{"id":12082,"date":"2017-07-29T00:23:12","date_gmt":"2017-07-28T22:23:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=12082"},"modified":"2017-07-29T00:29:45","modified_gmt":"2017-07-28T22:29:45","slug":"dignitatis-humanae-vitae-1-paolo-vi-e-la-sessualita-dei-cristiani-tre-obiezioni-a-mons-marengo-luca-badini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/dignitatis-humanae-vitae-1-paolo-vi-e-la-sessualita-dei-cristiani-tre-obiezioni-a-mons-marengo-luca-badini\/","title":{"rendered":"DIgnitatis Humanae Vitae (\/1): Paolo VI e la sessualit\u00e0 dei cristiani: tre obiezioni a Mons. Marengo (Luca Badini)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/HV.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-12089\" alt=\"HV\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/HV.jpg\" width=\"252\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>A poco meno di un anno dai 50 anni di <em>Humanae Vitae,<\/em> la nota enciclica di Paolo Vi dedicata alla &#8220;paternit\u00e0 e maternit\u00e0&#8221; responsabile, vorrei aprire un dibattito su quel testo e sulla sua recezione. L&#8217;occasione \u00e8 data non solo dall&#8217;anniversario imminente ma anche da alcune notizie recenti, secondo cui:<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; Una Commissione Vaticana \u00e8 stata costituita per valutare una reinterpretazione del la enciclica di Paolo VI e alla sua guida \u00e8 stato posto G. Marengo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; Il capo dalla Commissione ha rilasciato una intervista nella quale esprime alcune valutazione rilevanti sul testo e sulla sua recezione in questi quasi 50 anni.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0A questa intervista \u00e8 dedicato il commento critico di Luca Badini, che \u00e8 Direttore di ricerca del Wijngaards Institute for Catholic Research. Con essa inizia una &#8220;serie&#8221; di post tematici, identificati da un titolo comune:\u00a0<em>Dignitiatis Humanae vitae<\/em>, nel quale si sintetizzano icasticamente i poli di una tensione ancora irrisolta, sostanzialmente tra il Concilio Vaticano II, la riconciliazione con la &#8220;societ\u00e0 moderna&#8221; e le resistenze cieche su posizioni ottocentesche in materia di sessualit\u00e0, di generazione e di rapporto matrimoniale, \u00a0che appaiono prive di rapporto non solo \u00a0con la realt\u00e0, ma anche con la tradizione cristiana.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><b>Paolo VI e la sessualit\u00e0 dei cristiani: tre obiezioni a Mons. Marengo<\/b><\/h3>\n<p>di Luca Badini<\/p>\n<p>Spiace constatare come la recente intervista di Mons. Gilfredo Marengo su Paolo VI e la genesi dell\u2019enciclica <i>Humanae vitae<\/i> (HV) contenga affermazioni inesatte, che sanno di revisionismo e \u201calternative facts\u201d di sapore orwelliano.<\/p>\n<p><b>1) La prima affermazione, meno grave, consiste nel<\/b><b>\u00a0suggerire che Paolo VI abbia dato un\u2019impulso vigoroso all\u2019idea che la pianificazione familiare sia un bene<\/b>.<\/p>\n<p><a name=\"_GoBack\"><\/a> Marengo dice: \u201c\u00c8 importante ricordare che in quegli anni molti ancora guardavano l\u2019esercizio della regolazione delle nascite come, potremmo dire, una \u2018benevola concessione\u2019 alle coppie, piuttosto che come un valore positivo da perseguire.\u201d<\/p>\n<p>Vero, ma tace sulla storia completa, e cio\u00e8 del fatto che Paolo VI fu fin dall\u2019inizio tra quelli che cercarono di moderare tale sviluppo. Andiamo per ordine.