{"id":12047,"date":"2017-07-13T07:01:01","date_gmt":"2017-07-13T05:01:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=12047"},"modified":"2017-07-13T07:01:01","modified_gmt":"2017-07-13T05:01:01","slug":"cultura-civile-e-teologia-6-la-teologia-come-scienza-g-villa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/cultura-civile-e-teologia-6-la-teologia-come-scienza-g-villa\/","title":{"rendered":"Cultura civile e teologia (\/6): la teologia come scienza (G. Villa)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Univerit\u00e0.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-11931\" alt=\"Univerit\u00e0\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Univerit\u00e0-300x220.jpg\" width=\"300\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Univerit\u00e0-300x220.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Univerit\u00e0-1024x754.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Univerit\u00e0.jpg 1756w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><em>Prosegue il dibattito con questo nuovo intervento di Don Giuseppe Villa, che ricorda i recenti sviluppi della impostazione della &#8220;scuola milanese&#8221;, che ha dato e continua a dare un grande apporto in Italia nel dibattito sul tema.<\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><b style=\"color: #000000\">La teologia come scienza<\/b><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">La storia della teologia<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">La teologia come scienza fu una questione inizialmente posta<\/span> nel Medioevo, quando cio\u00e8 ci si interrog\u00f2 se la parola della teologia, \u201c<i>logia<\/i>\u201d appunto, possa essere scienza. Se ne interess\u00f2 San Tommaso d\u2019Aquino, considerandola \u201c<i>scienza subordinata<\/i>\u201d, per il metodo che il <i>Doctor Angelicus<\/i> aveva introdotto. All\u2019origine ci stava la figura di Aristotele. Secondo il filosofo greco ci sono due nozioni di scienza. C\u2019\u00e8 la \u201c<i>teoria della scienza<\/i>\u201d che esige la risoluzione del pensiero nell\u2019evidenza della metafisica, e inoltre la \u201c<i>teoria della scienza subalternata<\/i>\u201d, cio\u00e8 scienza derivata da una scienza superiore. Questa scienza superiore ha in s\u00e9 i principi della scienza subalternata, la quale quindi non ha in se stessa i principi propri della scienza e ci\u00f2 nonostante \u00e8 scienza. I principi, quindi, restano razionalmente indimostrati nella scienza subalternata, perch\u00e9 hanno la loro dimostrazione nella scienza superiore. Tommaso conclude che la teologia \u00e8 scienza, propriamente subalternata alla scienza che ha Dio; alla scienza di Dio.<\/p>\n<p><span> La proposta di Leone XIII formulata nella Aeterni Patris intendeva dare alla teologia un metodo scientifico che potesse unificare il sapere teologico e porsi in confronto con il mondo liberale. A questo proposito scrive Ghislain Lafont a seguito della \u201c<\/span><span><i>giornata di studio Attualit\u00e0 del tomismo<\/i><\/span><span>\u201d, organizzata dall\u2019Accademia cattolica di Francia (Parigi, Coll\u00e8ge des Bernardins, 10 settembre 2016): \u201c<\/span><span><i>vorrei proporre che, s\u00ec, san Tommaso resti uno dei dottori comuni della Chiesa \u2013 il principale se si vuole \u2013 ma non il solo. Ci\u00f2 che ci spetta fare oggi non \u00e8 del tomismo, ma della teologia<\/i><\/span><span>\u201d<a href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>. A tale proposito, diversi anni fa, scriveva don Pino Colombo: \u00ab<\/span><span><i>Per la teologia il riferimento [alla verit\u00e0] \u00e8 irrinunciabile; anche se, dopo Heidegger, non pu\u00f2 pi\u00f9 essere inteso nei termini formali dell\u2019\u00abonto-teologia\u00bb e quindi dev\u2019essere ridefinito<\/i><\/span><span>\u00bb.