{"id":11941,"date":"2017-06-29T08:05:02","date_gmt":"2017-06-29T06:05:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=11941"},"modified":"2017-06-29T08:05:02","modified_gmt":"2017-06-29T06:05:02","slug":"cultura-civile-e-teologia-2-i-contenuti-e-la-forma-giuseppe-villa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/cultura-civile-e-teologia-2-i-contenuti-e-la-forma-giuseppe-villa\/","title":{"rendered":"Cultura civile e teologia (\/2): I contenuti e la forma (Giuseppe Villa)"},"content":{"rendered":"<table cellspacing=\"0\">\n<tbody id=\"the-comment-list\">\n<tr id=\"comment-3792\">\n<th scope=\"row\"><\/th>\n<td>\n<div><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Univerit\u00e0.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-11931\" alt=\"Univerit\u00e0\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Univerit\u00e0-300x220.jpg\" width=\"300\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Univerit\u00e0-300x220.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Univerit\u00e0-1024x754.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Univerit\u00e0.jpg 1756w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><em>Don Giuseppe Villa ha scritto un lungo commento al primo post di questa serie (su &#8220;cultura civile e teologia&#8221;), che merita di essere valorizzato. Lo propongo all&#8217; attenzione di tutti<\/em><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>I contenuti e la forma<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<p>L\u2019appello del Prof. Grillo di poter \u201ccreare le condizioni perch\u00e9 la cultura italiana sappia riconciliarsi con la\/le teologia\/e e che la teologia possa riconoscere il suo bisogno originario di rapporto con la migliore cultura ambiente\u201d viene da lontano ed \u00e8 stato tentato in tanti modi e non solo in Italia, come dice chiaramente lo stesso autore al punto quando cita Kant, Hegel e von Humboldt. Egli riconosce che le questioni \u201csono complesse e vanno accuratamente distinte\u201d, e per questo ne ricorda 4: il primato della \u201clibert\u00e0\u201d e il ruolo della \u201cautorit\u00e0\u201d, le diversit\u00e0 che le varie nazioni europee hanno praticato, i modi assai articolati con cui si svolge la stessa teologia e infine la distinzione tra la funzione \u201cpedagogica\u201d e la funzione \u201caccademica\u201d.<\/p>\n<p>A queste quattro aggiungerei una quinta, ossia la distinzione tra i contenuti e la forma, la forma dei processi conoscitivi (o epistemologici) con cui si arriva ai contenuti. La storia del pensiero di questo periodo segnala infatti la tendenza a identificare le posizioni conoscitive con i contenuti: l\u2019io pensante con la persona concreta, l\u2019essere con Dio, l\u2019oggetto con le cose effettive. Questa distinzione faciliterebbe la quarta distinzione, ma anche la terza. Soprattutto consentirebbe di mettere a fuoco i nodi della questione e dei protagonisti principali della nostra storia recente (almeno gli ultimi tre secoli).<br \/>\nLa sintesi formale pi\u00f9 completa conosciuta in questi secoli \u00e8 l\u2019idealismo hegeliano, che \u00e8 nel contempo, la pi\u00f9 ampia ricostruzione moderna della teologia, dopo quella di Tommaso nel Medioevo. Hegel la chiamava onto-teo-ego-logia, quella che per von Humboldt deve stare come la \u201cprima facolt\u00e0\u201d nei compartimenti di una Universit\u00e0. L\u2019estensione di tale sintesi \u00e8 ancora assai diffusa, anche se con un linguaggio diverso, ma sempre come enfatizzazione del soggetto e delle sue capacit\u00e0, o \u201cvolont\u00e0 di potenza\u201d, direbbe Nietzsche.<\/p>\n<p>A questa gigantesca ricostruzione del legame tra teologia e cultura (filosofia) si aggiunse una seconda sintesi formale, che per\u00f2 non ha avuto una gran diffusione come la precedente. A proporla nel 1879 fu Papa Leone XIII con l\u2019Enciclica Aeterni Patris con la quale tentava l\u2019unit\u00e0 dei contenuti delle varie teologie, attraverso il pensiero formale della filosofia tomistica. L\u2019Enciclica faceva da base all\u2019insegnamento nei Seminari e nelle nascenti Universit\u00e0 Cattoliche.<\/p>\n<p>Tra la prima e la seconda corre un secolo e tra la seconda e noi corre quasi un secolo e mezzo: nel corso di questo tempo ci sta una sconfinata produzione da una parte e dall\u2019altra, decisioni pedagogiche. Nell\u2019area della stessa filosofia tedesca merita ricordare quanto scrisse Heidegger nel 1964 proprio sulla forma del pensiero. Anzitutto che la teologia si interessa della fede cristiana e di ci\u00f2 in cui essa crede e, perci\u00f2, non del pensiero dialettico e speculativo (Hegel). In secondo luogo la teologia se ne dovrebbe interessare con un linguaggio non obiettivante, che ridurrebbe il pensiero a oggetti.<\/p>\n<p>Nell\u2019area della chiesa cattolica merita ricordare un breve testo di Papa Francesco del Febbraio scorso alla redazione della Civilt\u00e0 Cattolica: \u201cIl pensiero rigido non \u00e8 divino perch\u00e9 Ges\u00f9 ha assunto la nostra carne che non \u00e8 rigida se non nel momento della morte. Per questo mi piace tanto la poesia e, quando mi \u00e8 possibile, continuo a leggerla. La poesia \u00e8 piena di metafore. Comprendere le metafore aiuta a rendere il pensiero agile, intuitivo, flessibile, acuto. Chi ha immaginazione non si irrigidisce, ha il senso dell\u2019umorismo, gode sempre della dolcezza, della misericordia e della libert\u00e0 interiore\u201d. Qui la misericordia non sta nel contesto semantico della morale, ma del conoscere e del discernimento.<\/p>\n<p>Tanti commentatori si sono accorti di questa estensione semantica della misericordia che Papa Francesco ha introdotto, altri sono ancora irrigiditi in un sapere schematico, applicato pi\u00f9 facilmente su altri. La misericordia \u00e8 la disposizione che apre agli altri, ai tempi di ciascuno, anche ai tempi di una civilt\u00e0, alla lungimiranza che sa ispirare fiducia.<\/p>\n<p>Don Giuseppe Villa<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Don Giuseppe Villa ha scritto un lungo commento al primo post di questa serie (su &#8220;cultura civile e teologia&#8221;), che merita di essere valorizzato. 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