{"id":12163,"date":"2017-09-03T16:01:01","date_gmt":"2017-09-03T14:01:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=12163"},"modified":"2017-09-03T16:01:01","modified_gmt":"2017-09-03T14:01:01","slug":"benno-malfer-era-un-teologo-fine-ricordo-e-compito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/benno-malfer-era-un-teologo-fine-ricordo-e-compito\/","title":{"rendered":"Benno Malf\u00e8r era un teologo fine: ricordo e compito"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DSC_0894.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-12165\" alt=\"DSC_0894\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DSC_0894-198x300.jpg\" width=\"198\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DSC_0894-198x300.jpg 198w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DSC_0894.jpg 212w\" sizes=\"(max-width: 198px) 100vw, 198px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Molte sono state le qualit\u00e0 umane e cristiane di Benno Malf\u00e8r, Abate di Muri-Gries, che \u00e8 mancato improvvisamente il 28 agosto scorso. Un bel ritratto della sua vita \u00e8 apparso oggi a firma di Maria Teresa Pederiva su <a href=\"http:\/\/www.settimananews.it\/profili\/benno-malfer-un-abate-carico-umanita\/\">SettimanaNews <\/a>e merita di essere letto con attenzione.<\/p>\n<p>Accanto alle belle caratteristiche di questo amico e collega, vorrei qui ricordare il suo prezioso lavoro teologico, che non \u00e8 rimasto chiuso in quel decennio (1981-1991) che le biografie riferiscono e che corrisponde al suo insegnamento istituzionale a S. Anselmo, a Roma, come professore di teologia morale. Ben oltre il 1991, per tutti i 26 anni ulteriori, Benno Malf\u00e8r \u00e8 rimasto anche un teologo fine, acuto, aggiornato, capace di elaborare una lettura della tradizione morale e sacramentale cristiana di grande forza, \u00a0che forse \u00e8 necessario conoscere per apprezzare fino in fondo il suo impegno a livello pastorale e monastico, organizzativo e spirituale.<\/p>\n<p>Avevo conosciuto Benno a Padova, penso nel 1990, quando, per un breve periodo, era stato responsabile dei rapporti tra l&#8217;Ateneo Anselmiano e l&#8217;ILP di S. Giustina. Era succeduto a Magnus Loehrer &#8211; che si era ammalato &#8211; e dopo breve tempo avrebbe ceduto la mano ad Elmar Salmann. Ma il suo breve mandato fu allora decisivo per impostare il &#8220;seminario di dottorato&#8221; dell&#8217;Istituto padovano, con una logica mutuata dalla tradizione accademica di lingua tedesca.<\/p>\n<p>Da allora a Padova il lavoro accademico sui dottorati si \u00e8 svolto come sviluppo dei preziosi suggerimenti del P. Malf\u00e8r. Che negli anni successivi imparai a conoscere a Roma non solo come organizzatore e coordinatore, ma anche come teologo e come ricercatore. Il suo modo di riflettere sulla tradizione morale e sacramentale era caratterizzato da un approccio maturato nella migliore tradizione europea, cattolica e protestante. La sua teologia era costitutivamente ecumenica, lavorava con i materiali che entrambe le confessioni offrivano al laboratorio di pensiero della teologia. Per questo aveva studiato con grande accuratezza il pensiero morale di F. D. E. Schleiermacher, ma questo non gli impediva di avere tra le sue citazioni preferite passi dai &#8220;decreti tridentini&#8221; sulla giustificazione e sui sacramenti.