<a href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a> <\/span><\/p>\n<p>Una duplice eredit\u00e0<\/p>\n<p>Due punti per\u00f2 non possono essere trascurati di quel patrimonio teologico. Anzitutto non si pu\u00f2 fare a meno del ruolo che l\u2019uomo ha nella questione, di un pensiero teologico cio\u00e8 che voglia essere scientifico. In effetti, quando l\u2019uomo scrive di Dio, scrive anche di s\u00e9. Tommaso ne scrisse secondo la strumentazione che aveva a disposizione, la metafisica del tempo. Noi oggi forse vediamo nella versione tramandata dalla modernit\u00e0 qualche limite del pensiero che \u201c<i>tratta dell\u2019essere come l\u2019ente pi\u00f9 grande<\/i>\u201d, col rischio che, secondo diversi, la proporzione analogica non salvaguardi pi\u00f9 la sua trascendenza. In realt\u00e0 scrivere di Dio \u00e8 sempre un rischio, anche quando si potesse usare strumenti pi\u00f9 adatti. D\u2019altra parte, il rischio opposto \u00e8 ancora peggiore, quello di tacere di Dio, e quello di isolare Dio nella sua assoluta trascendenza. Il secondo punto \u00e8 che proprio Dio ha limitato la propria libert\u00e0, ha ridotto la sua trascendenza, morendo sulla croce, consegnando cos\u00ec agli uomini una vicinanza sconvolgente e non solo e non tanto per una devozione pietistica. Gli uomini sono chiamati a stare davanti alla croce, al Crocifisso risorto per dire di s\u00e9, ossia per dire \u201c<i>la fede che salva<\/i>\u201d e per dire di Lui, \u201c<i>la fede testimoniale<\/i>\u201d.<\/p>\n<p><span><b>La verit\u00e0 e il suo contenuto<\/b><\/span><span>. Il riferimento alla verit\u00e0 qui \u00e8 cruciale per \u201c<\/span><span><i>la fede che salva<\/i><\/span><span>\u201d: come farebbe infatti a salvare se quella fede non \u00e8 vera? La fede che salva, cio\u00e8, non ha bisogno di un criterio esterno per essere vera: le appartiene come originaria ed \u00e8 \u201cl\u2019evidenza della fede\u201d. Il riferimento alla verit\u00e0 \u00e8 la ragione della credibilit\u00e0 della \u201c<\/span><span><i>fede testimoniale<\/i><\/span><span>\u201d. Come farebbe ad essere una testimonianza, se non fosse credibile? La \u201c<\/span><span><i>fede testimoniale<\/i><\/span><span>\u201d non si giudica vera con criteri esterni, che coglierebbero solo alcuni aspetti, e non si giudica da s\u00e8: la sua verit\u00e0 sta nel riferimento al Signore<a href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>. Tale legame gli \u00e8 indispensabile.<\/span><\/p>\n<p>La con-determinazione reciproca<\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">L\u2019orientamento in corso in questi venti anni ha chiuso in diversi ambiti universitari una lettura storicistica di Heidegger<a href=\"#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a> per evidenziare la questione dell\u2019evento e la possibilit\u00e0 di ragionare su di esso, sui suoi sviluppi e sulle possibili verifiche delle relazioni con le altre forme del sapere. Forse \u00e8 ancora presto per vedere la maturazione di un legame della teologia con la cultura civile. Occorre ancora un lavoro profondo di disinquinamento linguistico e la capacit\u00e0 e la volont\u00e0 di distinguere i contenuti dalla forma, dalla \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>teoria filosofica della conoscenza<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">\u201d (epistemologia), non tanto come \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>filosofia della scienza<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif\"><span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span><b>La verit\u00e0 e la sua forma teologica<\/b><\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif\"><span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>. Il lavoro in corso ha dato modo anche alla teologia di elaborare una propria teoria filosofica della conoscenza. Con ci\u00f2 ha operato uno spostamento anche al suo interno, rispetto all\u2019usuale impostazione degli approcci dominanti in precedenza.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif\"><span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span> Anzitutto la teologia ha riconosciuto che i diversi binomi (soggetto-oggetto, uomo-Dio \u2026) devono essere ripensati <\/span><\/span><\/span><\/span><span>sull\u2019evento in cui si d\u00e0 un intrico di \u201c<\/span><span><i>con-determinazioni<\/i><\/span><span>\u201d.