{"id":12691,"date":"2018-03-17T11:25:49","date_gmt":"2018-03-17T10:25:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=12691"},"modified":"2018-03-17T11:38:33","modified_gmt":"2018-03-17T10:38:33","slug":"nuova-teologia-eucaristica-10-hoc-facite-di-zeno-carra-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/nuova-teologia-eucaristica-10-hoc-facite-di-zeno-carra-1\/","title":{"rendered":"Nuova teologia eucaristica (\/11): &#8220;Hoc Facite&#8221; di Zeno Carra (\/1)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/zeno01.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-12692\" alt=\"zeno01\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/zeno01-223x300.jpg\" width=\"223\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/zeno01-223x300.jpg 223w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/zeno01.jpg 714w\" sizes=\"(max-width: 223px) 100vw, 223px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Talvolta accade che, nel bel mezzo di una ricerca, quando le scoperte sono interessanti e le strade che si aprono non piccole, di colpo, ci si imbatte in un testo di sintesi, che manifesta una lucidit\u00e0 e una autorevolezza del tutto particolari. Siamo di fronte a uno di questi casi. Tanto pi\u00f9 \u00e8 sorprendente che anche in questo caso &#8211; come gi\u00e0 abbiamo visto per i lavori di M. Belli, L. Della Pietra, M. Rouill\u00e9 d&#8217;Orfeuil e C. U. Cortoni &#8211; ci troviamo di fronte ad un&#8217;opera prima di un giovane studioso, che, sotto la guida di una teologa esperta come Stella Morra, ha scritto\u00a0<em>Hoc facite. Studio teologico-fondamentale sulla presenza eucaristica di Cristo<\/em> (Assisi, Cittadella, 2018, pp. 287).<\/p>\n<p>Si tratta &#8220;soltanto&#8221; del testo di una &#8220;licenza&#8221; presentata alla Pontificia Universit\u00e0 Gregoriana, ma che manifesta una lucidit\u00e0 di analisi e una profondit\u00e0 di elaborazione degne della massima attenzione.<\/p>\n<p>Vorrei iniziare qui a presentarne il contenuto, che meriter\u00e0 almeno un secondo intervento di recensione. Prima di offrire una breve sintesi del lavoro e del suo cuore, vorrei indicare un pregio strutturale del lavoro.<\/p>\n<p>1. <em>Una struttura originale<\/em><\/p>\n<p>Fin dalle prime righe il libro di Zeno Carra muove da una urgenza &#8220;spirituale&#8221;: come dire la presenza di Dio oggi. Ma per rispondere a tale questione fondamentale, che trova proprio nella eucaristia uno dei suoi &#8220;luoghi&#8221; classici, Carra costruisce una &#8220;macchina&#8221; raffinata di mediazioni. Anzitutto collocando la propria ricerca sul piano non immediatamente sacramentale o liturgico, ma a livello di teologia fondamentale. In particolare egli coglie, dire quasi visceralmente, la esigenza di mettere a tema il &#8220;modello teorico&#8221; di comprensione della &#8220;presenza eucaristica&#8221;, e lo ricostruisce con finezza e precisione. All&#8217;interno di questa &#8220;ingegneria del modello&#8221; &#8211; <em>more geometrico demonstrata<\/em> &#8211; egli riesce a maturare una libert\u00e0 di giudizio e una lucidit\u00e0 di sguardo sul piano della teologia del sacramento e della liturgia che difficilmente si possono incontrare altrove. Vorrei dire che proprio la &#8220;mossa teorica&#8221; di collocarsi sul piano di quella &#8220;teologia fondamentale&#8221; &#8211; che papa Francesco, con una battuta irresistibile , ha tradotto nella penosa esperienza di &#8220;succhiare un chiodo&#8221; &#8211;\u00a0 si rivela capace di liberare un gusto di rilettura e una profondit\u00e0 di comprensione altrimenti impossibile. E in tal modo rende evidente come il lavoro dei teologi dei sacramenti\u00a0 e dei teologi della liturgia, se non elabora una profonda consapevolezza del modello di &#8220;ratio&#8221; mediante cui essi strutturano le loro teologie, non riescono a &#8220;servire pienamente&#8221; il proprio oggetto, rischiando di passare la vita a succhiare chiodi, bulloni, viti, falci o martelli.