{"id":12418,"date":"2017-12-03T18:28:30","date_gmt":"2017-12-03T17:28:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=12418"},"modified":"2017-12-04T10:40:47","modified_gmt":"2017-12-04T09:40:47","slug":"ad-dio-a-giampiero-la-fede-rocciosa-e-la-teologia-senza-paura-di-don-bof","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/ad-dio-a-giampiero-la-fede-rocciosa-e-la-teologia-senza-paura-di-don-bof\/","title":{"rendered":"Ad-Dio a Giampiero: la fede rocciosa e la teologia senza paura di Don Bof"},"content":{"rendered":"<p lang=\"en-US\" align=\"justify\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Bof02.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-12419\" alt=\"Bof02\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Bof02-207x300.jpg\" width=\"207\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Bof02-207x300.jpg 207w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Bof02.jpg 208w\" sizes=\"(max-width: 207px) 100vw, 207px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>Alla notizia improvvisa della morte di Giampiero, la mattina di gioved\u00ec 30 novembre 2017, s\u00f9bito una sensazione gi\u00e0 provata e incontrollabile si \u00e8 imposta. Ogni vita resta umanamente incompiuta. Ogni vita non pu\u00f2 essere sintetizzata fino a che non muore. Ma appena la morte si compie, ogni bilancio appare tardivo, parziale, incompleto. La vita di Don Bof era ancora, effettivamente, aperta, fino alla mattina del 30 novembre. Ora, nel suo essersi compiuta, sembra comunque sottrarsi alla presa, perch\u00e9 appare s\u00ec chiusa nella sua sfera visibile, ma aperta, e in modo nuovo, all\u2019invisibile gioco della grazia.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>Purtuttavia un resoconto ci \u00e8 chiesto, nella sua fallibile incompiutezza. E vorrei proporre qui, a caldo, in modo anche confuso, ma partecipe e urgente, un piccolo e personale bilancio del nostro rapporto con lui, di noi che lo conoscevamo da tanto tempo, e che avevamo la sensazione di conoscerlo cos\u00ec bene.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span><b>Il primo impatto, 40 anni fa<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>Inizio dal mio primo impatto, che come per molti altri, a Savona, \u00e8 avvenuto a scuola, sui banchi del liceo classico G. Chiabrera. Nell\u2019anno della mia \u201cprima liceo\u201d, a 16 anni, per la prima volta, esattamente 40 anni fa, nell\u2019ottobre del 1977, mi apparve davanti il professore di religione, Don Bof, in tutta la sua forza.. A pensarlo ora, aveva solo 43 anni. Da allora, per 40 anni, vi \u00e8 stata una relazione di ascolto, di discepolato, di amicizia e poi di collaborazione davvero senza pari. Prima gli anni del liceo, dove avevamo in lui davvero la voce di una \u201cauctoritas\u201d, che tutti riconoscevano, anche se pochi la seguivano. Le preziose lezioni su Heidegger, su Bultmann, sul canto gregoriano e sulla Chiesa moderna colpivano per acutezza, per profondit\u00e0 e per brillantezza. Dischiudevano letture nuove della tradizione. Gi\u00e0 allora egli mi fece intuire, con viva partecipazione, che quella poteva essere una bella occupazione: studiare fino in fondo le questioni che riguardano la fede. <\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>Ma solo pi\u00f9 tardi, dopo la fine del liceo, dopo lo studio della Giurisprudenza a Genova, e grazie alle vie traverse con cui sei condotto a fare quello che non hai scelto, mi ritrovai proiettato da un lunghissimo servizio civile a curare il doposcuola nella parrocchia del Sacro Cuore, dove incrociai le vie e le vite di tre preti savonesi: Don Girolamo Delfino, parroco, e due viceparroci, Giovanni Lupino e Lello Paltrinieri. Attraverso di loro tornai sempre pi\u00f9 vicino a Bof, ai suoi incontri del marted\u00ec sera, alla Stella Maris del Porto, dove incontrai don Mario Genta. Questo mi permise, gradualmente, di inserirmi grazie a loro nella comunit\u00e0 ecclesiale savonese, in modo sempre pi\u00f9 profondo, ma sempre alla luce delle parole di Giampiero, ed anche mediante le altre parole e testimonianze di Girolamo, Giovanni, Lello e Mario. <\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>Alla fine del servizio civile, alla prospettiva della magistratura o della avvocatura, si era gi\u00e0 sostituita la ipotesi di \u201cstudiare per vivere\u201d. Ma come? E dove? Anche in questo passaggio Giampiero Bof risult\u00f2 decisivo. Mi propose di completare gli studi