{"id":12324,"date":"2017-10-18T21:04:24","date_gmt":"2017-10-18T19:04:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=12324"},"modified":"2017-10-18T21:04:24","modified_gmt":"2017-10-18T19:04:24","slug":"autocritica-del-magistero-e-riforma-della-chiesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/autocritica-del-magistero-e-riforma-della-chiesa\/","title":{"rendered":"Autocritica del Magistero e riforma della Chiesa"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Istituto-Giovanni-Paolo-II.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-12196\" alt=\"Istituto-Giovanni-Paolo-II\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Istituto-Giovanni-Paolo-II.jpg\" width=\"141\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n<p>Tra le pi\u00f9 grandi novit\u00e0 che papa Francesco ha introdotto nel linguaggio ecclesiale brilla di luce molto intensa la chiara correlazione tra esigenza di riforma ecclesiale e necessit\u00e0 di una franca <em>autocritica magisteriale<\/em>. Nell\u2019ultimo mese e mezzo una serie di documenti \u2013 due lettere \u201cmotu proprio\u201d e un discorso \u2013 hanno potentemente rilanciato le esigenze di riforma attraverso una <i>analisi spregiudicata della tradizione recente<\/i>, senza nascondere i <i>necessari compiti di autocritica<\/i>. Potremmo dire che un elemento di grande e preziosa originalit\u00e0 del magistero di Francesco \u00e8 quello di unire al <i>compito critico<\/i> il <i>compito autocritico<\/i>. E se la Chiesa si era specializzata da due secoli nella critica del mondo, molto pi\u00f9 timida e a volte quasi assente era stato l\u2019esercizio della autocritica della Chiesa, spesso confusa con il cedimento al nemico. Ripercorriamo brevemente questo percorso recente:<\/p>\n<p>a) <strong>Le premesse: <i>Evangelii Gaudium<\/i>, <i>Laudato sii<\/i> e <i>Amoris Laetitia<\/i><\/strong><\/p>\n<p>Tutto comincia dall\u2019inizio del pontificato. Gi\u00e0 dalla sera del 13 marzo 2013, ma poi, ufficialmente e solennemente con <i>Evangelii Gaudium<\/i>, troviamo nel suo primo capitolo una serie di prese di distanza da stili pastorali inadeguati che pu\u00f2 essere compresa esplicitamente come una salutare autocritica con cui la Chiesa si ripensa rispetto al proprio stile. Ma altrettanto si legge in <i>Laudato Sii<\/i> e, ancora pi\u00f9 esplicitamente, nel \u201cdecalogo di autocritica\u201d (su cui mi sono gi\u00e0 soffermato <a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-recezione-di-amoris-laetitia-15-decalogo-di-autocritica-della-pastorale-familiare\/\">qui<\/a>) che incontriamo ai nn. 35-37 di <i>Amoris Laetitia<\/i>. Questo modo di comprendere la funzione del magistero e di mettere in questione abiti acquisiti negli ultimi decenni, appare come una vera profezia ecclesiale. Ma alla luce di questi precedenti, vediamo ora le acquisizioni pi\u00f9 recenti di questo <i>stile<\/i><i> <\/i><i>magisteriale <\/i><i>autocritico<\/i>.<\/p>\n<p>b) <strong>Il MP <i>Magnum principium<\/i> e l\u2019autocritica liturgica<\/strong><\/p>\n<p>Come attestano bene le resistenze esplicite da parte degli stessi organi curiali chiamati ad applicarne le disposizioni, <i>Magnum Principium<\/i> prende atto di una \u201cparalisi\u201d che ha bloccato la normale attivit\u00e0 di traduzione della tradizione. E\u2019 stato il magistero a causare la paralisi e ora il magistero fa autocritica e rimette al centro il \u201cgrande principio\u201d della partecipazione \u201cintelligente\u201d del popolo all\u2019atto di culto. Di fronte ad un magistero che aveva consigliato di usare con molta parsimonia la espressione \u201cassemblea celebrante\u201d, ora la restituzione delle competenze alle Conferenze Episcopali riaprono le porte e le finestre della Congregazione del Culto, che qualcuno vorrebbe ancora sprangare con serrature a doppia mandata e sistemi di sicurezza a prova di bomba. Le illusioni di chi aveva puntato sul primato di una \u201clingua non pi\u00f9 viva\u201d a scapito delle \u201clingue belle vivaci\u201d vengono smascherate:<\/p>\n<pre>\u201c<span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>A tale scopo bisogna fedelmente comunicare ad un determinato popolo, tramite la sua propria lingua, ci\u00f2 che la Chiesa ha inteso comunicare ad un altro per mezzo della lingua latina. Sebbene la fedelt\u00e0 non sempre possa essere giudicata da parole singole ma debba esserlo nel contesto di tutto l\u2019atto della comunicazione e secondo il proprio genere letterario, tuttavia