{"id":12408,"date":"2017-11-27T09:40:25","date_gmt":"2017-11-27T08:40:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=12408"},"modified":"2017-11-27T09:47:34","modified_gmt":"2017-11-27T08:47:34","slug":"e-possibile-condividere-la-cena-del-signore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/e-possibile-condividere-la-cena-del-signore\/","title":{"rendered":"E\u2019 possibile condividere la cena del Signore?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/imagesecumene.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-12359\" alt=\"imagesecumene\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/imagesecumene-300x132.jpg\" width=\"300\" height=\"132\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/imagesecumene-300x132.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/imagesecumene.jpg 338w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">A MILANO, sabato 25 novembre 2017, si \u00e8 tenuto l\u2019incontro sul tema: <b>E\u2019 possibile condividere la cena del Signore? Speranze e attese per una mensa condivisa nel \u201cfare memoria\u201d e testimoniare insieme l\u2019Evangelo<\/b>, organizzato da diverse associazioni ecclesiali, cui ho partecipato insieme a Paolo Ricca. Riporto qui di seguito il testo rielaborato del mio intervento<\/span><\/em><\/p>\n<h3>\u00a0<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><b>E\u2019 possibile condividere la cena del Signore?<\/b><\/span><\/h3>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><i>A noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua resurrezione dai morti\u201d\u00a0\u00a0<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><i>(At 10, 41b)<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span> <span><b>1. Premesse<\/b><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span><span>Ci sono tradizioni diverse, che si riferiscono tutte alla \u201ccena del Signore\u201d e alla \u201cfrazione del pane\u201d e che vivono questa celebrazione, sia pure in modo differenziato, ma come fonte e culmine della comunione ecclesiale. Il paradosso \u00e8 che, proprio nel cuore della comunione, i cristiani sperimentino la divisione e la ostilit\u00e0.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>Sappiamo bene che le diverse tradizioni cristiane, dopo incomprensioni, lotte, divisioni anche sanguinose, silenzi e indifferenze, da alcuni decenni lavorano anche per recuperare la comunione perduta. Non \u00e8 affatto scandaloso che la ricerca della comunione voglia avere un rapporto con la celebrazione della santa cena, della santa messa, della sacra liturgia. E non dovrebbe essere considerata, questa, soltanto <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span><i>come la \u201cmassima ambizione\u201d<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>: non \u00e8 vero, infatti, che la \u201ccomunione eucaristica\u201d si collochi soltanto in fondo al percorso, come il premio finale della ricostruita comunione. No, <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span><i>deve essere vero anche il contrario<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>. Pu\u00f2 essere vero che tradizioni diverse, linguaggi diversi, immaginari diversi, che si riconoscono tutti reciprocamente nel battesimo in nome di Ges\u00f9 Cristo, possano rilanciare la loro comunione\u00a0<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>\u201c<\/span><\/span><\/span><\/em><em><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span><i>a partire\u201d dalla cena del Signore<\/i><\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>. Il fatto che l<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span><i>a messa e la liturgia possano situarsi non alla fine, ma all\u2019inizio, dovrebbe essere una possibilit\u00e0 da riscoprire e da valorizzare<\/i><\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>. Come <\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>un modo di iniziare, e di lasciarsi iniziare<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>, e non come un modo di finire.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>Ci\u00f2 non toglie, tuttavia, che il chiarimento necessario \u2013 lo dico non per arrivare, ma almeno per proseguire \u2013 riguarder\u00e0 almeno tre livelli di esperienza della liturgia eucaristica, su cui le tradizioni si sono altamente differenziate e che vorrei cos\u00ec schematizzare:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">a) Il Corpo di Cristo \u2013 sacramentale ed ecclesiale \u2013 per come viene compreso e vissuto;<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">b) La struttura della celebrazione e la sua relazione con il \u201csacrificio di Cristo\u201d;<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">c) I ministeri dotati di autorit\u00e0 e il loro riconoscimento reciproco tra le diverse confessioni.