{"id":12345,"date":"2017-11-02T14:38:23","date_gmt":"2017-11-02T13:38:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=12345"},"modified":"2017-11-02T14:38:23","modified_gmt":"2017-11-02T13:38:23","slug":"tutti-neoi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/tutti-neoi\/","title":{"rendered":"Tutti n\u00e9oi"},"content":{"rendered":"<p>\u00abPer assumere il loro posto nel mondo, i <em>n\u00e9oi<\/em> devono acquisire una conoscenza di base di come esso \u00e8 venuto a formarsi. Quando le lotte, gli insuccessi e i progressi della storia \u2013 il passato conflittuale e stratificato \u2013 cominciano a informare la comprensione che gli studenti hanno del presente, il rapporto che essi hanno col tempo \u2013 col loro <em>essere nel tempo<\/em> \u2013 subisce un processo di maturazione. Pi\u00f9 il presente si rivela come prodotto del passato, pi\u00f9 esso appare come un preludio al futuro\u00bb [Robert Pogue Harrison, <em>L\u2019era della giovinezza<\/em>, Donzelli 2016, p. 131, ed.or. 2014]. In questa crisi globale siamo tutti <em>n\u00e9oi<\/em> e per <em>essere nel tempo<\/em> dobbiamo ricordare che la guerra in Europa \u00e8 continuata fredda dopo due infernali conflitti mondiali che \u00abappartengono entrambi a una lunga \u2018guerra dei Trent\u2019Anni\u2019 1914-1945 (sempre che non si tratti in realt\u00e0 di una \u2018Guerra dei Cent\u2019Anni\u2019 ancora in corso, come parrebbe guardando al Vicino Oriente)\u00bb [Franco Cardini, \u00abGiustiziato perch\u00e9 fumava un sigaro\u00bb, <em>Il Sole 24Ore<\/em>, 22\/10\/2017, p. 17].<br \/>\nLa crisi dello stato, invenzione europea, precorre quella globale e il \u00abpericolo \u00e8 rappresentato dalla ignoranza della portata epocale dello scivolamento dell\u2019asse del potere globale, che ora coinvolge una nuova platea di attori non statuali e si incardina su quadranti geografici diversi da quelli che hanno spalancato le porte alla finanziarizzazione sregolata\u00bb [Mauro Campus, \u00abLa moneta torni al centro\u00bb, <em>Il Sole 24Ore<\/em>, 22\/10\/2017, p. 18]. In pericolo \u00e8 la democrazia, invenzione europea pi\u00f9 antica dello stato, in s\u00e9 non democratico. \u00ab\u201cI cittadini che nominano dei rappresentanti rinunciano e devono rinunciare a fare essi stessi la legge; non hanno volont\u00e0 particolari da imporre. Se dettassero delle volont\u00e0, la Francia non sarebbe pi\u00f9 questo Stato rappresentativo; sarebbe uno Stato democratico. Il popolo, lo ripeto, in un paese che non \u00e8 una democrazia (e la Francia non saprebbe esserlo), il popolo non pu\u00f2 parlare, non pu\u00f2 agire che tramite i suoi rappresentanti\u201d\u00bb. Cos\u00ec parl\u00f2 all\u2019assemblea nazionale il 7 settembre 1789 l\u2019abate Siey\u00e8s [Dominique Rousseau, <em>Radicaliser la d\u00e9mocratie<\/em>, Seuil 2015, p. 24]. \u00ab<em>In regime rappresentativo, la democrazia \u00e8 sempre carente<\/em>. Viene sempre il momento in cui coloro nel nome dei quali \u2018si\u2019 parla, \u2018si\u2019 pensa e \u2018si\u2019 decide si ribellano apertamente contro i portavoce istituiti. Non \u2018si\u2019 governa impunemente \u2018in nome di\u2019\u00bb [p. 27].<br \/>\n\u00c8 cronaca e Rousseau propone \u00abla creazione di uno spazio pubblico in cui i corpi e le idee di ognuno, potendo circolare liberamente, si confrontano necessariamente con i corpi e le idee degli altri\u00bb [p. 77] anche tramite una corte che accoglie le istanze dei cittadini per un eventuale mandato ai rappresentanti di darvi risposte concrete: democrazia continua. Agendo in continuit\u00e0 sui problemi tra un\u2019elezione e l\u2019altra, \u00e8 la sola alternativa alle crisi sempre pi\u00f9 gravi di governi rappresentativi nazionali che fanno legge della loro volont\u00e0 per imporla con violenza politica, giudiziaria e armata, anacronistica come gli stati nazionali che la praticano. La democrazia continua avanza a fatica solo in UE, strattonata indietro e avanti: \u00abnonostante le sue rivendicazioni, il Consiglio europeo fa per\u00f2 fatica a prendere decisioni, dipendendo dai cicli elettorali dei singoli Stati membri, in particolare dei pi\u00f9 grandi\u00bb; \u00aballo stesso tempo, i singoli governi nazionali, sulla base delle elezioni domestiche, trasferiscono regolarmente a Bruxelles le loro aspettative governative\u00bb [Sergio Fabbrini, \u00abUe prigioniera della paralisi decisionale\u00bb, <em>Il Sole 24Ore<\/em>, 22\/10\/2017, pp. 1 e 16].