alcuni termini peculiari vanno considerati anche nel contesto dell\u2019integra fede cattolica, poich\u00e9 ogni traduzione dei testi liturgici deve essere congruente con la sana dottrina\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/pre>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>La pretesa di una traduzione \u201cletterale\u201d viene superata dalla descrizione, <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span><i>apertis verbis<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>, delle &#8220;corrispondenze\u00a0<\/span><\/span><\/span>dinamiche\u201d in cui vale la proporzione: il latino sta ad un popolo, come la lingua vernacola sta ad un altro popolo. I diversi popoli determinano una mediazione complessa e non diretta tra le lingue. Questa <em>autocritica<\/em> &#8211; che in fondo \u00e8 soltanto il ritorno alla logica del Concilio Vaticano II, che <i>Liturgiam authenticam<\/i> aveva cercato di annichilire \u2013 inaugura una stagione di rinnovato dialogo tra fede e cultura, nel quale nessun sapiente pastore inglese dovr\u00e0 pi\u00f9 ripetere ad un funzionario romano: \u201ccome osa lei correggere il mio inglese?\u201d (B. Hume)<\/p>\n<p>c) <strong>Il MP <i>Summa familiae<\/i> e l\u2019autocritica sulla teologia della famiglia<\/strong><\/p>\n<p>Anche sul piano della teologia del matrimonio e della famiglia, in conseguenza diretta della elaborazione di <i>Amoris Laetitia<\/i> e del suo \u201cdecalogo di autocritica\u201d (cfr. supra), era inevitabile che si provvedesse a correggere quel <em>centro di massimalismo teologico<\/em> che da decenni era rappresentato dall\u2019Istituto Giovanni Paolo II. Il ridimensionamento della pretesa massimalistica della teologia familiare viene prodotto con una puntuale descrizione della \u201cmeravigliosa complessit\u00e0\u201d della famiglia contemporanea, irriducibile alle agghiaccianti semplificazioni a cui ci avevano abituati non pochi professori di quell\u2019Istituto. Se leggiamo il cuore del testo, troviamo molto chiare le parole di autocritica e di nuovo orientamento:<\/p>\n<pre><span style=\"color: #000000\">\u201c<span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>Il cambiamento antropologico-culturale, che influenza oggi tutti gli aspetti della vita e richiede un approccio analitico e diversificato, non ci consente di limitarci a pratiche della pastorale e della missione che riflettono forme e modelli del passato. Dobbiamo essere interpreti consapevoli e appassionati della sapienza della fede in un contesto nel quale gli individui sono meno sostenuti che in passato dalle strutture sociali, nella loro vita affettiva e familiare. Nel limpido proposito di rimanere fedeli all\u2019insegnamento di Cristo, dobbiamo dunque guardare, con intelletto d\u2019amore e con saggio realismo, alla realt\u00e0 della famiglia, oggi, in tutta la sua complessit\u00e0, nelle sue luci e nelle sue ombre.<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/motu_proprio\/documents\/papa-francesco-motu-proprio_20170908_summa-familiae-cura.html#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a><\/span><\/span><\/span><\/pre>\n<pre><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>Per queste ragioni ho ritenuto opportuno dare un nuovo assetto giuridico all\u2019Istituto Giovanni Paolo II, affinch\u00e9 \u00abla lungimirante intuizione di San Giovanni Paolo II, che ha fortemente voluto questa istituzione accademica, oggi [possa] essere ancora meglio riconosciuta e apprezzata nella sua fecondit\u00e0 e attualit\u00e0\u00bb.<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/motu_proprio\/documents\/papa-francesco-motu-proprio_20170908_summa-familiae-cura.html#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>\u00a0Pertanto, sono venuto alla deliberazione di istituire un Istituto Teologico per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia, ampliandone il campo di interesse, sia in ordine alle nuove dimensioni del compito pastorale e della missione ecclesiale, sia in riferimento agli sviluppi delle scienze umane e della cultura antropologica in un campo cos\u00ec fondamentale per la cultura della vita\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/pre>\n<p>Le forme e i modelli del passato &#8211; con un modo di fare teologia autoreferenziale e chiuso, da scrivania o da balcone, mai da strada &#8211; debbono essere decisamente superati. Una autocritica lucidissima \u00e8 la premessa per un nuovo stile, una nuova relazione strutturale non solo con la pratica pastorale, ma anche con la cultura antropologica.