{"id":12413,"date":"2017-11-27T11:52:14","date_gmt":"2017-11-27T10:52:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=12413"},"modified":"2017-11-27T11:52:14","modified_gmt":"2017-11-27T10:52:14","slug":"le-gravi-affermazioni-del-card-mueller-contro-papa-francesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/le-gravi-affermazioni-del-card-mueller-contro-papa-francesco\/","title":{"rendered":"Le gravi affermazioni del Card. Mueller contro papa Francesco"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-12331\" alt=\"viadelconcilio\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio1-296x300.jpg\" width=\"296\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio1-296x300.jpg 296w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio1.jpg 949w\" sizes=\"(max-width: 296px) 100vw, 296px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le accuse che il card. Mueller ha rivolto ieri al papa, direttamente o indirettamente, sono molto gravi e meritano di essere accuratamente identificate. Allego, in appendice, il testo integrale della intervista, di cui commento qui solo gli aspetti pi\u00f9 problematici. Presentato da Massimo Franco come &#8220;forse il teologo cattolico pi\u00f9 rispettato&#8221; &#8211; espressione davvero ambigua e senza fondamento &#8211;\u00a0 nel corso della intervista dimostra proprio di essere debole sul versante squisitamente teologico intorno alle questioni affrontate. Ma andiamo per ordine:<\/p>\n<p>a) <strong>la richiesta di &#8220;leadership ostile&#8221; e la fedelt\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Massimo Franco le definisce &#8220;parole dure e risentite&#8221;: come un Giobbe offeso, Mueller chiede conto al Papa della ingiustizia subita e dei consiglieri satanici&#8230;un quadro a dir poco paradossale e davvero privo di temperanza. Un uomo di Chiesa, che voglia salvaguardare la comunione, in questi casi tace, o parla con discrezione e misura. Se invece parla accusando apertamente il papa di ingiustizia, si chiama fuori dalla Chiesa, si isola su una <em>turris eburnea<\/em> molto isolata e non poco autoreferenziale. E la sua ribadita fedelt\u00e0 al Romano Pontefice \u00e8 puramente formale, astratta. In concreto continua a lottare contro il pontificato, in modo vistosamente sleale. Se &#8220;per natura&#8221; dice di essere con il Santo Padre, non dimostra affatto di esserlo per cultura.<\/p>\n<p>b) <strong>la minaccia di scisma<\/strong><\/p>\n<p>Se passa il messaggio di una &#8220;ingiustizia da parte della Curia romana&#8221;&#8230; ma che cosa sta facendo Mueller da 5 anni se non continuamente insistere su questa ingiustizia? In un certo senso Mueller mette in guardia la Chiesa da se stesso. Fin dall&#8217;inizio ha interpretato se stesso, come Prefetto, come &#8220;correttore del papa&#8221;. E ora pretende di parlare &#8220;super partes&#8221;? Come se fosse un osservatore romano disinteressato? Come se non fossero state proprio le sue parole ad alimentare la fronda nostalgica e tradizionalista? La minaccia di scisma \u00e8 la <em>coda di paglia<\/em> di chi non ha argomenti teologici e spirituali da contrapporre alla svolta conciliare di papa Francesco.\u00a0 Dare credito ai &#8220;dubia&#8221; di 4 cardinali e alla lettera di accuse di 62 cattolici poco competenti \u00e8 un errore irrimediabile del suo approccio.