{"id":12650,"date":"2018-02-27T15:38:26","date_gmt":"2018-02-27T14:38:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=12650"},"modified":"2018-02-27T15:44:56","modified_gmt":"2018-02-27T14:44:56","slug":"il-debito-pubblico-buttiamo-il-cuore-oltre-lostacolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-debito-pubblico-buttiamo-il-cuore-oltre-lostacolo\/","title":{"rendered":"Il debito pubblico? Buttiamo il cuore oltre l\u2019ostacolo."},"content":{"rendered":"<p>Ieri sera ho partecipato alla presentazione del nuovo libro di Pierangelo Dacrema \u201cLa buona moneta. Come azzerare il debito pubblico e vivere felici (o solo un po\u2019 meglio)\u201d, Ed. Allaround, 2018, al Fopponino, a cui hanno preso parte Renato Mannheimer (sociologo), Giuliano Castagneto (Giornalista di MF Milano Finanza) ed Alfredo Costa (Sindacalista). \u00c8 stato un incontro molto interessante e vivace, come deve essere quando si affrontano problemi rilevanti, e gli spunti di riflessione non solo e non tanto dal punto di vista economico, ma soprattutto sociale sono stati davvero molti. Non \u00e8 stato un incontro per gli \u201caddetti ai lavori\u201d, ma per i cittadini.<\/p>\n<p>Conosco Pierangelo da molti anni e non mi ha stupito la sua vivacit\u00e0 intellettuale; so che il suo libro \u00e8 frutto di una profonda riflessione e della consapevolezza della necessit\u00e0 di trovare tempestivamente una soluzione ad un problema che pesa come un macigno sul nostro paese, sebbene pochi ne parlino. Soprattutto in campagna elettorale, quando dovrebbe essere invece uno dei temi principali di discussione. Evidentemente la gravit\u00e0 del problema non \u00e8 percepita. Non ancora.<\/p>\n<p>L\u2019autore propone una soluzione drastica, ovvero la creazione di una moneta parallela all\u2019euro, assegnata ai sottoscrittori dei titoli di Stato italiani alla loro scadenza e spendibile, forzosamente, solo nel nostro paese. Da un punto di vista prettamente tecnico, le obiezioni sono \u2013 come l\u2019autore ha ben presente \u2013 molteplici. Occorre pensare all\u2019effetto \u201cfuga degli investitori esteri \u201c dall\u2019Italia, che si vedrebbero consegnare una moneta per cos\u00ec dire <i>parziale<\/i>, alle possibili conseguenze di una eventuale ma probabile imitazione da parte di altri paesi (pi\u00f9 o meno sgangherati dell\u2019Italia), all\u2019inflazione che potrebbe derivarne, agli effetti negativi sull\u2019euro per il \u201cquasi\u201d abbandono da parte di uno dei principali paesi europei, solo per citarne alcuni. Non saprei ovviamente quantificare tali effetti e dare una risposta immediata a questi interrogativi. Occorre riflettere, alcuni aspetti non mi sono chiari. E mi riprometto di farlo. Peraltro, come per ogni innovazione, gli effetti non sono mai perfettamente prevedibili.<\/p>\n<p>Ma quello che vorrei ora richiamare sono gli elementi che costituiscono il punto di partenza della riflessione di Pierangelo e che meritano di essere ripresi. Innanzitutto il debito pubblico italiano, della cui gravit\u00e0 come dicevo ormai pochi sembrano avere consapevolezza, soprattutto se \u2013 come ha sottolineato Pierangelo \u2013 a Mario Draghi succeder\u00e0 Jens Weidmann alla guida della Banca Centrale Europea nel 2019. Perch\u00e9 \u00e8 nota la diffidenza di Weidmann, attualmente presidente della Bundesbank, nei confronti del nostro paese, tale da fargli dire in sostanza che \u201cl\u2019Italia deve salvarsi da sola\u201d, e che quindi non avr\u00e0 nessuna intenzione di acquistare titoli italiani in quantit\u00e0 massiccia come ha fatto Draghi negli ultimi tempi con effetti positivi sia per l\u2019Italia sia per l\u2019Europa intera.