<\/p>\n<p>d) <strong>Il Discorso alla Pontificio Accademia per la vita e l\u2019autocritica sul \u201cprolife\u201d<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una <i>Humanae Vitae<\/i> riletta con gli occhiali di <i>Dignitatis Humanae: <\/i>cos\u00ec giudicherei il grande discorso che Papa Francesco ha pronunciato di fronte alla Accademia pontificia, nel quale si pu\u00f2 leggere, con una sorpresa non priva di presentimenti:<\/p>\n<pre><span style=\"color: #000000\">\u201c<span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>La fede cristiana ci spinge a <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span><i>riprendere l\u2019iniziativa<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>, respingendo ogni concessione alla nostalgia e al lamento. La Chiesa, del resto, ha una vasta tradizione di menti generose e illuminate, che hanno aperto strade per la scienza e la coscienza nella loro epoca. Il mondo ha bisogno di credenti che, con seriet\u00e0 e letizia, siano creativi e propositivi, umili e coraggiosi, risolutamente determinati a ricomporre la frattura tra le generazioni. Questa frattura interrompe la trasmissione della vita. Della giovinezza si esaltano gli entusiasmanti potenziali: ma chi li guida al compimento dell\u2019et\u00e0 adulta? La condizione adulta \u00e8 una vita capace di responsabilit\u00e0 e amore, sia verso la generazione futura, sia verso quella passata. La vita dei padri e delle madri in et\u00e0 avanzata si aspetta di essere onorata per quello che ha generosamente dato, non di essere scartata per quello che non ha pi\u00f9.\u201d<\/span><\/span><\/span><\/pre>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>E <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>ancora:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<pre>\u201c<span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>Insomma, \u00e8 una vera e propria rivoluzione culturale quella che sta all\u2019orizzonte della storia di questo tempo. E la Chiesa, per prima, deve fare la sua parte. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>In tale prospettiva, si tratta anzitutto di riconoscere onestamente\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span><i>i ritardi e le mancanze<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>. Le forme di subordinazione che hanno tristemente segnato la storia delle donne vanno definitivamente abbandonate. Un nuovo inizio dev\u2019essere scritto nell\u2019<\/span><\/span><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span><i>ethos<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>\u00a0dei popoli, e questo pu\u00f2 farlo una rinnovata cultura dell\u2019identit\u00e0 e della differenza.\u201d<\/span><\/span><\/pre>\n<p>Superare \u201cnostalgia e lamento\u201d &#8211; atteggiamenti che avevano superato ormai da decenni la soglia di guardia \u2013 e ammettere \u201critardi e mancanze\u201d diviene un invito a non giocare in difesa, ma all\u2019attacco, a riprendere la iniziativa, a considerare la vita non solo e non tanto come biologia, ma come storia e come memoria. Al fine di rispettare tanto radicalmente la \u201cvita umana\u201d da non poter mai pretendere di scavalcarne volontaristicamente la \u201cdignit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 ovvio che queste prese di posizione, urgenti da decenni e finalmente pronunciate e rese operative, non lasciano il tempo che trovano. Anche negli animi di coloro che avevano pensato di poter identificare il cattolicesimo nella sua versione ottocentesca, antimodernista e apologetica, esse suscitano emozione, delusione e rabbia. L\u2019aria fresca che rientra ufficialmente nella Chiesa cattolica \u00e8 confortante per i pi\u00f9, allarmante per pochi. Ma non basta aprire la finestra e scoprire panorami impensati: ora occorre che le singole comunit\u00e0 assumano questa stessa postura e questa medesima prospettiva. Che attraverso una sana autocritica guadagnino nuove evidenze e altre priorit\u00e0. Perch\u00e9 il vangelo e la fede possano tornare ad essere gioia contagiosa e forza di vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra le pi\u00f9 grandi novit\u00e0 che papa Francesco ha introdotto nel linguaggio ecclesiale brilla di luce molto intensa la chiara correlazione tra esigenza di riforma ecclesiale e necessit\u00e0 di una franca autocritica magisteriale. 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