<a href=\"#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a> La proposta si iscrive nell\u2019attuale corso di Teologia filosofica<a href=\"#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\"><sup>6<\/sup><\/a> che si struttura nel rapporto tra libert\u00e0 del soggetto e Dio, tale per cui tra i due non viga una relazione concorrenziale, tanto meno una estraneit\u00e0, ma, al contrario, una relazione nella quale la libert\u00e0 e la vicenda temporale dell\u2019esistenza umana rimandino a un principio divino che, lungi dal comportare per l\u2019uomo l\u2019impossibilit\u00e0 di decidere da s\u00e9 e di s\u00e9, costituisca anzi la condizione di possibilit\u00e0 della libert\u00e0 personale, della sua unicit\u00e0 e creativit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p>La verit\u00e0 e la teologia pastorale<\/p>\n<p>Sino agli anni precedenti al Vaticano II la teologia pastorale aveva poco spazio nell\u2019insegnamento, ma soprattutto subiva il difetto di un legame deduttivo tra la dogmatica e la pastorale, nel senso che la pastorale era il campo applicativo delle verit\u00e0 della dogmatica. L\u2019aggiustamento di questo difetto ha comportato un ripensamento epistemologico del \u201cfare\u201d e della verit\u00e0 dei soggetti coinvolti nel fare. I luoghi e le occasioni in primo piano di questo \u201cfare\u201d \u00e8 la liturgia e la celebrazione dei Sacramenti. La <em>Sacrosanctum concilium<\/em> \u00e8 il primo documento conciliare, ma, come dimostra l\u2019altro argomento del blog di A. Grillo, continua a stare alla ribalta del dibattito, e soprattutto nel \u201cfare\u201d delle comunit\u00e0 cristiane. L\u2019esposizione continua di questo \u201cfare\u201d segnala che la verit\u00e0 delle comunit\u00e0 sta l\u00ec, nel loro celebrare e vivere i Sacramenti, come appunto teologia in atto.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 del teologo<\/p>\n<p>All\u2019inizio della \u201cScolastica\u201d la verit\u00e0 della teologia era un tutt\u2019uno con la verit\u00e0 del teologo. Era una verit\u00e0 non esterna, era invece una \u201cloghia\u201d interna alla \u201cTeo\u201d ed era sintesi interiore del teologo, \u201cloghia\u201d orante. Loghia e sintesi dunque che la teologia trascurer\u00e0 nei secoli successivi, soprattutto nel periodo della modernit\u00e0. Anselmo \u00e8 il primo e il teologo pi\u00f9 insistente a praticare tale verit\u00e0 della teologia, non per\u00f2 in qualunque modo. Egli aveva individuato il punto fermo della \u201cAgape Divina\u201d, gratuit\u00e0 perfetta, ma anche Amore che sollecita amore e crea legami. In questa circolarit\u00e0 la \u201cgiustizia\u201d ha il ruolo di consentire la possibilit\u00e0 di una beatitudine umana analoga all\u2019Agape Divina. Quello stato di grazia o beatitudine \u00e8 il risultato di un esercizio continuo della libert\u00e0 di amare gratuitamente, di ravvedersi e lasciarsi raggiungere dalla misericordia del Signore. Qui la preghiera fa la verit\u00e0 di una teologia.<\/p>\n<p><span> La valorizzazione oggi di questa unit\u00e0 fa apparire la fede nella sua bellezza, esattamente l\u00e0 dove cerca di mostrare che la bellezza \u00e8 il modo di mostrarsi della fede e della testimonianza. Mentre il mistero di Cristo, articolandosi nell\u2019unit\u00e0 della con-determinazione tra il Signore e l\u2019uomo, senza una loro divaricazione o assimilazione, fa dell\u2019unit\u00e0 l\u2019articolazione di un\u2019estetica inedita al pensiero occidentale. Si tratta allora non dell\u2019ingenua allusione alla bellezza immanente al divino, ma prima e pi\u00f9 ancora della sensibilit\u00e0 di Dio per la bellezza della sua creatura e perci\u00f2 del principio etico dell\u2019amabilit\u00e0 e dell\u2019abitabilit\u00e0 della vita.