<\/p>\n<p>Anzitutto, fu il Vaticano II che per primo \u201cdichiar\u00f2 senza incertezze che l\u2019esercizio responsabile della paternit\u00e0 \u00e8 un valore obiettivo per le famiglie cristiane,\u201d per dirla con Marengo. Nello specifico, <i>Gaudium et Spes<\/i> afferm\u00f2 che gli sposi hanno la responsabilit\u00e0 di raggiungere una decisione mutuale riguardo alla procreazione,\u00a0tenendo conto sia del proprio bene personale che di quello dei figli, tanto di quelli nati che di quelli che si prevede nasceranno; valutando le condizioni sia materiali che spirituali della loro epoca e del loro stato di vita; e, infine, tenendo conto del bene della comunit\u00e0 familiare, della societ\u00e0 temporale e della Chiesa stessa. Questo giudizio in ultima analisi lo devono formulare, davanti a Dio, gli sposi stessi (<i>GS<\/i> 50).<\/p>\n<p>Per la prima volta nella storia della chiesa cattolica la bont\u00e0 della regolazione delle nascite fu esplicitamente accettata in un documento conciliare.<\/p>\n<p>Nella <i>HV<\/i>, Paolo VI non fece altro che ripetere tale conclusione. E non avrebbe potuto fare altrimenti: si trattava di un traguardo storico, raggiunto dopo aspre discussioni, e ormai ritenuto inoppugnabile.<\/p>\n<p>Tuttavia, la <i>HV<\/i> ebbe come effetto quello di silurare proprio tale traguardo faticosamente raggiunto dal dibattito conciliare: essa infatti stabil\u00ec che la regolazione delle nascite poteva solo essere conseguita attraverso l\u2019astenersi periodicamente durante i periodi fertili del ciclo mestruale (e solo per seri motivi), mentre ogni uso di contraccettivi \u201cartificiali\u201d a scopo di pianificazione familiare era da considerarsi sempre e ovunque \u201cintrinsecamente malvagio\u201d.<\/p>\n<p>In altre parole: il s\u00ec conciliare alla pianificazione familiare, a lungo atteso da milioni di cattolici, dur\u00f2 meno di tre anni, dopodich\u00e9 fu soppresso <i>de facto<\/i> dalla proibizione papale contro l\u2019uso di tutti i metodi pi\u00f9 efficaci a raggiungere tale scopo.<\/p>\n<p>Non solo. Va anche ricordato che il traguardo faticosamente raggiunto dai padri conciliari fu raggiunto <i>nonostante<\/i> le pesanti obiezioni di Paolo VI, che infatti riusc\u00ec a far modificare \u2013 e diluire \u2013 la bozza finale dei paragrafi rilevanti della <i>Gaudium et Spes<\/i>.<\/p>\n<p>Questo obiettivo da Paolo VI fu ottenuto agendo in maniera assolutamente illegale dal punto di vista delle regole ufficiali del dibattito conciliare stesso. Mancavano circa due settimane alla fine del concilio, e la sezione sul matrimonio della <i>Gaudium et Spes<\/i>, dopo lunghe discussioni, era finalmente giunta allo stadio finale. Ogni frase del testo era stata accuratamente scolpita; la commissione dottrinale, preposta al vaglio delle richieste di modifiche del testo avanzate dai padri conciliari, ne aveva integrate molte (e molte respinte!). Il testo della bozza era ormai stato approvato di comune accordo: perci\u00f2 ogni ulteriore richiesta di modifica dell\u2019ultima ora, prima del voto finale, poteva toccare solamente la forma (il modo di dire le cose) e non la sostanza.<\/p>\n<p>Improvvisamente, in tale periodo febbrile a pochi giorni dalla chiusura del concilio, Paolo VI ordina a nientemeno che la Segreteria di Stato Vaticana di scrivere una lettera (senza per\u00f2 dire esplicitamente che venisse da lui!) alla commissione dottrinale, con delle precise richieste di modifiche molto sostanziali alla bozza finale della <i>Gaudium et Spes<\/i>.<\/p>\n<p>Ecco i tre cambiamenti che Paolo VI richiese (a porte chiuse, finita la discussione, e quasi ai tempi supplementari, cercando dunque con successo di evitare che venissero discussi e votati dai padri conciliari!):<\/p>\n<ul>\n<li>riaffermare la dottrina contenuta nella <i>Casti Connubii<\/i> e nel discorso di Pio XII alle Ostetriche, e cio\u00e8 che usare contraccettivi \u00e8 sempre intrinsecamente malvagio in quanto innaturale, e che il metodo del ritmo pu\u00f2 essere tollerato per gravi ragioni;<\/li>\n<li>enfatizzare maggiormente l\u2019importanza di fare figli<\/li>\n<li>enfatizzare maggiormente l\u2019importanza della castit\u00e0 nella vita coniugale.