{"id":12141,"date":"2017-08-23T15:38:54","date_gmt":"2017-08-23T13:38:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=12141"},"modified":"2017-08-23T15:47:59","modified_gmt":"2017-08-23T13:47:59","slug":"papa-francesco-ovvero-eccentricita-americana-a-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/papa-francesco-ovvero-eccentricita-americana-a-roma\/","title":{"rendered":"Papa Francesco, ovvero: \u201ceccentricit\u00e0\u201d americana a Roma"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/papa-professore1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-11622\" alt=\"papa professore\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/papa-professore1.jpg\" width=\"288\" height=\"197\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u201c<i>Essere una tradizione, e non una dottrina, le ha permesso di rimanere e, contemporaneamente di cambiare\u201d (O. Paz)<\/i><\/p>\n<p>Rileggendo con grande interesse il magnifico discorso che Octavio Paz tenne a Stoccolma nel 1990, intitolato <i>Alla ricerca del presente<\/i> e pronunciato in occasione del conferimento del Premio Nobel per la letteratura, ho trovato una sorprendente chiave di lettura del papato di Francesco. Sapevo che Francesco ha nel cuore la parola di Paz, ma non immaginavo di trovare definito, con tanta lucidit\u00e0, uno spaccato di questo pontificato, quasi profetizzato pi\u00f9 di venti anni in anticipo. Vorrei offrirne un breve quadro, da cui trarre alcune conseguenze per un giudizio onesto sulle caratteristiche di questo storico passaggio magisteriale.<\/p>\n<p><b>Il carattere \u201ceccentrico\u201d della cultura americana<\/b><\/p>\n<p>Non raramente si dimentica che una delle componenti decisive del pontificato di Francesco \u00e8 costituita dal fatto di essere il \u201cprimo papa non europeo\u201d. In quanto \u201camericano\u201d Francesco porta a Roma alcune caratteristiche decisive del \u201ccarattere americano\u201d. Nel testo citato, O. Paz identifica il tratto saliente dello spirito americano in una caratteristica che identifica gi\u00e0 in origine i paesi \u201cconquistatori\u201d &#8211; ossia la eccentricit\u00e0 insulare inglese e la eccentricit\u00e0 peninsulare iberica \u2013 che nel Nord America e nella America Latina avrebbero acquisito un forte senso della \u201cdifferenza\u201d, diventando a Nord \u201ceccentricit\u00e0 esclusiva\u201d e a Sud \u201ceccentricit\u00e0 inclusiva\u201d. Questo carattere \u201ceccentrico\u201d costituisce un ottimo criterio di comprensione del \u201cprimato della periferia\u201d: \u00e8 un mondo, la cui letteratura \u00e8 giunta ad essere conosciuta e riconosciuta solo nel XIX secolo, a portare a Roma una percezione della tradizione diversa e a proporne una traduzione tanto fedele quanto audace.<\/p>\n<p><b>Come riconoscere nell\u2019americano Francesco il papa?<\/b><\/p>\n<p>Non a caso \u00e8 stato un teologo sudamericano \u2013 Marciano Vidal \u2013 a porre nel modo pi\u00f9 radicale la questione della \u201criconoscibilit\u00e0\u201d di Francesco come papa. Egli si \u00e8 chiesto, in modo acuto: \u201cCome \u00e8 stato possibile che fin dalla sera del 13 marzo 2013 noi abbiamo potuto riconoscere in Francesco il papa e Vescovo di Roma, nonostante i suoi linguaggi \u2013 verbali e non verbali \u2013 fossero tanto diversi rispetto al passato?