<\/span><\/p>\n<p>Don Giuseppe Villa<\/p>\n<p>NOTE<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p><span style=\"font-size: small\"><a href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a><sup><span>\u0002<\/span><\/sup><span> Si veda: http:\/\/www.settimananews.it\/teologia\/quale-attualita-per-il-tomismo\/<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p><span style=\"font-size: small\"><a href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a><sup><span>\u0002<\/span><\/sup><span><b>G. Colombo<\/b><\/span><span>, <\/span><span><i>La ragione teologica<\/i><\/span><span>, Glossa, 1995, p. 614<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p><a name=\"VER_3\"><\/a><a name=\"VER_4\"><\/a> <span style=\"font-size: small\"><a href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a><sup><span>\u0002<\/span><\/sup><span> 1 Cor 4, <\/span><sup><span>3<\/span><\/sup><span><i>A me importa assai poco di venire giudicato da voi o da un tribunale umano; anzi, io non giudico neppure me stesso, <\/i><\/span><sup><span><i>4<\/i><\/span><\/sup><span><i>perch\u00e9, anche se non sono consapevole di alcuna colpa, non per questo sono giustificato. Il mio giudice \u00e8 il Signore!<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p><a href=\"#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a><sup>\u0002<\/sup> Il lavoro interpretativo \u00e8 stato dei pi\u00f9 faticosi, anzitutto \u201c<i>nell\u2019evidenziare l\u2019evento e di riconsiderare il problema epistemologico. Prendere le mosse da ci\u00f2 comporta <\/i><i>di pensare <\/i><i>indicazioni allusive, dietro le quali fanno capolino interes<\/i><i>santi implicazioni teoriche, che per\u00f2 lo stesso Heidegger non ha esplicitato e che d&#8217;altra parte nemmeno la recezione tradizionale &#8211; pi\u00f9 incline alla parafrasi del testo che ad una vera ed oculata esegesi &#8211; contribuisce a chiarire<\/i>\u201d (<b>A. Anelli<\/b>, Heidegger e la teologia, Morcelliana, 2011, pp. 86-87). \u201c<i>T<\/i><i>uttavia la presa posizione<\/i><\/p>\n<p><i>risulta interessante non tanto per ci\u00f2 che in positivo arti<\/i><i>cola e suggerisce, quanto per quello che intende escludere categoricamente<\/i>\u201d (<b>A. Anelli<\/b>, Heidegger e la teologia, Morcelliana, 2011, p. 91).<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p><a href=\"#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a><sup>\u0002<\/sup> Il termine in corsivo si riferisce alla tesi di <b>D. Albarello<\/b> nel testo emblematico <i>La libert\u00e0 e l\u2019evento<\/i>, Glossa, 2008, ma anche in \u201c<i>Heidegger tra filosofia e teologia<\/i>\u201d, HUMANITAS, 4, 2013: \u00ab<i>tanta con-determinazione da parte della libert\u00e0 finita dell\u2019uomo, quanta donazione da parte della libert\u00e0 infinita di Dio\u00bb <\/i>p. 624.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\">\n<p><span style=\"font-size: small\"><a href=\"#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\">6<\/a><sup><span>\u0002<\/span><\/sup><span> Il nuovo corso di Teologia filosofica ha ricevuto un notevole impulso nel confronto e nella revisione delle interpretazioni filosofiche di Heidegger. Si veda <\/span><span><b>G. Noberasco<\/b><\/span><span>, <\/span><span><i>L\u2019evento escatologico e la ridefinizione della ragione teologica. Sviluppi teologici dell\u2019eredit\u00e0 barthiana<\/i><\/span><span>, in Humanitas, 4, op. cit.; <\/span><span><b>S. Didon\u00e8<\/b><\/span><span>, <\/span><span><i>La struttura antropologica della fede. Ripensare la teologia filosofica<\/i><\/span><span>, Glossa 2015.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prosegue il dibattito con questo nuovo intervento di Don Giuseppe Villa, che ricorda i recenti sviluppi della impostazione della &#8220;scuola milanese&#8221;, che ha dato e continua a dare un grande apporto in Italia nel dibattito&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12047"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12047"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12047\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12050,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12047\/revisions\/12050"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12047"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12047"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12047"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}