{"id":12039,"date":"2017-07-09T16:44:28","date_gmt":"2017-07-09T14:44:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=12039"},"modified":"2017-07-09T16:47:15","modified_gmt":"2017-07-09T14:47:15","slug":"la-materia-delleucaristia-e-il-microscopio-della-congregazione-a-proposito-della-lettera-ai-vescovi-del-15-giugno-2017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-materia-delleucaristia-e-il-microscopio-della-congregazione-a-proposito-della-lettera-ai-vescovi-del-15-giugno-2017\/","title":{"rendered":"La materia dell\u2019eucaristia e il microscopio della Congregazione.  A proposito della lettera ai Vescovi del 15 giugno 2017"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/quadroandria.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-11702\" alt=\"quadroandria\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/quadroandria-300x180.jpg\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/quadroandria-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/quadroandria.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Se la Congregazione per il Culto divino, sulla scia di <i>Redemptionis Sacramentum<\/i> (2004) e della circolare sul \u201crito di pace\u201d (2014) , si occupasse di \u201cmateria eucaristica\u201d (\u201csul pane e il vino per l\u2019Eucaristia\u201d) e lo facesse preoccupata soltanto di \u201ccombattere gli abusi\u201d, dimenticando di essere stata trasformata dal Concilio Vaticano II in struttura ufficiale di formazione all\u2019uso prima che di lotta all\u2019abuso &#8211; allora ancora una volta ci troveremmo di fronte ad una paradosso: proprio dal centro della curia romana verrebbero discorsi che \u2013 pur apparendo in s\u00e9 corretti &#8211; contribuirebbero per la loro impostazione a distorcere gravemente la esperienza eucaristica e non aiuterebbero alla crescita degli usi, limitandosi semplicemente a \u201ccombattere abusi\u201d. La realt\u00e0 \u00e8 purtroppo gi\u00e0 oltre questa mera ipotesi. Propongo qui alcune riflessioni, un poco scandalizzate dal nuovo testo del 15 giugno scorso, e che potranno forse contenerne l\u2019impatto negativo sulle comunit\u00e0 cristiane.<\/p>\n<p><i>Il testo<\/i><\/p>\n<p>Si tratta di un testo breve, di soli 7 numeri, che mira a frenare alcune \u201cdegenerazioni\u201d ritenute assai dannose per la vita eucaristica e spirituale delle comunit\u00e0. Tali degenerazioni riguardano la produzione e la commercializzazione del pane e vino destinati alla eucaristia. Si richiamano i pronunciamenti precedenti e si invitano le conferenze episcopali a definire strategie pi\u00f9 adeguate per il controllo della produzione e del mercato nazionale.<\/p>\n<p><i>La miopia dell\u2019approccio<\/i><\/p>\n<p>L\u2019approccio alle questioni si muove all\u2019interno del classico sapere sulla \u201cmateria valida\u201d e ritiene che il rapporto con la \u201cmateria\u201d possa ridursi semplicemente alla eliminazione di nuovi e vecchi abusi. Il testo sembra aver totalmente dimenticato quello che SC stabilisce in modo chiaro. Ossia che la relazione con la liturgia \u2013 non solo eucaristica \u2013 non pu\u00f2 essere ridotta alle condizioni di validit\u00e0 di una materia, ma deve estendersi all\u2019uso della materia stessa secondo codici e linguaggi molteplici. <i>La tradizione dell\u2019ultimo secolo ha sviluppato una pi\u00f9 ricca coscienza dello spessore della \u201cmateria\u201d, che non \u00e8 mai solo \u201cmateria prima\u201d, ma anche \u201cmateria storica\u201d e \u201cmateria simbolica\u201d<\/i>. Il livello su cui la lettera spende tutte le sue parole \u00e8 soltanto quello della \u201cmateria fisica\u201d, livello sicuramente necessario, ma mai sufficiente a definire il quadro di una esperienza autenticamente sacramentale. <i>Il \u201cpane\u201d e il \u201cvino\u201d non sono mai semplicemente la loro \u201ccomposizione chimica\u201d, ma sono \u201cstorie di vita\u201d e \u201csimboli di riconoscimento\u201d che devono essere onorati tanto quanto il livello materiale<\/i>. Risolvere gli abusi eucaristici solo sul piano fisico, sul piano della produzione o della commercializzazione, e dimenticare che la materia media sempre anche una storia di popoli e una simbolica di comunione e di libert\u00e0 \u00e8 una grave forma di autoreferenzialit\u00e0, della quale la Chiesa dovrebbe liberarsi, e che non dovrebbe invece essere addirittura ribadita con una lettera ai Vescovi da parte della Congregazione!