&#8221; La sua risposta \u00e8 molto istruttiva: perch\u00e9 ne avevamo il \u201cpresentimento\u201d. A partire dal Concilio Vaticano II il popolo di Dio \u201csapeva\u201d che una cosa del genere avrebbe potuto accadere. E, appena \u00e8 avvenuta, ha avuto i criteri per riconoscerla. Il Concilio Vaticano II ha posto le premesse per la \u201cdecentralizzazione ecclesiale\u201d, convocando a Roma per la prima volta una Chiesa cattolica di 5 continenti diversi, e introducendo la logica di un \u201caggiornamento pastorale\u201d che permetteva, finalmente, alla tradizione di rinnovare la nobile prassi di traduzione e di ricomprensione, come era sempre avvenuto lungo i secoli, e che la vicenda traumatica del XIX e XX secolo sembrava aver bloccato.<\/p>\n<p><b>Le conseguenze sulla \u201cdottrina\u201d<\/b><\/p>\n<p>Questa \u201ceccentricit\u00e0 americana\u201d di Francesco ha conseguenze dottrinali assai rilevanti. Non pu\u00f2 essere ridotta n\u00e9 ad aneddoto antropologico n\u00e9 a curiosit\u00e0 caratteriale n\u00e9 a pericolo apocalittico: nella forma del linguaggio verbale e non verbale di Francesco \u00e8 in gioco la tradizione dottrinale cattolica, colta in una sua fase di prezioso sviluppo. Una traduzione della tradizione accade in diretta, davanti ai nostri occhi. Con le categorie introdotte da due grandi teologi del XX secolo (G. Lindbeck e A. Dulles) possiamo dire che abbiamo a che fare qui con un diverso modello di rapporto con la dottrina e con la rivelazione. Ad un modello \u201cproposizionale\u201d o \u201cesperienziale\u201d di dottrina si sostituisce un modello \u201ccultural-linguistico\u201d. Potremmo dire alla classica opposizione tra proposizione dogmatica oggettiva ed esperienza di salvezza soggettiva si sostituisce la complessa mediazione linguistica, verbale e non verbale. La traduzione della dottrina comporta mutamenti decisivi sul piano del linguaggio. Guai a negarli, restando in una visione superata di ci\u00f2 che \u00e8 dottrina ecclesiale. Non sorprende che proprio alcuni settori americani \u2013 stilizzati su precomprensioni europee \u2013 siano i pi\u00f9 restii a riconoscere questa dinamica preziosa.<\/p>\n<p><b>Le implicazioni disciplinari<\/b><\/p>\n<p>Diversamente da quanto spesso viene ripetuto \u2013 ossia che le novit\u00e0 di Francesco riguardano la disciplina e non la dottrina \u2013 bisogna riconoscere che alle novit\u00e0 dottrinali \u2013 dovute alla necessaria traduzione della tradizione \u2013 debbono accompagnarsi le novit\u00e0 disciplinari, procedurali, strutturali. Esse permettono alla Chiesa non solo di \u201csapere di dover uscire\u201d, ma di uscire per davvero! E riguardano, inevitabilmente, il governo delle \u201ccurie\u201d. Ovunque vi sia \u201ccuria\u201d un diverso equilibrio tra soggetti deve essere assicurato, per onorare una \u201crealt\u00e0 pi\u00f9 grande della idea\u201d.<\/p>\n<p>In conclusione, la attenzione per la \u201cperiferia\u201d potrebbe essere, a ben vedere, non solo una esigenza nativa del Vangelo, ma anche una proiezione sul vangelo di questa caratteristica \u201ceccentrica\u201d dell\u2019America e della America Latina in particolare, come frutto della eccentricit\u00e0 esclusiva dell\u2019Inghilterra e della eccentricit\u00e0 inclusiva della Spagna e del Portogallo.<\/p>\n<p>Nel magistero di Francesco parla la storia di questa \u201ceccentricit\u00e0\u201d prima ereditata e poi rielaborata dalla cultura civile ed ecclesiale americana. Un diverso rapporto tra autorit\u00e0 e libert\u00e0, che caratterizza la storia americana rispetto a quella europea, porta a Roma nuove priorit\u00e0 e nuovi stili, di cui il Vaticano II ci aveva dato gusto e presentimento. Ci vorr\u00e0 tempo per comprendere appieno, da parte di tutti, che non si tratta di una \u201ceresia pericolosa\u201d, ma di una \u201cparresia provvidenziale\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cEssere una tradizione, e non una dottrina, le ha permesso di rimanere e, contemporaneamente di cambiare\u201d (O. 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