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Ci\u00f2 che su questi tre livelli possiamo identificare come problematico, o come inaccettabile, non dovrebbe essere assolutamente risolto in anticipo, quasi come una\u00a0<\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><i>condicio sine qua non<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">: il vero discrimine non \u00e8 questo \u201cprevio accordo dottrinale\u201d che sarebbe in grado di abilitare ad una prassi liturgica comune. Piuttosto, come <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">singolare<\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"> \u201cpreambolo\u201d, dovrebbe maturare nelle diverse confessioni la <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><i>disponibilit\u00e0 a <\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><i>leggere le differenze non come \u201cmancanz<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><i>e<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><i> di comunione\u201d, ma come \u201cdifferenz<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><i>e <\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><i>nella comunione\u201d<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">. Diverse teorie sulla presenza, diverse comprensioni del rapporto col sacrificio e diversi modi di esercitare l\u2019autorit\u00e0 sono stati percepiti, nella storia, come gravi motivi di \u201crottura della comunione\u201d. <\/span><\/span><em><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Ognuno si \u00e8 sentito negato dall\u2019altro<\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">. Oggi \u2013 nella reciproca disponibilit\u00e0, che costa sempre tanto a tutte le parti in causa \u2013 queste stesse differenze possono diventare motivi di \u201cricchezza nella comunione\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>Ci\u00f2 che cambia \u00e8, anzitutto, la percezione dell\u2019altro e del suo mondo.<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>\u00a0Per entrare in sintonia, per percepire l\u2019altro nella sua ricchezza, per costruire percorsi reali di comunione, non dobbiamo soltanto preoccuparci di tradurre le tradizioni altrui nelle nostre categorie, e le nostre in quelle altrui, ma di \u201cimpararne la lingua, con tutte le sue regole\u201d. Per usare la bella immagine proposta da G<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>eorge<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span> Lindbeck: si fa ecumenismo <\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>non \u201ctraducendo pensieri e concetti differenti\u201d, ma \u201cimparando a parlare lingue diverse\u201d<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>. Per farlo non dobbiamo solo studiarle, ma dobbiamo anche praticarle. La pratica comune \u2013 della preghiera e della liturgia, della fede e della carit\u00e0 \u2013 \u00e8 una delle condizioni per sperare e per fare la comunione.\u00a0<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span><i>Non si tratta, dunque, di inventare una \u201cmessa ecumenica\u201d, ma di riconoscere che la eucaristia, <\/i><\/span><\/span><\/span><\/em><em><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>la santa cena, la santa liturgia<\/span><\/span><\/span><\/em><em><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span><i> \u00e8, in s\u00e9, visceralmente, una questione di unit\u00e0, una questione ecumenica<\/i><\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><i><b>2. Una auto-riflessione cattolica, tra occidente e oriente<\/b><\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Vorrei approfondire in particolare alcuni aspetti decisivi dello sviluppo post-conciliare. Mettendo anzitutto in luce il profondo mutamento della comprensione della \u201cazione rituale\u201d &#8211; come linguaggio comune a tutta la Chiesa \u2013 e della forma di \u201cpartecipazione\u201d (<i>actuosa participatio<\/i>) che trasforma la comprensione della liturgia e della eucaristia, recuperando il profilo ecclesiologico del sacramento. Ci\u00f2 determina le sequenti preziose conseguenze, stabilite autorevolmente dalla Costituzione liturgica del Concilio Vaticano II:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">a) <i>I<\/i><i>l recupero delle molteplici forme della \u201cpresenza\u201d di Cristo <\/i><i>nella liturgia <\/i><i>(SC 7)<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Non solo \u201cpresenza reale\u201d, ma presenza nel ministro della