<\/p>\n<p><i>Le questioni non toccate<\/i><\/p>\n<p>Ci\u00f2 che con questo approccio viene totalmente rimosso e messo a tacere \u00e8 che \u201cpane\u201d e \u201cvino\u201d, non essendo mai soltanto \u201cmateria\u201d, debbono entrare in una cultura e in una simbolica, che da almeno 200 anni non \u00e8 pi\u00f9 soltanto quella europea o mediterranea. Le diverse culture di 5 continenti vivono le simboliche e le storie di \u201cpane\u201d e di \u201cvino\u201d in modo assai diverso da Roma. Recenti studi di teologi africani dimostrano, ad esempio, che ai tempi di Ges\u00f9, in Palestina, il pane non fosse di frumento, ma di miglio. Questo non ha impedito alla Chiesa di assumere il \u201cpane di frumento\u201d come materia ordinaria della eucaristia, ma perch\u00e9 mai un \u201cuso diverso\u201d dovrebbe apparire \u2013 immediatamente e recisamente \u2013 come un \u201cabuso\u201d? E\u2019 qui in opera la stessa logica in base alla quale il \u201ccanto di pace\u201d dovrebbe essere considerato sempre un \u201cabuso\u201d, sulla base della assolutizzazione di una \u201cassenza di canto\u201d che nella tradizione corrispondeva alla \u201cassenza del rito di pace\u201d.<\/p>\n<p><i>Le soluzioni semplicistiche<\/i><\/p>\n<p>La stessa perplessit\u00e0 dovrebbe essere sollevata per il modo con cui nella lettera viene affrontata la \u201cceliachia\u201d o la produzione della materia mediante \u201cogm\u201d: non onorare una nuova consapevolezza patologica insorta nella comunit\u00e0 civile e trascurare le problematiche produttive intorno al \u201cgrano\u201d e all\u2019\u201duva\u201d costituiscono una conferma della impostazione riduttiva e direi \u201cmeschina\u201d della lettera. <i>Meschino \u00e8 pretendere di affrontare le questioni riguardanti \u201cpane\u201d e \u201cvino\u201d con un glossario e con un immaginario che vede solo \u201cmaterie valide o invalide\u201d e non vede affatto \u201ccammini storici\u201d e \u201cluoghi simbolici\u201d<\/i>. Questo impedisce alla Congregazione di esercitare una funzione autorevole. E la rinchiude nel gioco di specchi di un linguaggio autoimplicativo, vecchio e senza rapporto con le questioni reali.<\/p>\n<p>Tutta la attenzione sulla \u201cmateria\u201d, abbassata al livello di \u201cgaranzie di produzione\u201d, perde non solo il livello storico e simbolico della esperienza eucaristica, ma anche orienta la Chiesa verso una grave dimenticanza: l\u2019effetto ultimo della eucaristia, infatti, non \u00e8 il pane e vino che diventano \u201ccorpo di Cristo\u201d, ma \u00e8 la unit\u00e0 della Chiesa, che diventa \u201ccorpo di Cristo\u201d. Una attenzione ossessiva circa gli \u201cabusi intorno alla materia fisica\u201d \u00e8 spesso soltanto il frutto di una teologia eucaristica troppo fragile, troppo limitata e troppo unilaterale. Uno scrupolo troppo esasperato sulla materia rivela il pericolo di uno scivolone materialistico, con cui si pretenderebbe di difendersi dalla storia e dalla cultura, recludendo le questioni nel campo visivo di un microscopio. Ma di \u201cmakrothumia\u201d, non di \u201cmikrothumia\u201d abbiamo bisogno!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se la Congregazione per il Culto divino, sulla scia di Redemptionis Sacramentum (2004) e della circolare sul \u201crito di pace\u201d (2014) , si occupasse di \u201cmateria eucaristica\u201d (\u201csul pane e il vino per l\u2019Eucaristia\u201d) e&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12039"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12039"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12039\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12043,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12039\/revisions\/12043"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12039"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12039"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12039"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}