{"id":12520,"date":"2018-02-02T13:04:34","date_gmt":"2018-02-02T12:04:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=12520"},"modified":"2018-02-02T13:04:34","modified_gmt":"2018-02-02T12:04:34","slug":"dove-cera-il-manicomio-ora-ce-oblio-2-a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/dove-cera-il-manicomio-ora-ce-oblio-2-a-parte\/","title":{"rendered":"Dove c\u2019era il manicomio, ora c\u2019\u00e8 oblio \u2026  (2.a parte)"},"content":{"rendered":"<p>La qualit\u00e0 architettonica e paesaggistica degli ex OPP italiani \u00e8 notevole: si tratta di villaggi costituiti da volumi semplici, distribuiti con ordine, di non grandi dimensioni, immersi nel verde, con caratteri tecnologici e costruttivi moderni, vicini oggi a citt\u00e0 importanti.<br \/>\nSe li si esamina, risulta inevitabile chiedersi perch\u00e9 non porre, a livello nazionale, il problema della loro conservazione, tanto pi\u00f9 che in molti casi gli edifici e le aree verdi sono in buono stato e che, inoltre, ci \u00e8 pervenuta l\u2019ampia documentazione della loro costruzione. Un buon recupero, condotto in modo accurato, esige presupposti di tutela, principi quindi di controllo razionale e di coerenza procedurale nell\u2019intervento. Deve essere valutata con cura la selezione di nuove funzioni e, questione non meno importante, occorre decidere previamente quale memoria di questi luoghi trasmettere: quella tragica della sua lunga attivit\u00e0 o quella dell\u2019oblio al quale la legge Basaglia li ha destinati?<br \/>\nAiuta a comprendere il problema e ad articolare adeguate riflessioni il caso di Rovigo (E. Sorbo, La memoria dell&#8217;oblio. Ex Ospedale psichiatrico di Rovigo, Venezia 2017) che, nel 2008, \u00e8 stato dichiarato di notevole interesse culturale ai sensi del DL. n. 42 del 2004 (Codice dei Beni culturali e del Paesaggio). Se ne \u00e8 cos\u00ec riconosciuto socialmente il valore nell\u2019ambito della \u201cprogettazione delle case di cura all\u2019inizio del Novecento\u201d. Tale suo primario e fondante atto di riconoscimento ha evidente carattere eterogeneo, implicante varie dimensioni di cultura (dall\u2019arte, secondo vari aspetti \u2013oggetti, edifici, giardini e parchi, spazi pubblici, ecc.- all\u2019urbanistica, alle scienze, alle tecniche, e ad altro ancora), che devono essere prese in considerazione nell\u2019accingersi ad un recupero.<br \/>\nA partire da questa eterogeneit\u00e0, deve essere chiamata in causa la relazione tra materialit\u00e0 del luogo (oggi materia lacerata, ma ben documentata in tutti gli aspetti negli archivi) e sua rilevanza immateriale, di vissuto e di storia (che contiene in s\u00e9 pi\u00f9 strati di oblio: nel vissuto di chi vi ha abitato, nella societ\u00e0 che lo ha voluto e implementato, e poi negato).<br \/>\nCome sappiamo, la concezione pi\u00f9 accreditata di monumento connette strettamente, si potrebbe persino dire in modo esclusivo, criteri e modi dell\u2019intervento conservativo (di recupero e restauro si \u00e8 soliti dire) alla\/le materia\/e di un edificio o di un luogo, in ragione di una memoria concepita come continuit\u00e0 o evidenza testimoniale del loro significato originario e degli eventuali significati sopraggiunti nelle modificazioni successive. Caratterizzano il monumento i due valori di testimonianza e di memoriale.<br \/>\nMa nell\u2019OPP di Rovigo e grazie al vincolo di tutela si impone l\u2019importanza della memoria come reminiscenza o memoriale di ci\u00f2 che si \u00e8 volutamente dimenticato, memoria di un oblio stratificato e multiforme, che non pu\u00f2 trascurare i dati materiali ancora esistenti e la loro ricca documentazione negli archivi.<br \/>\nSi tratta dunque, nel progetto di conservazione, di dar luogo alla valorizzazione, criticamente interpretata e narrativamente sviluppata, del carattere di eterotopia (il termine risale a Foucault) dell\u2019ex OPP di Rovigo, il suo essere brano di citt\u00e0 e insieme citt\u00e0 sui generis doppiamente negata nella storia.<br \/>\nIn un certo senso, \u00e8 questa la tesi della studiosa Sorbo che condivido, si supera qui la nozione di monumento come unico criterio guida, a favore della sua qualificazione come progetto memoriale. Senza sottostimare la componente monumentale, occorre cio\u00e8 dare rilevanza adeguata alle componenti immateriali, alla vita l\u00ec vissuta &#8211; in un racconto i cui termini, siano essi museali o di altro tipo, sono parte costitutiva, non facoltativa &#8211; nella conservazione del luogo.<br \/>\nIl compito non \u00e8 facile ed \u00e8 squisitamente italiano, poich\u00e9 solo in Italia si \u00e8 proceduto alla chiusura dei manicomi; \u00e8 compito urgente, \u00e8 anche impegno di risparmio di suolo e volumetrie in un territorio fittamente abitato e storicamente stratificato. <\/p>\n<p>Val la pena infine di richiamare qui il perch\u00e9 di tale chiusura, nella sua pi\u00f9 ampia accezione culturale, a partire dal pensiero di Basaglia. Nel libro L&#8217;istituzione negata, del 1968, egli aveva scritto che, nella moderna \u201csociet\u00e0 organizzata sulla netta divisione fra chi ha (chi possiede in senso concreto, reale) e chi non ha [\u2026 si \u00e8 fissata] la mistificata suddivisione fra il buono e il cattivo, il sano e il malato, il rispettabile e il non rispettabile. [\u2026] Le posizioni sono \u2013 in questa dimensione \u2013 ancora chiare e precise: l\u2019autorit\u00e0 paterna \u00e8 oppressiva e arbitraria; la scuola si fonda sul ricatto e sulla minaccia; il datore di lavoro sfrutta il lavoratore; il manicomio distrugge il malato mentale\u201d.<br \/>\nSono affermazioni che meriterebbero oggi ampi dibattiti, innanzi tutto sulla nozione di autorit\u00e0; che non lasciano indifferenti, nel clima attuale profondamente mutato rispetto a cinquant\u2019anni fa ma dal quale molto si eredita; che invocano la liberazione a favore di dignit\u00e0 nei rapporti umani e che concentrano l\u2019attenzione sull\u2019opposizione tra chi ha e chi non ha (in senso concreto, materiale), opposizione tra possesso e non possesso i cui connotati storici si sono nel frattempo complicati e allargati, dando luogo a preoccupanti divisioni  ed estraneit\u00e0 tra i gruppi umani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La qualit\u00e0 architettonica e paesaggistica degli ex OPP italiani \u00e8 notevole: si tratta di villaggi costituiti da volumi semplici, distribuiti con ordine, di non grandi dimensioni, immersi nel verde, con caratteri tecnologici e costruttivi moderni,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[215],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12520"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12520"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12520\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12550,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12520\/revisions\/12550"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12520"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12520"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12520"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}