<\/p>\n<p>Per questo i suoi corsi su &#8220;Sacramenti e competenza morale&#8221; e su &#8220;Il matrimonio, uno dei sette sacramenti&#8221;, che aveva mantenuto a S. Anselmo, anche dopo l&#8217;inizio del suo abbaziato, continuavano ad essere laboratori preziosi di idee e di una riflessione tanto pacata quanto esigente e profonda. Il frutto di questo suo continuo lavoro teologico &#8211; che lo teneva aggiornato sulla bibliografia pi\u00f9 recente e che gli permetteva di mantenere una competenza formidabile sulle questioni pi\u00f9 dibattute &#8211; lo faceva partecipare con grande efficacia alle riunioni di dottorato della Specializzazione Dogmatico-Sacramentaria, dove S. Anselmo aveva assunto, negli ultimi 20 anni, lo stile che Malf\u00e8r aveva introdotto a Padova, 6 anni prima. Nel contesto di questi seminari, l&#8217;esame degli schemi, la discussione delle questioni e la valutazione delle impostazioni riservavano a studenti e a colleghi sprazzi di luce teologica e di comprensione razionale difficilmente eguagliabili. La sua capacit\u00e0 di andare immediatamente al cuore delle questioni era diventata proverbiale anche presso gli studenti, che insieme la temevano e la desideravano.<\/p>\n<p>Alcuni eventi straordinari &#8211; condivisi con lui e con Marinella Perroni &#8211; mi avevano permesso di apprezzare ancor meglio la sua visione ampia e profonda della tradizione: la preparazione del Corso di Teologia Sacramentaria, alla fine degli anni 90, con indimenticabili incontri a Roma e a Montserrat; le tappe di avvicinamento al grande Convegno su Giustificazione e Sacramenti, nel 2001; la recente preparazione del Convegno su Misericordia e Penitenza, in occasione dei 500 anni della Riforma, avevano messo in chiara luce la forza del pensiero e la libert\u00e0 di giudizio con cui Benno Malf\u00e8r aveva fatto sintesi della tradizione cristiana comune. E non vi era mai discorso con lui che non riservasse qualche luce nuova di comprensione e di approfondimento.<\/p>\n<p>Ma in lui la cordialit\u00e0 e la correttezza si sposavano sempre con il rigore e la esigenza di chiarezza. Tutto questo ha reso un grande servizio alla teologia dei sacramenti e ha aiutato gli studenti a concentrarsi su ci\u00f2 che \u00e8 primario e decisivo, e a lasciar da parte questioni secondarie o accessorie. P. Benno aveva sempre chiaro, dentro di s\u00e9, il motto aristotelico che giudica &#8220;rozzo&#8221; colui che non sa distinguere ci\u00f2 che deve essere ricercato rispetto a ci\u00f2 che non deve essere ricercato. Da Benno, studenti e colleghi, hanno ricevuto luce anzitutto su questa grande distinzione. Che \u00e8 una delle condizioni fondamentali per una teologia non autoreferenziale, non &#8220;di corte&#8221;, ma al servizio di una Chiesa viva e libera, che si rapporta con un mondo non pregiudicato da una visuale ristretta e meschina. Nella teologia anselmiana del futuro, dovremo cercare di non perdere le tracce di questo cammino di luce e di libert\u00e0. Le impronte della sua presenza a S. Anselmo, le tracce del suo pensiero e le vestigia del suo cordiale rapporto con studenti e colleghi resta un esempio da imitare e da seguire. Anche senza di lui, dovremo cercare di non perdere tutto quello che da lui, in questi anni benedetti di lavoro comune, abbiamo potuto apprendere a nostro vantaggio e trasmettere a vantaggio altrui. E tanto pi\u00f9 lo abbiamo trasmetto quanto pi\u00f9 lo abbiamo appreso.<\/p>\n<p>Per usare una bella triade, resa famosa da un recente discorso di papa Francesco alla Civilt\u00e0 Cattolica, anche in P. Benno abbiamo conosciuto una teologia caratterizzata da tre &#8220;i&#8221;: inquietudine, incompletezza, immaginazione. Sar\u00e0 compito comune custodire un ricordo di P. Benno come uomo di fede, capace di pensare un cristianesimo necessariamente inquieto, incompleto e ricco di immaginazione. Sono queste le condizioni inaggirabili per quell&#8217;atto di discernimento che oggi possiamo compiere grazie al suo limpido rigore e grazie alla sua profonda cordialit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molte sono state le qualit\u00e0 umane e cristiane di Benno Malf\u00e8r, Abate di Muri-Gries, che \u00e8 mancato improvvisamente il 28 agosto scorso. 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