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Tali obiezioni furono in parte respinte dalla commissione dottrinale. Tuttavia, i membri della commissione non se la sentirono di rigettarle completamente, cos\u00ec da non offendere Paolo VI. Dunque cercarono di modificare il testo della bozza finale, per accomodarle quanto pi\u00f9 possibile, cercando allo stesso tempo di non diluire quanto faticosamente raggiunto dal dibattito conciliare. Purtroppo tali modifiche portarono comunque a un certo svilimento del testo finale.<\/p>\n<p>Tuttavia \u2013 c\u2019\u00e9 spesso un lato positivo anche nelle cose negative! \u2013 alcune delle risposte della commissione alle modifiche richiestegli da Paolo VI rifiutarono come sbagliate alcune affermazioni che diverranno poi assolutamente centrali nella <i>HV<\/i>, come ad esempio quella che ogni rapporto sessuale ha per natura una finalit\u00e0 procreativa.<\/p>\n<p>In altre parole la <i>HV<\/i> contraddice esplicitamente su alcuni punti la spiegazione ufficiale della <i>Gaudium et spes<\/i> fornita dalla commissione dottrinale stessa. Questo \u00e8 stato sempre taciuto in ogni documento ufficiale dopo la HV, ed \u00e8 possibile che Paolo VI stesso non si accorse di tale contraddizione. Rimane il fatto che, deliberatamente o no, Paolo VI si prese la sua rivincita su quei paragrafi cruciali della <i>Gaudium et spes<\/i> 47-51.<\/p>\n<p>I cambiamenti richiesti d\u2019autorit\u00e0 da Paolo VI alla commissione dottrinale della <i>Gaudium et Spes<\/i>, riportati sopra, dimostrano come egli stesse gi\u00e0 giocando da reazionario su questi temi ancora prima della fine del Vaticano II. Con la <i>HV<\/i> riusc\u00ec di fatto a bloccare quanto era stato sbloccato dalla <i>Gaudium et Spes<\/i>. Che mons. Gilfredo Marengo faccia passare papa Montini come eroe incompreso dimentica quanto sopra ricordato. Bisognerebbe dire piuttosto che, su questo tema, Paolo VI tentenn\u00f2 molto, e decise infine di fare la scelta sbagliata, e per le ragioni sbagliate.<\/p>\n<p><b>2) La seconda affermazione inesatta di mons. Marengo e\u2019 quando egli dice che Giovanni Paolo II ha mostrato \u201ctutta la ragionevolezza di quanto \u2018Humanae Vitae\u2019 insegna\u201d.<\/b><\/p>\n<p>Davvero? Allora Mons. Marengo indichi esattamente dov\u2019\u00e8 che Giovanni Paolo II fornisce una spiegazione esauriente alle tre domande seguenti:<\/p>\n<ul>\n<li>Com\u2019\u00e8 possibile affermare allo stesso tempo le due cose: che scindere deliberatamente lo scopo procreativo da quello unitivo del sesso \u00e8 sempre e comunque intrinsecamente malvagio (<i>HV<\/i>\u00a0\u00a714), e che utilizzare il metodo del ritmo a scopo contraccettivo \u00e8 lecito (<i>HV<\/i>\u00a0\u00a716);<\/li>\n<li>Com\u2019\u00e8 possibile che rapporti sessuali con intenzione contraccettiva siano permessi solo se intrapresi utilizzando metodi \u201cnaturali\u201d, e non quando utilizzando contraccettivi \u201cartificiali\u201d (<i>HV<\/i>\u00a0\u00a716);<\/li>\n<li>Come giustifica Giovanni Paolo II l\u2019affermazione tanto cruciale quanto infondata della <i>HV<\/i>, secondo la quale ogni rapporto sessuale ha sempre in s\u00e8, per natura, finalit\u00e0 procreativa? La <i>HV<\/i> dice che tale affermazione e\u2019 basata sulle \u201cleggi del processo generativo\u201d (<i>HV<\/i>\u00a0\u00a713, vedi anche \u00a7\u00a711, 12 e passim). Ma tutti sanno che secondo tali leggi biologiche, negli esseri umani la stragrande maggioranza dei rapporti sessuali non ha nemmeno la capacit\u00e0 di procreare: e come fanno allora ad avere sempre la procreazione come finalit\u00e0?<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il fatto che continua a venire sottaciuto \u2013 come se la gente non se ne fosse accorta! \u2013 \u00e8 che la <i>HV<\/i> \u00e8 sia contraddittoria in se stessa, che profondamente sbagliata nelle sue conclusioni.