<\/p>\n<p>c) <strong>la presunta debolezza teologica e spirituale<\/strong><\/p>\n<p>Molto grave, ma non nuova, \u00e8 la affermazione secondo cui oggi la Chiesa di Francesco sarebbe pi\u00f9 debole teologicamente e spiritualmente. Questo \u00e8 davvero il colmo. Mueller identifica nella autoreferenzialit\u00e0 teologica degli ultimi 30 anni il modello teologico e spirituale che &#8220;conserva lo status quo&#8221;. Per Mueller questo \u00e8 l&#8217;orizzonte: <em>quieta non movere et mota quietare<\/em>. Non riconosce affatto n\u00e9 la grande dinamica spirituale introdotta dal pontificato di Francesco, n\u00e9 il grande approfondimento teologico, che ha ripreso lo slancio della fase conciliare di riflessione nella Chiesa. Il sintomo pi\u00f9 grave di questa lettura deficitaria \u00e8 la esigenza di &#8220;superare la definizione di Chiesa come ospedale da campo&#8221;. Quella affermazione \u00e8 lo specchio di una profonda e forse irrimediabile estraneit\u00e0 di L. Mueller alla Chiesa conciliare, ripensata 50 anni dopo in modo dinamico e capace di &#8220;prendere la iniziativa&#8221;. Egli legge come &#8220;cedimento alla immanenza&#8221; la logica della incarnazione. E questo compromette tutto. Applica al papato di Francesco schemi antimodernistici e resta giocato dalla sua teologia non aggiornata. Un deficit teologico sta alla radice del disagio.<\/p>\n<p>d) <strong>La domanda di &#8220;teologia accademica&#8221; e il ruolo della Congregazione<\/strong><\/p>\n<p>Bisogna infine sottolineare l&#8217;esito ultimo di questo approccio distorto al pontificato: la percezione, che Mueller ripete pi\u00f9 volte,\u00a0 secondo cui Francesco sarebbe pi\u00f9 un sovrano che un &#8220;padre nella fede&#8221;. Questo \u00e8 davvero difficile da capire. Se c&#8217;\u00e8 un papa che ha recuperato, non solo nell&#8217;immaginario collettivo, ma nel cuore stesso della Chiesa, la qualit\u00e0 &#8220;paterna e fraterna&#8221;, \u00e8 proprio Francesco. E questo \u00e8 dovuto non anzitutto al suo &#8220;personaggio mediatico&#8221;, ma alla sua spiritualit\u00e0 e alla sua teologia. Su questo punto Mueller sembra aver vissuto, in questi 5 anni, in un altro mondo, in un&#8217;altra storia, con altre prospettive e preoccupazioni. Anche la domanda di &#8220;teologia accademica&#8221; mi sembra paradossale. Proprio il questi 5 anni abbiamo avuto una ripresa e un rilancio del pensiero teologico, che ha riscoperto profondamente il prezioso tesoro della sua immaginazione, della sua incompletezza e della sua inquietudine nel restituire il &#8220;depositum fidei&#8221; con nuova forza e con efficace eleganza. Le &#8220;tre i&#8221; con cui Francesco ha identificato il &#8220;lavoro teologico&#8221; sembrano totalmente estranee alla cultura di L. Mueller. Che un teologo tanto sordo alle prospettive teologiche e spirituali di Francesco e tanto preoccupato di\u00a0 dover condizionare come Prefetto un papato davvero proficuo avesse la pretesa di restare in carica e di condizionare cos\u00ec pesantemente il pontificato, risulta difficile da comprendere.<\/p>\n<p><strong>Appendice<\/strong><\/p>\n<p>La Intervista integrale del Card Mueller al <em>Corriere della sera<\/em> di ieri (26\/11\/2017) di Massimo Franco<\/p>\n<div>\n<p>\u00abC\u2019\u00e8 un fronte dei gruppi tradizionalisti, cos\u00ec come dei progressisti, che vorrebbe vedermi a capo di un movimento contro il Papa. Ma io non lo far\u00f2 mai. Ho servito con amore la Chiesa per 40 anni da prete, 16 anni da cattedratico della teologia dogmatica e 10 anni da vescovo diocesano. Credo nell\u2019unit\u00e0 della Chiesa e non concedo a nessuno di strumentalizzare le mie esperienze negative degli ultimi mesi. Le autorit\u00e0 della Chiesa, per\u00f2, devono ascoltare chi ha delle domande serie o dei reclami giusti; non ignorarlo o, peggio, umiliarlo. Altrimenti, senza volerlo, pu\u00f2 aumentare il rischio di una lenta separazione che potrebbe sfociare in uno scisma di una parte del mondo cattolico, disorientato e deluso. La storia dello scisma protestante di Martin Lutero di cinquecento anni fa dovrebbe insegnarci soprattutto quali sbagli evitare\u00bb. Il cardinale Gerhard M\u00fcller parla con voce piana e un marcato accento tedesco. Siamo nell\u2019appartamento di Piazza della Citt\u00e0 Leonina che in passato aveva occupato Joseph Ratzinger prima di diventare Benedetto XVI, in un palazzo abitato da alti prelati.