eucaristia, presenza nella parola proclamata, presenza nei sacramenti, presenza nella assemblea radunata per la lode e per la preghiera. Questo ampliamento di \u201cforme\u201d rende pi\u00f9 ampia e articolata la comunione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">b) <i>L<\/i><i>a ristrutturazione <\/i><i>e riqualificazione <\/i><i>della \u201cliturgia della parola\u201d <\/i><i>(SC 24, 35)<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Tra queste forme, la esperienza della \u201cparola proclamata\u201d \u00e8 riportata al centro della tradizione liturgica cattolica. Questo grande arricchimento di testi e di sequenze rituali richiede una profonda conversione pastorale e spirituale, che ha un impatto assai significativo anche sulla \u201cintelligenza teologica\u201d della comunione eucaristica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">c) <i>L<\/i><i>a contestualizzazione della \u201cconsacrazione\u201d al centro della preghiera eucaristica<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Il \u201cfare memoria\u201d della eucaristia non si limita soltanto alle \u201cparole della consacrazione\u201d, non \u00e8 solo ripetizione puntuale di un atto, ma \u00e8 ripresa complessiva di una \u201cazione\u201d del Signore. Resa possibile dalla \u201cparola proclamata\u201d, restituita come parola pregata nella anafora eucaristica, al cui interno sono ripetute come narrazione istitutiva le parole dell\u2019ultima cena, e compiuta con il rito di comunione, che \u00e8 frazione del pane e partecipazione all\u2019unico pane spezzato e all\u2019unico calice condiviso. Alle \u201cparole\u201d della istituzione non cirrisponde soltanto la \u201cconsacrazione\u201d, ma la sequenza \u201canafora-comunione\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">d) <i>L<\/i><i>a sequenza \u201cpreghiera-rito\u201d come successione tra \u201canafora-comunione\u201d<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Questa ricomprensione pi\u00f9 ampia dell\u2019azione eucaristica \u2013 che passa dalla logica essenziale del rapporto secco di una atto inteso come relazione secca tra forma-materia-ministro alla sequenza rituale intesa come \u201cazione di Cristo e della Chiesa\u201d tra parola, preghiera e rito \u2013 sposta la attenzione dalla esclusiva della consacrazione, con la inevitabile marginalizzazione della comunione e della parola proclamata, alla correlazione tra parola e azione, tra anafora e comunione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">e) <i>il recupero della \u201c<\/i><i>partecipazione<\/i><i> pi\u00f9 perfetta\u201d <\/i><i>mediante<\/i><i>\u00a0la comunione al pane e al calice\u201d (pi\u00f9 che &#8220;sotto le due specie&#8221;).<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Nell\u2019ambito delle \u201crichieste di riforma\u201d che il Concilio Vaticano II esplicita circa la eucaristia (SC 50-57) si auspica, in SC 55, il recupero della comunione all\u2019unico pane spezzato e all\u2019unico calice condiviso. Il rapporto tra pane, vino, corpo e sangue pu\u00f2 essere pensato con il concetto di \u201cspecie\u201d, ma per essere celebrato ha bisogno di categorie meno essenzialistiche. Il segno, per determinare una \u201cpartecipazione pi\u00f9 perfetta\u201d, ha bisogno di categorie concettuali meno limitate. Il contatto rituale non \u00e8 identico al concetto teologico: pu\u00f2 essere certo pi\u00f9 povero, ma pu\u00f2 rivelarsi anche pi\u00f9 ricco.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><b>3. Conseguenze sui tre punti considerati<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">a) La presenza del Corpo di Cristo nella eucaristia \u00e8, insieme, sacramentale ed ecclesiale. Anzi, proprio il riconoscimento di Tommaso d\u2019Aquino del significato di \u201cunit\u00e0 della Chiesa\u201d come \u201ceffetto principale\u201d della eucaristia resta una pietra miliare della tradizione, anche nel momento in cui la stessa tradizione si irrigidiva in una lettura della \u201cconsacrazione\u201d come essenza, rispetto a cui tutto il resto sarebbe riduttivamente solo \u201cusus\u201d del sacramento. Noi abbiamo oggi il compito di interpretare in modo pi\u00f9 ampio questa relazione tra sacramento e Chiesa, che la tradizione attesta con argomentazioni talora troppo fragili.