{"id":12052,"date":"2017-07-15T06:32:19","date_gmt":"2017-07-15T04:32:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=12052"},"modified":"2017-07-15T06:32:19","modified_gmt":"2017-07-15T04:32:19","slug":"cultura-civile-e-teologia-7-la-mancanza-di-una-teologia-laica-p-consorti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/cultura-civile-e-teologia-7-la-mancanza-di-una-teologia-laica-p-consorti\/","title":{"rendered":"Cultura civile e teologia (\/7): la mancanza di una teologia laica (P. Consorti)"},"content":{"rendered":"<div id=\"page\">\n<header id=\"masthead\">\n<nav>\n<div><\/div>\n<\/nav>\n<\/header>\n<div id=\"bordino\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Univerit\u00e0.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-11931\" alt=\"Univerit\u00e0\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Univerit\u00e0-300x220.jpg\" width=\"300\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Univerit\u00e0-300x220.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Univerit\u00e0-1024x754.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Univerit\u00e0.jpg 1756w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><em>Anche il Prof. Pierluigi Consorti, che insegna Diritto canonico all&#8217;Universit\u00e0 di Pisa, interviene nel dibattito sul ruolo della teologia nella universit\u00e0 italiana. Traggo il testo dal suo blog:\u00a0https:\/\/people.unipi.it\/pierluigi_consorti\/la-mancanza-di-una-teologia-laica\/.\u00a0<\/em><\/div>\n<div id=\"content\">\n<div><\/div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<header>\n<h1>PIERLUIGI CONSORTI<\/h1>\n<\/header>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div id=\"primary\">\n<article id=\"post-117\">\n<header>\n<h1>La mancanza di una teologia laica<\/h1>\n<div>\u00a0<a href=\"https:\/\/people.unipi.it\/pierluigi_consorti\/la-mancanza-di-una-teologia-laica\/\" rel=\"bookmark\">14\/07\/2017<\/a>\u00a0\u00a0<a href=\"https:\/\/people.unipi.it\/pierluigi_consorti\/category\/senza-categoria\/\" rel=\"category tag\"><br \/>\n<\/a><\/div>\n<\/header>\n<div>\n<p>Qualche giorno fa Andrea Grillo ha pubblicato un\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/g-e-rusconi-giudica-papa-francesco-ma-il-peccato-originale-puo-dimenticare-una-grazia-piu-originale-su-la-teologia-narrativa-di-papa-francesco-laterza-2017\/\">post\u00a0<\/a>nel suo blog a commento del recente libro di G. Enrico Rusconi\u00a0sulla\u00a0<a href=\"http:\/\/www.laterza.it\/index.php?option=com_laterza&amp;Itemid=97&amp;task=schedalibro&amp;isbn=9788858129982\">\u00a0teologia narrativa di papa Francesco<\/a>. Rusconi, che \u00e8 un intellettuale di alta classe, certamente non \u00e8 un teologo: tanto che\u00a0denuncia onestamente la propria \u201cincompetenza teologica\u201d. \u00a0Va quindi a suo merito il coraggio di entrare in un campo che non ha coltivato e ancor pi\u00f9 la capacit\u00e0 di accompagnare il lettore in argomentazioni suggestive. Tuttavia non sempre teologicamente fondate. L\u2019assenza di una cultura teologica di buon livello \u00e8 un annoso problema che assilla l\u2019accademia italiana, e pi\u00f9 in generale la cultura religiosa del nostro Paese, e Rusconi esprime bene lo spessore di questa mancanza.<\/p>\n<p>Non \u00e8 certamente il caso di personalizzare, vorrei quindi mettere da parte Rusconi per affrontare in termini propositivi un nodo emerso dalla lettura del\u00a0suo ultimo libro, ossia la mancanza di cultura teologica nell\u2019Universit\u00e0 italiana. E\u2019 appena il caso di ricordare che le Universit\u00e0 degli studi sono nate come istituzioni ecclesiastiche basate principalmente sullo studio della teologia, con una inequivocabile propensione per la filosofia e il diritto, originariamente intese come discipline ancillari. \u00a0Cattedre e facolt\u00e0 di teologia sono sempre state presenti nelle Universit\u00e0 storiche e in moltissimi Stati del mondo