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>M\u00fcller, forse il pi\u00f9 rispettato teologo cattolico,\u00a0\u00e8 l\u2019ex prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, sostituito a sorpresa nel luglio scorso da Jorge Mario Bergoglio. \u00abIl Papa mi confid\u00f2: \u201cAlcuni mi hanno detto anonimamente che lei \u00e8 mio nemico\u201d senza spiegare in qual punto\u00bb, racconta affranto. \u00abDopo quarant\u2019anni al servizio della Chiesa, mi sono sentito dire questo: un\u2019assurdit\u00e0 preparata da chiacchieroni che invece di instillare inquietudine nel Papa farebbero meglio a visitare uno strizzacervelli. Un vescovo cattolico e cardinale di Santa Romana Chiesa \u00e8 per natura con il Santo Padre. Ma credo che, come diceva il teologo del Cinquecento, Melchior Cano, i veri amici non sono coloro che adulano il Papa ma quelli che lo aiutano con la verit\u00e0 e la competenza teologica ed umana. In tutte le organizzazioni del mondo i delatori di questa specie servono solo se stessi\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>Parole dure, risentite, di chi sente di avere subito un torto immeritato.\u00a0Il cardinale esclude, come sostengono alcune voci allarmistiche, che qualcuno stia ordendo complotti contro Francesco, in polemica con alcune prese di posizione ritenute troppo progressiste: lo considera \u00abun\u2019assoluta esagerazione\u00bb. Ma ammette che la Chiesa \u00e8 percorsa da tensioni profonde. \u00abLe tensioni nascono dalla contrapposizione tra un fronte tradizionalista estremista su alcuni siti web, e un fronte progressista ugualmente esagerato, che oggi cerca di accreditarsi come superpapista\u00bb, secondo M\u00fcller. Si tratta di minoranze, ma agguerrite.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>Per questo il cardinale trasmette un messaggio di unit\u00e0\u00a0ma anche di preoccupazione. \u00abAttenzione: se passa la percezione di un\u2019ingiustizia da parte della Curia romana, quasi per forza di inerzia si potrebbe mettere in moto una dinamica scismatica, difficile poi da recuperare. Credo che i cardinali che hanno espresso dei dubbi sull\u2019Amoris Laetitia, o i 62 firmatari di una lettera di critiche anche eccessive al Papa vadano ascoltati, non liquidati come \u201cfarisei\u201d o persone brontolone. L\u2019unico modo per uscire da questa situazione \u00e8 un dialogo chiaro e schietto. Invece ho l\u2019impressione che nel \u201ccerchio magico\u201d del Papa ci sia chi si preoccupa soprattutto di fare la spia su presunti avversari, cos\u00ec impedendo una discussione aperta ed equilibrata. Classificare tutti i cattolici secondo le categorie di \u201camico\u201d o \u201cnemico\u201d del Papa, \u00e8 il danno pi\u00f9 grave che causano alla Chiesa. Uno rimane perplesso se un giornalista ben noto, da ateo si vanta di essere amico del Papa; e in parallelo un vescovo cattolico e cardinale come me viene diffamato come oppositore del Santo Padre. Non credo che queste persone possano impartirmi lezioni di teologia sul primato del Romano Pontefice\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>M\u00fcller non vede una Chiesa pi\u00f9 divisa di quanto fosse negli anni di Benedetto XVI.