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">b) Questo recupero della \u201cunit\u00e0 della Chiesa\u201d come contenuto della eucaristia conduce ad una ricomprensione della \u201csequenza complessiva\u201d &#8211; parola-anafora-comunione \u2013 che sostituisce la centralit\u00e0 \u201cessenziale\u201d della consacrazione. Potremmo dire che la eucaristia ha (e deve avere) una logica \u201cpi\u00f9 che necessaria\u201d e \u201csovraessenziale\u201d. Alla distinzione tra \u201cessenza\/uso\u201d, che rivolge la attenzione soltanto alla formula, materia, ministro, si sostituisce la articolazione tra forma rituale, materia simbolica e relazione tra presidenza\/ministeri\/assemblea. La \u201cazione di Ges\u00f9\u201d non pu\u00f2 essere ridotta ad un solo \u201catto\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">c) Il mutamento di prospettiva determina, e in certo modo presuppone, un mutamento nella concezione del ministero. Se la liturgia \u00e8 anzitutto azione di Cristo e della Chiesa, che liturgicamente comporta una \u201cactuosa participatio\u201d di tutto il popolo di Dio, tale ricomprensione rilegge il ruolo del presbitero\/vescovo come \u201cpresidenza di una celebrazione della assemblea\u201d e non come \u201ccelebrante\u201d. Sgravando dalle spalle del presidente la responsabilit\u00e0 della celebrazione, questa lettura pu\u00f2 rendere possibile, immediatamente anche in campo cattolico, il cammino verso il riconoscimento della \u201ccomunione nelle differenze\u201d, piuttosto che della \u201cscomunica delle differenze\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><b>4. <i>Apartheid<\/i> da superare e gioiosa\/faticosa tolleranza delle differenze<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Se allarghiamo lo sguardo, credo possiamo riconoscere che la radice pi\u00f9 feconda della tolleranza tardo-moderna non \u00e8 la indifferenza per le differenze, ma la non-indifferenza per le differenze. Come ha riconosciuto anche Paolo Ricca, nel suo libro sulla Ultima cena che \u00e8 Prima, nel momento in cui la \u201cospitalit\u00e0 eucaristica\u201d potr\u00e0 essere formalmente consentita, dovremo esercitare in modo nuovo una forma di tolleranza direi interessata. Vorrei fare un esempio sulla comprensione diversa della \u201cpresenza del Signore crocifisso e risorto\u201d nella comunit\u00e0 eucaristica. Non voglio qui parlare delle \u201cdiverse dottrine\u201d, ma delle \u201cdiverse pratiche\u201d che sono scaturite \u2013 o che forse hanno ispirato \u2013 diverse dottrine.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>Che ne \u00e8, in particolare, nel pane \u201cconsacrato\u201d dopo la fine della cena? Qui, proprio a livello della pratica diversa, saranno messe alla prova le nostre comprensioni e le nostre tolleranze. Provo a farne una descrizione per \u201cambiti confessionali\u201d:<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">a) Il <b>cristiano cattolico<\/b> potr\u00e0 certamente continuare a \u201ccustodire\u201d le particole consacrate e potr\u00e0 continuare a riporle nel tabernacolo, farle oggetto di adorazione e persino partecipare alle 40 ore, alla adorazione notturna&#8230;ma dovr\u00e0 rispettare la possibilit\u00e0 che altri cristiani, in un cammino di vera comunione, possano astenersi dal compiere questi atti, senza per questo negare la presenza del Signore nella eucaristia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">b) Il <b>cristiano evangelico<\/b> potr\u00e0 certamente continuare ad abitare la santa cena con il canto e con la predicazione, con il sermone e con la carit\u00e0, e potr\u00e0 riconoscere il Signore presente nel momento in cui il pane spezzato e il calice condiviso vengono partecipati ad ogni membro della assemblea. Ma dovr\u00e0 rispettare come una possibilit\u00e0 diversa che altri cristiani possano abitare le aula eucaristica anche in assenza di celebrazione, per sostare in preghiera o per adorare il Santissimo Sacramento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Una Chiesa veramente ospitale \u2013 ossia che viva la coscienza di \u201cessere ospitata\u201d dal suo Signore &#8211; potr\u00e0 scoprire in queste differenze una grande ricchezza reciproca. Senza che l\u2019uno pregiudichi gli altri e senza che nessuno debba sentirsi squalificato dal giudizio di una esperienza e di una tradizione diversa. L\u2019unit\u00e0 fondamentale sul Signore che viene in mezzo ai suoi nella Parola e nel Sacramento pu\u00f2 essere il principio radicale di una feconda reciproca ospitalit\u00e0. Per continuare a \u201cmangiare e bere con lui, per lui e in lui\u201d. O, per parafrasare Agostino, per riconoscere che nella comunione eucaristica facciamo tutti la esperienza toccante in cui il Signore \u201cprega per noi, prega in noi ed \u00e8 pregato da noi\u201d, come unico Sacerdote, come Capo del Corpo e come Figlio di Dio. Se sapremo muoverci in questa direzione, esigente ma promettente, non tarderemo a trovarci intorno alla stessa mensa, con lo stesso Signore, nello stesso Spirito, verso il medesimo Padre.