<\/p>\n<p>Contraddittoria, perch\u00e9 da una parte essa afferma che ogni atto sessuale deve sempre avere una finalita&#8217; procreativa (<i>HV<\/i>\u00a0\u00a712), cosicch\u00e9 \u201cun atto coniugale, reso volutamente infecondo, [\u00e8] perci\u00f2 intrinsecamente non onesto.\u201d<\/p>\n<p>Dall\u2019altra ammette che sia moralmente legittimo usare il metodo del ritmo per fare sesso \u201ccon mutuo e certo consenso di evitare la prole per ragioni plausibili, cercando la sicurezza che essa non verr\u00e0\u201d, cio\u00e8 con intenzione contraccettiva.<\/p>\n<p>La HV \u00e8 anche profondamente sbagliata nel suo tentativo di far quadrare tale cerchio. La HV spiega infatti che la ragion per cui i metodi \u201cnaturali\u201d son permessi e quelli \u201cartificiali\u201d no \u00e8 appunto che questi ultimi vanno contro natura (<i>HV<\/i>\u00a0\u00a716). Nello specifico, essi non rispettano le \u201cleggi [biologiche] del processo generativo\u201d secondo le quali, a parere dell&#8217;enciclica, ogni rapporto sessuale ha una finalita&#8217; procreativa, che la gente deve assolutamente preservare.<\/p>\n<p>Il che dimostra una seria mancanza di comprensione della biologia basilare, da scuola secondaria per intenderci: nessun rapporto sessuale, preso singolarmente, ha \u201cper natura\u201d una capacit\u00e0 <i>intrinseca e indipendente<\/i> di procreare. Se la avesse, significherebbe che ogni rapporto\/inseminazione risulterebbe in un concepimento. Invece, dal punto di vista biologico (il solo cui l&#8217;enciclica si appella), la capacit\u00e0 procreativa del rapporto sessuale \u00e8 <i>relativa<\/i>, piuttosto che assoluta o <i>indipendente<\/i>, e cioe&#8217; dipende dal soddisfacimento di innumerevoli altre condizioni.<\/p>\n<p>Per dirla in soldoni, la stragrande maggioranza dei rapporti sessuali non ha la minima capacit\u00e0 procreativa, e dunque non pu\u00f2 in alcun modo essere descritta come avente la procreazione come finalit\u00e0 sempre e ovunque \u2013 \u201ca prescindere\u201d, direbbe Tot\u00f2.<\/p>\n<p>Senza contare che, uscendo dal campo strettamente biologico, dire che ogni coppia in ogni rapporto sessuale deve mantenere, e non ostacolare, la \u201cnaturale\u201d (!) finalit\u00e0 procreativa vuol dire fraintendere la sessualit\u00e0 umana, che ha molteplici altre finalit\u00e0 e significati oltre la trasmissione del genotipo \u2013 finalit\u00e0 e significati ulteriori che sono perlopi\u00f9 proprio ci\u00f2 che distingue la sessualit\u00e0 umana da quella della stragrande maggioranza degli altri animali sessuati.<\/p>\n<p><b>3) La terza inesattezza di mons. Marengo \u2013 forse la pi<\/b><b>\u00f9<\/b><b> grave \u2013 <\/b><b>\u00e8<\/b><b> stata quella di dire che Paolo VI \u201cnon fu sempre sostenuto\u201d dalla Pontificia Commissione sul Controllo delle Nascite, che studi<\/b><b>\u00f2<\/b><b> la questione per conto di Giovanni XXIII prima e Paolo VI stesso dopo, dal 1963 al 1966.<\/b><\/p>\n<p>Questa \u00e8 una distorsione dei fatti che lascia veramente allibiti. Tale commissione segreta comp\u00ec un <i>tour de force<\/i> straordinario. Inizialmente piuttosto piccola e con tendenze conservatrici, essa fu allargata enormemente da Paolo VI stesso fino a raggiungere un totale di 72 membri, esperti nelle discipline rilevanti, monsignori, vescovi e cardinali.<\/p>\n<p>Nel corso di tre anni, con molteplici riunioni e discussioni (esiste un affascinante riassunto ufficiale in francese delle minute di tali discussioni stilato da padre Henri de Riedmatten OP, segretario della commissione, originariamente ad uso del papa, ora \u201cdeclassificato\u201d) infine produsse il famoso Rapporto Finale, che si espresse in favore della liceit\u00e0 dell\u2019uso dei contraccettivi artificiali a scopo di pianificazione familiare.