teologici, che avevo iniziato per passione durante la facolt\u00e0 di Giurisprudenza e poi durante il servizio civile. Cos\u00ec mi propose, nel 1988, di andare a Padova, a S. Giustina, a studiare liturgia dai monaci benedettini. Lui vedeva pi\u00f9 lontano di me. Io presi la cosa con molta fiducia in lui, ma con una convinzione personale ancora limitata. Tuttavia, proprio in quel momento in cui io iniziavo la frequenza a Padova \u2013 che sarebbe durata dal 1988 al 1994, con la fine del dottorato \u2013 lui si ammal\u00f2 di cuore e fu operato d&#8217;urgenza con tre by-pass, a Roma, al Gemelli. Per lui quello fu l\u2019inizio di una lunga trafila di sofferenze, prima cardiache, poi legate alla gotta, infine ai problemi ossei che si sarebbero gradualmente aggravati, segnando gli ultimi anni con una progressiva sofferenza e difficolt\u00e0 di movimento.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>Ma questo disagio fisico non ferm\u00f2 affatto, per lunghi anni, la sua attivit\u00e0 di studio e di insegnamento, a Urbino, a Trento, a Palermo e a Padova. A partire dal compimento dei 70 anni, nel 2004, si ritir\u00f2 dall\u2019insegnamento, pur proseguendo con intensit\u00e0 a fare conferenze, a scrivere, a intervenire, a consigliare, fino agli ultimi mesi.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span><b>Credere e pensare senza paura<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>Il suo modo di parlare era sorprendentemente incisivo. Andava al nocciolo di ogni questione, con una cogenza e una coerenza rarissima. Come ha ricordato Severino Dianich, durante le esequie, Giampiero aveva goduto a Roma, dal 1954, dell\u2019insegnamento di \u201cmaestri\u201d come Alfaro, Flick, Lonergan. Da loro aveva imparato una teologia classica che si apriva ai tempi nuovi e che preparava il Concilio Vaticano II, di cui \u00e8 stato, per 50 anni, un grande difensore e un intelligente interprete.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>Ma nel fondo, questa sua libert\u00e0 di pensiero, di argomentazione, di elaborazione dialettica, veniva da una fede granitica, rocciosa, radicata, assimilata, assunta in toto.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>In lui una fede \u201cpetrosa\u201d era quasi la condizione di possibilit\u00e0, l\u2019orizzonte ultimo ed efficace, che gli permetteva una libert\u00e0 di pensiero e una freschezza di analisi davvero ineguagliabile.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>Da lui abbiamo imparato questo assioma, che contrasta con ci\u00f2 che il senso comune spesso ripete senza capire: che la fede, proprio nel suo centro di affidamento radicale a Dio, non solo tollera, ma implica ed esige il pensiero pi\u00f9 radicale, pi\u00f9 limpido e pi\u00f9 fresco. <\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>La fede profonda \u00e8 proporzionale ad un pensiero libero, non ad un pensiero timoroso. La fede rocciosa determina un pensiero senza paura. Giampiero non aveva paura, perch\u00e9 credeva. Ora, come \u00e8 evidente, chi non ha paura, in alcuni casi fa paura. Chi ha paura spesso ha paura non solo del pericolo in s\u00e9, ma del pericolo indotto da chi non ha paura. Il pensiero senza paura di Giampiero ha fatto paura, dentro e fuori della Chiesa. E lui era ben consapevole di questo. Sapeva che il pensiero teologico, proprio quando si fonda su una fede rocciosa, diventa una parola di libert\u00e0 e di forza senza pari. Sapeva che una certa solitudine \u00e8 inevitabile a chi crede fino in fondo e pensa senza paura.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span><b>I suoi maestri<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>Anche un maestro ha avuto dei maestri. Non era facile indentificare, accanto a quei nomi gi\u00e0 ricordati di professori della Gregoriana, altri nomi veramente significativi, Ma due su tutti possono essere utili. Da un lato quello di Italo Mancini, dall\u2019altro quello di Luigi Sartori. Da entrambi egli impar\u00f2 cose fondamentali. Del primo aveva la complessit\u00e0 strutturale, del secondo la \u201cretorica pensante\u201d. Nel primo trov\u00f2 un interesse fondamentale per il dialogo ecumenico anche sul piano filosofico, nel secondo la libert\u00e0 di un ripensamento della Chiesa che non trascurava la pastorale ordinaria come luogo sorgivo, che d\u00e0 a pensare. Del primo ebbe la seriet\u00e0 profonda, del secondo la mistica ecclesiale e la ironia sapienziale. E come posso dimenticare di aver visto con lui, nel 1987, a Pescara, al mio primo congresso ATI, il passaggio di consegne tra Sartori e Dianich, in un Convegno dove ascoltai anche, per la prima volta, Angelini e Ruggieri? E\u2019 stato Giampiero a darmi il gusto per tutto questo.