomentazione ha le sue fondate ragioni, quando fa notare che AL non ha svolto questa fondazione teologica nell\u2019atto sacramentale e liturgico. Forza tuttavia il testo \u2013 e teologicamente si sposta su un piano molto differente \u2013 quando interpreta \u201cdiscernimento in foro interno\u201d come se fosse un\u2019azione solo interiore ed etica generale e non invece un processo ecclesiale delicato, che prende anche forma esteriore. La coscienza a cui si fa riferimento non \u00e8 isolata, ma piuttosto soggetto di cura, perch\u00e9 sia formata, sia messa in condizione di progredire verso un discernimento ecclesiale: si pu\u00f2 immaginare tale processo senza riferimento al rito sacramentale del battesimo, al suo rinnovamento nella penitenza, al suo contesto che \u00e8 la comunit\u00e0 eucaristica? Proprio perch\u00e9 la morale non si risolva sciogliendo la dialettica tra norma e persona \u2013 come detto (p.72-73) \u2013 \u00e8 piuttosto l\u2019astratta dialettica tra interiore ed esteriore a far retrocedere il discorso. AL invece rimanda delicatamente, forse non del tutto esplicitamente, alla biografia personale del credente, come luogo teologico in cui Dio, tra dentro e fuori potremmo dire, prende sacramentalmente l\u2019iniziativa con la chiesa di guidare il discernimento. Questo \u00e8 un vero atto teologico ed antropologico insieme, proprio perch\u00e9 non si d\u00e0 senza un percorso di riscoperta del battesimo, di carattere catecumenale, in cui \u00e8 il sacramento a riaprire la graduale integrazione. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Anche in questo caso formuliamo la domanda al nostro interlocutore:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">La dimensione misterico-sacramentale che fonda la vita etica credente non \u00e8 forse l\u2019unica che pu\u00f2 guidare il processo \u201caccompagnare-discernere-integrare\u201d? Non siamo forse qui al passo successivo rispetto a quello compiuto da Benedetto XVI, quando dichiar\u00f2 le nuove unioni non escluse dal mistero della Chiesa? Proprio dal mistero sacramentale della Chiesa che non le ha esclude viene l\u2019opportunit\u00e0 della <em>via caritatis<\/em>. <\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Ci trova concordi l\u2019autore quando afferma che lo strappo da <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>Veritatis splendor<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> (VS) \u00e8 consumato (pp. 108-109). Si potrebbe per\u00f2 chiedere: non era forse consumato uno strappo tra la teoria della coscienza di <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>Dignitatis Humanae<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> e VS? Non si risitua forse il discorso proprio a partire dalle categorie di libert\u00e0 di coscienza situata, storica e biografica, l\u2019unica forma in cui pu\u00f2 esistere la fede che fa propria la verit\u00e0? Le pagine del cap. 7 sulla \u201csvolta pastorale\u201d non partono giustamente da qui, dalla logica dell\u2019incarnazione che glorifica l\u2019umano, che \u00e8 sempre da salvaguardare? Detto chiaramente: giocare la pastorale e la sacramentaria-liturgia in antitesi \u00e8 davvero possibile? <\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Questo \u00e8 uno dei pi\u00f9 gravi rischi del post-concilio: che la pastorale, da dimensione meramente applicativa del teologico, quale era concepita riduttivamente in precedenza, si trasformi addirittura in momento fondativo. Questo \u00e8 assolutamente inconcepibile (p. 134)<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Pu\u00f2 il prof. Meiattini spiegare dunque qual \u00e8 lo statuto della pratica pastorale, se essa non \u00e8 mera applicazione e nemmeno momento fondativo? Dire \u201cmomento fondativo\u201d non significa affermare che sia l\u2019unico<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i> locus theologicus<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, o dinamica superiore o indipendente dall\u2019azione instauratrice che \u00e8 liturgico-sacramentale. La storia delle persone credenti di cui si occupa la Chiesa \u00e8 inedita, \u00e8 uno dei momenti fondativi del suo oggi salvifico. E questo non significa tornare a fare della liturgia un atto secondario. La liturgia non esiste se non come pratica liturgica di una comunit\u00e0 storica. <\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"justify\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><b>Il discernimento in foro interno<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Qui si apre dunque l\u2019argomento successivo, sulla via prospettata da AL, il discernimento in foro interno (AL 300). Meiattini la ritiene senza mezzi termini \u201cvia insufficiente ed incoerente\u201d (cap. 4). Prospettare la <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>via caritatis<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> del colloquio col sacerdote, in alternativa alla <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>via paenitentialis<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> dei passi pubblici tipica degli orientali, sarebbe infatti cedere al pregiudizio antirituale moderno: \u201cche fine ha fatto la dimensione della celebrazione del sacramento che \u00e8 un atto obiettivo e corale?