{"id":12358,"date":"2017-11-07T15:19:27","date_gmt":"2017-11-07T14:19:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=12358"},"modified":"2017-11-07T15:19:27","modified_gmt":"2017-11-07T14:19:27","slug":"sulla-espressione-messa-ecumenica-congetture-e-confutazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/sulla-espressione-messa-ecumenica-congetture-e-confutazioni\/","title":{"rendered":"Sulla espressione \u201cmessa ecumenica\u201d: congetture e confutazioni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/imagesecumene.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-12359\" alt=\"imagesecumene\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/imagesecumene-300x132.jpg\" width=\"300\" height=\"132\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/imagesecumene-300x132.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/imagesecumene.jpg 338w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>E\u2019 sufficiente una \u201cdenominazione\u201d per squalificare un oggetto o un tema: questa a me sembra la strategia insita in una serie di annunci, di messe in guardia, di denunce e di vesti stracciate che leggiamo da qualche tempo. Esse hanno, come sottofondo comune, l\u2019obiettivo di denunciare il pericolo di una irrimediabile distruzione della tradizione cattolica, con tutti gli annessi e connessi del caso, di cui sarebbe causa la \u201cstagione ecumenica\u201d inaugurata da papa Francesco.<\/p>\n<p>Chiarisco anche \u2013 dopo le molte smentite ora divenute ufficiali \u2013 che qui parlo del tema a titolo esclusivamente personale, secondo scienza e coscienza, senza essere \u201cportavoce\u201d o \u201clepre\u201d di chichessia.<\/p>\n<p>In questione non \u00e8 la \u201cmessa ecumenica\u201d. Ci sono invece tradizioni diverse, che si riferiscono tutte alla \u201ccena del Signore\u201d e alla \u201cfrazione del pane\u201d e che vivono questa celebrazione, sia pure in modo differenziato, ma come fonte e culmine della comunione ecclesiale. Il paradosso \u00e8 che, proprio nel cuore della comunione, i cristiani sperimentino la divisione e la ostilit\u00e0.<\/p>\n<p>Sappiamo bene che le diverse tradizioni cristiane, dopo incomprensioni, lotte, divisioni anche sanguinose, silenzi e indifferenze, da alcuni decenni lavorano anche per recuperare la comunione perduta. Non \u00e8 affatto scandaloso che la ricerca della comunione voglia avere un rapporto con la celebrazione della santa cena, della santa messa, della sacra liturgia. E non dovrebbe essere considerata, questa, soltanto come la \u201cmassima ambizione\u201d: non \u00e8 vero, infatti, che la \u201ccomunione eucaristica\u201d si collochi soltanto in fondo al percorso, come il premio finale della ricostruita comunione. No, deve essere vero anche il contrario. Pu\u00f2 essere vero che tradizioni diverse, linguaggi diversi, immaginari diversi, che si riconoscono tutti reciprocamente nel battesimo in nome di Ges\u00f9 Cristo, possano rilanciare la loro comunione <em>\u201ca partire\u201d dalla cena del Signore<\/em>. Il fatto che l<em>a messa e la liturgia possano situarsi non alla fine, ma all\u2019inizio, dovrebbe essere una possibilit\u00e0 da riscoprire e da valorizzare<\/em>. Come <em>un modo di iniziare, e di lasciarsi iniziare<\/em>, e non come un modo di finire.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non toglie, tuttavia, che il chiarimento necessario \u2013 lo dico non per arrivare, ma almeno per proseguire \u2013 riguarder\u00e0 almeno tre livelli di esperienza della liturgia eucaristica, su cui le tradizioni si sono altamente differenziate e che vorrei cos\u00ec schematizzare:<\/p>\n<p>a) Il Corpo di Cristo &#8211; sacramentale ed ecclesiale \u2013 per come viene compreso e vissuto;<\/p>\n<p>b) La struttura della celebrazione e la sua relazione con il \u201csacrificio di Cristo\u201d;<\/p>\n<p>c) I ministeri dotati di autorit\u00e0 e il loro riconoscimento reciproco tra le diverse confessioni.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che su questi tre livelli possiamo identificare come problematico, o come inaccettabile, non dovrebbe essere assolutamente risolto in anticipo, quasi come una <i>condicio sine qua non<\/i>: il vero discrimine non \u00e8 questo \u201cprevio accordo dottrinale\u201d che sarebbe in grado di abilitare ad una prassi liturgica comune. Piuttosto, come \u201cpreambolo\u201d, dovrebbe maturare nelle diverse confessioni la disponibilit\u00e0 a <i>leggere le differenze non come \u201cmancanza di comunione\u201d, ma come \u201cdifferenz<\/i><i>a<\/i><i> nella comunione\u201d<\/i>. Diverse teorie sulla presenza, diverse comprensioni del rapporto col sacrificio e diversi modi di esercitare l\u2019autorit\u00e0 sono stati percepiti, nella storia, come gravi motivi di \u201crottura della comunione\u201d. <em>Ognuno si \u00e8 sentito negato dall\u2019altro<\/em>. Oggi &#8211; nella reciproca disponibilit\u00e0, che costa sempre tanto a tutte le parti in causa \u2013 queste stesse differenze possono diventare motivi di \u201cricchezza nella comunione\u201d.<\/p>\n<p><em>Ci\u00f2 che cambia \u00e8, anzitutto, la percezione dell\u2019altro e del suo mondo.<\/em> Per entrare in sintonia, per percepire l\u2019altro nella sua ricchezza, per costruire percorsi reali di comunione, non dobbiamo soltanto preoccuparci di tradurre le tradizioni altrui nelle nostre categorie, e le nostre in quelle altrui, ma di \u201cimpararne la lingua, con tutte le sue regole\u201d. Per usare la bella immagine proposta da G. Lindbeck: si fa ecumenismo <em>non \u201ctraducendo pensieri e concetti differenti\u201d, ma \u201cimparando a parlare lingue diverse\u201d<\/em>. Per farlo non dobbiamo solo studiarle, ma dobbiamo anche praticarle. La pratica comune \u2013 della preghiera e della liturgia, della fede e della carit\u00e0 &#8211; \u00e8 una delle condizioni per sperare e per fare la comunione. <em>Non si tratta, dunque, di inventare una \u201cmessa ecumenica\u201d, ma di riconoscere che la eucaristia \u00e8, in s\u00e9, visceralmente, una questione di unit\u00e0, una questione ecumenica<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 sufficiente una \u201cdenominazione\u201d per squalificare un oggetto o un tema: questa a me sembra la strategia insita in una serie di annunci, di messe in guardia, di denunce e di vesti stracciate che leggiamo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12358"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12358"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12358\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12361,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12358\/revisions\/12361"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12358"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12358"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12358"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}