<\/p>\n<p>La diminuzione del debito, propone Pierangelo, potrebbe essere raggiunta usando una moneta parallela all\u2019euro, che egli non chiama lira ovviamente per evitare l\u2019equivoco di pensare alla completa sostituzione dell\u2019euro, ma VALEX al cambio di 1 a 1 contro l\u2019euro, al quale si affiancherebbe, poich\u00e9 \u2013 ed \u00e8 questo il fulcro della riflessione di Dacrema \u2013 la nostra attenzione deve essere rivolta non alla moneta, ma ai cittadini. La moneta\/denaro \u00e8 diventato negli ultimi decenni il centro di ogni obiettivo economico\/politico, il fine da raggiungere, a scapito di tutto il resto. Il valore della moneta \u00e8 divenuto pi\u00f9 prezioso del bene dei cittadini. Si legge a pagina 40, \u201c<i>La stabilit\u00e0 del valore della moneta \u2013 l\u2019oggetto sociale prezioso al punto da essere quasi divinizzato \u2013 non \u00e8 stato presupposto di alcunch\u00e9 di socialmente interessante, almeno per quella cospicua parte dell\u2019Europa che \u00e8 stata penalizzata in termini di reddito, occupazione, benessere \u2026 quanto \u00e8 accaduto nel sistema dell\u2019Eurozona racconta che la salute della moneta \u00e8 stata considerata pi\u00f9 importante di quella della cittadinanza. Racconta e spiega in modo inequivocabile che il denaro \u00e8 diventato pi\u00f9 importante degli uomini\u201d.<\/i><\/p>\n<p>I politici dicono che \u201cnon si possono sostenere gli investimenti con la spesa pubblica\u201d, perch\u00e9 mancano le risorse finanziarie, mentre invece bisognerebbe invertire il ragionamento: \u201csi deve sostenere la spesa, sfruttare le immense risorse di cui disponiamo, poich\u00e9 essa poi generer\u00e0 le risorse finanziarie\u201d. Un po\u2019 come \u00e8 successo con il New Deal, che \u00e8 al centro del pensiero di Keynes, pi\u00f9 volte ricordato da Pierangelo.<\/p>\n<p>Occorre cio\u00e8 cercare di valorizzare tutte le risorse, soprattutto umane, di cui disponiamo, di cui il nostro paese dispone. Una disoccupazione inaccettabile, pari al 12% complessivamente, ma con punte assurde prossime al 50% fra i giovani nel sud, \u00e8 la prova dell\u2019esistenza di tante risorse sprecate.<\/p>\n<p><i>La moneta deve cio\u00e8 tornare ad essere uno strumento, non il fine.<\/i> Cos\u00ec come Keynes suggeriva alle massaie inglesi di spendere i risparmi e di <i>investirli<\/i> in <i>consumi<\/i> (gli investimenti sono consumi protratti nel tempo!) cos\u00ec ora \u00e8 necessario che le risorse \u2013 che ci sono, la liquidit\u00e0 non \u00e8 ora un problema \u2013 vengano utilizzate, vengano messe in circolazione, non accumulate. Ma cosa \u00e8 divenuta la moneta? Lo stesso <i>bitcoin<\/i> sembra stare a dimostrare il suo <i>non essere<\/i> moneta (cio\u00e8 con corso legale che consente un qualunque scambio di beni\/servizi) per essere piuttosto strumento di speculazione. Perch\u00e9 tanto interesse per il <i>bitcoin<\/i>? Per ottenere un vantaggio di prezzo\/valore, non uno strumento di scambio (che \u00e8, di fatto, limitato solo a certi beni che rientrano nel circuito). Ed \u00e8 proprio questa una caratteristica che potrebbe anche sostenere la fattibilit\u00e0 della imposizione di limitazioni alla nuova moneta VALEX (di carattere geografico, limitandola all\u2019Italia, o anche merceologico, prevedendo il suo utilizzo in determinati mercati\/beni). Se si ammette per il <i>bitcoin<\/i>, pu\u00f2 essere \u2013 almeno &#8211; immaginata per una moneta parallela?!<\/p>\n<p>La storia della finanza ci insegna che le grandi innovazioni in materia finanziaria e monetaria sono avvenute, ovunque, in Europa e in America sulla spinta della necessit\u00e0 di trovare soluzione a problemi gravi\/urgenti (guerre, pestilenze, gravissime crisi\u2026.). La ripresa economica, pur significativa, attualmente in corso nel nostro paese, ci distrae ed oscura quello che deve rimanere un obiettivo centrale: appunto la riduzione del debito pubblico. Alcuni potrebbero obiettare che il Belgio \u00e8 riuscito a ridurre il debito drasticamente nel giro di qualche anno, ma \u00e8 anche vero che il Belgio ha una dimensione ben pi\u00f9 piccola dell\u2019Italia.