\u201d (p. 75). Il fatto che il matrimonio interrotto, che fu sancito pubblicamente in modo verificabile nel rito, non sia sottoposto a una via di conversione con un atto pubblico ed ecclesiale, ma rimandato al discernimento in foro interno \u00e8 l\u2019evidenza dello stravolgimento dei sacramenti riletti come strumenti della vita morale. Allo stesso modo, affermare che la grazia santificante non \u00e8 assente in una condizione non pubblicamente riconoscibile rompe il rapporto simbolico tra significante e significato.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Il ragionamento \u00e8 interessante. Ha ragione l\u2019autore a chiedere: \u201cse questi fedeli sono assolti in privato, perch\u00e9 non manifestarlo pubblicamente attraverso qualche forma di penitenza pubblica?\u201d (p. 87). Affermare tuttavia che il discernimento avviene in <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>via caritatis<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, non significa escludere che il discernimento in foro interno possa avere una forma esterna, anche celebrativa. L\u2019argomento dell\u2019autore, che sia la \u201ccomunione spirituale\u201d l\u2019unica forma legittima in cui la Grazia che tutto vede pu\u00f2 operare dove sia legittimo, risulta di una povert\u00e0 stupefacente (davvero arituale!). <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">La scelta del foro interno come ambito del discernimento \u00e8 piuttosto da leggere come esclusione del foro esterno, cio\u00e8 dell\u2019ambito giudiziale, come via unica per la pastorale di queste situazioni. AL 300 mostra che questo cammino di accompagnamento si compie su passi graduali di verit\u00e0, di appartenenza alla vita della Chiesa, di gesti di riconciliazione. Il foro interno non nega questa dimensione, persino rituale, riconosciuta, anzi la richiede. Il fatto che nessuna chiesa si sia ancora espressa in merito, tuttavia, rende la riflessione di Meiattini di grande stimolo per l\u2019approfondimento pastorale di questa dimensione, comunque non negata dall\u2019argomento di AL, come invece sostiene l\u2019autore. <\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Vi \u00e8 realmente qualcosa che impedisce agli episcopati di far seguire alla <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>via caritatis<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> una pratica pastorale con gesti rituali pubblici ed esterni (scrutini)? Questi ridirebbero la necessit\u00e0 del dialogo in foro interno, impegnando in una gradualit\u00e0 in cammino sia la coppia o il singolo in cammino, sia la comunit\u00e0.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"justify\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><b>Conclusione<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Il lavoro del prof. Meiattini merita una attenta lettura. Concordiamo con l\u2019autore quando dice che il punto in questione non \u00e8 soltanto il capitolo VIII di AL: \u201c\u00e8 il rapporto tra iniziazione cristiana e matrimonio che costituisce il vero problema oggi\u201d (p. 157). La pastorale matrimoniale di impostazione catecumenale, come puntualmente richiesto dal Papa, sposta il discernimento vocazionale a prima delle nozze, come scrutinio della fede. O se vogliamo, sposta l\u2019attenzione al vero cratere di cui occuparci: \u201cla debolezza estrema o il fallimento dell\u2019iniziazione cristiana\u201d (p.158), al quale, giustamente si nota, nessun Sinodo dei vescovi \u00e8 mai stato dedicato, in cinquant\u2019anni di Sinodi post-conciliari.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Sulla questione fondamentale, concordiamo ancora con Meiattini nel notare che \u201cqualcosa ancora non va nel modo di intendere il rapporto tra verit\u00e0 e pastorale in genere\u201d (p. 147). <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Non possiamo tuttavia condividere con lui n\u00e9 il senso del lavoro teologico espresso dall\u2019autore, n\u00e9 le considerazione sul progetto pastorale. Se \u00e8 doveroso riflettere e valutare la pratica di iniziazione cristiana (concetto teologico) e la sua conseguente ispirazione catecumenale (concetto pedagogico) che si estende a tutta la pastorale, il cantiere pastorale al quale \u00e8 dedicato il cap. VIII di AL \u00e8 un ambito in cui il linguaggio della chiesa ha vissuto un\u2019evidente mutazione, segno di un terreno che non \u00e8 risolto con FC, n\u00e9 con le pratiche pastorali ad essa successive. Il capitolo VIII ha aperto un fronte di discussione e di pratica non armonica nella Chiesa cattolica: essa andr\u00e0 ora interrogata dal teologo proprio a partire da un articolato rapporto tra prassi pastorale e riflessione sistematica. Il progetto della Chiesa conciliare non si \u00e8 ancora compiuto, proprio nel modo in cui la pratica \u00e8 letta. Non come applicazione del teologico, del normativo, persino della pratica sacramentale liturgica. Nell\u2019ascolto delle biografie dei battezzati credenti si d\u00e0 un <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>novum<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> che si relaziona inedito con queste pratiche (la Parola proclamata e frequentata, la legge di comunione della Chiesa, la celebrazione rituale del Corpo di Cristo).\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 A due anni dalla firma di Amoris Laetitia,\u00a0un serio dibattito su questo testo importante merita ancora attenzione. 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