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span><b>Alcuni episodi esemplari<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>Tutti coloro che hanno conosciuto Giampiero, lo hanno sentito raccontare \u2013 o lo hanno visto compiere \u2013 episodi sorprendenti e indimenticabili. Vorrei riferirne tre, tra i molti, che danno la misura e la forza dell\u2019uomo e del cristiano. <\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>In una gita scolastica a Ravenna, penso che fosse il 1979, la nostra classe stava passeggiando la sera per le strade della riviera romagnola dove eravamo alloggiati, quando un auto pass\u00f2 accanto al gruppo, di cui faceva parte anche Giampiero, e ci lanci\u00f2 contro un sacchetto della spesa pieno d\u2019acqua. Restammo allibiti. Ma Giampiero non si perse d\u2019animo. Raccolse una grossa pietra dal ciglio della strada \u2013 un masso di 7\/8 Kg. &#8211; lo prese con s\u00e9 dicendo: \u201cLascia che tornino, e vedranno con chi hanno a che fare&#8230;\u201d. Il senso di protezione verso di noi arrivava a questo&#8230; per fortuna le loro strade non furono pi\u00f9 le nostre strade.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>In un Convegno Teologico a Roma, ripreso dalle telecamere, ogni relatore si presentava con il proprio titolo di Professore alla Gregoriana, alla Georgetown University o all\u2019Istitut Catholique di Parigi.Quanto tocca a Giampiero, che non aveva al momento alcun titolo da vantare, gli viene l\u2019idea: Centro teologico \u201cCu de Beu\u201d, Savona. In effetti il suo insegnamento, per molti anni, aveva avuto nelle Conferenze regolari del Marted\u00ec sera, alla Stella Maris, il suo centro. Ora la Stella Maris si trova, ancor oggi, in quella zona del porto che i Francesi chiamarono \u201cQuai de Bois\u201d, e che per assonanza i liguri denominarono \u201cCu de Beu\u201d, volgarmente italianizzato in \u201cCulo di Bue\u201d; ma assolutamente senza offesa verso nessuno, per pura toponomastica dialettale. <\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>Infine, un racconto degli anni di studio, e della \u201ctrance\u201d che egli sperimentava sui testi di S. Tommaso. Raccontava che una volta, immerso nello studio della <i>Summa <\/i><i>Theologiae<\/i>, davanti alla finestra aperta della sua stanza del Seminario Lombardo, era tanto assorto che a un certo punto not\u00f2 qualcosa di strano. Era dicembre, aveva cominciato a nevicare, la sua scrivania e la sua pagina teologica stavano coprendosi di uno strato bianco di neve&#8230;cos\u00ec si perdeva completamente nella lettura, ma poi, a distanza di decenni, conservava nella memoria il testo nei suoi dettagli, perfetto, come se lo avesse squadernato or ora, proprio l\u00ec, davanti ai suoi occhi azzurri.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span><b>Le diverse forme della sua oratoria<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>E\u2019 facilmente riconoscibile, nel suo lavoro teologico, una traccia originale di sicuro valore e di impatto sorprendente. Una &#8220;oralit\u00e0&#8221; preponderante sulla scrittura; una pertinenza pi\u00f9 rigorosa della struttura. Egli \u00e8 stato, in modo convinto, un veemente assertore dello spirito conciliare del Concilio Vaticano II, che ha introdotto in tutta la teologia di cui ha saputo e voluto parlare.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>Ma la sua vera arte di teologo stava nella sua parola. Famose sono le sue diverse forme di &#8220;lezione&#8221;, di cui gli scritti sono sempre soltanto pi\u00f9 povera &#8220;trascrizione&#8221;. In effetti, poche volte abbiamo preso uno scritto come semplice &#8220;trascritto&#8221;. Proviamo qui ad offrirne una piccola rassegna delle sue pi\u00f9 tipiche &#8220;lectiones&#8221;:<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>a) <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span><i>lectio scholastica<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>: dove si tratta<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>va<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span> di esporre, con tutta la chiarezza e l&#8217;ordine possibili, il contenuto del canto gregoriano o del pensiero