<\/p>\n<p>Gli esempi di successo nella storia non mancano. Dacrema ricorda Schacht, il presidente della Bundesbank e Ministro dell\u2019Economia di Hitler, che \u00e8 riuscito in soli 4 anni ad annullare la disoccupazione dal 25%, e a fare della Germania un paese forte (fin troppo, perch\u00e9 poi arriv\u00f2 alla guerra, ma \u2013 ad ulteriore dimostrazione della sua statura professionale ed umana \u2013 egli si dimise quando la storia prese la via che tutti conosciamo).<\/p>\n<p>Oppure il caso di Helmut Kohl, il Cancelliere della riunificazione tedesca, che contro il parere di tutti gli economisti decise la conversione del marco uno a uno con i tedeschi dell\u2019est, che si videro in poche ore moltiplicare lo stipendio. Fu un atto di grande coraggio, contro ogni regola economica, ma che risollev\u00f2 lo spirito di un paese, o meglio di una nazione, che riunific\u00f2 la sua gente, prima ancora dei confini. E il suo successo \u00e8 sotto gli occhi di tutti, ancora oggi. Lo stesso Kohl che ha poi attribuito alla Cancelliera Merkel l\u2019errore di porre la Germania davanti all\u2019Europa, quando invece l\u2019Europa avrebbe dovuto guidare\/indirizzare la Germania.<\/p>\n<p>Certo la moneta parallela potrebbe finire per scacciare la moneta buona, secondo la nota legge di Gresham, ma se il fine \u00e8 il benessere dei cittadini, la graduale riduzione delle disparit\u00e0\/disuguaglianze e la riduzione della concentrazione del reddito, essa merita una riflessione. \u00c8 questo un altro importante obiettivo a cui tendere che Pierangelo sottolinea, ricordando una battuta di Checco Zalone: \u201cUno su 1000 ce la fa, e gli altri 999?\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 stato proposto da pi\u00f9 parti e in varie occasioni di sostenere il consumo di prodotti italiani, a chilometro zero, certamente per sostenere l\u2019ambiente limitando l\u2019inquinamento \u2013 anche questo uno degli obiettivi principali a cui tendere \u2013 ma evidentemente anche per sostenere la produzione interna. Analogamente, si pu\u00f2 credere in una moneta nazionale, specificamente dedicata alle negoziazioni nazionali, senza escludere gli scambi internazionali (le nostre esportazioni superano le importazioni, non lo dimentichiamo), attuati con la moneta accettata all\u2019estero, ma limitandoli al necessario.<\/p>\n<p>Come vedete gli spunti sono molti. Non so, come dicevo, dare una valutazione esauriente alla provocazione di Dacrema, che merita di essere oggetto di un pi\u00f9 approfondito esame, ma ho apprezzato molto il coraggio, la voglia di cercare una soluzione per il bene di tutti. Questo \u00e8 uno di quei momenti in cui occorre buttare il cuore oltre l\u2019ostacolo, superare il pensiero ragionieristico del \u201cs\u00ec, si pu\u00f2 fare se ho il denaro oppure no, non si pu\u00f2 fare se non ce l\u2019ho\u201d, senza considerare piuttosto le altre enormi risorse e in particolare quelle umane di cui disponiamo.<\/p>\n<p>Ma non vi viene in mente il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci (che secondo le pi\u00f9 moderne interpretazioni \u00e8 stato un brillante esempio di condivisione e redistribuzione)?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ieri sera ho partecipato alla presentazione del nuovo libro di Pierangelo Dacrema \u201cLa buona moneta. Come azzerare il debito pubblico e vivere felici (o solo un po\u2019 meglio)\u201d, Ed. 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