<\/p>\n<p>2. <em>La trama del racconto<\/em><\/p>\n<p>La trama del &#8220;romanzo&#8221; di Z. Carra \u00e8 presto detta. La tradizione medievale (S. Tommaso) e moderna (Concilio di Trento) ha elaborato un poderoso modello di &#8220;spiegazione&#8221; e di &#8220;fruizione&#8221; della presenza eucaristica, che ha isolato l'&#8221;ente&#8221; dal rito, con conseguenze pesanti sulla concezione di Cristo, dell&#8217;uomo e della Chiesa (Cap. I) . Tale modello \u00e8 rimasto pressoch\u00e9 immutato fino agli inizi del XX secolo quando una serie di novit\u00e0 (Movimento Liturgico, teologia sistematica e Riforma liturgica) hanno iniziato una serie di &#8220;operazioni sul modello&#8221;, il cui esito \u00e8 ancora aperto (Cap. II). Di qui scaturisce la esigenza di configurare un &#8220;nuovo modello&#8221;, che custodendo il patrimonio di fede e di esperienza della tradizione, sappia &#8220;pensarla&#8221; e &#8220;viverla&#8221; in modo pi\u00f9 profondo e pi\u00f9 pieno (cap. III).<\/p>\n<p>3. <em>Il cuore del testo<\/em><\/p>\n<p>Dove sta il cuore del testo? Credo che si possa descrivere cos\u00ec: per assicurare una presenza non astratta, ma &#8220;reale&#8221; di Cristo nella Chiesa, occorre destrutturare e decostruire il modello classico, al cui interno si creano sempre pi\u00f9 interferenze distorte e mutilazioni della esperienza. Al centro di questo profondo ripensamento sta la &#8220;forma&#8221; del sacramento, che deve essere riconosciuta come &#8220;processualmente agita&#8221;. Questa ricomprensione della forma rilegge con lucidit\u00e0 i passaggi fondamentali della riforma liturgica come decisivi per rendere di nuovo accessibile l&#8217;eucaristia come sacramento che &#8220;non ha la sua realizzazione in ci\u00f2 che accade in un ente spazialmente considerato nella sua\u00a0<em>inseit\u00e0<\/em>, attorno al quale si designerebbe secondariamente e consequenzialmente una forma rituale&#8221; (241). La riscoperta della &#8220;forma rituale&#8221; come essenza della eucaristia \u00a0impedisce la grave scissione tra sacramento e uso e costringe ad un ripensamento del modello che si identifica con la &#8220;transustanziazione&#8221;, perch\u00e9 esso, nel nostro mondo, non permette &#8211; a priori &#8211; di pensare e di vivere adeguatamente n\u00e9 Cristo, n\u00e9 l&#8217;uomo n\u00e9 la Chiesa.<\/p>\n<p>Per questo, al centro della celebrazione eucaristica, non stanno &#8220;parole dette su pane e vino&#8221;, ma una azione complessa, una sequenza, che inizia dalla preparazione dei doni, attraversa tutta la preghiera eucaristica, passa attraverso la frazione del pane e giunge alla comunione. &#8220;Agire tale azione \u00e8 la forma strutturale della messa&#8221; (207).<\/p>\n<p>La lucida evidenza di questa rilettura coinvolge la teologia liturgica e la teologia sistematica in una nuova e appassionante collaborazione, resa urgente dalla necessit\u00e0 di predisporre un modello nuovo per la teoria e per la prassi, che ha il suo cuore nel superamento di questa antica opposizione tra sacramento e uso, cui corrispondono storicamente le due discipline di studio e di formazione. Su questo crinale rischioso Zeno Carra si \u00e8 mosso con una accuratezza e una autorevolezza davvero fuori dal comune.<\/p>\n<p>Stella Morra ha scritto giustamente una bella Prefazione a questo libro. Forse un Prefetto di Congregazione avrebbe potuto o dovuto scrivere una Presentazione. Siamo invece abituati a Prefetti che, in materia liturgica, scrivono prefazioni solo a libri brutti, dal disegno quasi sempre nostalgico, senza vero respiro e che spesso trovano nella prefazione autorevole l&#8217;unico vero motivo di rilevanza. Questo \u00e8 un segno di debolezza: oggi, quando la teologia \u00e8 di alta scuola, e apre prospettive promettenti, <em>theologi adsunt, absunt Praefecti<\/em>.<\/p>\n<p>(segue &#8211; 1)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Talvolta accade che, nel bel mezzo di una ricerca, quando le scoperte sono interessanti e le strade che si aprono non piccole, di colpo, ci si imbatte in un testo di sintesi, che manifesta una&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12691"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12691"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12691\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12705,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12691\/revisions\/12705"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12691"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12691"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12691"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}