<\/p>\n<p>Paolo VI non se la sent\u00ec di seguire il loro avviso. Non perch\u00e9 fosse convinto della bont\u00e0 degli argomenti in supporto alla proibizione dei suoi predecessori: anzi, persino i quattro membri conservatori che si dissociarono dal Rapporto Finale della Commissione ammisero che non c\u2019erano argomenti di ragion naturale a sostegno della condanna di ogni uso di contraccettivi come intrinsicamente immorale. Anzi, tale ammissione la misero esplicitamente per scritto nel <i>memorandum<\/i> privato che riuscirono a far arrivare a papa Montini, \u00a0insieme al testo del rapporto finale della Commissione.<\/p>\n<p>No: la ragione per cui Paolo VI decise di ignorare il parere della commissione fu probabilmente il suo essersi convinto dell\u2019impossibilit\u00e0 che i suoi predecessori si fossero sbagliati su di un tema tanto importante. Non so quanto Paolo VI fosse convinto da tale ragione, e si sa che egli riflett\u00e8 a lungo sulla questione. Puo darsi che nemmeno lui ne fosse del tutto convinto.<\/p>\n<p>Per quasi tutti gli ex-membri dell\u2019ormai sciolta Pontificia Commissione sul Controllo delle Nascite cominciarono dunque due lunghissimi anni di attesa per sapere cosa il papa pensasse del loro rapporto finale. E la loro speranza iniziale dev\u2019essersi smorzata sempre pi\u00f9 quanto pi\u00f9 tale risposta papale tardava a venire \u2013 un ritardo per loro inspiegabile.<\/p>\n<p>Di fatto, tale ritardo era spiegabilissimo dalla decisione di Paolo VI di stracciare il rapporto finale, e ricominciare da zero con esperti stavolta fidati. Il loro compito era quello di trovare giustificazioni adeguate in supporto ad una conclusione gi\u00e0 raggiunta: e cio\u00e9 che ogni uso di contraccettivi artificiali a scopo di pianificazione familiare fosse immorale. Tali esperti furono selezionati a messi al lavoro in gran segreto, senza ovviamente dire nulla ai membri dell\u2019ormai sciolta Commissione Pontificia. Dopo mesi di lavori, tali esperti presentarono Paolo VI con un testo la cui sostanza poi divento la <i>Humanae vitae<\/i>, pubblicata nel luglio del 1968. Il resto, come si dice, \u00e8 storia.<\/p>\n<p>Cosi andarono le cose, a grandi linee. Ed insinuare invece, come mons. Marengo ha fatto, che la Pontificia Commissione non sostenne il papa come avrebbe dovuto semplicemente non corrisponde ai fatti. Peggio: getta anche fango sul duro lavoro e lo straordinario sviluppo intellettuale della settantina di membri di tale commissione, i quali risposero con generosit\u00e0 alla richiesta di due papi di aiutarli a comprendere una questione spinosa.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da sperare che, in vista del cinquantesimo anniversario di quell\u2019enciclica cos\u00ec disastrosa, non si perda un\u2019occasione irripetibile per riesaminare a fondo la HV e cambiare la dottrina papale corrente. Tale insegnamento papale \u00e8 in aperto contrasto con la fede e la prassi della chiesa cattolica; \u00e8 dunque fonte di divisione e scandalo tra gerarchia e laicato cattolico, e anche \u2013 non va dimenticato \u2013 tra i cattolici e gli altri cristiani (sia riformati che ortodossi) che hanno da tempo accettato la liceita dell\u2019uso dei contraccettivi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A poco meno di un anno dai 50 anni di Humanae Vitae, la nota enciclica di Paolo Vi dedicata alla &#8220;paternit\u00e0 e maternit\u00e0&#8221; responsabile, vorrei aprire un dibattito su quel testo e sulla sua recezione&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12082"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12082"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12082\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12091,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12082\/revisions\/12091"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12082"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12082"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12082"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}