\u00a0\u00abPer\u00f2 la vedo pi\u00f9 debole. Fatichiamo ad analizzare i problemi. I sacerdoti scarseggiano e diamo risposte pi\u00f9 organizzative, politiche e diplomatiche che teologiche e spirituali. La Chiesa non \u00e8 un partito politico con le sue lotte per il potere. Dobbiamo discutere sulle domande esistenziali, sulla vita e la morte, sulla famiglia e le vocazioni religiose, e non permanentemente sulla politica ecclesiastica. Papa Francesco \u00e8 molto popolare, e questo \u00e8 un bene. Ma la gente non partecipa pi\u00f9 ai Sacramenti. E la sua popolarit\u00e0 tra i non cattolici che lo citano con entusiasmo, non cambia purtroppo le loro false convinzioni. Emma Bonino, per esempio, loda il Papa ma resta ferma sulle sue posizioni in tema di aborto che il Papa condanna. Dobbiamo stare attenti a non confondere la grande popolarit\u00e0 di Francesco, che pure \u00e8 un enorme patrimonio per il mondo cattolico, con una vera ripresa della fede: anche se tutti sosteniamo il Papa nella sua missione\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>Nell\u2019ottica del cardinale M\u00fcller,\u00a0dopo quasi cinque anni di pontificato una fase si \u00e8 chiusa: quella della Chiesa intesa come \u00abospedale da campo\u00bb, definizione felice che Francesco affid\u00f2 alla\u00a0Civilt\u00e0 Cattolica\u00a0nel 2013, poco dopo l\u2019elezione. \u00abFu una grande intuizione del Papa. Ma forse ora bisogna andare oltre l\u2019ospedale da campo, e archiviare la guerra contro il bene naturale e soprannaturale degli uomini di oggi che lo ha reso necessario\u00bb, sostiene. \u00abOggi avremmo bisogno pi\u00f9 di una Silicon Valley della Chiesa. Dovremmo essere gli Steve Jobs della fede, e trasmettere una visione forte in termini di valori morali e culturali e di verit\u00e0 spirituali e teologiche\u00bb. Non basta, aggiunge, \u00abla teologia popolare di alcuni monsignori n\u00e9 la teologia troppo giornalistica di altri. Abbiamo bisogno anche della teologia a livello accademico\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>Dalle sue parole si intuisce che le critiche\u00a0sono rivolte soprattutto ad alcuni collaboratori di Francesco. \u00abVa bene la divulgazione. Francesco tende giustamente a sottolineare la superbia degli intellettuali. A volte, tuttavia, i superbi non sono solo loro. Il vizio della superbia \u00e8 una impronta del carattere e non dell\u2019intelletto. Io penso alla umilt\u00e0 di San Tommaso, il pi\u00f9 grande intellettuale cattolico. La fede e la ragione sono amiche\u00bb.Nell\u2019ottica del cardinale, il modello di papato che tende a emergere a intermittenza, \u00abpi\u00f9 come sovrano dello Stato del Vaticano che come supremo insegnante della fede\u00bb, pu\u00f2 suscitare qualche riserva.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>\u00abHo la sensazione che Francesco voglia ascoltare e integrare tutti.\u00a0Ma gli argomenti delle decisioni devono essere discussi prima. Giovanni Paolo II era pi\u00f9 filosofo che teologo, ma si faceva assistere e consigliare dal cardinale Ratzinger nella preparazione dei documenti del magistero. Il rapporto fra il Papa e la Congregazione per la dottrina della fede era e sar\u00e0 sempre la chiave per un proficuo pontificato. E ricordo anche a me stesso che i vescovi sono in comunione con il Papa: fratelli e non delegati del Papa, come ci ricordava il Concilio Vaticano II\u00bb. M\u00fcller non ha ancora smaltito \u00abla ferita\u00bb, la chiama cos\u00ec, dei suoi tre collaboratori licenziati poco prima della sua sostituzione. \u00abSono stati dei preti buoni e competenti che lavoravano per la Chiesa con dedizione esemplare\u00bb, \u00e8 il suo giudizio. \u00abLe persone non possono essere mandate via ad libitum, senza prove n\u00e9 processo, solo perch\u00e9 qualcuno ha denunciato anonimamente vaghe critiche al Papa mosse da parte di uno di loro\u2026\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le accuse che il card. Mueller ha rivolto ieri al papa, direttamente o indirettamente, sono molto gravi e meritano di essere accuratamente identificate. 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