occidentale la teologia \u00e8 una disciplina universitaria a pieno titolo. In Italia invece la tradizione teologica universitaria statale si \u00e8 interrotta nel 1873, come conseguenza diretta dello scontro fra il Re e il papa (non pi\u00f9 re). Gli insegnamenti teologici non erano forse particolarmente floridi, ma la soppressione delle Facolt\u00e0 di teologia caus\u00f2 una ferita accademica che ancora non sembra essersi rimarginata. Non si pu\u00f2 peraltro dimenticare che la chiusura degli insegnamenti teologici \u2013 se non consent\u00ec, almeno \u2013 favor\u00ec l\u2019avvio di quelli filosofici. Per questa via in Italia specialmente la filosofia e la teologia, ma anche la teologia e il diritto, hanno cominciato a seguire strade molto diverse per non incontrarsi pi\u00f9, salvo accidenti del caso.<\/p>\n<p>Pertanto oggi sembra del tutto normale che la cultura teologica non abiti pi\u00f9 nelle Universit\u00e0 pubbliche. Eccezion fatta per qualche spazio residuo recuperato in materie affini, da quelle pi\u00f9 tradizionalmente vicine \u2013 come quelle filosofiche (con insegnamenti anche di \u201cFilosofia della religione\u201d) e giuridiche (l\u2019insegnamento di \u201cDiritto canonico\u201d o \u201cDiritto e religione\u201d \u00e8 presente negli studi giuridici e talvolta politici) \u2013 a quelle figlie di un rinnovato interesse per le scienze sociali, come quelle\u00a0sociologiche (anche nella dimensione di una vera e propria \u201cSociologia delle religioni\u201d), antropologiche o pedagogiche; che per\u00f2 in genere fanno tranquillamente a meno di una sufficiente cultura teologica. Come accade ad esempio nelle discipline storiche (\u201cStorie delle religioni\u201d o \u201cStoria del Cristianesimo\u201d) che \u2013 \u00a0salvo forse eccezioni locali \u2013 utilizzano basi e metodi affatto storico \u00a0e storiografici, senza avvertire l\u2019esigenza di conoscenze teologiche.<\/p>\n<p>L\u2019assenza della teologia non \u00e8 insomma avvertita come una mancanza. Anzi, negli ambienti accademici \u00e8 molto diffusa l\u2019idea che \u201cla teologia non \u00e8 una scienza\u201d, per cui i teologi sono \u201caffabulatori del nulla\u201d (Cardia, 2001), oppure filosofi costretti a piegarsi alle esigenze di una verit\u00e0 confessionalmente orientata. Si tratta di un evidente pregiudizio figlio di una sottocultura areligiosa che vuole ascrivere l\u2019universo spirituale all\u2019area dell\u2019irrazionalit\u00e0, come tale necessariamente priva di metodo scientifico. Che tuttavia si basa su argomentazioni talvolta fondate, specialmente se si fa riferimento alla teologia insegnata nell\u2019Ottocento.<\/p>\n<p>Senza approfondire questi aspetti, occorre segnalare un dato di fatto inequivocabile: da 150 anni gli studi teologici in Italia sono chiusi nell\u2019ambito di istituzioni confessionali, specialmente cattoliche, non sempre all\u2019altezza della qualit\u00e0 della formazione universitaria e certamente in larga parte inclini alla necessit\u00e0 di salvaguardare conoscenze piuttosto catechistiche che non critiche, pi\u00f9 ripetizione di fatti noti che non laboratori di ricerca. Si tratta sovente peraltro di scuole riservate ad una platea prevalentemente formata da ecclesiastici e apertamente indirizzata alla formazione intraecclesiale (quest\u2019ultimo fenomeno ha toccato anche la Facolt\u00e0 valdese, che pure \u00e8 espressione di una scienza teologica pi\u00f9 libera di quella comune alle scuole cattoliche). Anche le grandi Universit\u00e0 romane, da quelle pi\u00f9 antiche a quelle di pi\u00f9 recente costituzione, sono rimaste frequentemente espressione di una necessit\u00e0 piuttosto didattica\u00a0che non finalizzata alla ricerca. Comunque manifestazione di un mondo parallelo rispetto a quello delle Universit\u00e0 pubbliche italiane, che restano affatto separate dalle istituzioni universitarie confessionali.