{"id":12611,"date":"2018-02-17T14:51:47","date_gmt":"2018-02-17T13:51:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=12611"},"modified":"2018-02-17T14:55:08","modified_gmt":"2018-02-17T13:55:08","slug":"il-carcere-un-luogo-di-detenzione-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-carcere-un-luogo-di-detenzione-sociale\/","title":{"rendered":"Il carcere: un luogo di &#8220;detenzione sociale&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Nell\u2019ambito de \u201cI Luned\u00ec del Fopponino\u201d, lo scorso 15 gennaio, abbiamo incontrato Gloria Manzelli, che \u00e8 stata direttrice della Casa circondariale di S. Vittore fino al dicembre scorso. \u00c8 stato un incontro emozionante. Ci ha parlato con il cuore, di quella che non \u00e8 stata solo una importante esperienza professionale, ma prima di tutto una profondissima esperienza di vita. Ci ha parlato delle numerose persone che ha conosciuto e che l\u2019hanno aiutata a diventare \u2013 come abbiamo potuto apprezzare &#8211; una signora solida, professionale, autentica, sinceramente legata ai tanti detenuti che ha conosciuto e dei quali ci ha parlato con empatia e con sincera compassione.<\/p>\n<p>Il primo pensiero \u00e8 stato per il Santo Padre. \u201cCosa vi ha lasciato l\u2019incontro con il Papa? \u201c: ho chiesto io, chiamandolo \u201cPapa\u201d. \u00a0Non che sia sbagliato, ovviamente, ma lei ha risposto usando sempre l\u2019espressione <i>Santo Padre<\/i>, come per trasmettere una ancor pi\u00f9 profonda devozione, un rispetto, una stima che solo la conoscenza personale le ha potuto dare. Tutti, detenuti e agenti penitenziari, hanno fatto esperienza diretta dell\u2019attenzione, della considerazione profonda del Santo Padre che <b>non ha \u201csalutato\u201d<\/b> i carcerati, ci ha spiegato, ma li <b>ha \u201cincontrati<\/b>\u201d uno ad uno, scambiando una parola di saluto, di incoraggiamento, una preghiera, tornando indietro persino a incontrare chi aveva perso per strada. Con tutti ha parlato, ad ognuno ha stretto la mano. Tutti i detenuti, cattolici e musulmani, italiani o stranieri (per il 67%, molti dei quali irregolari), tutti lo hanno voluto incontrare. Alcuni per l\u2019emozione non sono riusciti a dire una parola, molti hanno chiesto una preghiera, per s\u00e9 o per la famiglia, e il calore, l\u2019affetto si potevano toccare con mano. E non \u00e8 successo nulla, nessun intoppo, nessun incidente; \u201caltrimenti non sarei qui stasera\u201d ci ha detto sorridendo e ci ha anche rivelato che il Santo Padre si \u00e8 congratulato: \u201cdove ci sono le donne, le cose vanno molto, molto meglio\u201d, aggiungendo \u201clo dica pure, lo dica pure\u201d, e lei ce lo ha ripetuto infatti, con orgoglio.<\/p>\n<p>\u201cMa cos\u2019\u00e8 il carcere?\u201d Non \u00e8 cos\u00ec scontato. Per capirlo davvero dobbiamo aprire la nostra mente, fare un salto di comprensione e di compassione. La dr.ssa Manzelli ci ha aiutato a capire quello che \u00e8 diventato un luogo di \u201c<b>detenzione sociale<\/b>\u201d. Ci rendiamo conto cio\u00e8 che non \u00e8 la dimora di delinquenti incalliti, ma un luogo dove spesso paradossalmente trovano rifugio persone che \u201csvernano\u201d, senza una casa, disadattati, soli, persi in un mondo complicato. Gli esempi sono numerosi. \u201cMa quanto l\u2019ha pagata \u2019 sta mozzarella?\u201d \u00e8 sbottato un agente, ci ricorda la direttrice, riferendosi ad un vecchietto che l\u2019aveva rubata in un supermercato perch\u00e9 <i>aveva fame<\/i> ed \u00e8 rimasto mesi in carcere; come il ragazzo che ha rigettato gli arresti domiciliari, perch\u00e9 sapeva che fuori sarebbe tornato a delinquere oppure chi \u2013 e sono molti \u2013 agli arresti domiciliari non ci possono andare, perch\u00e9 non hanno un domicilio.<\/p>\n<p>Gloria Manzelli non \u00e8 \u201cbuonista\u201d, perch\u00e9 ci sono quelli \u00e8 giusto che scontino la pena in carcere \u201cma sono pochi, davvero molto pochi\u201d. Per la stragrande maggioranza, per gli ultimi della <i>catena sociale<\/i>, gli esclusi, per i quali la societ\u00e0 non riesce a trovare un posto, il carcere \u00e8 diventato ospedale, casa di riposo, rifugio. Ed il loro numero continua a crescere, soprattutto dopo la pesante crisi economica del decennio passato: persone senza lavoro, con malattie mentali o doppia dipendenza, segnate da traumi che portano devastazioni non solo a loro, ma all\u2019intera famiglia a cui appartengono.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 carceraria \u00e8 migliorata molto negli ultimi decenni, ampliando gli spazi a disposizione dei reclusi, organizzando numerose attivit\u00e0 all\u2019interno (sartoria, cucina\u2026), favorendo l\u2019istruzione. La direttrice non ha mancato di ricordare con gratitudine la preziosissima opera offerta da numerose associazioni ed organizzazioni (come la VI Opera e Il Girasole) che si occupano delle molte necessit\u00e0 dentro il carcere e fuori (la famiglia), nonch\u00e9 del \u201cdopo\u201d carcere, del <b>reinserimento sociale<\/b>. \u00c8 questo forse il momento pi\u00f9 delicato della detenzione. Spesso, infatti, il suicidio fra i detenuti avviene proprio pochi giorni prima dell\u2019uscita: un drammatico paradosso, che testimonia del <b>vuoto intorno<\/b>, della paura del nulla, di un mondo esterno dove i reclusi devono tornare a vivere, trovare casa, lavoro, costruirsi nuove relazioni\u2026 ma non sempre la societ\u00e0 \u00e8 disposta a offrire una nuova opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>Mo<b>lto rimane da fare<\/b> affinch\u00e9 il carcere sia solo <b>l\u2019extrema ratio:<\/b> occorre evitare l\u2019ingresso in carcere per chi ha commesso reati minori, perch\u00e9 \u00e8 un luogo che pu\u00f2 generare recidiva, anzich\u00e9 favorire il recupero della persona. Prima di tutto, quindi, ha concluso la direttrice, occorre <b>intercettare le fragilit\u00e0<\/b>, risolvere il problema a monte, non a valle. In carcere arrivano troppe persone che avrebbero dovuto essere seguite prima da altri servizi del territorio.<\/p>\n<p>Noi ringraziamo nuovamente la dr.ssa Manzelli per averci guidato nella comprensione di una realt\u00e0 molto complessa. In noi rimane una gran pena e la misera consolazione di pensare che i veri delinquenti sono \u201cdavvero molto pochi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019ambito de \u201cI Luned\u00ec del Fopponino\u201d, lo scorso 15 gennaio, abbiamo incontrato Gloria Manzelli, che \u00e8 stata direttrice della Casa circondariale di S. Vittore fino al dicembre scorso. \u00c8 stato un incontro emozionante. 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