{"id":11921,"date":"2017-06-21T08:27:45","date_gmt":"2017-06-21T06:27:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=11921"},"modified":"2017-06-21T08:57:13","modified_gmt":"2017-06-21T06:57:13","slug":"la-sindrome-di-stoccolma-dei-4-cardinali-sessantottini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-sindrome-di-stoccolma-dei-4-cardinali-sessantottini\/","title":{"rendered":"La sindrome di Stoccolma dei 4 cardinali &#8220;sessantottini&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viercard.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-11922\" alt=\"viercard\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viercard.jpg\" width=\"274\" height=\"184\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cLa nostra coscienza ci spinge\u201d: cos\u00ec si intitola il testo della lettera, stesa dal Card. Caffarra, a nome proprio e degli altri 3 cardinali dubbiosi. Gustoso \u00e8 il fatto che la \u201ccoscienza cardinalizia\u201d si mobiliti solo per escludere la rilevanza della coscienza personale ed ecclesiale. La coscienza dei cardinali sostituisce e scavalca la coscienza comune: decisamente contro il dettato di AL 37. Ma che cosa dice questa lettera? Possiamo riassumerla in 4 dichiarazioni:<\/p>\n<p>a) si premette che i 4 cardinali sono fedeli alla autorit\u00e0 del Papa (andava detto, visto quello che segue);<\/p>\n<p>b) si indicano Vescovi, pastori e intere Conferenze Episcopali come sostenitrici di affermazioni che \u201capprovano ci\u00f2 che il magistero della Chiesa non ha mai approvato\u201d (ed \u00e8 evidente che la abitudine alla censura del prossimo diventa paradossale quando pretende di sostituirsi alle autorit\u00e0 preposte\u2026);<\/p>\n<p>c) si esaltano \u201claici\u201d &#8211; questi s\u00ec obbedienti e fedeli, non come i pastori, i Vescovi e le Conferenze episcopali inaffidabili \u2013 che vorrebbero garantiti i sacramenti contro questi \u201cabusi\u201d. E si segnala la prestazione dei 6 laici impegnati a maggio in un convegno nella \u201cpiccola sala di un hotel\u201d (ma presentato come un evento epocale);<\/p>\n<p>d) si domanda di essere ricevuti per discutere sui \u201cdubia\u201d gi\u00e0 presentati e sulla \u201cconfusione\u201d in cui AL avrebbe precipitato la Chiesa, e in primis i parroci;<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che sorprende, in questa lettera, \u00e8 la perdita completa di contatto tra i 4 cardinali e la realt\u00e0 ecclesiale. Il cammino sinodale, il confronto tra le diverse opinioni, la elaborazione del testo di AL e la sua iniziale recezione: tutto viene risolto in una posizione risentita e negativa, autoreferenziale e senza respiro.<\/p>\n<p>La coscienza dei cardinali li \u201cspinge\u201d: a che cosa? A resistere sulle posizioni acquisite, che vengono scambiate come le \u201cverit\u00e0 di sempre\u201d. E qui vorrei dire, con tutta la necessaria chiarezza, che sono davvero stupito di come questi 4 cardinali siano caduti nel peggiore errore di ci\u00f2 che loro chiamano \u201cmodernismo\u201d. Essi hanno talmente combattuto il moderno, che sono rimasti vittime di una vera e propria \u201csindrome di Stoccolma\u201d: si sono lasciati talmente segnare dallo scontro con il pensiero soggettivistico, da averne assunto uno dei lati pi\u00f9 problematici, ossia la identificazione della propria coscienza soggettiva con la realt\u00e0.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 evidente almeno per tre motivi:<\/p>\n<p>a) Con tutta la buona volont\u00e0, \u00e8 ben difficile che Vescovi e intere Conferenze episcopali abbiano assunto decisioni erronee, mentre laici fedeli sarebbero custodi della verit\u00e0. Questa \u00e8 una rappresentazione caricaturale della dialettica ecclesiale. Ed \u00e8 una sorta di \u201cprotesta sessantottina\u201d &#8211; i laici liberi contro la struttura oppressiva &#8211; fatta propria da menti reazionarie. Ma \u00e8 una assolutizzazione della (loro) coscienza soggettiva contro la evidenza della realt\u00e0;<\/p>\n<p>b) La esaltazione del Seminario di studio tenuto a Roma da \u201c6 laici di tutti i continenti\u201d \u00e8 a sua volta una preoccupante \u201ccampagna pubblicitaria\u201d &#8211; nel peggior stile postmoderno \u2013 contro ogni evidenza teologica e pastorale. I \u201c6 laici\u201d, proprio con i loro discorsi tenuti al Seminario di studio, hanno dimostrato di essere teologicamente incompetenti e ecclesialmente irrilevanti, senza alcun vero collegamento con il cammino ecclesiale, con il dibattito teologico e con la logica del buon senso. Ed \u00e8 allarmante (anzitutto per loro) che i 4 cardinali preferiscano i deliri infondati di 6 sconosciuti al cammino sinodale di una Chiesa.<\/p>\n<p>c) Infine &#8211; e anche questo non pu\u00f2 essere taciuto &#8211; la difesa che il card- Caffarra fa di quella che chiama \u201ctradizione intangibile\u201d &#8211; contro la quale si sarebbero mossi non solo Vescovi e Conferenze, ma lo stesso testo di AL \u2013 altro non \u00e8 che la custodia ostinata della \u00a0\u201ccollezione dei propri testi\u201d: <i>Familiaris Consortio e Veritatis Splendor<\/i> sono infatti in buona misura il frutto del pensiero e della scrittura dello stesso Card. Caffarra. E se umanamente \u00e8 comprensibile che ognuno si leghi a filo doppio ai propri testi, ci si affezioni e li veda come \u201cpassi insuperabili\u201d nella storia del mondo, proprio per questo motivo ognuno, soprattutto se \u00e8 un cardinale, dovrebbe anche considerare eccessivo che i propri testi pretendano di essere il punto di arrivo definitivo della Tradizione e della Scrittura. Una moderazione della coscienza e un supplemento di temperanza sarebbero auspicabili, per non compromettere non solo il giudizio sulla persona, ma anche quello sulla funzione cardinalizia, che non pu\u00f2 mai ridurre la \u201cvoce della coscienza\u201d alla testarda difesa dei propri diritti d\u2019autore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; \u201cLa nostra coscienza ci spinge\u201d: cos\u00ec si intitola il testo della lettera, stesa dal Card. Caffarra, a nome proprio e degli altri 3 cardinali dubbiosi. 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