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><i><b>Appendice: sette tesi sulla \u201cospitalit\u00e0 eucaristica\u201d<\/b><\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Sul tema che abbiamo affrontato, Paolo Ricca ha giustamente ricordato un importante documento del 2003, frutto del lavoro ecumenico di tre istituti tedeschi, evangelici e cattolici <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">(<\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><a href=\"http:\/\/www.dehoniane.it:9080\/komodo\/trunk\/webapp\/web\/files\/riviste\/archivio\/02\/200311351a.htm\">http:\/\/www.dehoniane.it:9080\/komodo\/trunk\/webapp\/web\/files\/riviste\/archivio\/02\/200311351a.htm<\/a>).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>Riporto qui di seguito le 7 tesi elaborate dal documento, tralasciando la ampia spiegazione che segue ogni tesi e che pu\u00f2 essere letta nella versione integrale del documento. Decisiva mi pare la prima tesi, che, invertendo l\u2019onere della prova, cambia l\u2019orizzonte della argomentazione teologica classica, maturata in un contesto di radicale conflitto.<\/span><\/span><\/p>\n<h3><span><span>T<\/span>esi 1 <\/span><\/h3>\n<p><i>Occorre motivare non l\u2019ammissione dei cristiani battezzati alla cena\/eucaristia comune, bens\u00ec il suo rifiuto. <\/i><\/p>\n<h3><span><span>T<\/span>esi 2<\/span><\/h3>\n<p><i>La comunione ecumenica vissuta localmente e la mancanza di comunione alla cena\/eucaristia sono realt\u00e0 contraddittorie. Ci\u00f2 indebolisce la testimonianza affidata alle Chiese e le rende non credibili di fronte alle sfide poste dalla societ\u00e0<\/i><\/p>\n<h3><span><span>T<\/span>esi 3<\/span><\/h3>\n<p><i>In molti casi eccezionali, ai singoli viene permessa gi\u00e0 oggi la comunione eucaristica.<\/i><\/p>\n<h3><span><span>T<\/span>esi 4<\/span><\/h3>\n<p><i>Il battesimo \u00e8 la porta d\u2019ingresso alla comunione della Chiesa, al corpo di Cristo, che si ricostituisce continuamente nella cena\/eucaristia.<\/i><\/p>\n<h3><span><span>T<\/span>esi 5<\/span><\/h3>\n<p><i>Ges\u00f9 Cristo invita alla cena\/eucaristia. Egli \u00e8 donatore e dono. La Chiesa rivolge l\u2019invito solo nel suo nome e per suo incarico. Ci\u00f2 non pu\u00f2 avvenire in modo indiscriminato, ma deve corrispondere alla volont\u00e0 di Ges\u00f9.<\/i><\/p>\n<h3><span><span>T<\/span>esi 6<\/span><\/h3>\n<p><i>La comunione eucaristica oltrepassa la comunione ecclesiale.<\/i><\/p>\n<h3><span><span>T<\/span>esi 7<\/span><\/h3>\n<p><i>La Chiesa vive come comunit\u00e0 nell\u2019annuncio, nel culto e nel servizio al mondo. La comunione ecclesiale presuppone queste azioni e una comune concezione di fondo, ma non una determinata configurazione storica.<\/i><\/p>\n<h3><span><span>T<\/span>esi 7.1<\/span><\/h3>\n<p><i>Comunione nella fede: le diverse rappresentazioni della testimonianza ecclesiale e dell\u2019interpretazione normativa della fede comune in Ges\u00f9 Cristo come salvezza del mondo non sono necessariamente tali da dividere la Chiesa.<\/i><\/p>\n<h3><span><span>T<\/span>esi 7.2<\/span><\/h3>\n<p><i>Comunione nella comprensione della cena\/eucaristia: i dialoghi ecumenici hanno realizzato un profondo accordo sui temi tradizionalmente controversi in materia di comprensione della cena\/eucaristia. Perci\u00f2, le differenze che ancora restano non impediscono una comune celebrazione della cena\/eucaristia.<\/i><\/p>\n<h3><span><span>T<\/span>esi 7.3<\/span><\/h3>\n<p><i>Comunione nella comprensione del ministero: nonostante le differenze che ancora esistono sulla questione del ministero, oggi si \u00e8 realizzata sugli elementi fondamentali una convergenza che rende possibile l\u2019ospitalit\u00e0 eucaristica.<\/i><\/p>\n<h3><span><span>T<\/span>esi 7.4<\/span><\/h3>\n<p><i>Comunione nel servizio al mondo: diaconia, comunione ed eucaristia si condizionano a vicenda.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A MILANO, sabato 25 novembre 2017, si \u00e8 tenuto l\u2019incontro sul tema: E\u2019 possibile condividere la cena del Signore? Speranze e attese per una mensa condivisa nel \u201cfare memoria\u201d e testimoniare insieme l\u2019Evangelo, organizzato da&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12408"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12408"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12408\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12411,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12408\/revisions\/12411"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12408"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12408"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12408"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}