<br \/>\nCapo del fondo avvoltoio Blackstone e ascoltato consigliere di Trump, Stephen Schwarzman dice che \u00abla crescita \u00e8 molto stabile e i mercati hanno progredito pi\u00f9 che in proporzione perch\u00e9 \u00e8 molto minore la paura che qualcosa vada male, ci\u00f2 che credo probabilmente corretto. A eccezione del rischio geopolitico\u00bb [Arnaud Leparmentier, \u00abSchwarzman, le financier qui susurre \u00e0 l\u2019oreille de Trump\u00bb, <em>Le Monde \u00c9co&amp;Entreprise<\/em>, 24\/10\/2017, p. 2]. Eccezione fondamentale, perch\u00e9 dal rischio geopolitico dipende tutto. Dare un governo all\u2019UE \u00e8 certo di gran lunga la via pi\u00f9 semplice e a portata di mano per ridurlo, nell\u2019attuale caotico multipolarismo sorto dal crollo del binomio URSS-USA.<br \/>\nA guidarci \u00e8 Christoph M\u00f6llers [<em>The Three Branches<\/em>, Oxford UP 2013]. \u00abAnzitutto, c\u2019era la volont\u00e0 politica tra gli stati membri di armonizzare determinate aree delle loro politiche e rompere la stretta degli stati-nazione\u00bb. \u00abFin dall\u2019inizio principio centrale e sostanziale del sistema legale europeo fu di bandire ogni discriminazione fra stati membri\u00bb. \u00abLa dottrina di non discriminazione ci conduce al cuore della legittimit\u00e0 dell\u2019integrazione europea\u00bb. \u00abBandire la discriminazione aveva l\u2019obiettivo di stabilire un mercato comune europeo, ma questo fine inevitabilmente andava oltre, perch\u00e9 ogni azione politica ha in s\u00e9 una componente economica\u00bb. \u00abCol tempo nei Trattati Europei e nella giurisprudenza della Corte Europea di Giustizia la nozione di discriminazione ha cos\u00ec superato il dato economico, a conferma che i livelli sovranazionali favoriscono la regolazione in generale contro la discriminazione. Ma espandere la nozione di discriminazione crea una domanda di legittimit\u00e0 oltre la partecipazione politica degli Stati UE\u00bb. \u00abPossiamo distinguere tre tipi di legittimit\u00e0 UE, attribuibili con precisione a una diversa istituzione: l\u2019intergovernalit\u00e0 trae dalle democrazie nazionali la legittimit\u00e0 della politica europea, col Consiglio Europeo. Si pu\u00f2 poi definire federale la legittimit\u00e0 democratica propria della UE, col Parlamento Europeo. I concetti di intergovernalit\u00e0 e federalismo modificano la classica teoria democratica, ma hanno la stessa fondazione egualitaria. Un\u2019altra forma ancora di legittimit\u00e0 pu\u00f2 essere definita sovranazionale. Questa specificit\u00e0 europea pu\u00f2 sostituire o integrare le altre tipologie. Essa descrive in particolare le specifiche forme di legiferazione europea, specie con la Commissione Europea e la Corte Europea di Giustizia\u00bb. \u00abCon la nozione di autonomia dei  poteri la Corte Europea di Giustizia nella giurisprudenza ha voluto assicurare che le diverse istituzioni possano lavorare in autonomia pur relazionandosi tra loro. Insieme a quest\u2019idea d\u2019un certo grado di divisione istituzionale, nelle sentenze della Corte Europea di Giustizia \u00e8 centrale la nozione di bilancia dei poteri. La corte ha persino sviluppato la sua propria dottrina di separazione dei poteri: il principio di \u2018bilancia istituzionale\u2019\u00bb. \u00abCon quest\u2019idea la Corte di Giustizia ha sviluppato una nozione che riduce l\u2019autorit\u00e0 degli stati nel Consiglio per rafforzare gli organi politici UE\u00bb [pp. 167-171].