di J. Monod, del dogma tridentino sui sacramenti o del corpo del barolo;<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>b) <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span><i>lectio ironica<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>: dove cascate di paradossi, affermazioni iperboliche e brusche virate iperrealistiche po<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>teva<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>no prolungarsi per lunghi quarti d&#8217;ora (che passano d&#8217;un lampo);<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>c) <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span><i>lectio polemica<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>: dove gi\u00e0 l&#8217;inizio, sempre condito di ironia, preannuncia<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>va<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span> e preliba<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>va<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span> nel paradosso la scure che si abbatte. E il polemos, quando scoppia<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>va<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>, lascia<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>va<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span> senza parola, mentre le mani si raffredda<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>va<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>no e gli occhi si (e ti) fissa<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>va<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>no.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>d) <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span><i>lectio mystica<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>: dove con progressivo approfondimento di concetti, con giri e giri intorno al centro, si getta<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>va<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span> uno sguardo <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>meravigliato <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>nell&#8217;occhio del ciclone, si prospetta<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>va<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span> il Dio unitrino, il mistero pasquale, la vita e la morte e l&#8217;amore che muove il sole e l&#8217;altre stelle.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>e) <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span><i>lectio elenchica<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>: dove qualcosa, o qualcuno, v<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>eniva<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span> letteralmente smontato, pezzo per pezzo, finch\u00e9 tutto risulta<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>va<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span> squadernato davanti a te, non resta<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>va<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span> pietra su pietra e ogni dettaglio sta<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>va<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span> sotto la tua lente <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>sorpresa e ammirata.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span> Tutto questo, normalmente, non appariva mai cos\u00ec schematico, ma composto, intrecciato e mischiato a dovere, secondo un gusto e un criterio ora musicale, ora sistematico, oppure &#8211; nell&#8217;estro del momento &#8211; riordinato con piglio severo, ma sempre con puntualit\u00e0 affascinante.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span><b>A met\u00e0 del percorso<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>Se guardo a questi 40 anni di conoscenza, trovo che proprio intorno al centro di questo percorso, a met\u00e0 degli anni 90, con l\u2019inizio del mio insegnamento della teologia, a Roma e a Padova, posso rinvenire una traccia gi\u00e0 chiara del senso di una figura per me tanto decisiva. Riporto quanto allora avevo scritto nei ringraziamenti che aprono la pubblicazione del mio dottorato:<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\">\u201c<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>[arrivo a] <span style=\"color: #000000\">colui che pi\u00f9 originariamente e profondamente ha suscitato gli interessi che qui finalmente prendono forma: \u00e8 a Giampiero Bof, insigne teologo e mio maestro &#8220;savonese&#8221; di teologia, che debbo la benedizione di una vocazione teologica. Se di lui dicessi che &#8220;alle sue orme si \u00e8 attaccato il mio piede&#8221; (Gb 23,11) darei ancora un&#8217;immagine troppo vaga della sua poderosa funzione di stimolo e di aiuto, di esempio e di guida, fin dagli anni del Liceo. Ha saputo indicarmi in modo veramente esemplare come si debba &#8220;osare&#8221; con rigore nel campo della ricerca teologica; ma ha saputo anche esprimere una discrezione davvero rara per un maestro.