<\/p>\n<p>Tuttavia negli anni pi\u00f9 recenti la teologia anche cattolica ha mostrato una capacit\u00e0 di crescita scientifica senza eguali. La teologia si \u00e8 allontanata dalla ripetitivit\u00e0 di schemi precostituiti ed ha avuto il coraggio di proporre piste di ricerca che hanno rinnovato con audacia la sua tradizionale ermeneutica. In particolare, teologi laici e teologhe (laiche e non laiche) hanno da un lato introdotto temi di ricerca nuovi e da un altro lato innovato il modo di vedere anche i temi di ricerca tradizionali. Necessit\u00e0 pastorali e un rinnovato attaccamento alla Parola di Dio hanno offerto nuovi punti di vista alla teologia cattolica; sensibilit\u00e0 ecumeniche e prassi dialogiche hanno aiutato ad utilizzare strumenti e metodi in grado di dissodare campi vecchi e nuovi. La teologia contemporanea non si presenta pi\u00f9 come una scienza ripetitiva di formule morali o pastorali, ma come un luogo di riflessione scientifica e plurale sulla dimensione della relazioni umane sotto lo sguardo di Dio.<\/p>\n<p>I\u00a0<a href=\"https:\/\/www.rivisteweb.it\/issn\/1122-0392\/issue\/1444\">Quaderni di diritto e politica ecclesiastica nel 2001\u00a0<\/a>dettero vita ad un dibattito \u00a0sulla possibilit\u00e0 di introdurre nuovamente la scienza teologica nelle Universit\u00e0 italiane. La lettura degli interventi pubblicati in quel fascicolo rende ragione del percorso sviluppato negli ultimi quindici anni. Leggendo quelle pagine si avvertono gli echi di una questione allora forse posta ancora in modo prematuro.\u00a0Con toni talvolta apologetici e tutto sommato acerbi, che meritano di essere oggi ripresi con uno slancio pi\u00f9 adulto.<\/p>\n<p>La questione religiosa contemporanea presenta contorni molto diversi dal passato. Questo impone una conoscenza approfondita delle religioni e delle loro teologie che l\u2019Italia non pu\u00f2 pi\u00f9 permettersi di confinare solo in luoghi confessionalmente orientati. L\u2019analfabetismo religioso produce danni sociali inimmaginabili, che non possono essere contrastati con una formazione religiosa minimale e minimalista. Abbiamo bisogno di sviluppare una scienza teologica viva e plurale. Per crescere le teologie hanno bisogno di spazi laici; e questi ultimi hanno bisogno della teologia.<\/p>\n<p>Non vorrei essere frainteso, non credo che le Universit\u00e0 italiane debbano cedere alla teologia; avverto crescere dal basso un bisogno sociale di ricerca e conoscenza teologica plurale che impone alle Universit\u00e0 italiane di aprirsi \u00a0laicamente alle scienze teologiche. Mi sembra che i tempi siano maturi per proseguire una riflessione possibilmente corale. Se mi \u00e8 concessa una battuta: per evitare che altri Colleghi laici\u00a0debbano in futuro scrivere un libro sulla teologia, senza averne per\u00f2 conoscenze sufficienti.<\/p>\n<\/div>\n<footer><\/footer>\n<\/article>\n<nav>\n<h1><\/h1>\n<\/nav>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"footer-area\">\n<div>\n<div id=\"text-14\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Anche il Prof. Pierluigi Consorti, che insegna Diritto canonico all&#8217;Universit\u00e0 di Pisa, interviene nel dibattito sul ruolo della teologia nella universit\u00e0 italiana. Traggo il testo dal suo blog:\u00a0https:\/\/people.unipi.it\/pierluigi_consorti\/la-mancanza-di-una-teologia-laica\/.\u00a0 PIERLUIGI CONSORTI La mancanza di una&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12052"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12052"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12052\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12055,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12052\/revisions\/12055"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12052"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12052"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12052"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}