<br \/>\n\u00abI poteri federali, persino se ben definiti in una costituzione scritta, sono situati al crocevia tra azione legislativa e controllo giudiziario\u00bb. \u00abOgni volta che la Corte di Giustizia Europea afferma il bisogno di proteggere le libert\u00e0 fondamentali, il legislatore europeo \u00e8 chiamato a intervenire. Determinando l\u2019ampiezza di un diritto soggettivo transnazionale, come la libert\u00e0 di commercio nell\u2019UE, la Corte definisce i poteri del legislatore europeo rispetto agli stati membri. La capacit\u00e0 di aprire azioni legali per la libert\u00e0 economica direttamente presso la Corte Europea di Giustizia estende l\u2019influenza del legislatore europeo\u00bb [p. 174]. \u00c8 la democrazia continua proposta da Rousseau, estesa a tutte le libert\u00e0 se la capacit\u00e0 d\u2019azione presso la Corte non si limita all\u2019ambiente degli affari.<br \/>\n\u00abL\u2019organizzazione del Consiglio Europeo solleva pi\u00f9 questioni che il Parlamento\u00bb. \u00abI suoi lavori sono ancora lungi dall\u2019essere trasparenti\u00bb. \u00abInoltre nelle sue funzioni legislative per lo pi\u00f9 si riunisce a livello ministeriale. Manca un livello superiore per bilanciare gli interessi di vari dipartimenti, ad esempio l\u2019ambiente e l\u2019agricoltura. Ne risulta una settorializzazione del processo decisionale. Regimi diversi con interessi diversi non comunicano. Tutto ci\u00f2 lascia l\u2019intero processo legislativo pi\u00f9 esposto ai condizionamenti lobbistici asimmetrici\u00bb. \u00abOltre la trasparenza, \u00e8 necessaria una riforma\u00bb [p. 180].<br \/>\n\u00abC\u2019\u00e8 un governo UE? L\u2019argomento \u00e8 controverso\u00bb [p. 181]. \u00abIl sistema costituzionale nazionale pi\u00f9 simile pu\u00f2 essere la rappresentanza proporzionale svizzera di governo, il Bundesrat. Il suo modello consensuale, l\u2019influenza solo indiretta delle elezioni generali nella formazione del governo e perci\u00f2 nella direzione politica complessiva del paese, come pure il forte sistema federale dell\u2019intero sistema politico, potrebbero in effetti servire da modello per gli avanzamenti dell\u2019Unione Europea. Tanto pi\u00f9 che la Svizzera \u00e8 un paese con quattro lingue nazionali e una cultura religiosa pluralista\u00bb [p. 183].<br \/>\n\u00abRimane poi la questione: come pu\u00f2 la Commissione bilanciare gli interessi al fine di giustificare le sue iniziative legislative? Di fatto la Commissione tenta di dialogare coi potenziali interessati da una possibile regolazione; lancia e organizza il dialogo con i gruppi di interesse. Ma, poich\u00e9 non \u00e8 un dialogo basato sul principio di eguaglianza democratica mediata dai partiti politici, la Commissione pu\u00f2 incentivare un ambiente corporativo-lobbistico. I dati empirici mostrano che la Commissione pi\u00f9 dei governi nazionali \u00e8 esposta a interessi particolari. Ha sviluppato una sua cultura di cooperazione e corruzione\u00bb. \u00abMa nonostante questa valutazione negativa, la Commissione rimane il candidato pi\u00f9 plausibile a essere un futuro governo europeo\u00bb [pp. 184-5]<br \/>\n\u00abCon l\u2019aumento numerico degli stati membri, i compiti dell\u2019EU si sono moltiplicati\u00bb [p. 188]. \u00abAlla fin fine, il disegno dell\u2019amministrazione europea rimane complesso. I suoi tre elementi di base sono la Commissione, le singole amministrazioni degli stati membri e l\u2019insieme degli stati membri, che attuano le leggi europee in varie configurazioni \u2013 ora orizzontali e cooperative ora invece verticali e gerarchiche\u00bb [p. 190]. \u00abPer un sistema di legittimazione che funzioni, specie se ci si appella a un ordine costituzionale, \u00e8 indispensabile una struttura procedurale coerente e aperta\u00bb [pp. 195].<br \/>\nQuesta struttura esiste gi\u00e0 e pu\u00f2 essere sviluppata lungo le linee indicate da Simona Piattoni e Justus Sch\u00f6nlau [<em>Shaping EU Policy From Below<\/em>, Edward Elgar, 2015], attualissime in risposta agli scismi\/terremoti politici (Rousseau) anche europei. Riferimento istituzionale \u00e8 il Committee of the Regions (CoR, Belgio), ma l\u2019orizzonte \u00e8 quello molto pi\u00f9 ampio disegnato da James Bohman e Hannah Pitkin.