\u201d<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>Giampiero ha osato pensare, e ha insegnato che questo \u00e8 possibile, anzi doveroso, sulla base della pi\u00f9 classica delle tradizioni ecclesiali e teologiche. Un servizio alla tradizione \u00e8 quello di \u201cinsegnare ad osare\u201d in teologia. Su questo egli \u00e8 stato un maestro assolutamente unico e impareggiabile.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\">\u201c<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span><b>Canta e cammina\u201d<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>Nelle esequie di ieri, 2 dicembre, nella sua Cogoleto &#8211; dove era nato e dove ha trascorso molte domeniche della sua vita e tutti gli ultimi giorni, in mezzo ai suoi cari, sempre cos\u00ec premurosi verso di lui &#8211; tutti i discorsi su Giampiero \u2013 di Don Silvio Del Buono, del Vescovo Calogero Marino e di Don Severino Dianich &#8211; hanno sottolineato due cose:<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>&#8211; Giampiero \u00e8 morto felice, perch\u00e9 ha vissuto affidandosi e fidandosi;\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>&#8211; Al centro della sua vita e del suo insegnamento stava, molto semplicemente, l\u2019annuncio del Cristo Crocifisso e Rirsorto, che \u00e8 stato centro della fede, ma anche scandalo e follia.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>Ha avuto <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>ragione, Severino Dianich, a chiudere il suo intervento ricordando la seconda lettura dell\u2019Ufficio delle Letture di quello stesso giorno, <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>2<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span> dicembre, in cui <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>S. <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>Agostino parla dell\u2019Alleluja. Vi si legge una prima cosa bellissima. Mentre l\u2019Alleluja di quaggi\u00f9 \u00e8 ancora pien<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>o di preoccupazion<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>i e di incertezze<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>, quello dei cieli \u00e8 sereno: \u201c<\/span><\/span><span style=\"color: #1d2129\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>L\u00e0 nessuno ci sar\u00e0 nemico, l\u00e0 non perderemo mai nessun amico&#8221;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Ma alla fine Agostino conclude il suo discorso con una espressione icastica, <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">che riassume <\/span>l\u2019alleluia ecclesiale in due verbi: \u201cCanta e cammina\u201d. Questa \u00e8 stata la cifra del lavoro teologico e del ministero ecclesiale di Giampiero. Ha cantato e ha camminato. Perch\u00e9 la Chiesa in cui credeva gli chiedeva di farlo proprio cos\u00ec. Di cantare la lode senza star fermo, ma andando, uscendo, convocando, rileggendo, consolando, ammonendo, criticando, confermando. Ha cantato la Risurrezione e ha camminato per annunciarla proprio a tutti, in ogni ambiente e ad ogni vita. Canta e cammina. Questo ci ha lasciato Giampiero, come un dolce imperativo. E noi prendiamo questo impegno, davanti alla sua morte felice e davanti alla fine della sua vita appassionata. Nel percorso umano ed ecclesiale di Giampiero tutto &#8211; ci\u00f2 che non muore e ci\u00f2 che pu\u00f2 morire &#8211; ci chiede di saper cantare e di saper camminare. Nella fede. Senza paura.\u00a0\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Alla notizia improvvisa della morte di Giampiero, la mattina di gioved\u00ec 30 novembre 2017, s\u00f9bito una sensazione gi\u00e0 provata e incontrollabile si \u00e8 imposta. Ogni vita resta umanamente incompiuta. 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