<br \/>\n\u00abBohman osserva una crescente vulnerabilit\u00e0 delle persone alla dominazione \u2013 definita \u2018interferenza arbitraria\u2019 \u2013 e perci\u00f2 identifica il nuovo concetto di democrazia, idoneo allo scenario multilivello, nella concezione repubblicana di democrazia come non dominazione. Gli individui sono soggetti alla dominazione non solo come in passato di entit\u00e0 politiche note, ma anche di forme non completamente definite di autorit\u00e0 politica internazionale fuori da ogni comunit\u00e0 politica [\u201cla nuova platea di attori non statuali\u201d di cui scrive Campus]. La nuova concezione di democrazia, perci\u00f2, deve andare oltre il modello del diciottesimo secolo di un demos autolegislatore al contempo autore e suddito delle sue leggi, e abbracciare un modello in cui il soggetto della democrazia \u00e8 potenzialmente la totalit\u00e0 della umanit\u00e0. La libert\u00e0 dalla dominazione \u00e8 per Bohman il \u2018minimo democratico\u2019 e il suo ideale \u00e8 la \u2018democrazia transnazionale\u2019\u00bb. \u00abDi fatto, molto spesso il CoR contribuisce alla legislazione UE con pareri che difendono il diritto dei popoli subnazionali dell\u2019Unione alla non-dominazione, vale a dire il diritto a non vedersi \u2018imposti i termini della cooperazione\u2019 specie quando essa comporta costi asimmetrici e limitazioni\u00bb. \u00abIn questo senso il contributo del CoR va asserito non solo a formare la legislazione, ma anche a deliberare nei termini del governo democratico. Una volta di pi\u00f9 possiamo attingere a Bohman quando argomenta che \u2018questo impegno richiede che i diritti siano attuati in una variet\u00e0 di istituzioni che interagiscono. Il costituzionalismo dell\u2019UE fornisce il miglior esempio di questo tipo di ordine riflessivo, democratico e transnazionale\u2019\u00bb [pp. 15-16].<br \/>\nA sua volta \u00abaffrontando la tensione tra rappresentanza dell\u2019interesse generale e di comunit\u00e0 minori, Pitkin ritiene ingenuo presumerli coincidenti e fa di nuovo appello alla costruzione interattiva della loro unit\u00e0\u00bb. \u00abPitkin conclude che \u2018la rappresentazione politica \u00e8 primariamente un accordo pubblico, istituzionalizzato, che coinvolge molte persone e gruppi e opera nei modi complessi degli accordi di larga scala. La rappresentazione nasce non dalla singola azione di ogni partecipante, ma dalla struttura complessiva e dalla complessiva funzionalit\u00e0 del sistema, dai modelli emergenti delle molte attivit\u00e0 di molta gente\u2019\u00bb [p. 23]. Quelle di noi europei con le nostre istituzioni di democrazia continua.<\/p>\n<p><strong>Postilla<\/strong>. Nel 1969 usc\u00ec <em>Butch Cassidy<\/em>, grande western di George Roy con Paul Newman e Robert Redford, imbattibili pistoleri che, inseguiti, fuggono in una Bolivia creduta ricca e tutta da rapinare, dove trovano invece miseria e una massa di gendarmi che li massacrano in un\u2019allucinata sparatoria finale. Brexit e America First rifiutano le regole internazionali, considerano il mondo a disposizione e lasciano l\u2019UE sola a far valere diritti umani e democrazia, gli argomenti di massa pi\u00f9 potenti di ogni tempo. Nel nostro non ci sono certezze, se non di coscienza, scrive Peter Berger: \u00abrichiamare alla memoria ci\u00f2 che so, e aver fede nel fatto che ci\u00f2 che so \u00e8 vero\u00bb, in \u00abun mare in tempesta di incertezze\u00bb che non si ritirer\u00e0 per \u00abconsentirci di passare senza bagnarci\u00bb, ma con \u00abil coraggio di veleggiare su una fragile imbarcazione, con la speranza, se Dio vorr\u00e0, di raggiungere l\u2019altra riva senza annegare\u00bb [<em>Una gloria remota<\/em>, il Mulino 1994, p. 199, ed.or. 1992]. Fu cos\u00ec che in Europa, con la scoperta dell\u2019America, cinque secoli fa nacque la globalizzazione, ricordate? Ma ci\u00f2 che pi\u00f9 conta \u00e8 che la nostra coscienza \u00e8 proporzionale alla nostra capacit\u00e0 di scelta, \u00e8 sinonimo di inventivit\u00e0 e creativit\u00e0 [Pogue Harrison, cit., p. 28].<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abPer assumere il loro posto nel mondo, i n\u00e9oi devono acquisire una conoscenza di base di come esso \u00e8 venuto a formarsi. 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